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Quanti Differenziali Bisogna Installare - impianto su più piani


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17 risposte a questa discussione

#1 jumpier

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Inviato 15 settembre 2003 - 14:48

Ciao a tutta la ML.
Mi trovo a dover realizzare una stima di massima sui dispositivi da ordinare / utilizzare per realizzare l'impianto elettrico in un fabbricato dislocato su più piani. Ora, siccome l'impianto ha una discreta estensione, pensavo di installare un quadro generale (alimentato dal contatore dell'Enel tramite cavo in doppio isolamento); all'arrivo di tale cavo, installare un magnetotermico dal quale partiranno 3 montanti. I tre montanti, arriveranno a 3 interruttori M.T.D. (da 30ma) per così dire di zona o piano. Ora, il problema è che io pensavo di installare per ogni piano almeno un'altro differenziale da 10ma per i bagni (oltre a suddividere le linee forza motrice e luce che partiranno dal differenziale di zona). La cosa è sensata o vi sono delle ridondanze? Ed i montanti, essendo alimentati a monte dei differenziali, sono a norma se realizzati in cavo in doppio isolamento oppure è necessario installare un M.T.D. generale al posto del M.T.? In caso di risposta affermativa, il M.T.D. generale, dovrà avere sensibilià superiore agli altri (es. 50ma) o di pari sensibilità? Spero di essere stato abbastanza chiaro. Grazie a tutti per l'aiuto e buon lavoro.

Ciao

#2 Elvezio Franco

Elvezio Franco

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Inviato 15 settembre 2003 - 15:59

E vero che la sicurezza non e' mai troppa ma forse non bisogna nemmeno esagerare.Se parliamo di normativa e' sufficente un int.diff.puro(IN a seconda dei KW) da 30ma. a monte dell'impianto che poi sezionerai come dici tu "al piano" con int.MT.di forza e int.MT. illuminazione.
Quello che vorresti fare al piano con diff. se vuoi sentirti piu' tranquillo allora fallo con diff.selettivi ritardati in modo che scatti prima quello al piano e non quello a valle del contatore.
Ciao

Messaggio modificato da Elvezio Franco, 15 settembre 2003 - 16:00

Elvezio Franco (Elvezio è il nome)


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#3 ClA

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Inviato 15 settembre 2003 - 16:20

Differenziali da 50 mA nominali non li ho mai visti, ma si potrebbero far fare.....

#4 Volutamente Anonimo

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Inviato 15 settembre 2003 - 16:33

allora da valle a monte

primo step 30 ma (quadri di zona) (modulari)
secondo step 300ma selettivi (quadro di edificio) (modulari)

terzo step 1a, 1 sec (contatori ENEl o quadro generale) (Scatolati)

Evita i 10ma, lo puoi fare a patto che segui le prescrizioni in zona 2/3 per i locali bagno o docce (cei 64-8)

Evita se possibile piu' di 3 differenziali in serie come ti ho descritto io.

Se non ne puoi fare a meno. . proseguire con 1,5A 1,5 secondi e cosi' via.

Scusa la domanda, ma e' il primo progetto che fai??

#5 Volutamente Anonimo

Volutamente Anonimo

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Inviato 15 settembre 2003 - 16:35

per completare. . la rete di distribuzione, oltre che in funzione della sicurezza, la devi pensare anche in funzione della selettività.

E' impensabile che per un guasto di una utenza terminale (cosa alquanto probabile), salti la protezione un piano intero o un edificio intero.

#6 jumpier

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Inviato 15 settembre 2003 - 18:31

Qualche precisazione ...

per CIA: ok, ho sbagliato, è colpa della mia ignoranza nel settore; non intendevo 50ma ma 500ma (forse sarebbe meglio 300ma come suggerisce Volutamente Anonimo);

per Volutamente Anonimo: il mio lavoro non consiste nel fare progetti per impianti elettrici ma bensì automazione, quindi .... capirai la poca pratica. Infatti non pretendo di fare un progetto ma solo di tirare brevemente le somme su una ipotetica spesa come richiestomi dal cliente finale. Il perchè poi questo compito lo devo fare io ... beh vi presento il mio titolare e glielo chiedete Voi di persona laugh.gif !!

Grazie a tutti, ciao!!

#7 Volutamente Anonimo

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Inviato 15 settembre 2003 - 18:48

Jumpier scusami, ma spesso sono trafelato e nell'essere sintetico posso sembrare scortese.

La mia era una osservazione perche': se sei a digiuno di distribuzione elettrica e l'impianto e' esteso e devi fare un prezzo. . cannare e' abbastanza facile.

Anche perche' in teoria ci dovrebbe essere un progetto redatto da progettista abilitato (se la superfice e' maggiore di 200mq) e di solito uno va' a prezzare delle soluzioni gia' "pensate" da altri.

Tutto qui, in bocca al lupo, chiedi se hai bisogno di altre info.

p.s. se sei in difficoltà e hai modo di andare sull'impianto la cosa piu' sbrigativa e' "ricopiare" l'esistente (valutando poi i differenziali come ti ho detto io o come vorrai scegliere tu) e "ingrassare un po'"

Saluti

#8 Volutamente Anonimo

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Inviato 15 settembre 2003 - 20:22

> secondo step 300ma selettivi (quadro di edificio) (modulari)

per la precisione. . . come diceva il tizio a quelli che il calcio . .

Selettivo. . significa che ha un tempo di ritardo "di fabbrica" che li rende selettivi in manira cronometrica rispetto ai differenziali a valle di tipo istantaneo , NON significa che un diff. da 0,3A E' selettivo con uno 0,03 A a valle.


Nei differenziali la selttivita non la si riesce a fare variando SOLO la taglia (0,03. . . 0,3. . 0,5 . . 1. .ecc)

#9 ClA

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Inviato 15 settembre 2003 - 23:56

Per completare le risposte.
I differenziali si trovano in commercio in Europa con le seguenti Idn (correnti diff nominali):
10, 30, 100, 300, 500, 1000, 2000 mA.
Da 100 mA in su (300, 500,...) sono disponibili, oltre che in versione generica (istantanea), in versione selettiva.
Il "salto minimo" che garantisce la selettività è fra un 100 mA selettivo e un 30 mA (per forza non selettivo).
Di fatto esiste un altro salto quasi garantito: fra un 30 mA e un 10 mA purché il 30 sia di tipo "leggermente ritardato" come - per esempio - gli AP di ABB, SI di Merlin Gerin e simili.
Ciò permetterebbe di fare una selettività verticale su tre livelli.

Messaggio modificato da ClA, 16 settembre 2003 - 00:02


#10 ClA

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Inviato 15 settembre 2003 - 23:59

La differenza fra 300 mA e 500 mA è quasi irrilevante. Tant'è che molti fabbricanti hanno in catalogo o l'uno o l'altro.
Si tenga conto che un differenziale interviene con una corrente differenziale compresa fra 0.5 Idn e Idn. Centrando opportunamente la taratura di un interruttore differenziale, un fabbricante potrebbe vendere il medesimo apparecchio marchiato indifferentemente come 300 mA o 500mA!

#11 jumpier

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Inviato 16 settembre 2003 - 10:48

Grazie a tutti per le utlime info che mi avete mandato; sono preziosissime per me!!!
Portate pazienza ma avrei ancora una domandina: ho visto sui vari cataloghi (esempio bTicino) che esistono dei differenziali compatti. Esempio, sul monofase al posto di occupare 4 moduli ne occupano solo due e quindi ... beh, il conto viene da se, posso prevedere di installare dei centralini da incasso di dimensioni minori. Voi cosa ne pensate di tali prodotti? Sono validi? oppure sono meglio i classici M.T. con differenziale montato a lato?
Grazie ancora e buon lavoro a tutti!

#12 ClA

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Inviato 16 settembre 2003 - 12:51

In linea di massima sono altrettanto validi.
Tieni conto che in versione compatta non sono reperibili tutte le tipologie.
Spesso mancano i selettivi oppure i 2P (cioé magnetotermico con due poli protetti).
Poi, per fare un confronto equo, dovreesti vedere tutti i numerimi riportati sui cataloghjindei costruttori. come il potere di interruzione (il numero riportato in targa incorniciato) oppure la durata di vita (numero di manovre). Normalmente queste specifiche sono inferiori sugli apparecchi compatti.

#13 smsmsms

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Inviato 17 settembre 2003 - 16:48

Ciao a tutti ... sono nuovo della ML!!!
Ho visto questa discussione e vorrei aggiungere alcune domande:
1)-se l'impianto è suddiviso per piani, all'arrivo della dorsale / montante basterebbe installare un differenziale puro se la somma della correnti dei magnetotermici di quel piano è minore o uguale alla portata della dorsale?
2)-nel caso si installino dei differenziali puri, vi possono essere delle controindicazioni? Ed il risparmio (rispetto ad un m.t.d.) è così evidente?
3)-nel caso di impianti ad uso residenziali, converrebbe dividere la zona giorno dalla zona notte? Su quale dimensione dell'abitazione (in mq. per piano) sarebbe consigliabile o sconsigliabile?
4)-per finire ancora una domanda; ho letto quanto scritto da CIA per gli interruttori compatti e sono daccordo, ma volevo sapere se rimanendo su un potere di interruzione pari a 4.5ka, considerate validi i bipolari "compatti". Mi spiego meglio: per bipolare compatto inteddo quegli interruttori che occupano un modulo, proteccono la fase (m.t.) e SEZIONANO SOLO il neutro. Voi cosa consigliate?

Ciao, ciao

#14 jumpier

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Inviato 18 settembre 2003 - 13:30

Il costo di un differenziale puro è notevolmente inferiore a quello di un M.T.D.?

Ciao

#15 ClA

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Inviato 18 settembre 2003 - 14:42

No: a parità di ogni altra caratteristica il costo di un differenziale puro è poco inferiore al costo di un magnetotermico differenziale. Questo almeno in Italia ove i mtd sono molto utilizzati.

#16 jumpier

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Inviato 21 settembre 2003 - 19:44

Ciao SMSMSMS,
se riesci a recuperare delle info in più sui magnetotermici bipolari ad un modulo, puoi passarmi le informazioni? Così riesco a farmi una idea più precisa in merito. Grazie e buon lavoro.

Ciao

#17 smsmsms

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Inviato 22 settembre 2003 - 17:13

Per ora non ho ricevuto NEWS; se ricevo qualche dritta (anche in pv) ti faccio sapere. Ti pregherei di fare lo stesso nei miei confronti. Grazie e ciao.

SMSMSMS

#18 ClA

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Inviato 23 settembre 2003 - 10:44

I magnetotermici bipolari ad un modulo (non differenziali) sono fabbricati dalla maggior parte dei produttori (ABB, BTicino,....).
Sono tutti 1P+N (polo di fase protetto e neutro apribile) con l'unica eccezione di Gewiss che ha relizzato un 2P (polo di fase e di neutro entrambi protetti) in un unico modulo.

I magnetotermici differenziali in un unico modulo esistono - per quel che ne so io - solo all'estero. Sono apparecchi di tipo "dipendente dall'alimentazione" ("elettronici") e perciò non utilizzabili come protezione primaria.