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Caldaia A Gas E Termocamino - installazione a vaso aperto


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7 risposte a questa discussione

#1 mark83

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Inviato 24 ottobre 2011 - 13:46

Salve ragazzi,
ho un impianto termico funzionante con un termocamino a vaso aperto, adesso ho installato anche una caldaia murale ferroli domiproject 24. Adesso ho il problema che con la pressione del vaso aperto a 0,4 bar la caldaia non riesce a funzionare perchŔ il pressostato Ŕ tarato a 0,6 bar. Adesso chiedo che rischi si corrono se cambio il pressostato alla caldaia e la faccio lavorare a 0,4 bar? Si pu˛ rovinare lo scambiatore?
Grazie a tutti.

#2 antonioST4

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Inviato 24 ottobre 2011 - 17:38

non devi manomettere la caldaia...

devi separare idraulicamente i due generatori, per precise ragioni tecniche e per non incorrere in complicanze burocratiche e normative.

caldaia= vaso chiuso
camino = vaso aperto

un elemento di "raccordo" potrebbe essere il consueto scambiatore a piastre

#3 mark83

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Inviato 24 ottobre 2011 - 18:28

A livello informativo per cultura personale, puoi spiegarmi quali sono le ragioni tecniche?
Grazie.

#4 innohit

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Inviato 24 ottobre 2011 - 19:47

Ad esempio che la caldaia a 0,4 non va. superlol.gif Oltretutto se la caldaia Ŕ progettata per lavorare a 1,5 bar bisogna dargli quella pressione.

Messaggio modificato da innohit, 24 ottobre 2011 - 19:48


#5 eros72

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Inviato 27 dicembre 2011 - 22:15

anche io ho lo stesso tipo di impianto a casa puoi tranquillamente ponteggiare il pressostato della caldaia e far funzionare tutto con il vaso aperto la caldaia lavora comunque l.importante e' che abbia l'acqua non che c'e' l'abbia a una data pressione perche' il pressostato e' una sicurezza per garantire appunto la PRESENZA dell'acqua comunque separare i due circuiti tramite uno scambiatare a piastre e' sicuramente una buona cosa

#6 innohit

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Inviato 28 dicembre 2011 - 00:08

comunque separare i due circuiti tramite uno scambiatare a piastre e' sicuramente una buona cosa


Ŕ obbligatorio a meno che non si vogliano sommare le potenze dei due generatori e avviare pratiche ISPESL.

#7 antonioST4

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Inviato 28 dicembre 2011 - 00:35

se avete un impianto per il quale la caldaia Ŕ in serie ad un camino a vaso aperto, beh non avete un impianto: AVETE UN ACCROCCHIO.

la caldaia lavora a vaso chiuso e dunque in pressione; continui reintegri di acqua corrente comporterebbero solo pi¨ calcare in giro. la caldaia ha limiti di ingombro, ha la possibilitÓ di poter modulare la potenza, dispone di sicurezze anche ridondanti; non ha bisogno di accogliere ebollizioni in quanto non dovrebbero avvenire.

il termocamino non ha possibilitÓ di modulare la potenza, tutto sta al manico di chi lo carica. il termocamino pu˛ andare in ebollizione e in quel caso nulla Ŕ meglio di un vaso aperto, che se volete, Ŕ uno sfogo in aria libera....che scongiura danni ingenti da ebollizioni ed aumenti di pressione.

due sorgenti termiche in serie partecipano entrambe al riscaldamento dell' acqua. per le ingenti potenze in gioco si deve prendere un insieme di provvedimenti atti ad evitare che si creino situazioni pericolose per le persone e le cose; dette regole sono conosciute nell' ambiente come pratiche I.S.P.S.E.L.
Ovviamente la legge si preoccupa di controllare a monte che certe situazioni non accadano, prescrivendo la progettazione di detti impianti da parte di professionisti abilitati. per gli impianti di taglia minore, <35kw, il progetto e la realizzazione a regola d' arte del sistema e cura e responsabilitÓ dell' installatore, e del suo responsabile tecnico, quando le due figure non coincidono.

se io interpongo un sistema di separazione tra i fluidi dei due generatori, come ad esempio uno scambiatore, le due sorgenti lavorano comunque in summa, ma ciascuno per gli effetti dei propri fludi.

se io un ebollizione al termocamino non trasporto le conseguenze deleterie in caldaia e viceversa. confinando ognuno dei due generatori nelle proprie ristrette potenzialitÓ dannose, si evita il danno somma delle due, senz' altro di entitÓ maggiore.

ora io domando al caro utente che mi ha preceduto, e che suggerisce l' inutilitÓ del pressostato di sicurezza in caldaia: cosa succede se la quota di installazione della caldaia Ŕ tale che il contributo del vaso aperto Ŕ insufficiente? e se lo scambiatore si intasa?
ed hai mai visto che fine fa dopo alcuni mesi alle intemperie il galleggiante di alimento dei vasi aperti? se un bel giorno ti risvegli con il vaso asciutto, lo scambiatore incrostato ed una necessitÓ di acs (massima potenza caldaia) che fine pensi di fare???


le proprie opinioni si esprimono in maniera sacrosanta, ma se cozzano con le regole di buona tecnica rimangono tali e destituite di fondamento.

solo un' ultima cosa: forse il mio modo di scrivere mi fa apparire come unico custode della veritÓ: in realtÓ mi attengo solo ai dettami delle discipline attinenti...

#8 innohit

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Inviato 28 dicembre 2011 - 11:25

se avete un impianto per il quale la caldaia Ŕ in serie ad un camino a vaso aperto, beh non avete un impianto: AVETE UN ACCROCCHIO.


Grande Antonio thumb_yello.gif