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> Impianti Elettrici In Francia, E' possibile e come certificare
nope
messaggio 9/04/2008, 18:49
Messaggio #1


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Mi e' stato chiesto di ristrutturare 2 bilocali in Francia da proprietari italiani.
La mia perplessita' riguarda le norme e la certificazione da rilasciare.
In particolare le abilitazioni valide in Italia valgono anche in Francia e dove andra' depositata la certificazione?
Il proprietario mi ha detto che in passato il suo ex elettricista gli ha rilasciato la certificazione sugli stessi moduli validi per l'Italia e senza ottemperare ad altro.
Gli ho chiesto una copia della certificazione per capire quale normativa e' stata richiamata ma non l'ho ancora ricevuta.
Qualcuno ha gia' avuto esperienze in merito ?

Grazie
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Paolo Cattani
messaggio 9/04/2008, 21:16
Messaggio #2


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Le Norme sono diverse, anche si somigliano tutte fra loro in Europa. Cambiano le denominazioni anche dei cavi, il calcolo delle sezioni, e poi è ancora in vigore una doppia tarffazione forza/luce. Se cerchi in francese nei siti della Legrand e della Hager, trovi le documentazioni complete. Intanto, comincia con questi siti di informazione generale, e poi cerca materiale sulle NFC 15-100.

http://www.maison-domotique.com/dossiers/n...00/securite.php
http://www.mininova.org/tor/701878
http://forums.futura-sciences.com/faq/nfc15100.pdf
http://www.easyelectric.fr/page02.html
http://www.2jinnov.com/NFC15100.htm
http://www.celduc-relais.com/all/pdfcelduc/protecUK.pdf (non c'entra, ma è carino)
http://www.rowenta.it/NR/rdonlyres/653D809...ualio_FR050.pdf (un esempio, al punto 3)


Questi siti eranon attivi fino a due settimane fa... prova se funzionano, a me danno errore
http://perso.orange.fr/.-me/section_protection.html
http://perso.orange.fr/.-me/tv_tel.html
http://perso.orange.fr/.-me/reperage.html
http://perso.orange.fr/.-me/prises_courants.html
http://perso.orange.fr/.-me/circuit_specialises.html
http://perso.orange.fr/.-me/lumiere.html
http://perso.orange.fr/.-me/ddr.html
http://perso.orange.fr/.-me/chauffage.html
Attenzione che la EDF impone anche delle norme per la realizzazione del vano contatore: http://perso.orange.fr/.-me/gtl.html
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Nino1001
messaggio 10/04/2008, 11:45
Messaggio #3


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CITAZIONE
l calcolo delle sezioni,
blink.gif
calcolo? Forse volevi scrivere che vogliono una c.d.t. bassissima...che portano ad avere un impianto con sezioni diverse dalle ns.
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ClA
messaggio 10/04/2008, 12:32
Messaggio #4


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Non conosco le norme francesi, ma in generale le norme per le abitazioni al di fuori dell'Italia sono molto più esigenti.

In generale si può affermare che l'impianto standard italiano non è ammesso.


Per esempio questi sono i possibili requisiti:

- numero adeguato di circuiti
- differenziali solo di tipo A o di tipo A dove necessario
- valore massimo di Re imposto
- no al differenziale usato assieme per la protezione dai contatti indiretti e protezione addizionale
- 10mA nei bagni

E' facile che prima o poi anche in Italia avremo requisiti simili.
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nope
messaggio 10/04/2008, 17:56
Messaggio #5


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Ho cominciato ad indagare su vari fronti e comincia a venirmi l'orticaria.
Ho trovato anche questo testo che mi fara' venire il morbillo:

La Franda: Il Consuel

In Francia il problema della sicurezza degli impianti elettrici domestici è stato affrontato in modo sistematico.
È stato costituito nel 1972 un organismo ad hoc che si occupa di effettuare le verifiche degli impianti elettrici: il CONSUEL, una associazione che rappresenta tutti gli operatori della filiera elettrica (dai distributori di energia ai produttori di materiale elettrico, dagli installatori agli utilizzatori finali).
La missione del Consuel è quella di garantire la sicurezza degli impianti elettrici.
Tutti i distributori di energia elettrica prima di effettuare la messa sotto tensione di una installazione nuova o rinnovata sono tenuti ad esigere un attestato di conformità dell’installazione secondo le norme di sicurezza in vigore.
Questo attestato (il quale deve essere redatto su formulano ufficiale Cerfa) deve essere compilato dall’installatore stesso in quanto responsabile dell’opera e quindi della dichiarazione. In seguito gli attestati vengono controllati dal Consuel.
I controlli delle installazioni vengono effettuati a campione secondo un metodo che tiene conto sia di fattori tecnologici sia di parametri legati alla attività della stessa impresa installatrice.
Nelle abitazioni individuali i controlli si fondano su una percentuale di installazioni realizzate da installatori professionisti. I controlli sono invece sistematici nei condomini e per i lavori effettuati da imprese non professionisti.
Tutti i distributori di energia elettrica prima di effettuare la messa sotto tensione di una installazione nuova o rinnovata sono tenuti ad esigere un attestato di conformità dell’installazione vidimato dal Consuel.
Il Consuel si autofinanzia con la vendita degli attestati di conformità che le imprese sono tenuti ad acquistare prima della realizzazione dell’impianto.


I Francesi cominciano a diventarmi simpatici.
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Paolo Cattani
messaggio 10/04/2008, 22:15
Messaggio #6


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Ma come, Nino, la cdt bassa? con sezioni da 1,5 su 16 A?

Alcune curiosità.....

Au moins un socle de prise de courant 2P + T 16A doit être à proximité de chaque prise de télévision ou de téléphone.

Nombre de socle maximum sur un même circuit de protection. (771.314.2.1)
-5 si la section des conducteurs est du 1.5mm2
-8 si la section des conducteurs est du 2.5mm2

Type de circuit / Section minimale des conducteurs en mm2 / Disjoncteur / fusibles
-Eclairage, volets roulants, prises commandées / 1,5 / 16A / 10A
-Prises de courant 16A (2P + T) :
- circuit avec 5 socles maximum / 1,5 / 16A / Interdit
- circuit avec 8 socles maximum / 2,5 / 20A / 16A
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LB81
messaggio 10/04/2008, 22:33
Messaggio #7


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CITAZIONE
ma in generale le norme per le abitazioni al di fuori dell'Italia sono molto più esigenti.

fatta eccezione per i cavi direttamente cementati nell'intonaco: in Italia erano stati vietati, ma poichè in tutto il resto del mondo sono sempre stati ammessi, per uniformarsi alle norme europee hanno abrogato il divieto ph34r.gif

Ciao smile.gif
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JumpMan
messaggio 11/04/2008, 21:32
Messaggio #8


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Mi sembrano tuttaltro che esigenti se proteggono l'1.5 con un magnetotermico da 16 e il 2.5 con uno da 20 !
Se come protezione mettono fusibili le taglie sono corrette, come mai i magnetotermici li mettono una taglia in più ?
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ClA
messaggio 11/04/2008, 22:11
Messaggio #9


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CITAZIONE
Mi sembrano tuttaltro che esigenti se proteggono l'1.5 con un magnetotermico da 16 e il 2.5 con uno da 20 !


Non è proibito nemmeno in Italia, le tabelle delle portate non cambiano.
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Nino1001
messaggio 12/04/2008, 09:05
Messaggio #10


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CITAZIONE
fatta eccezione per i cavi direttamente cementati nell'intonaco: i

Siamo OT, è un lavoro un pò sporco ma sotto il progilo della sicurezza cambia poco, forse è più sicuro. Esempio:
3 cordicelle da 1,5 protette in tubo flessibile da 16 , il tubo è annegato nel cemento. 3 x 2,5 mm2 protetto da guiana annegato nel cemento. oppre: Cavo passato nei mattoni forati. In fin dei conti o passato nei buchi dei mattoni o appoggiato su passarella cosa cambia? In abendue i casi non sono sfilabili (passerelle industriali, cavi sovrapposti).

Ritornando in tema: Certe volte ho l'impressione che formule, calcoli e ragionamenti sono un optinal. Vecchi magazzini serviti dalle vecchie piattine con carichi pesanti e nessun incendio. Incredibile. Eppure è capitato a tutti noi. Quel conduttore con quel carico DEVE bruciare. Invece no. Stà lì....e ci tocca pure la battuta del cliente "Ha sempre funzionato" ph34r.gif
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ClA
messaggio 12/04/2008, 10:56
Messaggio #11


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CITAZIONE
è un lavoro un pò sporco ma sotto il progilo della sicurezza cambia poco, forse è più sicuro


infatti, è il solito discorso

si scambiano le consuetudini, magari locali, con dei requisiti di sicurezza o con le norme
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settepertre
messaggio 17/04/2008, 22:25
Messaggio #12


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stavo (ri)leggendo il DM 37/08 e ho notato che all'art 5 par 3 si specifica che i progetti redatti da Paesi membri sono parificati ai nostri, quindi tutti abilitati a fare progetti in Italia, ma dove noi possiamo fare altrettanto? Chi lo sa?
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ClA
messaggio 17/04/2008, 22:29
Messaggio #13


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CITAZIONE
i progetti redatti da Paesi membri sono parificati ai nostri


Progetti o progettisti?

Un conto è il titoilo di studio o l'abilitazione professionale.

Un altro conto sono leggi e norme tecniche che variano ancora da paese a paese.
E, visto il giro di vite che è stato compiuto in vari paesi europei in merito agli impianti elettrici domestici, è difficile che un impianto "a norma " italiano lo possa essere anche all'estero.
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LB81
messaggio 18/04/2008, 18:36
Messaggio #14


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In Italia le norme non mancano, ma i controlli sì...

Ciao smile.gif
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Nino1001
messaggio 18/04/2008, 18:47
Messaggio #15


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è difficile che un impianto "a norma " italiano lo possa essere anche all'estero.

Graditi alcuni esempi pratici. Dove falliamo? e magari perchè. (ambito civile). Ovvero confrontiamoci. Non guardate me perchè le lingue straniere le mastico poco (...e ad ascoltare il solito maligno anche l'itagliano)
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ClA
messaggio 18/04/2008, 20:38
Messaggio #16


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Graditi alcuni esempi pratici. Dove falliamo? e magari perchè. (ambito civile).


Per esempio, in ambito civile, sono previsti un numero minimo di circuiti in base alla metratura, ognuno protetto da differenziale.
Quindi il differenziale unico che copre due o tre linee in Francia non è ammesso.

Così pure per partcolari carichi è obbligatorio il differenziale di tipo A che normalmente in Italia non vengono installati.
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settepertre
messaggio 18/04/2008, 21:05
Messaggio #17


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e negli altri Paesi??!

siamo sempre gli ultimi?

Un paese tipo la Grecia (spero non di non causare un problema diplomatico), per miei ricordi estivi passati, non penso sia molto restrittivo in normative.

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ClA
messaggio 18/04/2008, 21:23
Messaggio #18


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In molti paesi d'Europa le norme impianti relative alle installazioni domestiche stanno subendo un "giro di vite".

Motivo? la prassi diffusa di interpretare le norme al "minimo".

Per esempio.

La norma parla di suddivisione di un numero di circuiti adeguato alle esigenze, per garantire selettività e continuità di servizio.
Ma non specifica quanti!
Spesso solo due, o uno solo!

Altre esempio. Differenziale da 30mA messo dappertutto, anche dove non sarebbe necessario o opportuno.
Per esempio differenziali da 30mA messi alla base del montante, formalmente a norma ma del tutto insensati.

Selettività sconosciuta.
Differenziali da 10mA del tutto sconosciuti malgrado la raccomandazione di installarli nei luoghi a maggior rischio come il bagno.

Differenziali di tipo A non utilizzati o utilizzati a casaccio.

Questa prassi diffusa risulta anche a svantaggio del cliente che non è in grado di distinguere un impianto di qualità da un impianto "minimo".
Pure è a svantaggio dell'installatore più scrupoloso che soffre la concorrenza dell'installatore risparmioso, senza saper difendere i vantaggi del proprio lavoro.

E' probabile che prima o poi qualcosa accada anche in Italia.
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PLCforum Staff
messaggio 3/03/2012, 17:00
Messaggio #19


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