Scherzi a parte, il gas cromatografo è uno degli attuali strumenti base per l'analisi chimica e viene normalmente utilizzato per scoprire l'esistenza e la quantità, presente in un campione sconosciuto, di sostanze chimiche identificabili dalla loro "curva caratteristica", che confrontata con un database di curve viene associata al tipo di composto probabile. In pratica serve a scoprire cosa c'è dentro ad un campione: viene usato in tutti i campi di analisi, dagli idrocarburi alla lotta contro la droga, dall analisi delle proteine alimentari alla medicina legale (CSI: Miami docet!). I campi di utilizzo sono sterminati, basta fare una ricerca in rete...
Naturalmente l'evoluzione tecnica e la miniaturizzazione hanno portato alla diffusione di sistemi più rapidi ed economici: il GC che ho visto qualche anno fa nel laboratorio chimico di una centrale enel (non veniva però usato per gli idrocarburi) era grosso come una panda, ci volevano ore per ripulire la colonna dopo UNA analisi e costava due miliardi di allora.
Ora sono in commercio GC minuscoli, da mettere in linea sulle tubazioni del gas, individuando le proporzioni delle varie impurità che vi si trovano e fornendo dati ulteriori quali quelli già citati.
L'ultima frontiera sono dei GC con colonne usa-e-getta ricavate su di un vetrino da microscopio o addirittura ricavati in substrati inerti con nanotecnologie MEMS: l'intero apparecchio è grande come un pacchetto di sigarette, e può avere utilizzi svariati, come nel campo militare, dove si usa per stabilire sul campo se ci si trova davanti a sostanze nocive o tossiche.
Per l'analisi in fase liquida viene attualmente usata l'HPLC, con la stessa funzione
Un paio di link,
qui e
qui