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graxoit
Salve a tutti,più che un quesito vorrei gentilmente chiedervi un parere sulla strumentazione da comperare.
Mi stanno capitando clienti che vogliono il cosidetto "certificato di conformità"
del loro appartamento, e visto che il rischio è tanto,(non avendolo fatto io!)mi dovrei appunto responsabilizzare di quell'impianto.E' sufficente un "prova differenziale" e un "misuratore di terra"?
In tal caso,sapreste anche indicarmi + o - i prezzi,e dove andare a prenderlo?
O se qualcuno me lo può vendere.
Io abito a milano.

PS:(Questo è un sito molto costruttivo,le volte che entro imparo sempre qualche cosa....ma per vari motivi non riesco spesso a collegarmi! Ecco perchè
vi lascio la mia e-mail nel caso qualcuno volesse scrivermi per vendermi qualche strumento.)

Grazie ancora un saluto a tutti gli uomini elettrici e non....
ppaseri
Scusa Francesco, ma la dichiarazione afferma solo che l'impianto è a regola d'arte con componenti ecc... e che nel farlo si è seguito la normativa ecc....
Quindi tu vai, lo verifichi con tutte le prove sturmentali e a vista te se tutto è positivo DICHIARI che è stato eseguito a regola d'arte. biggrin.gif
Dario Valeri
ciao
concordo con ppaseri ed anche a me risulta cosi'
la pratica di affermare che l'impianto e' a regola d'arte (se lo e' sul serio)
e di affermare anche che e' stato fatto da altri e' una pratica
che mi risulta sia normale! (ed assolutamente legale.)

ciao a tutti
dario
Dario Valeri
ciao
la dichiarazione , alla quale mi riferivo io non e' questa.
non sei obbliagato ad usare questo stampato , ad ogni modo
appena mi capita in mano provvedero' a diffonderla.
comunque poniamo questo esempio.
una azienda realizza l'impianto della mia abitazione ma , per un qualche motivo non possono o non vogliono dare la dichiarazione.
cosa succede??? saro' condannato a non poter avere la certivìficazione??

no! si chiama una ditta abilitata che fara' tutte le verifice necessarie , sezioni , misure , cadute , terra e poi dichiarando che non sono i realizzatori dell'impiantoma ma che che esso e' a norma ecc.ecc.



ciao
dario
ppaseri
CMQ basta , ed è legale, scrivere per es. verifica idoneità impianto e.....barri Altro è voila!!!! sei un tecnico nella legalità.
è un dibattito già fatto da tempo su tuttonormel, cerco i dati e te li mando.
Il modello della dichiarazione è vecchio , ad uso di elettricisti, idraulici ecc....

Altra soluzione cmq potrebbe essere l'autocertificazione ma...dimmi il cliente non sà se è a norma ti chiama , tu vedi verifichi e poi....gli dici di farsi l'autocertificazione????

(Cribbio biggrin.gif quanto mi piace lo scambio di opinioni....ed il bello è che sul forum non mancano le occasioni.)
Lucky67
Scusate,
che vuol dire che la ditta installatrice non PUO' o NON VUOLE emettere la dichiarazione???
Se non vuole va denunciata alla camera di commercio di appartenenza. Se non può vuol dire che magari non ha i requisiti e allora una parte di correità ce l'ha anche il committente che non ha verificato l'idoneità dell'azienda all'esecuzione di determinati lavori (culpa in eligendo) o magari per risparmiare ha affidato detti lavori a persone che a tempo perso si qualificano tecnici elettrici (in questo caso ben gli starebbe che nessuno si adegui a fornirgli certificati falsi anche se purtroppo qualche gonzo lo trovano sempre).
In ogni caso, un documento redatto da chicchessia pur avendo effettuato verifiche e misure non sostituisce la dichiarazione e quindi non ha nessun valore legale.
ppaseri
Calma....chiariamo le cose: ammettiamo solo che il proprietario dell'appartamento x un qualunque motivo non abbia la dichiarazione ( per esempio non ha pagato la ditta installatrice, ma tu non lo sai, infatti io la rilascio solo a saldo fattura ), ti chiama per sapere se l'impianto è a norma dl 46/90 tu fai le verifiche del caso e DICHIARI che l'impianto è ....e a seguito ecc....caro francesco sono alemno 10 anni che ogni tanto esce questo quesito, io personalmento l'ho risolto semplicemente chiedendo agli uffici competenti.Fidati...( oppure chiedi meglio) fare una dichiarazione di verifica adeguamento impianto è completamente legale.....
Chiediti come mai gli installatori per legge sono Pubblici Ufficiali ( da poco cmq ) e perseguibili se non DENUNCIANO un'inadempienza su impianto.... sad.gif .
Dario Valeri
ciao
lucky supponiamo che la ditta non voglia emettere il documento perche'
per un qualche motivo non c'e' accordo sulle cifre (soldi), per esempio
voglioni piu' di quanto pattuito... cosa si fa??? si possono denunciare ???
per cosa ?? chi dice quali siano le cifre ???

non vi sembra che ci siano lacune in queste norme??

dario
Elvezio Franco
Ciao a tutti,(speriamo riesca a postare sad.gif ).
Il documento va consegnato alla fine dei lavori in modo tassativo;le cifre non hanno alcun valore.
Chiunque,purche' abilitato,puo' emettere certificazione d'impianto alla regola dell'arte anche se non lo ha eseguito fisicamente.Resta il fatto che dovra' controllare che tutto sia in ordine ed eventualmente fare i lavori anche perche'
ne sara' responsabile fino ad oltre(di 5 anni)oltrte la fine dei suoi giorni (tramite eredi)
Ciao
carpluca
Non si può omettere di rilasciare la dichiarazione di conformità....
e purtroppo nemmeno se non ti pagano!!!

Le clausole del tipo: "La dichiarazione di conformità verrà rilasciata solo a saldo dei lavori eseguiti" sono vessatorie e quindi nulle.

Provato sulla mia pelle.

Ciao.
ppaseri
Non si potrà omettere ma di rilasciarla , ma in certi casi...., è l'unica arma che hai.
Preferisco una denuncia che non essere pagato ........anche xchè poi si discute in tribunale....e li casca l'asino.
Sai del tipo ....ma io i lavori mica li ho terminati.....devo ancosa verificare ecc....
Tornado all'argomento: io sono convinto che se controllo un impianto che deve avere la conformità e non l'ha x qualunque motivo posso rilasciarla.
se L'ELETTRICISTA MUORE PRIMA DI RILASCIARLA ED è solo e senza nessuno...il cliente deve rifare il lavoro?????
E poi c'è eventualmente x chi non vuole agire così la scappatoia....Sostituito interruttore Differerenziale con ....ecccc...
ddp
L’art 9 46/90 dice che la dichiarazione di conformità la può rilasciare solo la ditta che esegue fisicamente il lavoro,mentre l’art14 46/90 dice che nella verifica, da parte di un'altra ditta o da chi ne ha i requisiti, può solo fare collaudi ove previsti, ed accertare la conformità dell’impianto,ma non dice che può rilasciare dichiarazioni di conformità.
Quindi ha perfettamente ad insistere sul fatto che è illegale,concordo sul fatto che ci sia un vuoto legislativo,lo stesso che ha permesso di adeguare impianti fatiscenti (art5 dpr447 91), che dovrebbe essere colmato,però le cose stanno attualmente in questo modo e fintanto che rimarranno così se ne potrà discutere in eterno.
Quindi è inutile che persone come ppaseri si arrampicano sui specchi per dimostrare che ciò si possa fare, se non trovando cavilli per aggirare la legge,cosa tipicamente italiana,con questo si dimostra solo di non essere competenti nel proprio campo di lavoro.
ppaseri
biggrin.gif Scusate , la risposta ha tardato ma ero fuori.
Dunque...se non erro DDP mi dà dell'incompetente...bene, ne prendo atto e mi domando che grado di competenza abbia lui... blink.gif
Tuttonormel , il cui direttore è l'ing. Carrescia e relativa redazione ..( se DDP non sà chi sia faccia una ricerca in internet ) sul libro Elettroquesiti 5 ( edizioni TNE) pagina 67 scrive....:
" In questi casi eccezionali, il commitente deve rivolgersi ad un'altra ditta installatrice la quale controlla e completa i lavori; se ne assume ogni responsabilità e rilascia la dichiarazione di conformità" ovviamente completa se sono da completare....

Poi se non bastasse sui forum di TNE ci sono risposte di professionisti...ma sono in contrasto tra di loro

Visto che un caso del genere mi è capitato un paio di anni fà ho fatto richiesta esplicita allla CCIAA...risposta come sopra: verifica, prendi la responsabilità dell'impianto e fai la dichiarazione.

La risposta + bella cmq penso sia questa:
Non può esserci una risposta precisa perchè la legge non prevede un caso simile, non prevede che un istallatore realizzi un impianto e non rilascia la D.C. per qualsiasi motivo, neanche per fallimento o morte. Non è valido nemmeno l'atto notorio che riguarda solo impianti preesistenti alla entrata in vigore della L. 46/90. Di conseguenza bisogna ragionare con la giurisprudenza (che nello specifico non mi risulta ci sia) oppure con il buon senso. Il buon senso mi dice: qual'è lo scopo di questa legge ? Realizzare i lavori a regola d'arte e rendere responsabile chi li realizza. Quindi, si chiama un altro installatore, questo verifica tutto l'impianto e se è tutto a regola d'arte, rilascia la dichiarazione di conformità rendendosi responsabile come se avesse lui stesso realizzato l'impianto.

Scusatemi, sono stato prolisso....ma se un tizio mi da dell'incompetente....be.... mad.gif
Claudio Monti
Ragazzi, io non sono il moderatore, ma vi prego di abbassare i toni... si può ragionare lo stesso!
Dario Valeri
ciao
forse l'incompetente sono io .. .....quindi quardo la cosa da un altro angolo.
ci sono centinaia (100naia) di ditte che invece lo fanno ... al nord , al sud , al centro , a est
, a ovest , insomma dappertutto!!! possibile che siano tutti banditi?? oppure tutti sprovveduti oppure tutti incompetenti??? in fin dei conti sono periti ed ingegneri!! alla fine di tutto la dichiarazione la
consegnano e fanno una assunzione di responsabilita' !!! evidentemente un fondamento di legalita' ci
DEVE ESSERE non trovate??


dario
Giuliano58
Mi aggiungo alla discussione.
Sicuramente la Legge 46/90 è carente e non copre i casi dove la Ditta installatrice non ha rilasciato la dichiarazione di conformità, spero che siano rari.

E' pur vero che solo dal Ditta che fisicamente ha installato l'impianto può rilasciare il documento, ma è anche vero che, ragionando, un'altra ditta può verificare l'impianto e rilasciare la dichiarazione, al limite negli allegati, annota questa situazione.

Ma a questo punto potrebbe nascere un'altro problema, io verifico l'impianto ma chi mi dice che sia stato installato da una Ditta abilitata? Potrebbe essere stato eseguito da un abusivo! In questo caso favorirei questa situazione illegale!

Sicuramente è una questione strana, per esempio l'impianto potrebbe essere verificato da un professionista, che però non può rilasciare dichiarazioni di conformità, ma solo relazioni tecniche, pareri e verbali scritti.

Considerazioni:

La Legge 46/90 aveva un buon fine, ma si è dimostrato che non è stato ottenuto fino in fondo, il motivo principale è la completa mancanza di verifiche, anche solo a campione.

Saluti, Giuliano
ddp
L’opinione di tutto norme e chicchessia e autorevole però rimane sempre un opinione,questo perchè non sono organi giudiziari e legislativi, che tuttora non si sono espressi sull’argomento in questione con una sentenza chiarificatrice,quindi in caso di controversie il giudice può interpretare la legge alla lettera e decidere che chi firma si assume la responsabilità...di commette una cosa illegale.

C. Monti,hai ragione però non è colpa mia se c'è chi la prende sul personale,atteggiamento quasi infantile........
Dario Valeri
ciao
DDP un momento ... le norme non le fanno gli organi giudiziari ... le norme non sono leggi
perche' le leggi le fa' il parlamento ecc.ecc. (parlado di competenza eh)
le norme le fanno i........ normatori le norme sono suggerimenti!!!(o poco piu')
i legislatori ??nulla hanno ha che fare (fintantoche' non si tratti di interpretare).
(il CEI non sono ne politici ne giudici, ecc.ecc.)
il parere di tuttonormel in questo momento e' la cosa piu' autorevole (e seria)che ci possa essere
visti i BUCHI lasciati dai normatori ammanigliati alle aziende produttrici.
Sbaglio ??, mah dal tono di questa discussione e dal terreno fertile che trova direi di no!

saluti a tutti (competenti o meno)

dario
ddp
Appunto, nella legge 46/90 c’è un errata interpretazione del legislatore nei confronti del normatore,però rimane sempre il fatto che alla fine quello che conta è quanto scritto nella legge ho interpretato da organi giudiziari e non l’opinione di tuttonormel
Dario Valeri
ciao
ok ragazzi mi fa piacere che la discussione abbia coinvolto molte persone preparate , professionisti ed uno qualunque (me) .
ritenendo , quindi , che questa discussione sia di interesse generale ho consultato un professionista (perito industriale iscritto)della provicia di gorizia che dopo alcuni corsi e' stato abilitato a fare i sopralluoghi di verifica . (se non ho capito male ASS ma saro' piu' preciso)
egli mi ha fornito una spiagazione moooolto semplice e lineare che prima di scrivere qui vorrei che mi venisse riconfermata da lui.
per non sembrare scortese ,dicendo e non dicendo, anticipo che egli ha ammesso una scarsa chiarezza testi e nei moduli, ma che , comunque , esiste un metodo per poter fare il meglio anche nei casi piu' ingarbugliati.
(tentero' di fare scrivere lui ,nei prossimi giorni)

ciao a tutti
dario
Dario Valeri
ciao
ok ragazzi eccomi qua .
sono riuscito a parlare nuovamente con quel professionista (p.i.) che
mi aveva spiegato come ci si comporta nei casi sopra descritti.

Egli mi ha ribadito che sicuramente c'e' un vuoto normativo quindi
bisogna percorrere la strada dall'inizio.

A CHE COSA SERVE LA DICHIARAZIONE DI CONFORMITA?? egli mi ha chiesto
perche' in questi casi e' la proma domanda da farsi !

la dichiarazione non serve di certo a scoprire chi a fatto il lavoro ma bensi' ad essere certi che il lavoro
sia fatto a regola d'arte (sezioni , lunghezze, potenze, materiali,ecc)
quindi poco conta cosa ci sia scritto sulla dichiarazione di conformita' (ditta esecutrice)
perche' nel caso in cui , come si diceva , la ditta stessa non possa emettere il documento
si creerebbe una situazione senza uscita.
egli mi ha ripetuto che la dichiarazione emessa da un altro professionista e' accettata e mantiene
la validita' assoluta.!


ciao a tutti
dario
ppaseri
Cribbio valerio....mi è appena arrivato tuttonormel di giugno ( ora ora ) e nelle lettere el direttore sad.gif la risposta contraddice ciò che era scritto sui quesiti e su un'altro numero!!!! ( sempre dello stesso editore).
Pazienza , vuol dire che sono un bandito fuorilegge.. ( o lo sono stato ) tongue.gif
Vorra dire che mi porterete il panettone con la lima, ma sono sicuro che sarò in buona compagnia.
ppaseri
Volevo dire Dario , uffa.
Dario Valeri
CIAO PIERO
saro' un po duro ... ma non capisco (io non sono abbonato a tne)
ad ogni modo l'ispettore mi ha confermato che la strada e' quella
quindi non ci sono problemi a fare le dichiarazioni (ovviamente veritiere)
da parte di ditte che non abbiano eseguito il lavoro.


ciao
dario
taddeus
Direi che dicharazione di conformita' e certificati di collaudo (titolabili anche
come certificazioni di conformita') abbiano poco in comune.

Chi esegue tipologie impiantistiche indicate secondo 46/90 deve rilasciare
la relativa certificazione.
SEMPRE, chi non puo' rilasciarla non e' autorizzato ad eseguire tali opere.


ciao a tutti smile.gif
samp
Buon giorno a tutti.
Mi sembra che la discussione sia molto particolre, almeno quanto quella sul sesso degli angeli.
Se il legislatore ha lasciato appositamente delle zone grigie questo non lo sappiamo, e non lo sapremo mai, ma la legge in questione, che io sappia, serviva principalmente ad eliminare il lavoro nero e comportandosi come si sta scrivendo su questo forum invece lo si aiuta.
Dalle mie parti si dice che il mugugno è libero ma dire che si guadagna poco, che ci sono sempre quelli che prendono il lavoro in nero a metà prezzo e poi fare le dichiarazioni di conformità a quelli che hanno fatto il lavoro in nero mi sembra abbastanza stupido e sopratutto controproducente.
In conclusione a mio parere non si tratta di capire se si può fare oppure no una dichiarazione di conformità di un lavoro da noi non svolto ma se è giusto o no.
saluti a tutti
samp
sicurluce
rimango molto perplesso sulla confusione che gira attorno alle dichiarazioni di conformita'concordo in parte con francesco sulla prima risposta ma e' vero che chiunque sia abilitato a compilare certificati di conformita alla legge 46/90 lo puo fare ma attenzione a quando chiedono una modifiaca dell'impianto , aggiunta di 1 presa o di 1 punto luce poi chiedono la certificazione dell'opera chiarite sempre per iscritto sul documento di conformita' il tipo di intervento il tipo di presa e dove sono state ubificate perche si rischia di incorrere in grane se succede qualcosa cioe' specificate solo il vostro operato e se chiedono la certificazione totale, be voi dovete controllare si tutto l'impianto. dalle prese amperaggi cavi ecc. ecc .ma naturalmente cio' ha' un costo che varia da tipologia :si puo' chiedere per un cetificato anche 300 euro ma ne siete responsbili a vita,e' per questo che bisogna specificare dettaliatamente tutto per salvaguardarci da furbi ,e poi alla fine dell certificato c'e sempre la scritta che e' a regola d'arte salvo modifiche operate da terzi che devono certificarle loro.
sgustavo
Cari colleghi, la legge 46/90 non dice che il certificato o dichiarazione di conformità venga
rilasciato solo per l'installazione del nuovo impianto, ma anche per la trasformazione e la
manutenzione dello stesso.Quindi si potrebbe eseguire una manutenzione straordinaria
dell'impianto e alla fine rilasciare il certificato come impresa che ha eseguito i lavori(
di manutenzione). Comunque le leggi in Italia sono ad interpretazione, cioè ognuno se la può
girare a suo piacimento. La stessa 46/90 all'art. 1 lett. a dice: Impianti di produzione, trasporto,
di distribuzione e di utilizzazione dell'energia elettrica.............a partire dal punto di consegna
dell'energia fornita dall'ente distributore. Ma scusate gli impianti di produzione e trasporto non
vengono prima del punto di consegna?
Spero di non aver incasinato ancor di più la situazione e di essere stato utile a qualche cosa.
Ciao a tutti.
Per. Ind. Gustavo Savino ( e ricordatevi che l'abbreviazione del titolo di perito industriale è "Per. Ind."
e non come tutti scrivono "P.I.")
Christian78
Ciao Ragazzi mi aggiungo alla discussione e voglio cominciare col dire che sicuramente la mia opinione poco conta visto il mio scarso sapere a livello normativo, quindi se in quello che dico qualcuno vuole corregermi ho solo da ringraziarlo!
Prima cosa, le normative in quanto tali mi sembrano qualcosa in più che dei suggerimenti come qualcuno mi sembra abbia affermato e, su una cosa concordiamo tutti che allo stato attuale delle cose si considera terminato un'impianto quando dopo le oppurtune verifiche viene rilasciata la dichiarazione di conformità.
Chi la rilasca è considerata la ditta esecutrice, se questo non corrisponde alla realtà nessuno può saperlo quindi io direi che nessuno può stabilire se sia illegale, certo è che il rischio è solo a carico di chi la rilascia!
Per spiegare meglio il mio punto di vista; se io sono un'azienda del settore e prendo in carico un cliente ma per motivi vari non posso eseguire il lavoro concordato, nessuno mi vieta di appaltare il lavoro ad un'altra azienda. Alla fine dovrò comunque rilasciare io la dichiarazione! Penso che il tutto sia legalissimo!

Altra cosa che volevo dire, capisco che quellò che dirò è quasi sempre difficilissimo da fare ma in caso di mancato pagamento se io non rilascio la dichiarazione in questione l'impianto non è finito e in quanto tale non può essere messo in funzione. Se subisco una denuncia io non ho fatto nulla di illegale perchè tra me ed il cliente non sono io ad essere venuto meno al contratto!! Dico questo perchè più di una volta ho visto mettere in funzione diverse tipologie di impianti ancora prima di avere finito gli stessi!!

Se sbaglio correggetemi Grazie!! smile.gif
acarrua
quindi quale sarebbe la verità .........ciao a tutti
TRUNC
CITAZIONE
La Legge 46/90 aveva un buon fine, ma si è dimostrato che non è stato ottenuto fino in fondo, il motivo principale è la completa mancanza di verifiche, anche solo a campione.


Tra l'altro, queste verifiche sarebbero previste per legge...

acarrua chiede giustamente quale sia la verità...
La verità è che bisogna rispettare la legge.
E la legge dice che la dichiarazione la deve rilasciare chi ha realizzato l'impianto.
STOP

Inoltre, la stessa legge dice che gli impianti devono soddisfare la regola d'arte.
Nessuna legge imporrà mai di rispettare le norme, perchè questo, in pratica, attribuirebbe agli organismi normatori potere di legiferare, il quale è prerogativa esclusiva del governo.
STOP

Questa è la verità, nient'altro che la verità... Lo giuro!

per. ind. TRUNC biggrin.gif
acarrua
e se l'elettricista muore o non è in grado di rilasciare il certificato, come si fa' l'impianto rimane senza certificazione?
mahatma
CITAZIONE
Inoltre, la stessa legge dice che gli impianti devono soddisfare la regola d'arte.
Nessuna legge imporrà mai di rispettare le norme, perchè questo, in pratica, attribuirebbe agli organismi normatori potere di legiferare, il quale è prerogativa esclusiva del governo.
STOP

Questa è la verità, nient'altro che la verità... Lo giuro!


Ciao a tutti sono nuovo del forum, ma non a questi problemi...

Caro TRUNC (scusa la confidenza) esiste una vecchia legge importantissima di poche righe: L 186/68 che afferma che si considera realizzato a regola d'arte un impianto realizzato conformemente alle norme emesse da UNI e CEI, pertanto in caso di contestazioni, la normativa tecnica di riferimento costituisce supporto tecnico di legge.
TRUNC
Attenzione!!!

La legge considera la rispondenza alle norme UNI e CEI requisito sufficiente ma non necessario in termini di conseguimento della regola dell'arte.

In molti applichiamo misure ben più restrittive e cautelative di quanto non raccomandino le norme.
Per esempio, chi di voi posa conduttori a singolo isolamento sulle passerelle metalliche? blink.gif
Nessuno, mi auguro...
Eppure, è ammesso dalle norme, purchè si mettano tutte le masse a terra. ph34r.gif
Per non parlare delle portate dei conduttori previste dalle tabelle UNI...

Personalmente, prediligo il buon senso alle norme. wink.gif

Ciao!
cemento
nei rapporti fra elettricista e commitente, la dichiarazione di conformita viene rilasciata al commitente quando questo salda il dovuto economico all'installatore il quale utilizza come la dichiarazione come strumento per ricevere quanto dovuto e patuito.Nel momento che l'installatore si rifiuta di compilare la dichiarazione di conformita, e perche una delle parti non ha tenuto fede agli impegni.Il commitente non puo chiamare altra impresa in quanto la 46/90 prescrive che la ditta installatrice comunica alla camera di commercio l'inizio dei lavori e la trasmissione della copia della dichiarazione di conformita comunica la fine.Il commitente non puo far certificare l'impianto da perito o ingegnere in quanto per l'evventuale omolagazione dell'impianto di terra necessita la trasmissione della dichiarazione di conformita.
in caso di fallimento dell'impresa installatrice, la camera di commercio e informata e quindi si puo far intervenire altra azienda
Ottava
ciao a tutti,
io sono completamente daccordo con ddp, e francesco in quanto la dichiarazione di conformità la può rilasciare solo chi ha installato fisicamente l'impianto.
Poi volevo chiedere a ppasseri di spiegare un pò meglio a cosa si riferisce quando parla di elettricista - pubblico ufficiale, perchè io sapevo che il pubblico ufficiale era l'ispettore ASL
Jakala
Concordo che la dichiarazione di conformità la può emettere solo la dittà che esegue i lavori.

Tuttavia si può sempre fare una verifica dell'impianto ed emettere una relazione tecnica, con le prove fatte per la verifica; cosi anche se il primo installatore è deceduto senza eredi blink.gif una qualche forma di tutela per l'impianto c'è...questo è il classico caso di impianti realizzati prima della 46/90 in cui non c'è neanche una dichiarazione di buona regola dell'arte
Aron 81
Credevo di trovare opinioni su strumenti di misura.
Non si può cambiare il titolo?
Nino1001
E se Pingo Pallino elettricista ha la bella pensata di morire proprio alla fine del lavoro?
albertom
Faccio l' elettricista da 25 anni, sono dipendente quindi non posso rilasciarmi un certificato, compro una casa gli impianti sono nuovi ho la dichiarazione dell'idraulico ma non quella dell'elettricista controllo e tutto è eseguito nel rispetto della regola dell'arte, NON PENSERETE MICA CHE CHIAMO UN' ELETTRICISTA ABILITATO A RIFARE IL MIO IMPIANTO.
Faccio verifiche per conto di ingegneri collaudatori in opere di edilizia pubblica stilo il mio rapporto che va a supportare (oppure no) la dichiarazione della ditta che ha realizzato l' impianto e per dire che il mio è in regola dovrei aprire una partita iva??
Scusate poi se pensate che la normativa sia pensata per fermare il lavoro nero avete ragione ma a questo punto LASCIATE PERDERE LE NORMATIVE, perchè conosco molti abilitati che non dovrebberlo esserlo e viceversa.
La nostra categoria con questa legge non ha ottenuto molti vantaggi perchè il lavoro nero prosegue, un abitazione non necessita di un progetto con relativo schema e se tu hai rifatto mezzo impianto il "nero" lo finisce e tu sei responsabile anche del suo correggetemi se sbaglio. mad.gif mad.gif mad.gif
marco.riefolo
Non c'è assolutamente verso... la dichiarazione di conformità la può rilasciare SOLO ED ESCLUSIVAMENTE chi ha eseguito i lavori. Tutto il resto è reato... la Legge è chiara. E' allo studio un metodo per sanare i casi in cui l'impianto è sprovvisto di dichiarazione di conformità e non si riesce a reperire l'installatore che ha eseguito i lavori.

Ciao.
Nino1001
Anch'io conosco molti cani che possono firmare e che citano "è o non è a norma" ad ogni frase.
serafinof
Secondo me vanno fatte delle distinzioni :

1-gli impianti vanno fatti da un'azienda iscritta alla CCAA perchè il lavoro in nero è illegale. Ma questa considerazione esiste dalla notte dei tempi e non è certo stata la 46/90 ad introdurla.

2-la dichiarazione di conformità deve essere rilasciata da persone in possesso dei necessari requisiti e quindi se io padrone di una ditta di installazione regolarmente iscritto alla CCAA non ho i requisiti richiesti, ciccia! Non posso firmare le dichiarazioni. In questi casi la 46/90 ti dice che devi individuare un resp. tecnico munito dei necessari requisiti, sia esso un tuo socio, un tuo dipendente o una figura legalmente riconosciuta.

3-se tu elettricista che non sei abilitato a firmare la dichiarazione di conf. ma sei iscritto alla camera di commercio, mi realizzi un'impianto che poi un verificatore non ritiene idoneo, come facciamo?chi paga? un'installatore sarebbe disposto a sottoporsi alla verifica di un professionista per ciascun impianto realizzato? onestamente direi di no, tanto è vero che le famose verifiche degli impainti elettrici sono ferme. E non mi riferisco alla non capacità di farlo a norma, mi riferisco alla marea di tempo speso ad aspettare le verifiche.... una vita di attesa.

4-punto tecnico : se io devo verificare un impianto, devo anche verificare che non ci siano giunti dei fili, magari sottotraccia. come faccio? misura la continuità dei conduttori, certo, ma sai che ridere in un bell'impiantino tosto. Invece è corretto che chi realizza si assuma la resp. di aver fatto degli errori, in modo consapevole o meno. Le verifiche sono cosa a parte e devono essere di parte terza.

5-i cani abilitati a firmare sarebbero bloccati dalle verifiche, se le stesse non fossero di fatto impedite. io padrone di casa faccio fare le mie verifiche da un'esterno (non un progettista, perchè c'è conflitto di interessi) e se le cose non sono a norma chiedo spiegazioni.
kora
ciao a tutti e complimenti per la discussione,
ho però anch'io dei forti dubbi su queste situazioni.
sono concorde su chi dice che esiste un buco normativo(o sfumatura normativa) e in certe situazioni ci lascia in difficoltà..... ma dobbiamo cercare ,come facciamo tutta la vita , delle strade alternative all'interno della legalità e sicurezza che possano risolvere i problemi della nostra clientela.
ipotizziamo che un nostro vecchio e amato cliente acquisti una casa ,e per qualche motivo non si trovi in regola con le certificazioni , qual'è la risposta che può dare un serio professionista? Arrangiati?
La realtà è che dobbiamo dare una risposta , di buon senso , di sicurezza e conformità .
saluti
ps
diamo una risposta al nostro amico?
Galbiati
Si parla di dichiarazioni di responsabilità ecc. ecc, penso che la cosa giusta sia eseguire il lavoro correttamente, io lavoro in una grossa ditta, mi sono accorto che anche con tutti i certificati che sono stati rilasciati, al momento di fare alcune modifiche ho trovato ad esempio il cavo di massa usato come ritorno di un'accensione.....eppure la ditta installatrice ha rilasciato il xcertificato di lavoro a regola d'arte...........ma per favore, è vero che il tutto è stato fatto per evitare lavori in nero ma non è che abbiamo migliorato di tanto in fatto di onestà.
phatio
Ciao,

sono fuori dal settore ma ho una buona formazione giuridica.

Immaginiamo il seguente caso:

- Io acquisto un appartamento da un venditore che soffre di amnesia. Mi assicura che l'impianto è stato realizzato a norma ma ha perso il certificato e non ricorda la ditta esecutrice dei lavori.
- Decido di volere la certificazione. Chiamo una ditta abilitata e gli affido l'incarico di mettere a norma l'impianto e certificarlo.
- La ditta esegue i controlli e rileva che l'impianto è già a norma. Quindi rilascia la certificazione.

Chi può contestare questa situazione? Chi può definire il limite tra realizzazione, completamento, messa a norma, verifica? Chi può sindacare fino a che punto il realizzatore abbia eseguito l'impianto da zero, da metà, dal 99,9%?

Se ci fosse un limite definito, un elettricista abilitato non potrebbe mettere a norma l'impianto, ogni volta lo dovrebbe realizzare ex-novo. E se qualcuno dicesse che per realizzarlo ex-novo bisogna smurare e ri-murare le canalette?

Questo solo per dare uno stimolo intorno al fatto che dove c'è un vuoto legislativo, esistono vari modi di colmarlo senza riscrivere la legge. Le leggi non possono mai prevedere tutti i casi, alcune sono fatte meglio altre peggio.

Ciao, spero di aver dato uno stimolo utile.
Fax
ClA
Innazitutto sappi che, contrariamente a quello che si dice, non è obbligatorio affatto seguire le norme.
La legge (salvo casi particolari) richiede la Regola d'Arte che è un concetto più generale e meno individuabile delle norme. Quindi questo "obbligo di mettere a norma tutto" già lascia perplessi.

Proprio pochi gg fa ho sentito un autorevolissimo docente universitario di Sicurezza elettrica nonché membro del CEI.
Ribadiva ancora una volta che le norme non sono legge. Indicano una strada per conseguire la Regola d'Arte. Ma non è l'unica strada e nemmeno è sempre la migliore. E' quella consigliata nelle situazioni per così dire più tradizionali. Le deroghe alle norme, le eccezioni sono sempre permesse, senza che vengano necessariamente previste nelle norme stesse o nelle guide alle norme. Ovviamente ognuno agisce secondo scienza e coscienza e assumendosene la responsabilità.

Tutto ciò è particolarmente quando si tratta di costruzioni già esistenti, con vincoli particolari (es. tubi già presenti da riutilizzare, vincoli estetici, etc etc).

Ma, anche quando si vogliono seguire alla lettera le norme, esse non sono sempre di immediata interpretazione nella pratica. E i singoli installatori, spesso, le interpretano a loro modo, generalmente in modo ancora più restrittivo. Come se non bastasse, vengono chiamate norme ciò che in realtà sono solo "fantanorme" (cerca "fantanorme").

Comunque la 46/90 richiede che sia l'installatore e solo lui a rilasciare la dichiarazione di conformità (a che cosa? non alle norme ma alla regola d'arte) unicamente per i soli lavori da lui eseguiti (non si potrebbe rilasciare tale dichiarazione sulla base di una semplice verifica), che dovrebbero risultare chiari dalla dichiarazione di conformità.

In teoria un impianto perfettamente a posto, se per qualunque motivo non dovesse avere la ddc, non può essere assolutamente sanato tramite una verifica. andrebbe smantellato e rifatto da capo!

Altro problema è che gli impianti non sono sigillati. Visto che la documentazione allegata alla ddc è scarsa e anche quando non lo fosse non può identificare particolari quali particolari errori di esecuzione (es morsetti non stretti), la ddc non tutela affatto il consumatore. Che sappia io, tutti gli installatori chiamati a rispondere penalmente del loro operato, sono stati assolti sostenendo che nulla garantiva che l'impianto fosse ancora come era stato costruito da loro.


Come vedi la situazione legislativa (legge 46/90) è piuttosto "fumosa" e ognuno la sfrutta per il proprio interesse....
ClA
CITAZIONE
gli impianti vanno fatti da un'azienda iscritta alla CCAA perchè il lavoro in nero è illegale. Ma questa considerazione esiste dalla notte dei tempi e non è certo stata la 46/90 ad introdurla.


Certo. Ma così escludi chi si fa i lavori da solo o a titolo gratuito, che nulla ha a che fare con il lavoro nero e solo la 46/90 proibisce.
Redox
Daccordissimo con te, è da sempre che la penso così anche io...
Aggiungo una deduzione secondo cui (se fossi un legislatore) poi strutturerei un eventuale normativa..
"Chi più del padrone di casa o dell' inquilino che vi abita ha più a cuore che il suo impianto sia efficente e sicuro?"
O altrimenti se si vuole dare un senso alla 46/90 una volta ultimato il lavoro prima del rilascio della ddc si sigillano tutte le scatole di tutti i punti luce e via dicendo... cosa che ovviamente risulta impossibile... o quanto meno improbabile.
ClA
CITAZIONE
O altrimenti se si vuole dare un senso alla 46/90 una volta ultimato il lavoro prima del rilascio della ddc si sigillano tutte le scatole di tutti i punti luce e via dicendo... cosa che ovviamente risulta impossibile... o quanto meno improbabile.


Ssss,... guarda che se ti sentono lo fanno davvero! tongue.gif
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