ok gstef certo io ti ho portato un esempio...certo, lo so che vuoi realizzare delle cose piu' piccole, ma hai presente il concetto di due assi ? tutto il discorso deve essere moltiplicato per due...
dunque e' domenica mattina, sono le 7 e 35.....sono in coma e reduce da una pizza....vabbe'..lo confesso, dovevo fare un paio di preventivi ma preferisco risponderti, poi li faccio dopo ( propongo allo staff di PLC Forum di farmi santo.....

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io imposto un discorso.....basato su una tavola comandata oleodinamicamente
il discorso puo' essere ampliato a piacere, e comunque scopro che esistono tavole comandate con il sistema descritto sopra elettromagnetico, non lo sapevo, si impara sempre.
Partiamo da un cilindro oleodinamico ok ? scusa se faccio esempi stupidi o magari spiego cose gia' dette.....non so quali sono le tue competenze
un cilindro a doppio effetto- camera del cilindro- piattello - stelo che fuoriesce
per convenzione immetti olio nella camera A ( lato culatta del cilindro ) e lo stelo fuoriesce
immetti olio nella camera B ( lato uscita stelo ) e lo stelo rientra
trascuriamo solo un attimo il fatto che se fai molto velocemente questa azione non sono trascurabili gli attriti derivati sia dalle guarnizioni di tenuta del piattello, sia dalle guarnizioni di tenuta da dove esce lo stelo, e per questo ci sono altre soluzioni ( tenute idrostatiche )
il cilindro e' collegato meccanicamente alla tavola che supporta il materiale da testare
che corsa deve avere il cilindro ? quale sezione deve avere il cilindro ?
la corsa deve essere quella che si vuole ottenere nelle prove, ovvero corsa della tavola +-50 mm il cilindro deve avere corsa 100 mm, sara' posizionato a meta' ( stelo meta' dentro e meta' fuori )
per ragioni pratiche, sopratutto con controller ti vecchio tipo, analogici, la corsa deve essere maggiore, in quanto se scappa qualche cosa al controlo eviti una battuta a fondo corsa del cilindro
la sezione del cilindro ? bene, l'olio entra ed agisce sul piattello spostandolo : la sezione del piattello ( e trascuriamo solo un attimo la differenza delle sezioni fra piattello lato fondo e piattello lato stelo )determina in proporzione alla pressione dell'olio idraulico la forza con il quale tu agisci sulla tavola
esempio...cilindro alesaggio 50 mm, cioè il diametro interno, superficie di spinta 19,6 cm2 ( superficie pigreca rquadro diametro 50 r =25 mm ) entri con una pressione di 210 bar ( noi li chiamiamo bar e gli americano PSI che equivalgono a 3000 psi ) ottieni una spinta massima di 19,6*210 = 4,116 tonnellate
questo e' un ragionamento che applichi prevalentemente ad applicazioni statiche, nel senso un cric idraulico che solleva una macchina nel caso della tavola tu applichi questa forza massima contando sul fatto che in realta' non arrivi a fondo corsa del cilindro oleo, in quanto raggiunto il limite impostato torni indietro e non fai battuta.....ecco che in proprozione determini la pressione di lavoro sopratutto per gli attriti e per dare l'accelerzione g richiesta ad una particolare massa che hai montato sulla tavola
quello che e' molto importante per questa applicazione e' la portata del sistema idraulico ovvero
se ci siamo capiti con il concetto del cilindro oleo, tu devi avere una linea idraulica alimentata da piu' pompe e tenuta "tranquilla e regolare" da alcuni accumulatori idraulici
facciamo il caso che tu sei completamente rientrato con il cilindro, e sei a corsa -50 mm e devi andare a corsa +50 mm
vuole dire che tu nel più breve tempo possibile devi riempire completmente la camera del cilindro di olio
volune di un cilindro superficie cm2 19,6 * 10 cm ( la corsa di 100 mm ) 196 cm3, circa 0,2 litri ho fatto i conti giusti ? si credo di si
se tu vuoi ottenere una frequenza di esempio 10 hz, vuole dire che 10 volte al secondo tu devi riempire e svuotare la camera del cilindro, quindi la portata della tua pompa deve essere tale appunto da garantire questo, opportunamente deviando la portata dell'olio sia nella camera a che nella camera b
come si fa questo ? tramite una servovalvola
principio delle valvole a casetto all'interno di una valvola oleo (o anche pneumatica), ti trovi in arrivo la tubazione della potenza cioè dell'olio indicata con P pressure la tubazione di ritorno al serbatoio T tank le tubazioni in arrivo dal cilindro A e B
per ottenere il movimento di cui sopra , quindi, alternativamente, metterai in collegamento A con P e B con T ( corsa in avanti) e P con B e A con T ( corsa indietro , rientro )
Se smonti una comune elettrovalvola trovi all'interno un cilindro simile ad una matita ( nel senso diametro alcuni mm) opportunamente tornito in alcuni punti, che scorre fra le camere della valvola, appunto fra i cassetti, ottenendo il "collegamento" fra i vari punti A B P T
ma se vai a 10 hz o piu' ? usiamo le servovalvole cosa sono ? valvola particolari dove il movimento dello stelo e' sempre ottenuto tramite una bobina che genera un campo elettromagnetico, ma lo stelo in realta' e' un piccolo "spillo" ( lo spool ) che devia l'olio all'interno delle camere, quasi sempre assistito da una retroazione gestita elettronicamente nelle comuni valvole tu hai delle posizioni ben definite, che corrispondono ad aperto e chiuso nelle servo puoi ottenere infiniti "gradini"
tralascio altri particolari....se si possono chiamare particolari
esempio tu devi simulare una vibrazione partendo da un'onda quadra periodo tot.... il fronte di salita dell'onda e' ripido, praticamente verticale quindi la tua tavola deve spostarsi in tempo "zero" e rimanere in quella posizione per la durata "orizzontale" della forma d'onda.. poi ? poi la forma d'onda ha un andamento negativo, bene, a questo punto, sempre in tempo zero teorico il cilindro deve portarsi nella posizione opposta e rimanerci questo tipo di onda quadra, per esempio, e' utilizzata nelle sollecitazioni dove riproduci movimenti "bruschi"
se invece applichiamo una forma di comando della servovalvola di tipo triangolare o meglio sinusoidale, otteniamo un su e giu del cilindro quasi uniforme come se con la nostra macchina facessimo in continuazione dosso e cuneetta, dosso e cuneetta, dosso e.........
ed il controllo ? come agisce ?
immaginiamo un controllo ad anello chiuso, in genere ottenuto con schede ad oc o con applicazioni che poi ti dico dopo
onda quadra fronte di salita il controllo chiede alla servo massima portata "in avanti" la retroazione interna della servo controlla a sua volta che lo spillo si sia correttamente aperto sulla culatta del cilindro troviamo un trasduttore di posizione eventualmente poi vediamo il tipo
il trasduttore, misura i +50 mm ohhhhh ce nessuno al controllo ? ( tipo la particella di sodio )
si si sono il controllo dimmi.......senti il nostro stef quale misura ha impostato ? 50 mm ok ok allora fermati perche' li abbiamo raggiunti ( scusa, sono un po fuori ) bene dato che abbiamo una servovalvola, possiamo nel giro di pochi millisecondi, tornare a portata zero e quindi il cilindro si ferma
lo stesso ragionamento viene fatto per riprodurre la forma d'onda quando il suo fronte torna giu
abbiamo quindi un controllo in anello ( chiuso )di posizione
se invece dobbiamo provare a fatica esempio un ammortizzatore di una moto o di una macchina agiamo in controllo di forza cella di carico che legge la forza applicata e segnale di retroazione verso il controllo
ultima cosa ( di oggi ) altrimenti veramente non scrivo piu' i miei preventivi e qualcuno mi puo' accusare di manie da scrittore
e la tua tavola ? come fa ad andare avanti indietro cosi' velocemente con poco attrito ? altrimenti sono maggiori le forze di attrito che non quelle necessarie a sollecitare il nostro campione in prova........
se tu fai scorrere la tavola su una altra tavola vai incontro altre che ad un attrito radente a fenomeni di riscaldamento e comunque non controllabili ( se va dello sporco fra le due tavole, queste macinano e oltre a rovinarsi....aumentano gli atriti )
una tecnica che si usa e' il velo di olio ovvero
le tavole non sono propriamente con la faccia a contatto liscia ma lavorata in maniera da avere delle cave anche molto ampie
all'interno di queste cave ci sono degli ugelli che spruzzano olio ad una determinata pressione e con una determinata portata, che dipende dal peso da sostenere e da quanti ugelli ci sono
dopo pochi secondi quindi, tutta la superficie fra le tavole, o fra la tavola fissa e quella mobile, sara' percosa da un velo sottilissimo di olio che fara' pasare il nostro attrito radente in un attrito piu' simile a quello viscoso
osservazione : ma se sulla mia tavola ci monto una simulazione di un grattacielo ( piu' alto che non la sezione della base ), non appena inizio ad oscillare il momento ribaltante da il giro al mio modellino, alla tavola....e a quello che ci sta attorno
come faccio a "vincolare" la tavola vibrante a quella ferma di sostegno non creando attriti ? be.......effetto ventosa, come capitan ventosa di canale cinque , striscia la notizia
se da alcune parti io metto olio in pressione, ad una certa distanza da questi punti io l'olio lo "risucchio" indietro tramite una depressione che puo' essere ottenuta in vari modi, a seconda delle forze in gioco
ecco che le mie tavole stanno "incollate" ma scorrono fra di loro
spero di esserti stato utile : ci sarebbero milioni di cosa da dire, adesso non ho il tempo...e non le so neanche tutte...
mi scuso per gli errori di ortografia, ho riletto un paio di volte quanto scritto ma scrivo veloce....e ogni tanto qualche cosa scappa
mi scuso anche se ho scritto cose che forse non capisci ( dicevi che sei un ingegnere civile ) o forse ho saltato ampie descrizioni...............
ho cercato di fare una panoramica del sistema di movimentazione , del controllo e delle tavole
buona domenica a tutti