Buona sera agli amici "pneumatici" e non,
in realtà il titolo accenna solo a metà problema.
premessa
Devo preparare alcuni quadretti già cablati da montare su un impianto in fase di realizzazione, parliamo di un automazione ausiliaria,
in pratica una sciocchezza composta da una valvola pneumatica a comando elettrico SELV, e da una mini logica di funzionamento composta da due
relè temporizzatori opportunamente collegati tra di loro.
Originariamente questa automazione (movimenta delle serie di pistoncini con una logica ben precisa) era eseguita con solo comandi pneumatici, poi a causa dell' impossibilità di filtrare opportunamente l'aria compressa con conseguente bloccaggio delle varie valvole distributrici e logiche, ho preferito elettrificarla, e fino ad oggi tutto ha funzionato a meraviglia.
Si pone ora però il problema di smontare l'automazione (la mia modifica nell' impianto attuale era infatti stata spezzettata, parte elettrica entro quadro, e parte pneumatica esterna, vicino agli attuatori) e di compattarla in una cassetta min. IP40, ma avevo pensato addirittura stagna, causa trasferimento e rimontaggio impianto altrove.
dopo la doverosa premessa, passo alle domande:
Dando per assodato che dove verrà montato l'impianto l'aria sarà efficacemente essiccata a monte dell' anello, il "cliente" mi aveva chiesto appunto di accorpare in un solo scatolotto logica cablata e valvola,
quello che avevo pensato era di utilizzare una scatola stagna di dimensioni idonee, su cui montare una barra din e un setto separatore tra la parte elettrica a 24 Vcc e la parte pneumatica composta da una valvola 3/2 a 3 vie, anche se il setto non mi isola ovviamente i due circuiti, sia per costruzione che per necessità, dovendo un uscita di uno dei due timer a sua volta alimentare proprio la bobina della suddetta valvola.
Qualcuno sconsiglia in partenza questo tipo di realizzazione? Anche con aria essiccata c'è il rischio di creare troppa condensa (ovvero acqua) all' interno della scatola?
Realizzare un condotto per eventuale scolo della condensa potrebbe essere un eventuale soluzione?
Normativamente non ci chiedono nessuna dichiarazione particolare, fra l'altro l'automazione di per se anche in caso di guasti o corti sulla linea SELV, non può minimamente arrecare danni a persone o cose.
Se la cosa è a vostro avviso fattibile, sapete per caso (per un lavoro più pulito) se ci sono degli adattatori regolabili magari per collegare il corpo valvola pneumatica al profilato din?
Personalmente non mi piace mischiare i due circuiti, e in ogni caso qualsiasi parere venga fuori, farei prima una sorta di prototipo del circuito da fare funzionare in prova per vedere cosa succede, userò un essiccatore/regolatore di pressione di quelli che si montano direttamente sulla linea dell' aria compressa.
In ogni caso, ringrazio fin da ora chi mi saprà dare qualche utile informazione e idea alternativa a riguardo.
PS: la variante che avevo in mente era quella di fissare la valvola sul coperchio della scatola stagna e lasciare all' interno i relè, esteticamente non sarà bellissimo, ma fino ad ora è la soluzione che mi lascerebbe più tranquillo.
saluti




