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Livio Orsini
Con questo sondaggio si vuole conoscere lo stato della copertura degli ordini per le aziende del settore.
Servira' a tutti gli utenti per avere un indicativo generale della situazione nazionale.
Riccardo
Non so voi, ma nella mia zona c'è parecchia crisi...E pare che duri fino a dicembre....
Stefano Sormanni
Il problema non è tanto sapere che si ha delle commesse per 2-3 mesi quanto la possibilità di avere un minimo di programmazione; ovvero se so che il trend è in ascesa o costante allora dal mio fornitore abituale faccio degli approvigionamenti più consistenti, invece non c'è nessuno che si azzarda a dire cosa succederà nei prossimo 6-9 mesi.....
Ottava
Riccardo qual'è la tua zona, perchè anche in parecchie altre zone c'è crisi, ad esempio in lombardia e piemonte che sono le mie zone.

Ciao Beppe
Suppalele
Salute a tutti!
Noi operiamo in Lombardia, principalmente come progettazione impiantistica..
Vi posso dire che la crisi c'e', ma ancora non si fa la fame.. Non solo per la "carenza" di commesse, ma anche per lo scarseggiare di clienti che alla fine sganciano gli euri.. Perche' i lavori si possono anche trovare, e sempre d'urgenza, ma una volta fatti... Il braccio si ritrae e hai voglia a farti valorizzare il lavoro!!

Ciriciao, Lele

PS
Stanno entrando numerose commesse di ville e appartamenti stra-lusso (dove solo gli apparecchi illuminanti, tutti firmati, valgono dai 30 ai 60 MILA EURI!!) con interventi di domotica...
Tirate voi le somme!!
Riccardo
La mia zona è la Toscana..
Ciao
TALPIN
La mia zona è la Lombardia, ma tutto il lavoro è all'estero, extra Europa. Ed è la quantità di commesse in corso che provengono da ordini dallo scorso anno che ci dà questo margine di lavoro. Poi si vedrà.

Ciao
Valter
beppeconti
Zona Lombardia, settore tessile, siamo sui 4 mesi di previsione ordini. Fino e 3-4 anni fa si lavorava a 6 mesi.
Vendite in calo, margini ridotti all'osso.

CIAO
zanchetta paolo
Avrei voluto indicare da 1 a 2 mesi..
La mia zona è la pedemontana veneta. Questo inizio anno è già un pò migliore rispetto agli ultimi 6 ms del '03.
Da artigiano, vorrei porre una domanda: che ne pensate dei continui aumenti di burocrazia?
All' ultima riunione artigiana, per esempio, mi hanno allegramente spiegato che per la legge sulla privacy devo conservare i bigliettini da visita dei clienti, le copie di backup degli indirizzi ecc in armadio antincendio con serratura, nel quale devono esserci anche le password per l' accesso ai programmi del computer, che devo valutare se cambiarle ( le password ) ogni 6 mesi , che devo certificare la data delle procedure con un timbro postale, che se arriva la finanza sicuramente mi farà la multa da migliaia ( MIGLIAIA ) di € ....
Che...
Aiutano queste splendide novità ad abbassare i prezzi e a fermare la fuga delle aziende verso lidi selvaggi ? ( selvaggi per mancanza di leggi e regole, ovviamente ! )
Mario Maggi
Caro Paolo,
CITAZIONE
da migliaia ( MIGLIAIA ) di € ....

non hai letto bene. Sul decreto legge c'e' scritto fino a DECINE di migliaia.

Questo D.L. - come capita spesso in Italia - richiede lo stesso impegno a una multinazionale e all'artigiano, con conseguente pesantissime per l'artigiano se decide di rispettare la legge per filo e per segno. Ma e' giusto?

Si parla gia' di privacy nell'altra discussione per i titolari di aziende.

Ciao
Mario
sulun
zona lombardia, settore lavorazione della lamiera. sono arrivate una serie di comesse che ci terranno accupati almeno fino a metà del prossimo anno.

ciao
tresto54
Ciao a tutti
Sono un artigiano e lavoro da solo.
Faccio un pò di civile quando capita ( a dir la verità molto raramente), ma il mio lavoro sono quadri e impianti di vario tipo ( forni,macchine alimentari,trafile per sapone,etc) e fino ad ora lavoravo con 4 ditte, e per me era abbastanza.
Beh, da dopo le ferie del 2003 tre ditte sono in crisi e solo con una non so più dove andare a parare.
Penso di poter resistere ancora un paio di mesi e poi si vedrà.
Anche perchè non riesco a trovare niente di nuovo e chi ce l'ha se lo tiene stretto.
La mia zona è Busto Arsizio.
Mi piacerebbe sentire qualche parola di conforto...sigh!!! per tirarmi su il morale
ciao e scusate per lo sfogo.
Marco
Mario Maggi
Ciao a tutti
Forse pochi hanno notato il sondaggio in home page a destra in mezzo "Orizzonte ordini", nel quale vi invito a votare.

Si chiede - non a chi lavora nelle utilities che ovviamente ha un ordine aperto - di indicare qual'e' il protafoglio ordini della ditta in cui si lavora, in termini di tempo.

Ci si puo' rendere conto della situazione, che a mio avviso e' drammatica ma molti non l'hanno ancora capito.

Ciao
Mario
TRUNC
CITAZIONE
zona lombardia, settore lavorazione della lamiera. sono arrivate una serie di comesse che ci terranno accupati almeno fino a metà del prossimo anno.


Penso che il settore della lamiera sia il business del futuro prossimo venturo...
Se na farà largo uso per i tetti delle baracche dove noi e i nostri figli saremo destinati ad andare a vivere tra non molto, se continua così... sad.gif
TRUNC
Per la cronaca...

Pochi giorni fà è iniziata la procedura per la mobilità di 33 elementi nella mia azienda: 1/3 del totale, senza contare gli esterni e l'indotto, che sono già a piedi da tempo... sad.gif

Nell'analisi effettuata dalla direzione, in pratica si lamenta un calo di ordini, imputato essenzialmente alla concorrenza orientale, sempre più agguerrita, anche se, secondo me, molte scelte incomprensibili effettuate negli ultimi due anni hanno concorso a questa situazione, soprattutto quella di mettere fuori produzione due modelli di macchina di cui si vendevano, e si venderebbero ancora, almeno due esemplari al mese!!! mad.gif blink.gif

Il problema è che la mia non è l'unica azienda della provincia (VI) che contribuisce ad ingrossare le fila, inesorabilmente in crescita, della mobilità, e c'è molta incertezza sul destino di chi ne sarà interessato... sad.gif

Comunque, questo potrebbe essere solo l'inizio di un declino che potrebbe arrivare anche a conseguenze estreme, come la completa chiusura.

Vi terrò informati.
STEU
Milano settore saldatura , piega lamiera, macchine speciali (sopratutto ne l campo degli elettrodomestici) qui le cose vanno abbastanza bene lavoro ne abbiamo e facciamo straordinari sad.gif per consegnare le macchine con poco ritardo , e abbiamo consegne programmate a febbraio del 2005 (Tenete che i nostri sono in linea di massima grossi impianti).
Nella ditta dove lavoravo prima , settore vetro, hanno dei grossi problemi con la concorrenza cinese nei macchinari piccoli, i miei ex colleghi mi dicono che macchine che loro vendono a 75.000 € vengono importate dalla cina rifatto tutto il quadro elettrico ed il cablaggio a bordo macchina e le vendono a 30.000€ , si salvano sui grossi impianti dove per il momento i cinesi non hanno il know how.
Comunque parlando con i rappresentanti Siemens , Rittal Telemecanique ecc. sono tutti sotto budget di più del 15% , quelli che vendono nel campo delle macchine utensili sono messi malissimo.
Comunque il mio datore di lavoro ha detto che si prevede un investimento delle aziende del settore del bianco a partire dalla seconda metà del 2005.

ciao a tutti
ecosse
Milano - Vendita e assistenza macchine utensili (torni e centri di lavoro CNC) -
Crisi nera: si vive alla giornata
Eco
MrC
Anch'io scrivo da Vicenza:
Secondo me non si tratta di una crisi del mercato temporanea, ma dell'inizio di un cambiamento:
ormai il settore mi sembra saturo: ci sono i rappresentanti che vengono IN COPPIA, tutta rivendita di
hardware e software sviluppato all'estero, e noi cosa facciamo? compriamo! tanto costa meno, almeno
facessimo un po di protezionismo montando prodotti made in Italy ....
decine di ditte che producono le stesse cose, si bada solo a quanto costa un software o l'hardaware
senza sapere di cosa si sta parlando: secondo me l'aria che tira è perchè c'è effettivamente del marcio sotto ...
Mario Maggi
Dopo la chiusura per ferie, da quel che sento in giro la situazione generale e' peggiorata ulteriormente, anche nel Nord Est. Molte ditte "sopravvivono" ma non hanno previsioni di sviluppo.
Ci sono - e' vero - alcuni settori in buona salute (es.: ascensoristica), ma il numero di notizie negative riguardanti l'industria sono superiori a quelle positive.
Qualcuno ha qualche buona notizia, per risollevare un po' il morale? Si intravede qualche barlume di miglioramento a breve?

Ciao
Mario
Paolo.tn
Lombardia, settore cartario.
Per l'Italia è calma piatta da mesi e mesi, solo macchine revisionate e poca disponibilità ad investire sul nuovo.
Una certa ripresa per il settore macchine nuove ma solo all'estero.
Tempi programmatti di consegna che vengono ormai decisi dal cliente, per non parlere della lotta al prezzo minore. dry.gif
francy81
Ciao ragazzi io sono un progettista zona BRESCIANA . Progetto di tutto da porte antiscoppio,cancelli a impianti elettrici , e meccanici (condizionamento , ecc....).
In questo momento stà andando abbastanza bene ma solo perchè abbiamo preso alcuni grossi appalti statali, aeroporti . Nel civile e nel terziario siamo fermi.
Soprattutto si sono aperte nuove strade all'estero in Grecia, in Francia , in Libia.
In Italia quasi tutto fermo.
Se fosse per le commesse Italiane avremmo un mese di vita , per fortuna sono entrati altri lavori dall'estero e abbiamo 2 anni di lavoro assicurato.
trentaluca
Ciao ragazzi anche la mia azienda che fa impianti di lavaggio è in piena crisi....
Si lavora alla giornata,si fanno lavori alla svelta per fatturare e fatti naturalmente male....
Quello che preoccupa non è tanto la crisi momentanea(i primi sei mesi sembrava che ci fosse ripresa)ma la visione di un futuro buio ed incerto.........
Negli anni scorsi ho visto crisi di vari settori ma mai come quest'anno ho visto una crisi cos'ì generalizzata.

Quello che più mi fa rabbia è quando intervistano il Premier lui dice che la ripresa è cominciata,bisogna respirare ottimismo ed investire.......
Certo se avessi un capitale come il suo potrei investire in altri settori....al massimo se mi andasse male farei una legge tampone,

Ciao a tutti ......e.....si..salvi.....chi ...può........
unsure.gif unsure.gif unsure.gif
beppeconti
Settore tessile, Lombardia.
Il cliente ci dice quanto vuole pagare la macchina o l'impianto che deve acquistare e poi paga (forse), noi poi diciamo ai fornitori quanto vogliamo pagare il materiale che ci devono fornire e poi paghiamo (forse).
A parte questo si vende.

CIAO
ifachsoftware
Per quanto riguarda il settore tessile vi posso dire che e' di ieri la notizia che verranno aboliti i dazi per le importazioni di terzi , e grazie a cio' faranno affari gli sfruttatori di schiavi e perderanno i loro posti di lavoro in tantissimi che lavorano in Europa e USA , ma si parla anche di perdite di lavoro per paesi come le Mauritius che vedono cadere i canali agevolati con il vecchio continente : in pratica chi ci guadagnera' saranno Cina e India , pero' noi consumatori avremo il fino 20% di costi in meno per l'abbigliamento (peccato che le famiglie dei licenziati non avranno piu' la possibilita' di acquistarli perche' non avranno piu' introiti ohmy.gif ).
Per il settore delle macchine bisognera' andare a venderne una in cina , cosi' poi la copiano e se la fanno da loro.

Cavolo , abbiamo dei politici europei che sono proprio dei galli , stanno sfasciando le economie dei paesi occidentali , fanno casini con i pesi poveri e favoriscono solo i mercanti di schiavi , in fondo ognuno ha quello che si merita e che vota ph34r.gif

Meno male che l'unione Europea e' stata basata sull'economia , si l'economia da sfasciare.

Ciao cool.gif
Mario Maggi
beppeconti,
CITAZIONE
A parte questo si vende
... che cosa si vende, non ho capito? Sono capaci dei vendere anche il?

La vendita e' solo un passo, se non si incassa la vendita e' solo fumo negli occhi. Meglio evitarla, in questa situazione di mancati pagamenti.

Ciao
Mario
ifachsoftware
I miei titolari considerano un ordine SOLO dopo aver ricevuto l'anticipo del 30% , altrimenti non e' nulla.

Ciao cool.gif
Tode
CITAZIONE
ANSA 20/10/2004 10:49

FATTURATO INDUSTRIALE VOLA AI MASSIMI DA TRE ANNI

ROMA - Il mercato estero traina il fatturato dell'industria italiana che, in agosto, vola ai massimi degli ultimi tre anni segnando un incremento tendenziale dell'11%: per trovare una crescita piu' ampia bisogna risalire al gennaio 2001, quando il fatturato registro' un +15,2%. Il forte incremento e' imputabile al successo dei prodotti made in Italy sui mercati stranieri: il fatturato estero dell'industria, infatti, e' salito in agosto del 16,9%, a fronte del 8,8% registrato da quello nazionale.

Analogo, in base ai dati diffusi dall'Istat, il discorso sia nei primi otto mesi dell'anno sia rispetto a luglio 2004. Nel periodo gennaio-agosto 2004 il fatturato e' salito del 3% grazie al +3,2% registrato sul fronte estero ed al +3% segnato in casa. Rispetto a luglio 2004, inoltre, la variazione del fatturato e' risultata pari al +2,9%, risultato questo imputabile al +4,9% messo a segno all'estero ed piu' modesto +2,1% registrato in Italia.
A trainare la crescita del fatturato sono stati, al livello settoriale, le industrie del legno e dei prodotti in legno (+33,5% su base annua) e della produzione di articoli in gomma e materie plastiche (+26,2%). Flessione del fatturato, invece, si sono avute per l'estrazione di minerali (-34,4%), un settore piccolo e volatile, e per la produzione di apparecchi elettrici e di precisione (-4,5%) e per la produzione di mezzi di trasporto (-4%).
Fra i principali raggruppamenti di industrie, infine, il fatturato ha registrato un +16,6% nei beni intermedi ed un +13,2% per quelli strumentali. Incrementi piu' limitati si sono avuti per i beni di consumo (+7,2%) e per l'energia (+3,9%)

CITAZIONE
ANSA 20/10/2004 11:07

L'ITALIA SECONDO PAESE EUROPEO PER USO DI ROBOT

GINEVRA - L'Italia e' il secondo Paese in Europa e il quarto al mondo per uso di robot industriali. Lo ha reso noto oggi a Ginevra la Commissione Economica delle Nazioni Unite per l'Europa (Unece), presentando uno studio sullo sviluppo mondiale dei robot industriali e di servizio.
Secondo lo studio dell'Unece, tra il 1994 e il 2001 si e' registrata in Italia una crescita senza precedenti degli investimenti in robot. I dati di mercato indicano un continuo aumento dei nuovi robot installati: dai 2.400 al numero record di 6.400. Nel 2002 si e' registrato un temporaneo arresto e il mercato si e' ridotto del 14%, e nel 2003 del 5% arrivando a 5.200 unita'.
Lo stock di robot industriali e' comunque aumentato del 7% rispetto al 2002, arrivando a 50 mila unita'. Nel periodo 2004-2007, si prevede una crescita media annua del mercato italiano del 5%, per arrivare ad uno stock di robot di oltre 63 mila unita'.
Per ogni 10 mila persone occupate nell'industria manifatturiera italiana alla fine del 2003 erano presenti 116 robot industriali. Questo dato pone l'Italia davanti a tutti i Paesi eccetto la Germania, senza contare il Giappone che include nelle statistiche tutti i tipi di robot. Nell'industria automobilistica sono presenti 1.400 robot per 10 mila addetti alla produzione, piu' che nell'industria automobilistica di ogni altro Paese.
Il numero dei robot nel mondo e' di circa 800 mila unita' (aggiungendo quelli in stock si arriva al milione) di cui 350 mila in Giappone, 250 mila nei Paesi dell'Unione Europea e 112 mila nel Nordamerica. In Europa guida la classifica la Germania con 112.700 unita', seguita dall'Italia con 50 mila.


ohmy.gif è passato il boom economico e noi non l'abbiamo neanche visto
Mario Maggi
Titolo "Tutto la va ben madama la marchesa"
Testo sottostante:
CITAZIONE
"Nel 2002 si e' registrato un temporaneo arresto e il mercato si e' ridotto del 14%, e nel 2003 del 5% arrivando a 5.200 unita'.


CITAZIONE
Flessione del fatturato, invece, si sono avute per l'estrazione di minerali (-34,4%), un settore piccolo e volatile, e per la produzione di apparecchi elettrici e di precisione (-4,5%) e per la produzione di mezzi di trasporto (-4%).


Io sono tra quelli che non si sono neanche accorti di avere avuto il boom economico cosi' a portata di mano!

Ciao
Mario
taddeus
Ciao a tutti, impiantistica elettrica sud Milano, abbastanza bene (a parte il recupero crediti).
Con le commesse standard, in genere, si lavora per almeno sei mesi.
beppeconti
CITAZIONE
La vendita e' solo un passo, se non si incassa la vendita e' solo fumo negli occhi. Meglio evitarla, in questa situazione di mancati pagamenti.

A volte è meglio vendere a margini zero piuttosto che non vendere


CITAZIONE
I miei titolari considerano un ordine SOLO dopo aver ricevuto l'anticipo del 30% , altrimenti non e' nulla.

Anche nel mio caso di solito si vende solo con acconto dell'acquirente.
Più che non incassare il problema è che si prendono i soldi quando il cliente decide di saldare il conto (non sempre il saldo è completo) e si vende ai prezzi che fa il cliente, che poi alla fin fine è il mercato.
Mario Maggi
Caro beppeconti,
sono due concetti diversi.
CITAZIONE
A volte è meglio vendere a margini zero piuttosto che non vendere

D'accordo, se vendi a uno che paga. Se non paga, puoi avere anche un margine teorico del 400%, ma non incassi un soldo. In questo caso, meglio evitare la vendita.
Ciao
Mario
taddeus
CITAZIONE
D'accordo, se vendi a uno che paga. Se non paga, puoi avere anche un margine teorico del 400%, ma non incassi un soldo. In questo caso, meglio evitare la vendita.


Triste verita', ho visto fallire una societa' ben avviata a causa soprattutto di un grosso cliente che non ha pagato un sostanziosa cifra dovuta; era il lavoro del 'balzo in avanti' ed invece e' stato quello del 'de profundis'.
Mario Maggi
Un anno dopo ..... che novita' ci sono?
Secondo me, drammatiche e ancora in ulteriore peggioramento, nonostante che gli argomenti dei media ci mostrino piu' il "Salone del lusso", Carlo e Camilla e gli investimenti milionari nel calcio piuttosto che le notizie che toccano ormai milioni di famiglie italiane, e non solo le poche indecise tra l'acquisto di una Maserati o di una Daimler.
unsure.gif
Ciao
Mario
Stefano Sormanni
purtroppo i dati parlano molto di più delle parole:

Produzione industriale +0.7%
PIL +1.1%

Il bello è che questi dati prendono come base il 2003 che è stato un anno disastroso......
Tode
qui da me in Veneto nelle ultime settimane sembra di notare un pò di "effervescenza" ...

l'ottimismo è il profumo .. (censored) ... laugh.gif
ifachsoftware
Come dice Ciampi le ditte devono investire in India perche' la mano d'opera qualificata costa molto meno che in Italia (ndr loro non hano ratificato Kyoto come la Cina , gli Stati Uniti ecc , loro non hanno i lacci e lacciuoli imposti prima dall'Italia e poi dall'Unione Europea).
Quindi considerando quanto sopra agli Imprenditori conviene investire in India , peccato che non si dica se la cosa convenga ai vari impiegati/operai che (ancora) lavorano in Italia.
Nel frattempo grazie agli incentivi statali alle ditte italiane per investire all'estero le ditte in Italia chiudono e la gente finisce a spasso (provate a dare un'occhiata alla lista delle ditte che hanno chiuso baracca e burattini in Veneto nell'ultimo anno).

Ciao smile.gif
essea
Veneto: è da dicembre che non riesco ad andare in vacanza per più di 2 giorni.
La situazione pare essersi un po' sbloccata... ma niente è a lungo termine.
E poi c'è chi è zeppo di lavoro (grazie al cielo) e chi invece fa la fame... non c'è più una distribuzione uniforme dei lavori.
Ah, i margini... sono vergognosi in certi casi. Sarebbe meglio perdere i lavori, ma invece qualcuno li fa lo stesso.

Per il futuro... continuerò ad accendere ceri alla Madonna.

Caio.
cdc
A Parma e provincia è un disastro.
Ci sono un casino di aziende che stanno mettendo in cassa integrazione i propri dipendenti.

Ciao
Mario Maggi
Caro cdc,
CITAZIONE
Ci sono un casino di aziende che stanno mettendo in cassa integrazione i propri dipendenti.

E le ditte piccole cosa fanno dalle tue parti?

Ma i soldi della "cassa integrazione" chi li offre? E se le ditte cassaintegrate sono migliaia, bastano i soldi? Per quanto tempo? Non pretendo risposte ..... pensiamoci!

Ciao
Mario
ifachsoftware
CITAZIONE
Ma i soldi della "cassa integrazione" chi li offre?


Forse l'India o la Cina , pero' non dite al nostro caro presidente che allora non ci saranno piu' nemmeno i soldi per le sue 2 pensioni !!

Ciao cool.gif
Hellis
CITAZIONE
Caro cdc,

QUOTE 
Ci sono un casino di aziende che stanno mettendo in cassa integrazione i propri dipendenti.

E le ditte piccole cosa fanno dalle tue parti?


Cercano di vedere se è possibile svincolarsi dalla realtà locale (che a dire il vero ci ha dato lavoro per tantissimi anni), e capire se c'è la possibilità di trovare nuovi mercati. Certo che per le piccole aziende (parmensi e non) le difficoltà non sono certo poche. Personalmente sono stato invitato da un "embrione" di consorzio di piccole realtà locali, che cercano di appoggiarsi ad una realtà consortile già esistente, per capire se si può far sistema; l'idea è vivamente supportata dalle amministrazioni di due/tre comuni coinvolti dall'"idea", ora si deve capire se nella pratica può portare a qualcosa di concreto, senza dover seppellire un sacco di soldi.

Certo è che, se non ci si fanno venire le idee, si chiude. Non si può più aspettare di vedere se i tempi ritornano quelli di una volta: bisogna prendere atto che il mercato è cambiato e che deve essere cambiato il modo di trovarsi i clienti (e sopratutto andare "a prendere il lavoro dove è").
weather
...da un po' di tempo , una fonte inesauribile di stupore è il giorno 13 del mese : continua ad arrivarmi lo stipendio.
Siamo una azienda di Modena operante nel settore dell'automazione per l'industria alimentare , nel 1995 quando fui assunto eravamo in 120 , oggi siamo in 42 , da circa un anno il trend è il seguente : un mese c'è da lavorare (poco) , il mese successivo praticamente niente , mai vista una situazione simile in 25 anni che faccio questo mestiere...parlando con il nostro fornitore di sistemi hardware , mi conferma che , pur con qualche eccezione , questo andazzo è ormai consolidato in tutto il comprensorio modenese.....io la vedo grigia , anzi le prospettive per il futuro sono nere.....senza tanti giri di parole e senza l'ottimismo di facciata dei nostri governanti : siamo una nazione in netto declino , con una industria che arranca e che lentamente si stà spegnendo.


saluti un po' incavolati...

Umberto
ivano65
nell'azienda in cui lavoro l'argomento e' lall'ordine del giorno.
hanno aperto in romania dove l'operaio viene pagato 80 euro al mese e senza tutti i balzelli che ci sono da noi.
senza pensare alle varie leggi sulla sicurezza e sull'ambiente.
a breve salteranno piu' di 100 persone cosi' ridurranno i costi.
una cosa non mi e' chiara: quando da noi nessuno o quasi avra' un posto di lavoro a chi venderanno i loro prodotti, che comunque avranno il loro costo?
andranno in quei paesi, dove gia' adesso faticano ( nel senso vero della parola) a tirare la fine del mese?
forse farebbero bene a pensarci , e purtroppo a quanto pare e' diventata la moda ( si fa' per dire ) di tutte le
industrie

ivano65
Mario Maggi
CITAZIONE
mai vista una situazione simile in 25 anni che faccio questo mestiere


Aggiungo: mai vista una situazione simile in 43 anni che faccio questo mestiere.

E non e' solo una situazione italiana, ho appena letto che anche SIE...S lascia a casa 945 persone.

CITAZIONE
con una industria che arranca e che lentamente si stà spegnendo.

Lentamente????? Se continua cosi' per qualche mese, si va alla guerra civile. I cambiamenti sono drammatici e improvvisi. Non riesco a immaginare una parte di nazione che continua a far finta di niente e un'altra parte che crolla sotto il livello di poverta', senza la minima prospettiva.

Sigh!
Mario sad.gif
ivano65
non posso che essere daccordo con maggi.
le crisi passate duravano un anno e poi passavano , e la svizzera era la salvezza naturale ( almeno da queste parti), anzi alla fine alcuni erano anche contenti per via degli stipendi piu' elevati.
ora anche oltreconfine si respira la stessa aria se non peggio, diversi frontalieri hanno gia' perso il posto ed altri sono in triste attesa.
E NOTA BENE le cause sono IDENTICHE che da noi.

SPERIAMO in cambiamenti rapidi, altramente la triste prospettiva prospettata da maggi potrebbe veramente diventare realta',


ivano65
Lucky67
Una piccola provocazione: come mai con tutta questa crisi le località di villeggiatura sono sempre piene soprattutto nei periodi a maggior costo? A quello che mi raccontano (in vacanza vado sempre in periodi "non convenzionali" e questo devo riconoscerlo è una mia fortuna perchè posso farlo) le crisi degli albergatori sono solo dei piagnistei che inventano i TG e le località di villeggiatura sono off-limit soprattutto in alcuni periodi.
Sarà perchè la crisi è finta o perchè non vediamo a un palmo dal nostro naso?
Boh??!! cool.gif huh.gif ohmy.gif
Mario Maggi
CITAZIONE
come mai con tutta questa crisi le località di villeggiatura sono sempre piene soprattutto nei periodi a maggior costo?


CITAZIONE
Non riesco a immaginare una parte di nazione che continua a far finta di niente e un'altra parte che crolla sotto il livello di poverta', senza la minima prospettiva.


Prevedo che avremo due categorie sempre piu' distinte, con la sparizione del ceto medio: resteranno quelli che lavoravano, e quelli che per qualche motivo si vedono passare tanti soldi nelle proprie tasche. Per questo parlo di guerra civile.

Urgono soluzioni, non TAV o ponti sullo stretto di Messina o centrali elettriche che fanno guadagnare solo poche decine di persone a spese di tutti gli altri.

Ciao
Mario
ifachsoftware
Credo che con la globalizzazione i governanti della terra abbiano deciso che ci sono troppe diseguaglianze sulla terra quindi visto che NON ci sono risorse per tutti ci saranno 10000 persone in tutto il pianeta mega miliardarie e tutti gli altri straccioni , peccato che non sappiano leggere la storia che ci insegna che quando si e' arrivati a quelle situazioni i pochi miliardari (nel caso della rivoluzione francese i Re/principi) abbiano fatto una brutta fine.
Attualmente abbiamo gli USA che sono praticamente in banca rotta e la Cina che possiede buona parte del loro debito pubblico , l'Europa politicamente inguardabile e insignificante , una Russia che tira a campare giusto grazie al petrolio , l'India che avanza tra diseguaglianze allucinanti , e un'Africa allo sbando piu' completo dove ci sono solo tre altrernative (morire di fame , di AIDS , di guerra civile), non so fino a quando la situazione potra' andare avanti.
Personalmente ritengo che l'unica soluzione sia quella di bloccare la crescita demografica della popolazione mondiale cosi' come hanno fatto spontaneamente gli Italiani , perche' e' inutile fare decine di figli per farli poi morire di fame.
E solo cosi' si potranno ridurre i danni all'ambente e far fronte alle richieste di cibo e vita dignitosa a cui dovrebbe aver diritto ogni abitante del pianeta.

Ciao sad.gif
essea
Bla... bla... bla...

Noi Italiani siamo solo capaci di parlare...

E se passassimo all'azione?

Identificazione dei problemi, discussione, possibili soluzioni...

E poi mi pare che la comunità di PLCForum si stia ingrossando... potrebbe avere una discreta voce in capitolo a livello nazionale...

Pensiamoci. Lo sconforto è piuttosto generale e riguarda tutti. Se non oggi, sicuramente domani.

A risentirci.
Mario Maggi
CITAZIONE
..e se passassimo all'azione? ...


D'accordissimo, ma non bisogna essere sparpagliati in piccoli gruppi poco significativi.

Avanti con le idee....

Ciao
Mario
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