Salve, come al solito c'è qualcosa da discutere con chi dovrebbe/vorrebbe spiegarci il "come fare" palesando però notevoli lacune.
Forno di riscaldo per trattamenti termici, a carro 4,x4x12 m, alimentato a gas metano : mi servirebbe un trattamentista con cui "scornarmi" per poter avere un confronto serio su alcune problematiche legate al "come gestire il processo di riscaldo".
Ometto volontariamente in partenza, una serie di dettami tecnici,sulla tipologia dei bruciatori, sulla loro disposizione, la tecnologia del tipo di riscaldo, per poter avere un parere rispetto ad altri aspetti.
Il punto di scontro è sempre quello : l'esperto dei materiali, che non sono di certo io, mi espone una serie di richieste legate al grandiente di salita, alla qualità della permanenza della temperatura delle varie zone del forno (nel ns. caso sono 3), con delle tolleranze in diversi punti della camera. Io faccio e sbrigo perchè tutto corrisponda a quanto richiesto, registrando il tutto. Lui registra a sua volta con un suo strumento o con il mio, con delle termocoppie a contatto, mentre io regolo rispetto all'atmosfera.
Variabili del sistema su cui ci si scontra sempre e comunque sono :
- Riferimento di regolazione rispetto all'atmosfera o al materiale ? (ogni ditta e trattamentista ha una sua filosofia, anche se solitamente si lavora con il pezzo) :
Su questo aspetto, ho sempre pensato che data la forma del materiale, del tipo, di come lo posiziono nel forno, sia meglio lavorare con quelle a contatto, ma su questo ci sono diverse opinioni per cui mi uniformo a quello che mi viene chiesto .
- Sistemazione dei pezzi all'interno del forno, quantità del materiale (massa) ecc...
Se piazzo un piccolo pezzo all'interno di un forno capace di scaldare 100 volte quella massa, oppure al contrario se piazzo 10 volte quello che potrei scaldare, non posso aspettarmi delle prestazioni decenti . Però forse su questo si riesce a volte a ragionare. Altra cosa è far capire come si distribuisce il calore proveniente da una fiamma, perchè sembra che magicamente si debba avere una uniformità in tutto il volume della camera SEMPRE, senza ragionare a dove si piazzano i punti di rilevazione. Ma nessuna ha mai visto una analisi ? Ma semplicemente non posso pretendere di leggere correttamente se sono investito da una fiamma o se il mio pezzo canalizza dei flussi di gas verso il sensore. Questo è uno dei maggiori punti di contrasto.
- Metodologia di rilevazione della temperatura sul pezzo
Su questo ho trovato spesso diverse filosofie : chi usa delle semplici sonde in Mgo da 6 mm, abbandonate sui pezzi cosi come viene e che ovviamente sono molto più sensibili di uno stelo da 26 mm in ceramica. Figuratevi se poi ci troviamo con i problemi sopra descritti. Otteniamo un grafico da delirio. Altre volte ho trovato delle termocoppie contatto saldate su dei pezzi che a loro volto vengono poste sui pezzi, come una evoluzione di queste è l'elettrosaldatura direttamente sul pezzo del cavo compensato. Su questo non ho molto da dire purchè la giunzione calda sia opportunamente coperta con del materiale ceramico (fibra), per proteggerlo dalle correnti dei gas caldi. Una variante ha questa elettrosaldatura, l'ho trovata da un cliente che saldava i due elementi della termocoppia a distanza tra loro. Il materiale stesso faceva da giunto caldo e nel contempo la distanza tra i due capi del cavo attenuava la rilevazione. Questa soluzione non mi ha mai convinto, per l'introduzione di un materiale estraneo e quindi contaminante, nel giunto caldo della termocoppia.
- Profondità di posizionamento della sonda ceramica nel forno
Mi trovo spesso sonde spinte all'estremo, dentro nel forno, di 30, 50, 60 cm , ma mi chiedo sempre a misurare cosa, con che criterio e senso. Non trovo nessun beneficio da questa soluzione anzi. Visto il punto di misura e le considerazioni sopra fatte, a maggior tutela, è meglio portarsi verso la parete del forno, dove avrò più stabilità, meno disturbo dai flussi convettivi verso il camino.
Su questi aspetti poi si basa la qualità della produzione, l'affidabilità del macchinario ed il saldo del lavoro. Ma se il personaggio di turno, si pone come unico e massimo custode della sapienza umana, capite che portare a casa i soldi diviene una strada in salita. Ometterei per lunghezza del post, le discussioni con ispettori e certificatori di grossi gruppi, che pretendono l'omogenita di 10:20...30 valori su tutta la camera, rispetto all'ingresso del forno, il forno, il camino, la base ecc... Anche qui un analisi FEM nessuno la prende mai in considerazione ? La battuta che mi sento più spesso fare è : I CONCORRENTI LA OTTENGONO . Per quello che dopo 15 anni ho visto è che ragionando se ne può parlare, ma chi senza fiatare mi presenta un grafico che sembra fatto con il righello, secondo me nell'ordine ha :
- Cavallottato parte o tutte le sonde
- Sfilato infilato le sonde per far tornare le temperature
- Inserito in serie dei potenziometri per variare il segnale
- Generato a parte il valore con dei generatori di segnale
- Fotocopiato il grafico
- Generato il grafico con valori fasulli
Scusate la lunghezza e lo sfogo. Ciao a tutti