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PLC Forum


Info inverter comandato in tensione o corrente


Gianmarco90

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Buongiorno,

qualcuno potrebbe gentilmente spiegarmi cosa significa inverter ac comandato in tensione o corrente?

Che differenza funzionale c'è tra le due tipologie di comando?

Anche un esempio pratico è ben accetto.

Grazie in anticipo per la disponibilità .

 

 

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Ciao Gianmarco

 

ti riferisci al pilotaggio ?  cioè a come faccio a fare variare i giri e con che sistema ?

se cosi , si dice in tensione, quando il riferimento di velocità ( o di coppia ) è dato da un valore, in genere compreso fra 0 e 10 volt .

in corrente, quando il riferimento è dato da un ingresso nel quale fai circolare una piccola corrente, in genere compresa fra 4 e 20 milliAmpere

 

questo intendevi  ? se si proseguo con esempi

 

Modificato: da luigi69
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Buongiorno 

in realtà un inverter può essere pilotato da sensori in tensione 0-10V o in corrente 4-20 mA. Pertanto la scelta viene determinata dal trasduttore o sensore che andrai ad usare. Scelgo spesso sensoristica 4-20 mA, specie quando la distanza tra sensore e inverter è decisamente distante, in modo da non avere cadute ti tensione che magari potrebbero influire su errate misure inviate agli inverter. Saluti 

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8 minuti fa, PRAGEMAC ha scritto:

, in modo da non avere cadute ti tensione che magari potrebbero influire su errate misure inviate agli inverter. Saluti 

si puoi avere cadute di tensione ma la differenza sostanziale è che un segnale in tensione può essere maggiormente disturbato da effetti esterni rispetto a un segnale in corrente che essendo caricato in corrente per una corrente non irrilevante non è praticamente soggetto a disturbi, un segnale in tensione ha di sicuro un'impedenza di ingresso non troppo bassa e può scorrere verso l'ingresso una corrente irrilevante la quale può essere influenzata da effetti elettromagnetici se il cablaggio del cavo del segnale viene fatta insieme ad altri cavi che inducono campi elettromagnetici. E' buona norma è vero che per trasduttori lontani dal punto di rilievo dell'ingresso utilizzare ingressi in corrente invece di quelli in tensione, per segnali vicini all'ingresso analogico e non sottoposti a tratti lunghi di passaggio del cavo può essere utilizzato l'ingresso in tensione adottando le dovute precauzione come l'uso di cavi schermati con schermatura collegata a terra

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in attesa che Gianmarco ponga ulteriori osservazioni , mi sentirei di aggiungere solo questo .

Se sei alle prime armi , o se recuperi un inverter per farti delle prove a banco , gli ingressi analogici in tensione sono piu facili da collegare e da misurare

In genere tutti gli inverter ti danno un positivo a 10 Volt per crearti tramite un potenziometro , un semplice partitore per provare a variare i giri, associando il valore 0 giri a 0 volt  e max giri motore a 10 volt  , realizzando cosi anche a mente dei semplici calcoli  ( leggo con un tester 5 volt di ingresso...5  è la metà di 10 , il motore esempio 1400 giri  sarà a circa 700 )

Poi in realtà un comune motore non può darti una risposta cosi lineare e sorge il problema delle perdite a bassa frequenza, del riscaldo degli avvolgimenti e della mancata autoventilazione . una cosa alla volta...

Il potenziometro da utilizzare come partitore, ha costo irrisorio  ( non un multigiri.....un potenziometro da 4,7  K o da 10 costerà un paio di euro )

Il valore che puoi leggere da questo tuo partitore, lo leggi senza staccare fili e senza interferire con l'ingresso

 

La tecnologia 4-20 invece richiede o il collegamento con un trasduttore, o l'utilizzo per le prove di un generatore 4-20 , che non tutti hanno

Per vedere poi la corrente che scorre , esempio  10 mA , in realtà devi interrompere il circuito ed inserirti in serie : se l'inverter aveva il comando di start attivo , quello lo fa "arrabbiare" e viene interpretato come rottura filo o mancanza anello di corrente ( in breve, ecco perhcè di dice 4-20...cosi a filo rotto , non vedi neanche il 4 , poi altri motivi ma se ne parlerà in  futuro )

 

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È stato tutto molto chiaro e vi ringrazio per le vostre spiegazioni più che esaurienti.

Chiedevo perché ho sempre settato i jumper degli inverter sulla modalità tensione, in quanto comandati da plc con un segnale in tensione, e mi chiedevo quando invece i jumper devono essere settati su 4-20.

Presumo sia una scelta del softwerista.

Quindi potrei usare anche una uscita PLC.  Analogica Con range 4-20 ma per  comandare il mio inverter?

Grazie

 

 

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1 ora fa, Gianmarco90 ha scritto:

Presumo sia una scelta del softwerista.

ni

 

una scelta dettata dalla disponibilità o meno di quel tipo di trasduttore specifico ( non sempre i produttori li fanno con uscita sia in corrente che in tensione ) 

Poi a seconda del progetto , può essere scelta e condivisa con il quadrista ed il softwerista

Ma se chi ti ha progettato l'impianto , di indica che il trasduttore di pressione , come esempio , o la valvola di pilotaggio proporzionale , sono a 70 metri dal quadro...magari il 4-20 diventa necessario , come ti avevano scritto sopra lele e prage

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Capisco, ma mettiamo il caso che l'inverter sia molto distante, 70 MT e più, e quest'ultimo sia comandato dal mio PLC, in quel caso potrei scegliere di comandarlo in corrente anziché tensione se sul mio PLC sono disponibili funzioni e moduli uscite in corrente 4-20 ma o eventualmente con correnti più elevate predisporre una resistenza in serie alla mia uscita PLC?

Grazie 

 

 

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3 ore fa, Gianmarco90 ha scritto:

in quel caso potrei scegliere di comandarlo in corrente anziché tensione .....

 

Se il PLC ha moduli di uscita in corrente 4mA - 20 mA, o 0 - 20mA,puoi pilotare il tuo inverter in corrente.

Se il plc non è dotato di questi moduli, se vuoi pilotare l'inverter in corrente devi usare un modulo di conversione tensione - corrente; questi moduli si trovano abbastanza facilmente in commercio.

 

Convertire una corrente in tensione è abbastanza facile, nel caso di una corrente 4mA - 20mA, è sufficiente mettere al termine della linea un resistore da 500 ohm, per avere una tensione 2V - 10V.

 

Convertire una tensione in corrente non è altrettanto facile perchè un generato di corrente costante ha una resistenza interna infinita.

Per realizzare i generator i di corrrente bisogna usare un circuito con componenti attivi come transistori o amplificato operazionali.

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oltre a quanto detto da Livio , Gianmarco , fatti una idea, cerca i convertitori Seneca

In determinati ambiti servono anche da optoisolamento

 

come però in tutte le cose , ogni anello aggiunto , introduce un certo errore  , il collegamento diretto , sia in ingresso ( esempio trasduttori ) sia in uscita ( esempio , pilotaggio analogiche inverter) è da preferirsi

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Buongiorno,

Spiegazioni tutte molto chiare, asaustive e informazioni preziosissime.

Grazie per i chiarimenti e per la vostra disponibilità.

 

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