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Prospettive nel settore dei biocarburanti con la nuova legislazione

Al fine di contrastare il cambiamento climatico, del quale abbiamo manifestazioni sempre più visibili con conseguenze alcune volte catastrofiche, la Comunità Europea ha posto come obiettivi la riduzione dei gas serra a breve termine (2030 proposta di ridurre del 55% della CO2 emessa) ed il raggiungimento della neutralità climatica, ovvero saldo zero tra emissioni e assorbimento da parte della vegetazione, entro il 2050. Con il decreto legislativo dell'8 Novembre 2021 n°199 la legislazione italiana ha recepito e attuato la direttiva europea 2018/2001
RED II sulla promozione dell'uso dell'energia da fonti rinnovabili che definiva gli obbiettivi Europei di energia rinnovabile per il settore trasporti: 14% di energia rinnovabile nel 2030 di cui minimo contributo di "Advance biofuels" dovrà essere
1. 2022 0,2%
2. 2025 1 %
3. 2030 3,5 %

Questi nuovi indirizzi meritano una piccola spiegazione per essere ben compresi.

La spinta, basata su studi ambientali finalizzati alla valutazione del risparmio di produzione CO2, è alla produzione di biocarburanti da scarti/rifiuti penalizzando sempre di più la produzione con materie prime in competizione con il food.

La direttiva ILUC ("indirect land use change") definisce un criterio di sostenibilità per ogni tipo di materia prima atta a produrre biocarburante, praticamente per ogni materia prima è stata calcolata la riduzione delle emissioni di gas a effetto serra (GHG saving) espresso in % rispetto ad un carburante fossile, più la percentuale è alta più il biocarburante derivato è sostenibile, ad esempio il biodiesel da palma ha un GHG saving intorno al 50% mentre il biodiesel da oli di frittura ha un GHG saving di circa 85% pertanto produrre da oli esausti di frittura dà al biocarburante maggior sostenibilità.

L'uso di materie prime ad alto ILUC, quali tutte le oleaginose alimentari e la palma, dovrà essere progressivamente ridotto a partire dalla fine 2023 fino a scomparire nel 2030.

Gli "advanced biofuel" sono carburanti essenzialmente prodotti da materie prime derivanti da scarti sia agricoli che industriali che avranno sempre più maggior valore poiché la loro sostenibilità è massima.

Quando parliamo genericamente di trasporti intendiamo la globalità dei mezzi di locomozione sia pubblici che privati: autoveicoli, treni, aerei e navi. In tal caso sono considerate energie rinnovabili tutti i biocarburanti (etanolo, biodiesel, HVO e Biometano) ma anche idrogeno ed energia elettrica: una maggior presenza di automobili ibride o elettriche e l'elettrificazione della rete ferroviaria aiuteranno a raggiungere gli obiettivi fissati.

Attualmente, l'Italia promuove l'uso dei biocarburanti nel settore dell'autotrazione, della navigazione e dell'aviazione come parte della sua strategia per ridurre le emissioni di gas serra e favorire l'uso di fonti di energia rinnovabile, attraverso una traiettoria di crescita delle percentuali di miscelazioni stabilite con il DM del 16/03/2 e con l'introduzione di un obbligo di utilizzo di biocarburanti in purezza ovvero biocarburanti allo stato liquido immessi in consumo come puri (non miscelati con fonti fossili).

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La Termotecnica dicembre 2023
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