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Aggiornamento automatico di questo flusso dati

  1. Nell'ultima ora
  2. Scusa avevo visto un modello che non è il tuo . vedi se il flussostato si chiude quando apri l’acqua
  3. rigoales

    Sostituzione amplificatore TV Fracarro MBJ2510

    Bene, grazie mille. Grazie
  4. luckysquid

    Errore 72 unità interna hisense AKT26UR4RK4

    si ma qui è un pò diverso, credo che sia più un errore di etichettatura (e devi essere pure molto attento ad accortene), perchè armato di multimetro, leggo questi valori: vecchio motore nero-giallo=163 Kohm fisso nero-blu=oscilla da 280kohm a oltre 470 kOhm valore che aumenta con il passare del tempo con i puntali sopra nuovo motore nero-giallo=187 Kohm fisso nero-blu=non misuro niente, circuito aperto Ora mi sembra di capire che avere il valore "fisso" sul nero-giallo certifica che Vsp continua ad essere sul filo giallo. Mentre filo blu che è relativo al sensore giri è normale che oscilli nel motore vecchio e nel nuovo motore leggo che può dare "circuito" aperto a seconda della "tecnologia" adottata sul sensore di giri quando non alimentanto. Sembra a tutti gli effetti un errore di etichetta, che storie comunque... Qualcuno ha esperienza su queste tipo di misurazioni?
  5. andrò di gruppo elettrogeno con avviamento automatico grazie l'ups lo lascio solo per i 3 pc ma in questo caso si tratta di una spesa irrisoria
  6. Oggi
  7. Alessio Menditto

    Omissione registrazione portale FGas dell'installatore

    Si esatto, non è che se arriva un controllo tu puoi dire l’installatore è fallito ciao core, non regge, per quello serve una “nuova installazione”, anche perché la vecchia non è segnalata al portale Fgas e quindi non esiste.
  8. giorgio17

    Errore 72 unità interna hisense AKT26UR4RK4

    Ogni ditta si fa fare le modifiche che vuole per il motivo dei ricambi,se fossero tutti uguali sarebbe troppo bello. Mi ricordo i ventilatori delle caldaie che potevi montare su diverse caldaie (anche con marchi diversi)però cambiava il connettore elettrico o altri piccoli particolari.
  9. giorgio17

    Omissione registrazione portale FGas dell'installatore

    Quello che prevede il D.Lgs. 163/2019 per chi installa un condizionatore senza patentino F-Gas, la multa non colpisce solo l’installatore: colpisce anche il proprietario di casa. Prima di tutto verifica se la ditta era certificata FGAS:se si puoi continuare e cercare qualche soluzione ma con rischi di multe.Se non era certificato FGAS sei nei guai e sopratutto se hai fatto richiesta di detrazione fiscale.
  10. Non ho ben compreso quale sia il micro interruttore. Le manopole sono al massimo entrambe .. la membrana del gruppo acqua quale sarebbe ? L'elemento 14 della foto ovvero il flussostato ?
  11. luckysquid

    Errore 72 unità interna hisense AKT26UR4RK4

    Motore ricevuto, avvisato il tecnico che verrà nei prossimi giorni a montarlo. Ovviamente, figuriamoci se tutto potesse essere lineare, la dittà che li produce sembra aver cambiato durante gli anni di produzione il pinout del motore, possibile? a parità di pezzo però PG e Vsp sono stati invertiti sullo schema interno dei motori (Ma non a livello di colori però) https://ibb.co/vxyGXbXS https://ibb.co/N2hzgQXF Tutto questo mi sembra molto strano visto che parliamo dello stesso motore: SIC-39CE-F130-1 1941773.B Il mio chiaramente prodotto nel 2018 (destra) e il nuovo prodotto nel 2020 (sinistra) Chiaramente dovrei chiedere al tecnico di "invertire" i fili sul connettore per far si che tutto cambaci... ma mi sembra davvero strano, può essere un errore di etichettura a vostro modo di vedere?
  12. Controlla se il micro interruttore si aziona al prelievo . Altrimenti gira la manopola dí temperatura quella di sotto , tutta a senso orario , massima temperatura . se neanche si aziona il micro , molto probabilmente si è rotta la membrana nel gruppo acqua
  13. Buongiorno Come da titolo il mio scaldino a gas Opalia c14E dopo quasi un mese di riposo(vacanze) vado ad aprire l'acqua calda e non parte.... in realtà è partita una prima volta e poi nulla. ho sostituito le batterie nuove ma non parte e non sento nemmeno l'avvio della scintilla. Cosa potrebbe essere ? grazie
  14. Simone Baldini

    Omissione registrazione portale FGas dell'installatore

    Se l'azienda è fallita vuol dire che non è piu' operativa e se non ha fatto le cose non le puo' fare dopo. Quindi se non c'è la registrazione non la potrà piu' fare. Però hai la conformità mi pare di capire, e se nel camerale era abilitata f-gas a mio avviso l'installazione potrebbe essere valida, tu come committente hai l'obbligo di affidare il lavoro a ditte abilitate. Il non aver registrato l'intervento è, secondo me, una inadempienza della ditta.
  15. Livio Orsini

    Corrente Costante per Elettrolisi Dermatologica

    Non dovrebbe esserci alcun danno, perchè la corrente è limitata dal valore della resistenza di emettitore. In effetti non ho mai provato ad effettuare un cortocircuito in uscita. La tensione di base è fissata dai 3 diodi in serie, quindi sono 2,1V circa. La corrente di emettitore può salire sino a quando la tensione ai capi della resitenza di emettitore raggiunge il valore della tensione di base meno la tensione Vbe, ovvero circa 0,7V. La corrente di collettore vale Ie-Ib, quindi in caso di resistenza di collettore = 0 la tensione di Vce si assesta ad un valore circa eguale a Vbat-Ve.
  16. frapenas

    PANASONIC NV-Fj603 - espelle immediatamente la cassetta

    Buongiorno, ho smontato la meccanica, cinghia ok, mode switch allineato e pulito. Nessun risultato. Va diverse volte, poi ad un certo punto decide di non prendere più la cassetta.
  17. Robdematt

    Corrente Costante per Elettrolisi Dermatologica

    Con questo circuito si fanno danni toccando tra loro gli elettrodi (cortocircuitando)? Perchè è un'operazione che si tende a fare, per esempio per verificare l'amperaggio impostato prima di iniziare sul paziente.
  18. risobot

    Piastra Gdh 4.2b

    La piastra si presenta totalmente spenta. Una volta smontata totalmente ed aver appurato che la 220v arriva dalla scheda principale (dove c'è l'interruttore) all altra, controllo il termofusibile, le resistenze il triac e componentistica varia. Anche se visivamente non c'era nulla di bruciato sul 12f675 non vi era nessuna alimentazione , perciò mi soffermo sulle resistenze R11 ed R8 (sulla linea N) Infatti dissaldando la R8 la trovo interrotta. Sostituita con una da 56ohm ho risolto ripristinando la piastra
  19. Robdematt

    Corrente Costante per Elettrolisi Dermatologica

    Userò un amperometro analogico alla vecchia maniera, ottima idea quella del potenziometro multigiro, li ho già usati in passato per scopi simili e sono davvero utili, grazie per avermelo ricordato,. Esistono apparecchi simili alimentati a 9V che sicuramente arrivano a 1mA in quanto per l'epilazione funzionano bene, non sono regolabili in genere e quindi non si sa se arriverebbero fino a 5mA. Il circuito che proponi è talmente semplice che facciamo prima a provare e vediamo subito cosa succede, eventualmente almeno avremo un punto di riferimento da cui partire per ulteriori sviluppi.
  20. mrgianfranco

    Omissione registrazione portale FGas dell'installatore

    In realtà se l'installatore non è abilitato e il committente avrebbe dovuto verificarne i requisiti si configura la Culpa in eligendo... ma per fortuna in questo caso non ci sono danni a cose o persone quindi..
  21. Alessio Menditto

    Omissione registrazione portale FGas dell'installatore

    In altre parole, quando si ha a che fare con imprese fallite, non ce la si cava mai gratis, bisogna pagare sempre per rimediare, piuttosto che fare causa a dei falliti che per definizione non hanno più denaro, e quello che avevano è già stato dato a persone più in alto dei clienti, si usano i soldi per fare una seconda installazione.
  22. Alessio Menditto

    Omissione registrazione portale FGas dell'installatore

    Si ovviamente non è una installazione, bisogna rifarla è quello che voglio dire. Poi come la rifaccia il nuovo installatore sarà da vedere…
  23. Maurizio Colombi

    Problema ronzatore 220v

    Non mi affannerei più di tanto alla ricerca di un vecchio apparecchio che ingloba trasformatore e suoneria, avresti un trasformatore rosicato ed una suoneria che non suona, come del resto tutte le suonerie attuali. Se hai problemi di udito: - ti compri un bel trasformatore 230/12, una bella suoneria Magic a 12 oppure un 33N BTicino e colleghi il tutto - ti compri una bella suoneria Magic a 230 oppure una bella suoneria 35N BTicino, elimini il trasformatore e colleghi direttamente risparmiando 30 o 40 € di trasformatore.
  24. Livio Orsini

    Corrente Costante per Elettrolisi Dermatologica

    Se usi un potenziometro lineare avrai variazioni lineari di corrente, se lo usi logaritmico le vriazioni saranno logaritmiche. Se usi un potenziometro multigiro ti sarà più facile aggiustare il valore di corrente. Se usi un millìamperometro analogico, in serie agli elettrodi, puoi avere l'indicazione della corrente di lavoro; se usi un milliamperometro digitale, la sua alimentazione consumerà più corrente dell'intero apparecchio. Non so che valore di resistenza può avere il circuito "umano". Potrebbe anche essere tale che la tensione di alimentazione sia insufficiente a far scorrere la corrente voluta. Per fa scorrere 5 mA hai disponibili max 6V, da cui la massima resistenza sarà 1200 ohm. Questo è il più semplice circuito generatore di corrente continua costante; non so se è adatto ai tuoi scopi. Poi esistono circuiti più complessi multitransistor e con amplificatori operazionali.
  25. Livio Orsini

    Soft starter x frigorifero

    Lascia stare, non è proprio il caso. Se proprio vuoi pilotare il motore con un inverter devi usare un inverter per comando motori monofasi.
  26. Ieri
  27. Robdematt

    Corrente Costante per Elettrolisi Dermatologica

    Grazie mille per lo schema! Guardo cosa ho già in casa e mi procuro il resto, è talmente semplice che potrei anche usare una basetta preforata (che dovrei avere), il potenziometro immagino sia lineare, aggiungerei un amperometro per avere un riscontro visivo che non guasta mai, anche un relay da comandare a pedale al posto dell'interruttore potrebbe avere un suo perchè. Per quanto riguarda gli aspetti "legali" credo che esulino un po' dalla discussione ma è giusto tenerli presente, ognuno si regoli come crede, personalmente non suggerisco di utilizzare l'apparecchio su "pazienti" anche perchè già la sola depilazione definitiva richiede come minimo un diploma di estetista. Concordo assolutamente con Livio, l'apparecchio in sè è più innocuo di una batteria da 9V, però se utilizzato scriteriatamente potrebbe causare esiti cicatriziali (anche se improbabili) ma lo stesso dicasi per qualsiasi apparecchio del genere, certificato a norma o meno che sia, non dipende dall'apparecchio ma dal suo utilizzo (che in questo caso è molto semplice... se si sa come fare). Una "breve" illustrazione riguardo al funzionamento dell'elettrolisi a scopo dermatologico. La tecnica richiede l'utilizzo di due elettrodi, per la depilazione uno di questi consiste in un "ago" il quale viene collegato al polo NEGATIVO e viene inserito nel poro pilifero, l'altro elettrodo è sempre lo stesso a prescindere dall'utilizzo e viene ovviamente collegato al polo POSITIVO, ne esistono di diverse fattezze, alcuni utilizzano una ciotolina in inox contenente acqua salata nella quale il paziente tiene immerse le dita di una mano (la ciotola può essere collegata semplicemente tramite un coccodrillo), personalmente utilizzo una piastrina in inox 316 alla quale saldo il terminale, la si bagna con acqua salata e la si tiene a contatto con la pelle (anch'essa bagnata con acqua salata). Fondamentale è il rispetto della polarità in quanto se invertita (polo positivo collegato all'ago) l'efficacia è inferiore, la reazione chimica diventa di natura caustico acida (anzichè caustico alcalina) causando una cicatrizzazione dura e sgradevole (anzichè morbida e praticamente invisibile), inoltre particelle di metallo dell'ago (specialmente tracce di ruggine) si possono depositare all'interno della cicatrice stessa con esito indesiderabile. La piastrina (polo positivo) può essere posizionata sulla pelle anche in un sito lontano da dove si opera ma idealmente sarebbe consigliabile cercare di mantenere questa distanza la più breve possibile, è uno dei motivi per cui preferisco l'utilizzo della piastrina rispetto ad altri tipi di elettrodo, le sue ridottissime dimensioni infatti consentono di posizionarla e di tenerla saldamente in loco praticamente ovunque (anche sul viso, per esempio). Per la depilazione definitiva si utilizza una corrente di 1mA per un periodo di tempo che può variare tra i 10 e i 20 secondi, può dipendere da vari fattori tra i quali le dimensioni del pelo, la sua profondità, la parte del corpo e le carattristiche dermatologiche del paziente, l'ago va inserito idealmente ad una profondità tale che la punta raggiunga il bulbo pilifero (la radice), quì ci vuole un po' di pratica, non tutti i peli hanno la stessa profondità, spesso (ma non sempre) si "sente" che si è sul fondo perchè l'ago smette di inserirsi "facilmente", incontra resistenza e bisognerebbe spingere con maggiore forza "sfondando" e andando oltre, ciò è indesiderabile ma se succede (e succede...) non è una tragedia anche se idealmente sarebbe meglio cercare di evitare che diventi un'abitudine, in pratica ci si regola anche rispetto agli altri peli che sono presenti nella zona, non necessariamente ma generalmente a parità di diametro hanno più o meno la stessa profondità (quando si toglie il pelo si vede fin dove arrivava e ci si regola di conseguenza con i prossimi), bisogna farci un po' la mano ma non è difficile. Quando si inserisce l'ago dal poro inizia a fuoriuscire ribollendo una schiumetta biancastra, l'intensità di questa reazione è molto legata all'amperaggio (non solo, anche i fattori di cui sopra possono determinarla ma comunque l'amperaggio dirige la musica), una reazione particolarmente esuberante è indice di grande efficacia ma anche di amperaggio un po' abbondante non sempre desiderabile e comunque più difficile da gestire (tempi ridotti, sensazione di forte bruciore, possibili esiti cicatriziali se "scappa la mano" con i tempi o pelli particolarmente sensibili), personalmente preferisco un approccio più conservativo anche se può richiedere qualche secondo in più, lascia maggiore margine di errore ed è meno fastidioso per il paziente (dipende dalla zona ma nella maggior parte dei casi si può ottenere un trattamento assolutamente efficace senza che venga percepito il minimo fastidio, i peli del naso sono MOLTO ostici al riguardo, spesso impossibili da trattare, troppo sensibili). Al fine di raggiungere agevolmente la radice del pelo si deve cercare di inserire l'ago nella stessa direzione di crescita del pelo perchè se è vero che l'ago non "buca" ma si "intruffola" nel canale ove alloggia il pelo e quindi tende a rimanere al suo interno seguendone il percorso senza "sfondare" lateralmente è anche vero che dato il suo diametro veramente ridotto se si spinge con un po' troppo entusiasmo contro le paretti del dotto (o del fondo) si può facilmente "sfondare", non muore nessuno (se succede non disperatevi, in pratica probabibilmente quel pelo ricrescerà come nulla fosse perchè la reazione chimica è avvenuta altrove) ma è comunque indesiderabile, in poche parole delicatezza, sensibilità, tanta pazienza e attenzione, non c'è posto per fretta ed approssimazione. Estratto l'ago si procede con la rimozione del pelo tramite pinzetta, rimozione che generalmente avviene senza sforzo alcuno con la base del pelo ricoperta di una "guaina" gelatinosa semitrasparente di notevole diametro (se il trattamento è stato ben eseguito), non è necessaria alcuna disinfezione ne prima, ne dopo in quanto la reazione chimica "ammazza" tutto, mai riscontrato alcun accenno a infezione neppure minimo (vabbè, se usate l'ago su più persone spero non sia necessario suggerire di sterilizzarlo, just in case...). In genere il primo trattamento elimina definitivamente il 50% dei peli trattati, il secondo un altro 50% del ricresciuto (comunque i peli ricresciuti sono notevolmente più deboli e sottili) e con il terzo trattamento non sopravvive più nessuno, eventualmente può succedere che vi siano alcuni peli recalcitranti che richiedono ancora una passata o due ma sono veramente pochissimi (probabilmente peli che per la forma del loro dotto non permettono una intuitiva inserzione dell'ago sino alla base o quelli dove avete "sfondato"). Non tutte le zone del corpo si depilano definitivamente con la stessa facilità, baffi e barba tendono ad essere più coriacei, sopracciglia, ascelle e inguine sono più cedevoli, ovvero una maggiore o minore quantità di ricrescita dopo il trattamento e una minore o maggiore ostinazione nella ricrescita anche dopo i "canonici" tre trattamenti. Definitiva significa definitiva, per sempre, la reazione chimica liquefa i tessuti preposti alla crescita, non si torna indietro. L'ago merita un approfondimento in quanto la sua forma e dimensione sono fondamentali per trattamenti facili ed efficaci, io mi costruisco i miei che utilizzo con un manipolo anch'esso autocostruito. Deve essere sottile... come un pelo, in acciaio armonico che non tenda ad arruginire troppo, io uso un pezzetto di corda da chitarra elettrica, nello specifico un calibro .007, la corda più sottile che c'è (per quanto ne sappia), semplicissima da trovare (qualsiasi negozio di strumenti musicali) dal costo irrisorio, un vero spreco, un pezzetto di un paio di centimetri fornisce un ago praticamente eterno, una corda intera basta per generazioni. La parte più divertente è quando si deve dare la forma arrotondata alla punta, la corda è veramente sottile, poco più di un pelo, arrotondarne una estremità può sembrare un'impresa complicata ma in realtà non lo è e comunque è assolutamente necessario farlo perchè quando si taglia con le forbici l'estremità risulta tutt'altro che "amichevole", bisogna sempre tenere presente che deve "intruffolarsi", non "forare", non deve essere tagliente ma il più dolce possibile, non a punta ma a "cupola", se decentemente realizzata l'ago trova da solo l'apertura del poro pilifero (vabbè... insomma... quasi... però sicuramente rende la cosa più facile e meno stressante), con una limetta diamantata molto fine, una pietra per affilare molto fine o anche solo della carta abrasiva da carrozziere (400-600 o più) si procede ad appiattire la somità per eliminare completamente il "becco" lasciato dal taglio e poi si prosegue arrotondando i bordi ottenendo una forma a cupola. Il manipolo non ha grande importanza ma meglio tenere conto che ci si passano facilmente anche ore di seguito a maneggiarlo, se è comodo meglio. Il mio è realizzato con un tondo di ottone ricoperto con un tubetto di silicone (materiale che avevo già), ad una estremità è saldato il cavo NEGATIVO, all'altra ho praticato un foro molto sottile (ho un tornio di precisione) nel quale inserisco il pezzetto di corda da chitarra (l'ago) bloccato con un grano trasversale, ricopre la punta un cono filettato in teflon che fa molto professionale ma non è assolutamente indispensabile, OK, non tutti hanno un tornio e un maschio così piccolo ma il punto è solo il fissare l'ago al cavo e tenere in mano il tutto rimanendo isolati, si potrebbe usare la cannuccia di una biro (c'è anche il cappuccio per proteggere l'ago), visto che l'ago è praticamente eterno lo si può anche saldare a stagno su di un tondino di rame o ottone da inserire nella biro o in un tubetto che provveda isolamento (la mano che tiene il manipolo non deve venire in contatto con il polo negativo collegato al manipolo stesso). Deve essere possibile maneggiarlo con estrema precisione, niente giochi, niente incertezze, comodo da tenere, cavo super flessibile per non intralciare minimamente i movimenti, dovete centrare il foro di un pelo... se non potete essere precisi diventa un incubo. Interruttore. Quando ci si appresta ad inserire l'ago appena si sfiora la pelle si chiude il circuito e la reazione chimica inizia, non vogliamo che avvenga all'esterno del dotto pilifero, non serve a nulla e "ustiona" la superfice della pelle (non succede nulla di grave ma causa maggiore irritazione della zona e possibile disagio al paziente), specialmente se i peli sono molto sottili (aperture del dotto più difficile da imboccare), non si ha molta pratica, posizione scomoda da raggiungere, etc... è probabile una certa esitazione nel trovare l'apertura... e nel frattempo si sbruciacchia tutto attorno... meglio un interruttore che il buon Livio ha giustamente previsto, in questo modo si può con tutta calma (e nessun fastidio!) inserire l'ago e una volta raggiunta la corretta profondità azionare l'interruttore dando corrente, non è indispensabile, se ne può fare a meno, specialmente se si è svegli e veloci ma l'interruttore rende il tutto più facile e preciso. Serve che sia azionabile dal manipolo in posizione tale che sia ergonomicamente comodo (ricordate che verrà azionato migliaia di volte) e quì per il momento lascio ad ognuno la fantasia di realizzare un manipolo con interruttore e di proporlo, in alternativa si può azionare tramite pedale, probabilmente alla lunga più comodo e forse anche più preciso in quanto movimento ovviamente scollegato dalla mano che regge il manipolo... con l'ago in loco magari in una posizione già non proprio ideale. Tramite pedale immagino sarebbe meglio un relay nell'alimentatore in quanto la lunghezza del cavo necessaria con una corrente così piccola se ne mangerebbe un buona parte rendendo forse più complesso rispettare i parametri desiderati. Per la rimozione di nei e macchie cutanee sono necessari tra i 2 e i 5mA a seconda di vari fattori come al solito, ad un amperaggio maggiore corrisponde una reazione caustica più marcata e veloce, non necessariamente ciò è sempre desiderablie, quì l'importanza di un amperaggio finemente regolabile, si può utilizzare anche l'ago per depilazione che va semplicemente appoggiato sulla superfice della pelle in corrispondenza dell'inestetismo e scorrrendo sullo stesso sino a quando sarà tutto diventato bianco, si formerà poi una sottile crosta che cadrà dopo alcuni giorni, potrebbe essere più comodo un ago più rigido (corto e diametro maggiore) rispetto ad uno da depilazione in quanto può essere desiderabile esercitare una certa, se pur minima, pressione sulla cute per innescare un buon contatto e ciò può risultare più agevole con un ago più rigido. Per la rimozione di inestetismi "sporgenti" si utilizza la stessa corrente (da 2 a 5mA) ma l'ago va inserito alla base dell'inestetismo orizzontalmente per distruggere i vasi sanguigni che lo alimentano, quindi quì serve un ago che "entra", un macellaio potrebbe usare un ago da siringa ma è da barbari (e pure rischioso a mio avviso), io preferisco un ago da agopuntura (taglio via il manipolo intrecciato e lo inserisco nel mio manipolo di cui prima), l'ago da agopuntura è molto diverso da un ago da siringa, ovviamente non è cavo, è moooolto più sottile (ne esistono di diverso calibro ma sono comunque sottilissimi) e ha una punta ogivale, non lacera i tessuti, si intruffola tra le fibbre che li compongono evitando di danneggiare strutture anche minutissime, non procurano quasi mai sanguinamento (che comunque sarebbe irrisorio) ed entrano dolcemente da soli, non provocano assolutamente alcun dolore. Se malauguratamente la neoplasia fosse di carattere maligno sarebbe indesiderabile un ago che provoca lesioni rischiando di mandare in circolo cellule malate, molto più prudente non provocare alcun danno ai tessuti e annientare solo i vasi sanguigni che la alimentano provocandone la morte "naturale" (non suggerisco di trattare neoplasie, sottolineo che se inaspettatamente lo si facesse almeno sarebbe fatto limitando i fattori di rischio). Non consiglio l'ago da agopuntura per la depilazione a meno che si elimini la punta e la si rifaccia, la sua è si ogivale ma talmente fine che non necessita di un poro pilifero per entrare senza sforzo, molto facile entrare a fianco del dotto senza neppure accorgersene, una punta molto più smussata (a cupola appunto) non entra da sola se non trova un "buco", altrimenti si dovrebbe premere talmente forte che l'ago si piegherebbe (almeno nella maggior parte dei casi) e comunque la forma a cupola rende molto più intuitiva l'operazione. Paradossalmente dei tre utilizzi la depilazione è di gran lunga la più complessa senza menzionare il tempo necessario.
  28. Chiarella88

    Omissione registrazione portale FGas dell'installatore

    Se il cliente ha fatto tutto il regola non può avere colpa se l’installatore non è stato corretto. comunque nell’fgas puoi inserire intrventi di: installazione Controllo perdite manutenzione riparazione dismissione se trova un installatore che gli fa un controllo e inserisce un controllo o una manutenzione ok, non è l’installazione tant’è che anche il portale dice ha risposto vagamente, perché non è tanto semplice risolvere
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