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Accoppiata relè-contattore..


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Inserita:

Non capisco perchè ridisegnare un nuovo schema quando modifiche e correzioni si apportano allo schema già esistente. Mi permetto di riportare entrambe le versioni dello schema già disegnato da eieups in base ai suggerimenti e alle discussioni fatte in precedenza.

schema 1001.jpg

schema 2002.jpg

Inserita:

Grazie mille a tutti per l'aiuto, credo opterò per le modifiche disegnate da @marco.russo77, anche se quello di @Semplice 1 è fatto veramente molto bene...

Grazie ancora...vi aggiorno appena lo completerò..

 

Inserita:

Puoi utilizzare come commutatore a 1 scambio su guida DIN  il seguente della  Abb, di cui hai già il minicontattore, E214-16-101 .

Inserita:

ciao @Semplice 1 .  

13 ore fa, Semplice 1 scrisse:

Se non riesci a vedere la differenza, o non ne vedi l'utilità, allora certamente non posso spiegartela.

 

 

Lo schema di @eiueps dal punto di vista funzionale mi pare già abbastanza utile. La differenza è che tu hai aggiunto il magnetotermico, non hai disegnato i pulsanti di start/stop, nell'alimentazione del motore sezioni solo la fase e non il neutro e hai disegnato una leva a tre posizioni per circuito stampato. Sicuramente anche io ho commesso qualche inesattezza, ho disegnato un selettore a due posizioni e poi ho indicato come componente commerciale un commutatore a 3 posizioni. 

Inserita:
il 19/11/2017 at 21:41 , Semplice 1 scrisse:

E anche, direi io, un Magnetotermico di protezione per il motore che, messo come nello schema, ti farà anche la funzione di Sezionatore Generale del tuo Impiantino elettrico.

 

Con queste potenze il magnetotermico è assolutamente inutile pr proteggere il motore.

Chiunque abbia un minimo di esperienza di manutenzione sa che per motori frazionari le protezioni per immagine termica sono inefficaci.

L'interruttore automatico magneto termico va  inserito alla partenza della linea e serve a proteggere esclusivamente la linea stessa.

Inserita:

 

 

1 ora fa, Semplice 1 scrisse:

Sui Magnetotermici tra noi c'è da tempo un dissidio insanabile (persino sui prezzi ti ricorderai....).

 

A parte la divergenza sui prezzi, ci sono divergenze tecniche che non sono opinioni ma fatti.

 

Qusto è proprio uno di quei casi.

 

Di seguito spiego le ragioni, non solo per ragioni polemiche che poco interessano me e gli altri, ma principalmente per diffondere conoscenza.

 

Un interruttore automatico magneto termico, messo a protezione di un motore, svolge la sua funzione su di un presupposto essenziale: il modello di immagine termica del motore.

In altri termini si ipotizza che un motore, che assorba un determinato valore di corrente per un certo periodo, raggiunga una temperatura tale da essere danneggiato. Pertanto, l'interruttore automatico, è costruito in modo da rispettare una determinata curva di corrente in funzione del tempo.

Il problema della protezione non è il valore delle carrente nominale, ma il rapporto tra il valore di corrente in funzionamento normale ed il valore della corrente in regime anomalo.

Per motori di questo tipo, bifase con condensatore sempre inserito aventi potenza < 1kW, questa differenza è difficilemete discriminabile; anche tarando con accuratezza il limite di intervento del protettore, ci si trova sempre nella zona grigia dove o si hanno interventi intempestivi o hanno interventi impropri.

 

Questa è una condizione che tecnici, con un minimo di esperienza nel campo, conoscono molto bene.

 

Poi bisogna considerare le pecurialità dei singoli casi.

Ad esempio se ho una pompa sommersa ho 2 principali possibili cause di funzionamento in condizioni non corrette: mancnza di acqua, quindi raffreddamento scarso, e rotore bloccato.

Nel primo caso la sovratemperatura per mancanza di raffreddamento non influenza il protettore termico, se non a danno avvenuto (ma questo capita anche in altri impieghi, come  in caso di rottura ventola od ostruzione del condotto dell'immisione di aria).

Nel secondo caso è proprio la minima differenza tra valore di assorbimento nominale e valore di assorbimento a rotore bloccato a rendere impossibile la protezione.

 

 

 

 

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