Livio Orsini Inserita: 25 marzo 2018 Segnala Inserita: 25 marzo 2018 11 ore fa, Semplice 1 scrisse: In quanto al "Come si ordina un Inverter" (anche qui non potrai credermi) ne avrò prescritti almeno una ventina di diverse taglie e diverse marche anche corredati talvolta di resistenze di frenatura e talvolta di induttanze. Sarà da non crederci ma non ho mai fatto cilecca ! Accidenti, ma allora sei proprio un vero esperto! Pensare che io, che nella mia vita professionale, ne avrò dimensionati, applicati ed usati sicuramente più di un migliaio, di taglie, marche e prestazioni differenti, mi ritengo ancora molto ingnorante in materia. 11 ore fa, Semplice 1 scrisse: (giochetti elettrici della prima metà '800) Forse, ma i "giochetti" che ti ho ricordato sono stati in uso sino ad almeno alla metà del 1900.
Livio Orsini Inserita: 25 marzo 2018 Segnala Inserita: 25 marzo 2018 Quote A te l'ultima parola (come già in altri casi) !!! Semplice1: in questi casi a Milano si cita sempre l'asilo Mariuccia, storico nido d'infanzia ambrosiano.
Mario Maggi Inserita: 25 marzo 2018 Segnala Inserita: 25 marzo 2018 Mi risulta che in Inghilterra i professori usino il termine "invertor". Ciao Mario
Sandro Calligaro Inserita: 26 marzo 2018 Segnala Inserita: 26 marzo 2018 Ciao Mario, io non l'ho mai sentito. Negli articoli scientifici che ho letto, non credo di aver mai trovato "invertor", e nemmeno in presentazioni tenute da docenti che lavorano in UK. Chiederò a qualcuno che in Inghilterra c'è stato... Dove l'hai letto o sentito?
Mirko Ceronti Inserita: 26 marzo 2018 Segnala Inserita: 26 marzo 2018 Io l'ho sentito invece. Da un tecnico polacco che venne a visionare un macchinario nell'azienda tessile dove prestavo servizio come manutentore, lui assieme al suo commerciale, per decidere se poi acquistarla oppure no. C'erano 2 intepreti Uno da italiano ad inglese, ed un altro da inglese a polacco. Quando io dicevo "inverter" il polacco ripeteva invertòr ed annuiva con cenno affermativo. Ma.....era polacco, forse in Polonia si pronuncia così.... non so ! Saluti Mirko
rguaresc Inserita: 26 marzo 2018 Segnala Inserita: 26 marzo 2018 è un uso americano, (forse non solo) nel linguaggio discorsivo, spiccio, non nelle pubblicazioni accademiche link inverte/o/r dicono anche adaptor al posto di adapter. In linea di massima si passa da er a or se si passa da un dispositivo che fa a una persona che esegue, per cui "personalizzano" l'inverter.
Livio Orsini Inserita: 26 marzo 2018 Segnala Inserita: 26 marzo 2018 Interessante la definizione di inverter data dal Collins in inglese ".. any device for converting a direct current into an alternating current .." Chissà se semplice1 l'avrà mai letta. Quando lavoravo ho avuto parecchi contatti con tecnici USA, sono stato anche parcchie volte per lavoro negli States, ma il termine "inverter" non l'ho mai sentito, anche nel profondo sud (Carolina, Georgia, Florida) dovo ho soggiornato per parecchi mesi, sempre per lavoro. Però se il Collins lo cita sarà senz'altro così.
Sandro Calligaro Inserita: 26 marzo 2018 Segnala Inserita: 26 marzo 2018 5 ore fa, Livio Orsini scrisse: il termine "inverter" non l'ho mai sentito "Inverter" o "invertor"?
lambda Inserita: 26 marzo 2018 Autore Segnala Inserita: 26 marzo 2018 parlando come persona che ha iniziato la discussione , direi che la sterilità del botta e risposta di chi vuole sempre dire l'ultima può avere fine.
Mirko Ceronti Inserita: 26 marzo 2018 Segnala Inserita: 26 marzo 2018 Allora, ntanto vediamo di edulcorare i toni, poi visto che si sta altalenando sulle varie terminologie più o meno consone, lasciate che Vi crei un po' di scompiglio e possa così polemizzare su un termine errato fin dall'inizio, e che alberga proprio in questa frase… Quote Una curiosità per chi sa rispondermi. non mi è chiaro, dato un qualsiasi inverter ac che alimenti un brushless , come esso possa determinare la velocità di rotazione del motore in relazione alla velocità comandata.come fa L inverter ad accorgersi che il motore sta girando a velocità inferiore per generare il messaggio di errore? il motore non ha trasduttore di posizione. Chissà quindi a quale pena verrò mai condannato, quando affermeró che (udite udite) il motore brushless ahimè….NON ESISTE.E siccome l'avvocato che difende sé stesso ha sempre un pazzo come cliente andiamo dunque a vedere cos'ho da affermare a mia discolpa.Brushless tradotto dall'inglese letteralmente significa “senza spazzole".Ora, motore a corrente continua a parte, il quale appunto per funzionare necessita giocoforza delle spazzole, tutti gli altri motori esistenti se ci pensiamo bene ….non ce le hanno. Il motore trifase sincrono a rotore NON avvolto, non ha le spazzole. Il classico motore trifase asincrono a gabbia di scoiattolo, non ha le spazzole. Il motore monofase ad induzione con condensatore ed avvolgimento di avviamento, non ha le spazzole. Il motore passo passo sia esso ibrido, a riluttanza variabile o a magneti permanenti, non ha le spazzole. Quindi ?Cosa sono dunque ? Tutti dei brushless ??? Mocchè MAI !!!!Non esiste per definizione il motore brushless; come analogamente non esiste il motore vettoriale.(anche se qualcuno ci crede)Sia l'una che l'altra terminologia, non appartengono a proprietà intrinseco-costruttive di ben definite tipologìe di motori, ma altro non sono che modalità di pilotaggio.(Quindi proprie degli azionamenti)Ed il pilotaggio brushless, assume dignità di termine solo quando aziona un motore, non in funzione del tempo (frequenza) ma in funzione della sua posizione angolare assunta.Esattamente quello che (invece) fanno le spazzole nei motori a corrente continua, i quali appunto ruotano in virtù della posizione angolare raggiunta, attimo dopo attimo in cui le spazzole capovolgono relativamente agli avvolgimenti sul collettore, il senso della corrente creando un'inversione ripetuta e costante di campi magnetici, che mantengono unidirezionale la coppia motrice e consentono per cui la rotazione.Poi…..….che una volta ideata questa nuova quanto machiavellica strategia d'azionamento, si siano iniziati a costruire motori con già a corredo i vari sensori hall, oppure encoder e resolvers già incorporati e calettati (di fabbrica) sugli alberi, è di certo un’azzeccata scelta strategico costruttiva, che induce a quel punto il profano a ritenere che quelli siano dei “motori brushless" ….MA…….si tenga ben presente, che a questi motori, se anche gli venissero tranciati i collegamenti dei loro vari trasduttori d'albero, non sarebbero comunque inermi, ma potrebbero lo stesso funzionare egregiamente (pur senza le ovvie e maggiori caratteristiche dinamiche) da classici motori pilotati da inverter in funzione del tempo (frequenza) e non in funzione della loro posizione angolare.Se invece, ad un motore a corrente continua tagliamo i fili che portano alle spazzole, questi non girerà mai più, a differenza invece dei suoi parenti in AC, i quali funzionano lo stesso a prescindere dalla presenza o meno dei loro trasduttori opzionali.In fine, i motori che solitamente escono di fabbrica più adatti ad essere pilotati in modalità brushless, e questo lo possiamo dire, sono generalmente i motori trifasi sincroni a magnete permanente, con i loro trasduttori di posizione già a bordo, ma è possibile avere un pilotaggio in modalità brushless anche con un motore passo passo (ad esempio) serve solo un trasduttore d'albero. Aggiungo e concludo, che se avessimo a disposizione un vecchio motore trifase a rotore avvolto, e lo corredassimo dei 3 sensori Hall per l'informazione della posizione angolare da fornire all'azionamento, noi avremo ottenuto a dispetto della terminologia, un paradossale motore brushless ….con le spazzole (incredibile eh ?) le cui quest'ultime nella fattispecie, servirebbero solo per alimentare in corrente continua attraverso gli anelli, l'avvolgimento rotorico per renderlo così un elettromagnete, e consentirgli di diventare un motore …..sincrono SalutiMirko
Sandro Calligaro Inserita: 26 marzo 2018 Segnala Inserita: 26 marzo 2018 Apprezzo il post di Mirko, se non altro perché ravviva la discussione che, per quanto off-topic (o "fuori argomento"), sta tornando ad essere interessante. Non sono del tutto d'accordo su alcune delle cose che dice, appena ho un po' più di tempo provo a rispondere... Anzi, non sarebbe meglio aprire un altro thread, dedicato all'argomento "gergo tecnico" o "terminologia tecnica" sui motori? Sono sicuro che potrebbe essree utile una classificazione "ragionata" e discussa su nomi di motori, ma anche di convertitori eccetera, che tenga conto dei vari punti di vista e dei termini che effettivamente si usano in giro!
Livio Orsini Inserita: 27 marzo 2018 Segnala Inserita: 27 marzo 2018 12 ore fa, lambda scrisse: parlando come persona che ha iniziato la discussione , direi che la sterilità del botta e risposta di chi vuole sempre dire l'ultima può avere fine Non è che chi inizia una discussione ne è anche il proprietario; quando una discussione non interessa più si può sempre fare a meno di seguirla. Mirko, da un punto di vista strettamente tecnico hai perfettamente ragione non sul fatto che i motori brushless non esistono, ma sul fatto che con il termine brushless non si individua univocamente un tipo di macchina elettrica. Il termine brushless è nato commercialmente (son sempre i commerciali che ci rivinano) per indicare un tipo di motore, quello detto dc brushles o brushless trapezoidale; il termine esteso era "direct current brushless". Io li vidi per la prima volta in una fiera del settore negli anni 70. La loro diffusione segui lo sviluppo dei transistori di potenza con tensioni elevate. Si Sandro intendevo "invertor" e non inverter; però è talmente radicata l'abitudine che ho avuto un lapsus.
Mirko Ceronti Inserita: 27 marzo 2018 Segnala Inserita: 27 marzo 2018 1 ora fa, Livio Orsini scrisse: quello detto dc brushles o brushless trapezoidale; il termine esteso era "direct current brushless". Precisamente Livio, il cui termine d'origine era appunto motore a corrente continua senza spazzole Ora, come può un motore a corrente continua non avere le spazzole ? Chi lo realizzò per primo, si accorse che nei piccoli motori a corrente continua, lo statore era formato da 2 magneti permanenti Nord Sud, che si occupavano di generare il campo, e che il rotore invece era avvolto, e che quindi per potergli portare corrente al fine di generare un campo magnetico antagonista a quello statorico, erano per forza necessarie le spazzole. La sua machiavellica intuizione, fu quella di pensar di capovolgere la struttura costruttiva, e spostare il campo fisso (magnete permanente) sul rotore, e porre quello soggetto a variabilità polare .....sullo statore. Solo che così dopo una porzione di giro, il motore soddisfatta la raggiunta posizione di equilibrio, si fermerebbe. Ma..... se una volta raggiunta quella posizione, informiamo un apposito azionamento, il quale accorgendosene, inverte (da cui il termine inverter) la polarità allo statore, si ripropone la medesima condizione di partenza, ed il motore effettua un'altra porzione di giro. Ripetendo all'infinito questo giochetto, io ho ottenuto un motore che ruota sul principio del classico motore a corrente continua, ma che però sta funzionando in corrente alternata. Solo che quell'alternanza, non è prodotta dal tempo (frequenza) ovvero dal clock dell'inverter, ma dalla raggiunta posizione angolare. Chi ebbe l'illuminazione di invertire di posizione campo rotante e campo fisso, realizzando così quei brusless di cui parlavi d'aver visto in fiera, io penso che si sarà anche reso conto, che alla fine altro non aveva che costruttivamente realizzato un motore sincrono. Come dire..... tanta fatica per nulla, o meglio, l'intuizione non comincia (secondo me) solo col capovolgere il principio di funzionamento del motore DC spostando il campo sul rotore, ed il rotore sullo statore, poichè motori strutturati così esistevano già da un bel po' (quelli sincroni) ma anche dalla furba deduzione che così facendo, e con un apposito azionamento dedicato (Brushless appunto) si potevano riproporre le medesime caratteristiche del motore DC, ma senza lo sfiaccolìo e l'usura delle spazzole di mezzo. Ovvio che a questi motori andavano aggiunti i sensori Hall per informare l'azionamento della posizione angolare, attingendo codesta informazione dai poli del rotore a magnete permanente. La domanda che Ti pongo io Livio, è : Quei motori visti in fiera, avrebbero potuto ruotare anche senza azionamento brushless ? Erano motori autonomi ? Se sì, allora erano solo motori adatti ad un azionamento brushless, ma comunque da motori sincroni, i quali o avviati da un motore primo fino alla velocità di sincronismo, o avviati in rampa da un normale inverter scalare, avrebbero funzionato ugualmente, sensori Hall a prescindere. Ecco il perchè della mia filosofia de "il brushless non esiste" come motore, ma solo come modalità di azionamento; proprio perchè i motori di cui ci si serve negli azionamenti brushless, son motori che già c'erano anche prima che qualcuno elaborasse la geniale idea della rotazione in funzione della posizione angolare. Saluti Mirko
Livio Orsini Inserita: 27 marzo 2018 Segnala Inserita: 27 marzo 2018 7 ore fa, Mirko Ceronti scrisse: Ma..... .. Ripetendo all'infinito questo giochetto, io ho ottenuto un motore che ruota sul principio del classico motore a corrente continua, ma che però sta funzionando in corrente alternata. Mirko hai descritto il funzionamento del motore passo-paasso. Comunque Mirko non voglio ritornare daccapo con le disquisizioni sulle varie definizioni. Puoi anche negare l'esistenza dei motori brushless, e puoi anche avere tecnicamente ragione. Rimane il fatto che il mercato non lo sa e se parli di brushless al massimo ti chiedono: " trapezoidale o sinusoidale?" oppure: "continua o alternata" commettendo un'altro errore perchè son sempre alimentati comunque in corrente alternata. Ma tant'è sui cataloghi scrivono DC brushless (perchè in inglese la corrente continua è detta direct current) e la gente continua a comprarli ed ad usarli. Perchè avviene ciò? Semplicemente perchè scrivere sui pieghevoli e sui cataloghi riassuntivi: " motore con statore a campo magnetico stazionario " è lungo e non immediatamente comprensibile ai più. I commerciali devono lavorare con definizioni brevi che si impimono facilmente nella memoria del possibile cliente. Da qui anche il termine generico "inverter" usato per svariate applicazioni, tanto che i climatizzatori che usano un inverter per pilotare il motore oramai vengono detti semplicemente "inverter". Quindi sempre più spesso c'è qaulcuno che apre una discussione in questa sezione. chiedendo perchè il suo inverter non raffreschi più molto bene.
roberto8303 Inserita: 27 marzo 2018 Segnala Inserita: 27 marzo 2018 dovevo ordinare un motore ma leggendo questa discussione non so cosa chiedere al fornitore... ma i brushless in generale sono l' opposto dei brushed
Mirko Ceronti Inserita: 27 marzo 2018 Segnala Inserita: 27 marzo 2018 Ringrazio Semplice 1 per le sue considerazioni sui miei scritti ma ci tengo a precisare, che io qui, altri non sono che un "pretino" che passeggia.... in VATICANO. I Quote in fondo sarebbe molto meglio, molte volte, perdere qualche attimo di tempo a fare almeno qualche schizzo/disegno (se non reperibile già fatto). Lo consigliava anche Leonardo da Vinci........ (P.S. un'immagine vale più di 1000 parole) Quote Comunque Mirko non voglio ritornare daccapo con le disquisizioni sulle varie definizioni. Puoi anche negare l'esistenza dei motori brushless, e puoi anche avere tecnicamente ragione. Rimane il fatto che il mercato non lo sa e se parli di brushless al massimo ti chiedono: " trapezoidale o sinusoidale?" oppure: "continua o alternata" commettendo un'altro errore perchè son sempre alimentati comunque in corrente alternata. Ma tant'è sui cataloghi scrivono DC brushless (perchè in inglese la corrente continua è detta direct current) e la gente continua a comprarli ed ad usarli. Moppercarità di Dio Livio....Lungi da me anche solo l'idea di abolire un gergo ormai acquisito, trito e ritrito.Va benissimo così (e ci mancherebbe) la mia era solo una puristica sottilizzazione, per dissipare dubbi a chi si pone domande (in genere i curiosi) Le stesse domande che ad un certo punto, dopo essermi letto (ma che dico .....DIVORATO) lo "speciale" di SELEZIONE di ELETTRONICA (JCE) del lontano Agosto 1988, al termine delle 30 pagine dedicate, mi dissi perplesso fra me e me :- Beh ....insomma, alla fine questi poi son semplicemente e banalmente dei motori sincroni; la loro particolarità è solo quella di recare già incorporato di serie, un trasduttore di posizione angolare, che per i "sinusoidali" è applicabilissimo anche esternamente in seconda istanza; il vero termine brushless si applica invece molto più propriamente all'azionamento ed a come agisce sul motore sincrono in questione.Infatti una cosa non la si è ancora detta, e nemmeno Wikipedia ne fa cenno....Un motore sincrono, per poter affermare che lo si sta pilotando (e trattando) da motore a corrente continua senza spazzole (brushless appunto) il suo azionamento deve provvedere a 2 cose fondamentali :1) l'imposizione della rotazione deve essere funzione della posizione angolare del motore (e questo lo si è detto e ridetto)2) la regolazione della velocità deve avvenire come nei motori a corrente continua tradizionali a spazzole, ossia attraverso l'incremento o decremento del valore della tensione sugli avvolgimenti. Solo così avremo assolto in pieno e riprodotto in toto, il pilotaggio con effetti (e caratteristiche) da motore a corrente continua, su un motore sincrono che in realtà sta girando ....a corrente alternata. Saluti Mirko
Livio Orsini Inserita: 28 marzo 2018 Segnala Inserita: 28 marzo 2018 Certo Mirko, ogni tanto fa anche bene parlare di certe cose anche in linea generale e di principio; serve anche a meditare su defizioni di uso comune ed a riflettere su alcune cosa. Per me è il bello di questo forum.
Sandro Calligaro Inserita: 30 marzo 2018 Segnala Inserita: 30 marzo 2018 Non so da dove partire, avete scritto parecchi post molto lunghi... Se dovessi classificare i vari motori, direi che il "brushless DC" è un motore sincrono a magneti permanenti con tensione indotta trapezoidale. Qualcuno usa "brushless AC" per i motori sincroni a magneti permanenti con tensione indotta sinusoidale. Il fatto è che, in realtà, i termini sono confusi comunque, perché spesso si usano motori sincroni a magneti permanenti con tensioni indotte sinusoidali, che però vengono controllati come "brushless DC". Quindi, bisognerebbe chiedere a chi ha inventato il nome "brushless DC" se si voleva riferire al motore o al controllo. L'origine di "brushless DC" come nome credo che venga dal fatto che i motori a tensione indotta trapezoidale, teoricamente avrebbero bisogno di una correnti di forma d'onda quadra, per dare coppia costante: Quella tratteggiata è la tensione indotta del magnete (back-EMF), le tracce nere squadrate sono le correnti ideali. Se si fa il conto della potenza (tensione x corrente) si vede che la potenza di ciascuna fase ha la stessa forma d'onda della corrente, e che ci sono sempre solo due fasi alimentate per volta, con la stessa corrente (opposta) e la stessa potenza (stesso segno). La potenza complessiva quindi è costante, e siccome anche le perdite resistive complessive sono costanti, la potenza meccanica sarà costante. Pattiva = Sommatoria(V·I) = Sommatoria(R·I2) + Sommatoria(E·I) = costante = velocita·coppia A velocità costante, questo significa coppia costante. Nella realtà, ci sono due problemi nel fare questa cosa: - La tensione indotta E non è trapezoidale, se va bene è trapezioidale "smussata", in molti casi è quasi sinusoidale - Non si riesce ad imporre una corrente squadrata, a causa delle induttanze di fase (occorrerebbe tensione infinita, nelle transizioni) In pratica, in entrambi i casi il controllo fa le veci delle spazzole. Per contro, se si accetta di approssimare questa cosa, si può fare in due modi, entrambi relativamente semplici: - Prendere una tensione costante ed applicarla col giusto verso a due fasi per volta (dove vogliamo che ci sia corrente) - Controllare la corrente sul bus DC (un solo controllore, magari ad isteresi) ed applicarla col giusto verso a due fasi per volta Credo che la maggior parte dei controlli per modellini radiocomandati funzioni nel secondo modo. L'alternativa ulteriore è quella di considerare il nostro motore come sinusoidale (anzi, magari è più vicino al sinusoidale che al trapezio!), e controllarlo di conseguenza (cioè come un "brushless AC". Tornando a brushless vs. brushed, DC... Si può certamente vedere il "brushless" come una configurazione evoluta dal "brushed", ma si potrebbe benissimo dire il contrario, concettualmente. Anzi, è probabile che storicamente sia nato prima il sincrono, "brushless" (generatore o motore), che il DC "brushed", come invenzione o semplice scoperta, intendo... Se avessi degli avvolgimenti di rotore che ruotano dentro un campo magnetico fisso (come nel "brushed"), ma non avessi le spazzole, su quegli avvolgimenti vedrei una forma d'onda sinusoidale. E se all'esterno ci fosse un magnete permanente a generare il campo, mentre all'interno ci fosse un dispositivo che genera (o assorbe) correnti sinusoidali, quello sarebbe un motore sincrono a magneti permanenti ("brushless AC"). Infatti, chi ha detto che quello interno è il rotore? Ci sono moltissime applicazioni in cui lo statore è interno.
Sandro Calligaro Inserita: 30 marzo 2018 Segnala Inserita: 30 marzo 2018 il 26/3/2018 at 22:12 , Mirko Ceronti scrisse: ….si tenga ben presente, che a questi motori, se anche gli venissero tranciati i collegamenti dei loro vari trasduttori d'albero, non sarebbero comunque inermi, ma potrebbero lo stesso funzionare egregiamente (pur senza le ovvie e maggiori caratteristiche dinamiche) da classici motori pilotati da inverter in funzione del tempo (frequenza) e non in funzione della loro posizione angolare. In linea di principio è vero, ma non passiamo l'idea che si possa far girare veramente un motore "brushless AC" (sincrono a magneti permanenti, con tensioni indotte sinusoidali) con un inverter in controllo scalare (V/f). Potrebbe anche funzionare, con qualche carico tranquillo, ma la probabilità di stallo e cottura del motore è alta. In un controllo sensorless per "brushless AC", basato sulla tensione indotta ("back-EMF"), da fermo non c'è modo di ricavare informazioni sulla posizione del rotore. In quei casi l'avviamento (decente) si fa con un controllo "I-f", cioè ad ampiezza di corrente costante, e frequenza variabile. L'ideale è che si tratti però solo del modo per avviarlo. In alcuni casi si può sfruttare l'anisotropia del rotore (cioè il fatto che l'induttanza varia con la posizione del rotore) per stimare la posizione del rotore, e quindi controllarlo veramente anche a velocità nulla. Non ci sono molti drive industriali che lo fanno, a dire il vero, e anche quelli che promettono di farlo non so se lo facciano così bene (specie per un motore generico). Posso però assicurare che, se fatto bene, funziona, eccome. PS: da alcuni anni c'è chi cerca di proporre motori a magneti permanenti con gabbia di rotore, cioè un misto sincrono-asincrono. All'avviamento si comportano come degli asincroni, a regime come dei sincroni. Non so se prenderanno mai piede, perché non si riescono ad ottimizzare, ma promettono di avere efficienze abbastanza alte dove comunque non si può o non si vuole usare un inverter. Un motore a magneti permanenti, però, a parità di "buona progettazione", sarà sempre più efficiente e più compatto. PPS: spero che si diffonda una certa cultura sui motori sincroni (a magneti permanenti sia superficiali che interni, a riluttanza), perché sono convinto (non lo dico io, lo dicono centinaia di studi anche datati) che saranno i motori del futuro... prossimo. Nelle auto elettriche e ibride i motori a magneti permanenti interni (IPMSM) sono già la tipologia dominante.
Livio Orsini Inserita: 31 marzo 2018 Segnala Inserita: 31 marzo 2018 Sandro il tuo è un ottimo contributo, come sempre. Un po' di teoria ogni tanto serve , eccome se serve.
Mirko Ceronti Inserita: 31 marzo 2018 Segnala Inserita: 31 marzo 2018 7 ore fa, Sandro Calligaro scrisse: In linea di principio è vero, ma non passiamo l'idea che si possa far girare veramente un motore "brushless AC" (sincrono a magneti permanenti, con tensioni indotte sinusoidali) con un inverter in controllo scalare (V/f). Potrebbe anche funzionare, con qualche carico tranquillo, ma la probabilità di stallo e cottura del motore è alta. Questo è piuttosto interessante, ed ovviamente non ne ero a conoscenza. Per cui (domanda) questo è un discorso riferito ai soli sincroni "arrangiati" già industrialmente da brushless, ossia nati in definitiva per poi essere dedicati a questo tipo di azionamenti, oppure anche un motore sincrono diciamo così.....tradizionale, di quelli per intenderci da libro di elettrotecnica anni 60, non sarebbe performante al pari di un asincrono in uscita ad uno scalare ? Poichè quando uscirono gli scalari, ricordo un certo entusiasmo negli ambienti del settore, per il fatto che finalmente i sincroni sarebbero stati auto-avvianti, e quindi finalmente gestibili senza il motore primo, e presumo, senza tanti pregiudizi sul tipo di carico asservito. Saluti Mirko
Sandro Calligaro Inserita: 31 marzo 2018 Segnala Inserita: 31 marzo 2018 Per quel che ne so, i sincroni tradizionali (a rotore avvolto) hanno quasi tutti una gabbia di rotore (che chiamano "gabbia di smorzamento"). Credo sia proprio quella che permette l'impiego con inverter in controllo scalare. Una conferma ce l'ho dal fatto che motori sincroni a riluttanza, ma con gabbia di rotore, venivano usati con inverter in controllo scalare nelle applicazioni tessili, dove era richiesto il sincronismo.
Livio Orsini Inserita: 31 marzo 2018 Segnala Inserita: 31 marzo 2018 17 minuti fa, Sandro Calligaro scrisse: Una conferma ce l'ho dal fatto che motori sincroni a riluttanza, ma con gabbia di rotore, venivano usati con inverter in controllo scalare nelle applicazioni tessili, dove era richiesto il sincronismo. Si ne ho usati parecchi. Venivano anche detti asincroni sincronizzati. C'è stato un periodo in cui economicamente eran molto convenienti per motorizzare i "godets" che dovevano andare a velocità uguale tra loro e si usuava un inverter per alimentarne 4 o 5
Messaggi consigliati
Crea un account o accedi per commentare
Devi essere un utente per poter lasciare un commento
Crea un account
Registrati per un nuovo account nella nostra comunità. è facile!
Registra un nuovo accountAccedi
Hai già un account? Accedi qui.
Accedi ora