gianca53 Inserito: 26 marzo 2018 Segnala Inserito: 26 marzo 2018 Ciao, circa 6 mesi fa ho venduto un appartamento in villa a schiera. L'acquirente non ha ritenuto di sostituire l'impianto idrico, ma ha solo sostituito alcune parti terminali nei servizi igienici. L'impianto in questione non ha mai avuto problemi di sorta, ora però, succede che l'acquirente mi ha inviato lettera racc. AR di contestazione causa acqua con colore "arancione" per la presenza di ossido di ferro. Questa la premessa, ora la domanda : so per certo che ha rifatto alcune parti dell'impianto e ha isolato, escludendola, almeno una linea di adduzione , ovvero in un bagnetto ha ricavato una cabina armadio e immagino abbia chiuso le valvole di intercettazione e messo dei tappi. può essere che questa linea chiusa, in disuso, comporti la formazione di ossidi ? questi restano localizzati oppure per effetto di qualche moto di diffusione possono essere trascinati via ? In pratica sto cercando di capire come mai un impianto che non ha mai dato problemi, si sia messo a produrre ossidi in modo cosi repentino. Quali sistemi si possono utilizzare per rimuovere l'ossido di ferro? Un problema a parte è se io ne sono responsabile, come lui vorrebbe far credere.
gianca53 Inserita: 26 marzo 2018 Autore Segnala Inserita: 26 marzo 2018 Grazie per la tua analisi e per le conferme che ne sono derivate. Aggiungo e preciso che l'acquirente ha preso possesso anticipatamente rispetto al rogito, in pratica dal compromesso al rogito sono decorsi 4 mesi, in cui aveva le chiavi per effettuare tutte le modifiche/interventi del caso e poi altri 4 mesi dal rogito. Ovvio che ha usato l'acqua o quanto meno l'ha utilizzata il suo idraulico e i muratori, e anche lui stesso nei 4 mesi di residenza effettiva. Da notare che l'ingresso anticipato gli è stato concesso proprio in virtù del fatto che la casa era ben tenuta quindi senza nulla da nascondere !!! A quanto pare la correttezza è una merce in via di estinzione .
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