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overclouds

Patentino elettricista

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overclouds

Buonasera, 

Faccio l' elettricista da circa 12 anni

Ho lavorato presso una ditta per circa 7 anni ma purtroppo come operaio generico e non specializzato anche se facevo tutti i lavori in completa autonomia... Dal civile all industriale e anche qualche intervento sulla media tensione ovviamente li non solo.

Tornando a noi mi ritrovo adesso a non avere alcun titolo riguardo il mio mestiere.

Vorrei poter lavorare in autonomia e vorrei un consiglio da parte vostra sulle cose da fare ed i titoli da ottenere.

 

Ho un diploma tecnico commerciale 

Ho lavorato 7 anni ma come operaio generico

 

Cosa dovrei fare?

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Carlo Albinoni

Conviene emigrare. In Italia non c'è il patentino ma si riceve l'abilitazione da un altro elettricista per ereditarietà.

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overclouds

Cioe? Se io ho le capacità non posso fare nulla nemmeno spendendo soldi?

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giacomocastelnuovo

trova un socio di minoranza, con le abilitazioni, per tre anni, poi lo liquidi....

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overclouds

Senza parole😥

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Marco Fornaciari

No.

Forse ti confondi con i corsi  che autorizzano a mettere le mani sugli impianti elettrici, ovvero la CEI 11-27. In pratica ti insegnano a lavorare in sicurezza DL 81/08, non a fare l'elettricista.

Con il diploma puoi aprire una ditta qualsiasi*, ma per poi per iscriverti in CCIAA come elettricista devi presentare un documento che attesti che hai fatto il mestiere per almeno 3 anni (se ricordo bene ai miei tempi). Ovviamente come elettricista presso una ditta di installazioni elettriche, e non come manutentore elettrico in azienda manifatturiera.

CEI e CCIAA sono due cose che non si incontrano mai.

 

Un suggerimento, se riesci a diventare artigiano, attenzione ai codici: Ateco, INAIL, e CEI 11-27, o/e anche altri, fai tutte le verifiche del caso perchè alcune cose che sembrano ovvie in realtà sono incompatibili o ti fanno spendere per nulla. Attenzione anche a non far decadere certe autorizzazioni.

 

Un'ultima cosa, magari OT, ma in base ai codici Ateco il fisco si regola diversamente: confrontati a modo con un commercialista, un consulente del lavoro, un assicuratore, e poi se hai dubbi anche con INAIL. Attenzione anche alle attrezzature dichiarate. Attenzione anche a quei clienti che ti chiedono abilitazione per ma MT e poi ti fanno lavorare solo su 24 V o automazione industriale: non sanno cosa fanno nella loro azienda.

 

* Di fatto dal nulla poi mettere in piedi una S.p.A. (o una S.r.l.) tutta tua, con milioni di dipendenti, esserne il presidente e responsbaile legale, ma non puoi fare nulla relativamente alle attività lavorative della tua azienda: devi assumere e nomimare un responsabile autorizzato. Ma non puoi fare: l'artigiano, il commerciante, il pizzaiolo, il giornalaio, ecc..

 

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Marco Fornaciari

Mentre scrivevo ... l'idea di Giacomo non è da scartare, magari uno che è prossimo alla pensione e comunque ci rimette a chiudere l'azienda per limiti di età.

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Marco Fornaciari
11 minuti fa, overclouds scrisse:

Senza parole😥

 

In italia è così, ma oltremare o oltre alpi potrebbe essere anche peggio: dipende dai punti di vista.

Dico della Svizzera perchè non ho fatto in tempo. Un mio cliente aveva lì uno stabilimento (poi chiuso), ed pure stato multato assiema alla ditta Italiana che eseguiva dei lavori di semplice smantellamento di macchine non in uso da anni.

Per fare un mestiere qualsiasi, nel nostro caso l'elettricista: devi ricevere l'autorizzazione dall'ente cantonale preposto, e va tenuta rinnovata, quindi per alcuni impianti c'è un autorizzazine specifica.

I manutentori delle aziende manifatturiere possono avvicinarsi a impianti e macchine solo dopo che hanno sostenuto un esame di fronte a tale commissione, che deve essere certa che il costruttore ha tenuto i corsi del caso, e a ha consegnato la necessaria documentazione all'ente. Documentazione che l'esaminatore ha studiato prima lui.

 

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Maurizio Colombi
39 minuti fa, overclouds scrisse:

Senza parole

Purtroppo è così...

1 ora fa, Carlo Albinoni scrisse:

si riceve l'abilitazione da un altro elettricista per ereditarietà.

L'unica soluzione che puoi attuare (prima di spararti dopo le funeste supposizioni che ti sono state date negli interventi precedenti) potrebbe essere quella di affidarti ad un buon commercialista (meglio ad un consulente del lavoro "con i baffi") che ti consiglierà sulle strategie da attuare,

Mi sembra molto strano che

1 ora fa, overclouds scrisse:

Faccio l' elettricista da circa 12 anni

Ho lavorato presso una ditta per circa 7 anni ma purtroppo come operaio generico e non specializzato

e non ci sia stato un avanzamento di carriera... stò pensando anche all'intervento di un buon sindacato (pure questo "con i baffi")... anche se è difficile da trovare.

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overclouds

😥semplicemente volevo avviare una piccola attività x lavorare in prima persona...niente dipendenti niente di niente. Se mi dite comunque che non ce modo cerco una ditta e lavoro li come dipendente. Sperando che mi assuma come elettricista e non operaio.

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hfdax

@overclouds

Solo per informarti in modo che tu abbia le idee più chiare. Le condizioni per ottenere da parte della CCIA il riconoscimento dei requisiti tecnico professionali necessari per poter fare l'installatore elettrico come lavoratore autonomo sono definiti nel DM 37-08 all'articolo 4. In particolare nel tuo caso vale quanto prescritto dal comma 1-D che dice:

Quote

prestazione lavorativa svolta, alle dirette dipendenze di una impresa abilitata nel ramo di attività cui si riferisce la prestazione dell'operaio installatore per un periodo non inferiore a tre anni, escluso quello computato ai fini dell'apprendistato e quello svolto come operaio qualificato, in qualità di operaio installatore con qualifica di specializzato nelle attività di installazione, di trasformazione, di ampliamento e di manutenzione degli impianti

Perciò nel tuo caso l'unica soluzione che vedo sarebbe quella di trovare un impresa di impiantistica che ti assuma come operaio installatore per un periodo di tre anni, al termine dei quali potrai richiedere il riconoscimento dei requisiti e aprire un attività in proprio. Potrebbe anche non essere così difficile visto che hai 7 anni effettivi di esperienza. Purtroppo, dal punto di vista legale, quei 7 anni (che sarebbero più che sufficienti per poterti mettere in proprio) non conta perché eri assunto come operaio generico.

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soltec

Io un giro  in camera di commercio lo farei...

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agos1969
23 ore fa, overclouds scrisse:

Ho lavorato 7 anni ma come operaio generico

Ciao ma esattamente con che contratto collettivo nazionale di lavoro? 

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Marco Fornaciari

In CCIAA, se trovi l'interlocutore giusto ti ripete quello che abbiamo scritto più sopra. Gli altri ti rimandano dal commercialista e dal notaio. Ma esistono anche associazioni di categoria, es. Confartigianato.

Tutti i lavoratori autonomi devono passare di lì: e c'è pure una valida ragione ... e mi pare anche giusto.

Che tutti possano mettere in piedi un impresa è un sacrosanto diritto (salvo impedimenti per problemi con Codice Penale, o per disabilità), ma siccome ci si mette al servizio di altri, bisogna che ci sia una minima certezza della conoscenza della materia.

Se per fare il libero professionista c'è da fare un esame abilitativo (in alcuni casi di Stato), è giusto che per fare l'artigiano (o qualcosa di simile) sia richiesto un periodo minimo certificato di frequentazione continua dell'attività.

I dipendenti del lavoratore autonomo sono un discorso completamente diverso e indipendente da quanto sopra: anche una casalinga da sempre, e pure pensionata, può avere dei dipendenti.

Anche un ingegnere per firmare progetti deve fare l'esame di Stato specifico, anche se è dipendente. Così come: il medico, l'infermiere, il fisioterapeuta, l'avvocato, il notaio, ecc..

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albertagort

puoi anche trovare un ingegnere neo-laureato. A lui fai fare il responsabile tecnico della società , e tu fai i lavori. Poi dovrete decidere i compensi rispettivi.

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Yiogo

in italia l'abilitazione non è oggettiva, è soggettiva

non esiste alcuna verifica sulla reale capacità

si verifica con attenzione la dorata della collaborazione alle "dipendenze" di un soggetto titolato di abilitazione che dichiara che la collaborazione è esistita

 

nota per chi è senza parole :

ricordo che ci sono le "parolacce"

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ilsolitario

Se pensiamo che un perito chimico domattina possa aprire un attività di gommista,oppure uno diplomato itis in elettrotecnica e automazione possa fare l'elettrauto, pur non sapendone niente....

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Marco Fornaciari

Oddio elettrotecnico e elettrauto, almeno hanno studiato le stesse materie elettriche, quindi si spera che conoscano la legge di Ohm e qualche altra regoletta.

Ma di elettricisti praticanti che non sanno usare un tester è pieno il mondo. Se poi chiediamo di leggere uno schema ... anche un calvo riesce a mettersi le mani nei capelli.

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overclouds
2 ore fa, agos1969 scrisse:

Ciao ma esattamente con che contratto collettivo nazionale di lavoro? 

Ciao

Risultavo operaio addetto alla posa dei cavi elettrici. In ogni caso sempre generico

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agos1969

Ascolta, operaio generico è una qualifica, il CCNL indica il rapporto di lavoro tra te e la ditta che ti ha assunto. Il DM 37/08 ti chiede che sia verificato per avere i requisiti un rapporto continuativo di due anni ...

se nella busta paga è indicato il contratto di metalmeccanico, fai come dice soltec.

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Carlo Albinoni
13 ore fa, Marco Fornaciari scrisse:

Che tutti possano mettere in piedi un impresa è un sacrosanto diritto (salvo impedimenti per problemi con Codice Penale, o per disabilità), ma siccome ci si mette al servizio di altri, bisogna che ci sia una minima certezza della conoscenza della materia.

Se per fare il libero professionista c'è da fare un esame abilitativo (in alcuni casi di Stato), è giusto che per fare l'artigiano (o qualcosa di simile) sia richiesto un periodo minimo certificato di frequentazione continua dell'attività.

 

Non si capisce perché in altri paesi, spesso, è richiesta una "patente" rilasciata su esame teorico/pratico.

Esame superato da chi è competente.

In Italia no, non è possibile dimostrare la propria competenza.

E' indispensabile la "frequentazione" di un altro installatore, in quale potrebbe essere a sua volta del tutto impreparato, senza alcun esame o verifica.

 

Poi vai a vedere le pagine degli elettricisti su Facebook: molti nemmeno conoscono le norme, neanche le possiedono o le hanno lette da lontano.

Si criticano reciprocamente i lavori e litigano su chi avrebbe ragione tra di loro.

 

Ahhh come sarebbe meglio un esame come per la patente di guida.

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Livio Orsini
59 minuti fa, Carlo Albinoni scrisse:

Ahhh come sarebbe meglio un esame come per la patente di guida.

 

In Italia?

Ma via.

Ci sarebbero subito patentifici che dietro pagamento della retta fornirebbero la certificazione e l'attestato di ideneità.

Qualche anno fa quando è entrato in vigore il patentino per il maneggiamento dei gas serra, c'èstato un nioto istituto del settore che pubblicizzava la possibilità di conseguire il patentino con un corso di mezza giornata durante i giorni di una fiera del settore!!!

 

Io vivo al confine con la Svizzera. Qualche mese fa è scoppiato uno scandalo scolastico. Un Istituto parificato Ticinese portava i propri iscritti a sostenere l'esame di maturità a Salerno (Italia), poi in base altrattato di reciproco riconoscimento dei titoli di studio questi diplomi eran ritenuti validi nella Confederazione Elvetica. Ora ci sono un centinaio di poveri disgraziati (ma forse non eran tanto in buona fede) che si ritrovano con un certificato di diploma considerato carta strraccia per sentenza della magistratura Elvetica.

 

L'unico metodo serio sarebbe rilasciare il patentino dopo un periodo di apprendistato teorico-pratico, con praticantato effettuato presso aziende certificate.

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soltec
1 ora fa, Carlo Albinoni scrisse:

E' indispensabile la "frequentazione" di un altro installatore, in quale potrebbe essere a sua volta del tutto impreparato, senza alcun esame o verifica.

Quando ci fu la prima 46/90 chiunque avesse un paio di forbici e due cacciaviti in tasca poteva chiedere l'abilitazione da elettricista. Bastava una fattura che dimostrasse di avere fatto qualche lavoro elettrico. 

D"altra parte se avessero fatto degli esami le ditte di impianti elettrici abilitate si sarebbero contate sulle dita.

24 minuti fa, Livio Orsini scrisse:

L'unico metodo serio sarebbe rilasciare il patentino dopo un periodo di apprendistato teorico-pratico, con praticantato effettuato presso aziende certificate.

Non italiane però....

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Carlo Albinoni
1 minuto fa, Livio Orsini scrisse:

In Italia?

Ma via.

Ci sarebbero subito patentifici che dietro pagamento della retta fornirebbero la certificazione e l'attestato di ideneità.

Scusa, perché la situazione attuale in Italia va bene?

Una persona esperta non ha in alcun modo la possibilità di far riconoscere la sua competenza, al contrario l'abilitazione si "eredita" da un altro elettricista senza alcuna verifica. 

Prima o poi, o l'autorità antitrust, o l'Unione Europea, metteranno fine a questo sistema.

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giuseppe967

Ciao a tutti, approfitto della discussione per un quesito inerente,io sono diplomato come tecnico delle Industrie Elettriche ed Elettroniche dal 86 ,ho lavorato con varie ditte ma nessuna aveva l'abilitazione nei mie periodi di lavoro,quindi mi viene richiesto un responsabile tecnico per abilitare la ditta dopo i due anni,la mia domanda è : il mio R T dovrebbe essere un mio amico architetto,però mi viene il dubbio che facendo la procura istitoria come mi è stato richiesto dalla camera di commercio questi non possa continuare la sua attività di libero professionista qualcuno sa come funziona?

 

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