EnBe Inserito: 19 settembre 2019 Segnala Inserito: 19 settembre 2019 Buongiorno, Io vivo a Modena e qua abbiamo una quantità di calcare nell'acqua impresionante. Sono 7 anni che uso l'impianto dell'acqua e ho come l'impressione che i rubinetti abbiano ridotto un pò la pressione. Ho tubi abbastanza piccoli secondo me, perche aprendo molti rubibnetti assieme la pressione cala notevolmente. Mi stavo chiedendo quali sono le tecniche usate per la pulizia/decalficicazione delle tubature dell'acqua potabile. Suppongo in primo luogo l'utilizzo di sostanze acide non tossiche se rimangono residui che impiegano un pò per essere eliminate (tipo acido citrico o acido lattico?). Esistono prodotti commerciali per questo scopo? Quale tecnica viene usata per far ricircolare il decalcificante nei tubi? Esiste una metodologia standard o ciascuno fa a modo proprio? Io stavo pensando di: 1) collegare un rubinetto acqua fredda con un tubo che pesca da un contenitore con il liquido decalcificante (per la mandata). 2) mettere un'altro rubinetto acqua calda con un tubo che butta il ritorno nello stesso contenitore. 3) Usare una piccola pompa per far ricircolare il tutto continuamente. 4) Invertire acqua calda e fredda dai due rubinetti e ripetere il ricircolo per il tempo necessario. 5) Cambiare rubinetti e ripetere i punti sopra fino a coprire tutto l'impianto di distribuzione acqua calda e fredda. Commenti? Grazie Enrico
miciobicio Inserita: 19 settembre 2019 Segnala Inserita: 19 settembre 2019 Di che materiale sono costituiti i tubi del tuo impianto? Fai attenzione con l'acido, che ti puoi ritrovare con un colabrodo...
EnBe Inserita: 20 settembre 2019 Autore Segnala Inserita: 20 settembre 2019 Non conosco. E' un impianto di casa finite di costruire nel 2008. Immagino sia un problema se non si conosce il material... :-\
ekonore Inserita: 2 ore fa Segnala Inserita: 2 ore fa Ciao Enrico, quello che descrivi è abbastanza tipico, soprattutto in zone come Modena dove l’acqua è molto calcarea. Con il tempo è normale che si formino incrostazioni nei tubi e nei rubinetti, e questo porta proprio a una riduzione della portata e della pressione. Sui prodotti: sì, esistono soluzioni specifiche per la disincrostazione degli impianti idrici, generalmente a base di acidi “controllati” (tipo citrico o simili), pensati per sciogliere il calcare senza essere troppo aggressivi sui materiali. È importante però non usare prodotti generici a caso, perché tra tubazioni, guarnizioni e valvole il rischio di fare danni c’è. Se guardi come vengono fatti i trattamenti professionali sugli impianti (ad esempio quelli per la pulizia e sanificazione contro batteri e contaminazioni come qui: https://www.airbio.it/trattamenti-anti-legionella-ad-ozono), il principio è sempre lo stesso: prodotti adatti, concentrazioni precise e tempi di contatto controllati. Il metodo che hai descritto, tra l’altro, è corretto come logica: circuito chiuso, pompa di ricircolo, soluzione disincrostante e anche inversione del flusso. È molto simile a quello che si fa a livello professionale. Ci sono però alcune attenzioni importanti: boiler e scaldabagno sono le parti più delicate, meglio escluderli o trattarli a parte bisogna sapere che tipo di tubi hai (rame, multistrato, plastica) perché non tutti reagiscono allo stesso modo evitare concentrazioni troppo forti non lasciare il prodotto in circolo per tempi eccessivi Dopo il trattamento è fondamentale risciacquare molto bene tutto l’impianto, anche più volte, per eliminare ogni residuo. Un’ultima cosa: spesso buona parte del problema è nei rubinetti stessi, che si incrostano internamente. Smontarli e pulirli a parte a volte dà già un miglioramento evidente. In sintesi: l’idea è giusta e il metodo anche, ma va fatto con un minimo di attenzione sui prodotti e sui componenti dell’impianto.
Messaggi consigliati