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Vaso aperto dismesso a tetto, sfiatatori automatici sulle colonne: come è configurato questo impianto?


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Paolo Bruno
Inserito:

Salve a tutti,

ho bisogno di un parere tecnico su un impianto di riscaldamento centralizzato condominiale, anni '70, caldaia a gas atmosferico da circa 170 kW (Bongioanni Bongas 2/10, installata 1997), sito a Rapallo (GE).
 

Situazione documentale:
Il Libretto di Impianto, compilato e aggiornato ogni anno dal Terzo Responsabile (ditta di manutenzione), indica alla sezione dedicata alla distribuzione: "colonne montanti verticali". La sezione relativa al vaso di espansione è completamente in bianco (non compilata né per vaso aperto né per vaso chiuso).
 

Situazione di fatto in locale caldaia:

Presenti due manometri di circuito

Presente una valvola di sicurezza a molla (cappuccio rosso)

Visibile un tubo tagliato che si dirige verso il tetto e una curva sotto il suddetto tubo che confluisce sulla valvola di sicurezza, che sembrerebbe essere il punto di collegamento dove in precedenza arrivava il tubo proveniente dal vecchio vaso aperto a tetto

 

Situazione di fatto a tetto:

Un vecchio vaso aperto visibilmente dismesso e scollegato (arrugginito, vuoto)

Sulle testate delle colonne montanti sono installati sfiatatori automatici con valvole di intercettazione
 

Domande:

1) In base alla presenza di manometro di circuito e valvola di sicurezza a molla in locale caldaia, si può ritenere con certezza che l'impianto funzioni a vaso chiuso in pressione? Quali altri elementi confermerebbero o smentirebbero questa lettura?

2) In un impianto a colonne montanti verticali (come indicato nel Libretto), i tratti di tubazione che arrivano a tetto sono da considerarsi rami "morti" funzionali al solo sfiato dell'aria, o possono contenere acqua in pressione? In altre parole: sotto il lastrico solare di questo tipo di impianto c'è una rete di distribuzione dell'acqua oppure no?

3) Se il vaso aperto a tetto è dismesso e l'impianto funziona di fatto a vaso chiuso, quali obblighi normativi ne derivano per il Terzo Responsabile in termini di aggiornamento del Libretto e denuncia INAIL (ex ISPESL), considerando che la potenza supera i 35 kW?

4) La ditta manutentrice ha descritto per iscritto l'impianto come "sistema di distribuzione a pioggia, a circuito aperto dotato di vaso d'espansione e sistema di sfiato naturale a tetto". Questa descrizione è compatibile con la presenza di manometro e valvola di sicurezza a molla in locale caldaia e con il vaso aperto dismesso a tetto? O si tratta di una descrizione tecnicamente errata/contraddittoria?
 

Grazie in anticipo a chiunque voglia intervenire con la propria esperienza tecnica.

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Alessio Menditto
Inserita:

Quei vecchi impianti senza pompa di circolazione spostavano l’acqua sfruttando la sua dilatazione quando si scaldava, e serviva appunto un vaso di espansione “aperto” per contenere questa espansione perché non poteva andare assolutamente in pressione, altrimenti non circolava più.

Messa una caldaia normale, hanno eliminato questa cassa, chiuso i tubi delle colonne montanti che andavano alla cassa e adesso è semplicemente un impianto con caldaia con vaso di espansione interno o esterno, con pompa di circolazione e a pressione.

46 minuti fa, Paolo Bruno ha scritto:

La ditta manutentrice ha descritto per iscritto l'impianto come "sistema di distribuzione a pioggia, a circuito aperto dotato di vaso d'espansione e sistema di sfiato naturale a tetto". Questa descrizione è compatibile con la presenza di manometro e valvola di sicurezza a molla in locale caldaia e con il vaso aperto dismesso a tetto? O si tratta di una descrizione tecnicamente errata/contraddittoria?

Non capisco perché abbia scritto così, questa era la condizione originaria, adesso è ovvio che funziona come una caldaia normale.

Inserita:

1- dovrebbe esserci anche un vaso di espansione tipo questo + grande

2- l'acqua del riscaldamento arriva fino al tetto agli sfoghi automatici vicino al vecchio vaso aperto

3-

4- quella era la vecchia descrizione

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