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Inserito:

Ho notato una cosa 'strana' che vorrei approfondire
fondamentalmente se carico al massimo la lavatrice noto che alla fine solo su alcuni tessuti rimane una sorta di odore simile a 'puzza' di umido, non saprei bene come
descriverlo ma credo sia chiaro. Non è la lavatrice sporca, ho gia' lanciato diversi cicli fino a 90° e avviene sia con liquido che polvere a 60°, inoltre come dicevo
si sente solo su alcuni capi, in altri no (evito comunque detersivi con profumo quindi si sente maggiormente se il lavaggio va bene)
Usando poi l' asciugatrice questo 'odore' viene amplificato durante l' asciugatura.
Alcune teorie:
-magliette usurate che non riescono a pulirsi per via delle fibre usurate? (e parlo di magliette con tanti anni di utilizzo)
- questione carico\tempo, come dicevo cerco sempre di caricare al massimo, essendo la lavatrice un modello base il tempo di lavaggio non varia sia che carico 1Kg che 5 o 6Kg
quindi anche riempiendola al massimo la durata totale rimane circa 1h 30 min o meno, e la durata effettiva del lavaggio a 60° credo sia dimezzata.
considerando che i capi piu' interni nella lavatrice, rispetto a quelli periferici, se è piena, a loro volta sono quelli che subiranno minore sfregamento e temperatura
mi è venuto il dubbio
inoltre in questa situazione noto che dopo l' asciugatura rimane una quantita' evidente di polvere sul filtro come se la polvere non avesse abbastanza tempo
per disperdersi e rimane nei vestiti 
ho provato allora a caricare senza esagerare e per poter avere il tempo massimo di lavaggio nominale (9 Kg) ho 'truccato' inserendo capi bagnati, il tempo infatti è 
salito come da manuale arrivando a 3 ore. in questo caso dopo lavaggio con polvere l' odore è molto migliorato e anche l' asciugatrice non presentava ne' la
puzza di umido durante l' ascigatura e una quantita' minima di polvere alla fine nel filtro

E' possibile che il tempo di lavaggio sia troppo basso nelle condizioni precedenti o  sto vaneggiando?

 

Ciccio 27
Inserita:

Riempire a pieno non vuol dire pressare il carico.

La roba va messa "ben aperta e sciolta" (citazione del libretto di istruzioni della mitica San Giorgio Ghibli di mia nonna), e in cima deve poterci passare una mano in orizzontale. 

Tanto quando il carico si inzuppa perde un pochino di volume, e tutto col tempo riesce a rimescolarsi correttamente, dal centro verso la periferia e viceversa.

Marco Fornaciari
Inserita:

Magari se ci dici che tessuti lavi e a quale temperatura ne sappiamo di più.

 

Ora passo a Marco in modalità maggiordomo di casa.

Ma direi proprio che se lavi tutto a 60° e 90° te la vai a cercare.

Tutta la bianceria, in cotone o fibra sintetica che siano, lavandole a 60° il tessuto si deteriora e sfalda.

Il resto, cioè lenzuola o tavaglieria, fa la stessa cosa a 90°.

Bisogna usare 40° e 60°, e su indumenti molto sporchi e con dubbio di infestazione, si aggiunge un disinfetttante.

Poi le lavatrici di grossa capienza, e purtroppo ormai fanno solo quelle, hanno un grosso problema: con troppi capi dentro e pure poca acqua (per queste benedette classi energetiche che all'atto pratico funzionano solo in laboratorio e/o sulla carta) fanno sfregare toppo gli indumenti posti nella perifireia del cestello e nulla quelli al centro e con una forza (peso e velocità periferica del cestello) eccessivo tra di loro, quindi amplificano il fenomeno.

Allo stesso modo la distribuzione dell'acqua non è uniforme.

Sorvolando sul fatto che chi progetta quelle macchine si è reinventato alcune leggi della fisica e che pretende di risolverle con un software: così un lavaggio automatico di 54 minuti diventa manuale di 4 ore.

Ma poi quanto detersivo metti?

Sorvolando un'attimo sulla qualità del detersivo.

 

Il lavaggio a 90° ormai si usa solo per capi che vengono utilizzati in ambienti dove prima ancora dello sporco possono raccogliere agenti infestanti, tipo: stalle, discariche, lavorazione prodotti chimici, ambienti farmaceutici ed alimentari, ospedalieri, ecc., ma lì sono obbligatori indumenti e altri accessori specifici e he vanno messi nuovi ogni giorno; e anche le fibre dei tessuti sono specifiche.

E detto per intero, anche gli operatori devono seguire ben precise norme igieniche prima e dopo i turni di lavoro.

Inserita:
4 ore fa, Marco Fornaciari ha scritto:

Il lavaggio a 90° ormai si usa solo per capi che vengono utilizzati in ambienti dove prima ancora dello sporco possono raccogliere agenti infestanti,

Io lavo tutto da 70 in su, sintetici compresi e la biancheria è pulita

solo sporadici capi in pura lana a 40 gradi, se misto lana si lava assieme agli scuri a 60 gradi ed è sempre perfetta

Inserita:

Rispondo a entrambi, avevo dato alcune informazioni giusto per far capire il fenomeno

5 ore fa, Ciccio 27 ha scritto:

Riempire a pieno non vuol dire pressare il carico.

La roba va messa "ben aperta e sciolta" (citazione del libretto di istruzioni della mitica San Giorgio Ghibli di mia nonna), e in cima deve poterci passare una mano in orizzontale. 

Tanto quando il carico si inzuppa perde un pochino di volume, e tutto col tempo riesce a rimescolarsi correttamente, dal centro verso la periferia e viceversa.

non è pressato, ci mancherebbe, è solo riempita in modo da fare passare una mano, e neanche con roba appallottolata ma distesa il piu' possibile

4 ore fa, Marco Fornaciari ha scritto:

Magari se ci dici che tessuti lavi e a quale temperatura ne sappiamo di più.

 

Ora passo a Marco in modalità maggiordomo di casa.

Ma direi proprio che se lavi tutto a 60° e 90° te la vai a cercare.

Tutta la bianceria, in cotone o fibra sintetica che siano, lavandole a 60° il tessuto si deteriora e sfalda.

Il resto, cioè lenzuola o tavaglieria, fa la stessa cosa a 90°.

Bisogna usare 40° e 60°, e su indumenti molto sporchi e con dubbio di infestazione, si aggiunge un disinfetttante.

Poi le lavatrici di grossa capienza, e purtroppo ormai fanno solo quelle, hanno un grosso problema: con troppi capi dentro e pure poca acqua (per queste benedette classi energetiche che all'atto pratico funzionano solo in laboratorio e/o sulla carta) fanno sfregare toppo gli indumenti posti nella perifireia del cestello e nulla quelli al centro e con una forza (peso e velocità periferica del cestello) eccessivo tra di loro, quindi amplificano il fenomeno.

Allo stesso modo la distribuzione dell'acqua non è uniforme.

Sorvolando sul fatto che chi progetta quelle macchine si è reinventato alcune leggi della fisica e che pretende di risolverle con un software: così un lavaggio automatico di 54 minuti diventa manuale di 4 ore.

Ma poi quanto detersivo metti?

Sorvolando un'attimo sulla qualità del detersivo.

 

Il lavaggio a 90° ormai si usa solo per capi che vengono utilizzati in ambienti dove prima ancora dello sporco possono raccogliere agenti infestanti, tipo: stalle, discariche, lavorazione prodotti chimici, ambienti farmaceutici ed alimentari, ospedalieri, ecc., ma lì sono obbligatori indumenti e altri accessori specifici e he vanno messi nuovi ogni giorno; e anche le fibre dei tessuti sono specifiche.

E detto per intero, anche gli operatori devono seguire ben precise norme igieniche prima e dopo i turni di lavoro.

liquido a 40° tessuti misti, polvere a 60° con solo cotone

quantita' liquido in base al peso e polvere in quantita' leggermente superiore rispetto l' etichetta ( per la durezza dell' acqua )

uso anche  disinfettante liquido (in quantita' inferiore all' etichetta ) , spesso con il liquido e raramente con polvere, in questo caso uso il prelavaggio con disinfettante liquido e poi polvere , anche se andando a temperatura ambiente il prelavaggio il disinfettante conta poco

hai  dato le risposte che avevo ipotizzato riguardo lo sfregamento dei capi xd

 

Ciccio 27
Inserita:

Difetti di risciacquo?

Lo usi l'ammorbidente?

Marco Fornaciari
Inserita:

L'acqua com'è messa, durezza a parte?

Acqua di pozzo o acquedotto?

Con o senza sabbia?

Passa da un serbatoio di accumulo e quindi da autoclave? Se si è ora di pulire.

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