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Inserito:

Vorrei sapere se è normale che un impianto di climatizzazione (dotato o meno di funzionalità "pompa di calore" per l'inverno) smetta di funzionare quando la temperatura ambiente (esterna) supera una certa soglia.
Anzi, per meglio dire: presumo che ciò accada senz'altro, ma vorrei sapere quale può essere una soglia "normale".
E anche se essa può cambiare sensibilmente in base al tipo di impianto.
Ad esempio: In queste giornate, con temperature che arrivano a 36-38°C e oltre, c'è da aspettarsi che molti condizionatori interrompano il funzionamento durante le ore centrali?

Mi sa che ormai, dovendo scegliere il tipo di impianto da installare, sia opportuno dare per scontato che le alte temperature estive diventeranno via via più consuete; e quindi questo aspetto può assumere una certa importanza. Trovarsi con l'impianto di condizionamento, magari pagato parecchio, che non funziona proprio quando il caldo è più pesante potrebbe essere un po'... fastidioso.
Sempre che non mi stia sbagliando sonoramente, e che con i moderni impianti il problema non sussista.

Inserita: (modificato)
1 ora fa, omandar ha scritto:

In queste giornate, con temperature che arrivano a 36-38°C e oltre, c'è da aspettarsi che molti condizionatori interrompano il funzionamento durante le ore centrali?

sei appena sopra il valore nominale di funzionamento

 

solitamente il limite e attorno ai 44° (43° - 46°) di temperatura aria aspirata dall'unita esterna, questo pero rispettando quelle specifiche che solitamente vengono disattese (distanza dalla parete posteriore, laterali, sopra, sotto) e condizioni impeccabili dell'unita esterna (condensatore nuovo o pulito di recente)

 

1 il "smettere di funzionare" è relativo al limite oltre il quale intervengono protezioni nel condizionatore

2 un condizionatore non pu far freddo all'infinito, se si hanno temperature di 45° il clima difficilmente garantirà temperature interne basse

 

Modificato: da click0
Inserita: (modificato)
14 ore fa, click0 ha scritto:

 ... un condizionatore non può far freddo all'infinito, se si hanno temperature di 45° il clima difficilmente garantirà temperature interne basse

 

 

Ne sono convinto. Come dicevo, mi sembra ragionevole aspettarsi che sopra certe temperature la macchina non riesca più a "pompare" più di tanto calore.
Se non erro, è la stessa ragione per cui da una pompa di calore non si può pretendere che scaldi la casa quando la temperatura esterna scende "troppo" sotto lo zero.

Non mi è però chiara una cosa: se partiamo dal presupposto che i 36-38 °C siano "intorno" al valore (realistico) massimo nominale di funzionamento, bisogna aspettarsi che molti condizionatori, appunto, a quelle temperature raggiungano la soglia di intervento delle protezioni, con conseguente calo delle prestazioni (o addirittura interruzione dl funzionamento in attesa che la temperatura scenda, magari verso sera)?
E se in una macchina installata "bene" le protezioni scattano prima, ad esempio a 33-36 °C, è lecito sospettare la presenza di qualche malfunzionamento?
Mi pare di capire, tra l'altro, che vi siano sistemi di condizionamento capaci di lavorare anche a temperature superiori; altrimenti il condizionamento estivo sarebbe impossibile in tutte le aree geografiche in cui spesso si arriva a 39-40 °C e anche oltre.

Ringraziando per la risposta di ieri, approfitto anche per fare un'altra domanda, scusandomi in anticipo per la scarsa correttezza dei termini: le macchine "sdoppiate", quelle in cui l'unità esterna contiene solo lo scambiatore di calore con relativa ventol[on]a mentre il compressore sta nell'unità interna, possono avere dei vantaggi (o svantaggi) da questo punto di vista?

Modificato: da omandar
Inserita:
2 ore fa, omandar ha scritto:

Come dicevo, mi sembra ragionevole aspettarsi che sopra certe temperature la macchina non riesca più a "pompare" più di tanto calore.

No per quel frangente è solo una questione di dimensioni. 

Le macchine difficilmente sono dimensionate per lavorare con dt interno / esterno alti. 

2 ore fa, omandar ha scritto:

bisogna aspettarsi che molti condizionatori, appunto, a quelle temperature raggiungano la soglia di intervento delle protezioni

No, vuol dire che ci sono problemi 

Alessio Menditto
Inserita:

Allora i limiti termodinamici sono uguali sia a Roma che a Dubai, il refrigerante oltre a una certa temperatura esterna fatica a condensare, a tornare liquidò, che non c’entra nulla con i problemi invernali.

Il ciclo termodinamico in realtà fino alla temperatura critica è auto adattativo, man mano si alza la temperatura esterna, man mano si alza la temperatura di condensazione, in realtà intervengono le protezioni, ma non è che c’è un limite esatto che vale per tutti, semplicemente raffreddano sempre meno.

Nei posti tipo Dubai non è che se metto lo stesso clima che è installato a Milano, a Dubai miracolosamente funziona, loro hanno un sistema molto complesso e sono, se non ricordo male, raffreddati innanzitutto ad acqua, poi il “freddo” non viaggia per l’aria, ma fanno quasi congelare un liquido e lo portano in giro ovunque come il teleriscaldamento.

Quindi la morale della storia è che l’unico modo per ovviare al troppo caldo che blocca ì clima, è raffreddarli ad acqua, che però è una pratica inaccettabile e peraltro vietata praticamente dappertutto, servono permessi comunali.

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