omandar Inserito: lunedì alle 17:09 Segnala Inserito: lunedì alle 17:09 Vorrei sapere se è normale che un impianto di climatizzazione (dotato o meno di funzionalità "pompa di calore" per l'inverno) smetta di funzionare quando la temperatura ambiente (esterna) supera una certa soglia. Anzi, per meglio dire: presumo che ciò accada senz'altro, ma vorrei sapere quale può essere una soglia "normale". E anche se essa può cambiare sensibilmente in base al tipo di impianto. Ad esempio: In queste giornate, con temperature che arrivano a 36-38°C e oltre, c'è da aspettarsi che molti condizionatori interrompano il funzionamento durante le ore centrali? Mi sa che ormai, dovendo scegliere il tipo di impianto da installare, sia opportuno dare per scontato che le alte temperature estive diventeranno via via più consuete; e quindi questo aspetto può assumere una certa importanza. Trovarsi con l'impianto di condizionamento, magari pagato parecchio, che non funziona proprio quando il caldo è più pesante potrebbe essere un po'... fastidioso. Sempre che non mi stia sbagliando sonoramente, e che con i moderni impianti il problema non sussista.
click0 Inserita: lunedì alle 18:16 Segnala Inserita: lunedì alle 18:16 (modificato) 1 ora fa, omandar ha scritto: In queste giornate, con temperature che arrivano a 36-38°C e oltre, c'è da aspettarsi che molti condizionatori interrompano il funzionamento durante le ore centrali? sei appena sopra il valore nominale di funzionamento solitamente il limite e attorno ai 44° (43° - 46°) di temperatura aria aspirata dall'unita esterna, questo pero rispettando quelle specifiche che solitamente vengono disattese (distanza dalla parete posteriore, laterali, sopra, sotto) e condizioni impeccabili dell'unita esterna (condensatore nuovo o pulito di recente) 1 il "smettere di funzionare" è relativo al limite oltre il quale intervengono protezioni nel condizionatore 2 un condizionatore non pu far freddo all'infinito, se si hanno temperature di 45° il clima difficilmente garantirà temperature interne basse Modificato: lunedì alle 18:21 da click0
omandar Inserita: martedì alle 08:47 Autore Segnala Inserita: martedì alle 08:47 (modificato) 14 ore fa, click0 ha scritto: ... un condizionatore non può far freddo all'infinito, se si hanno temperature di 45° il clima difficilmente garantirà temperature interne basse Ne sono convinto. Come dicevo, mi sembra ragionevole aspettarsi che sopra certe temperature la macchina non riesca più a "pompare" più di tanto calore. Se non erro, è la stessa ragione per cui da una pompa di calore non si può pretendere che scaldi la casa quando la temperatura esterna scende "troppo" sotto lo zero. Non mi è però chiara una cosa: se partiamo dal presupposto che i 36-38 °C siano "intorno" al valore (realistico) massimo nominale di funzionamento, bisogna aspettarsi che molti condizionatori, appunto, a quelle temperature raggiungano la soglia di intervento delle protezioni, con conseguente calo delle prestazioni (o addirittura interruzione dl funzionamento in attesa che la temperatura scenda, magari verso sera)? E se in una macchina installata "bene" le protezioni scattano prima, ad esempio a 33-36 °C, è lecito sospettare la presenza di qualche malfunzionamento? Mi pare di capire, tra l'altro, che vi siano sistemi di condizionamento capaci di lavorare anche a temperature superiori; altrimenti il condizionamento estivo sarebbe impossibile in tutte le aree geografiche in cui spesso si arriva a 39-40 °C e anche oltre. Ringraziando per la risposta di ieri, approfitto anche per fare un'altra domanda, scusandomi in anticipo per la scarsa correttezza dei termini: le macchine "sdoppiate", quelle in cui l'unità esterna contiene solo lo scambiatore di calore con relativa ventol[on]a mentre il compressore sta nell'unità interna, possono avere dei vantaggi (o svantaggi) da questo punto di vista? Modificato: martedì alle 08:48 da omandar
click0 Inserita: martedì alle 11:22 Segnala Inserita: martedì alle 11:22 2 ore fa, omandar ha scritto: Come dicevo, mi sembra ragionevole aspettarsi che sopra certe temperature la macchina non riesca più a "pompare" più di tanto calore. No per quel frangente è solo una questione di dimensioni. Le macchine difficilmente sono dimensionate per lavorare con dt interno / esterno alti. 2 ore fa, omandar ha scritto: bisogna aspettarsi che molti condizionatori, appunto, a quelle temperature raggiungano la soglia di intervento delle protezioni No, vuol dire che ci sono problemi
Alessio Menditto Inserita: martedì alle 11:26 Segnala Inserita: martedì alle 11:26 Allora i limiti termodinamici sono uguali sia a Roma che a Dubai, il refrigerante oltre a una certa temperatura esterna fatica a condensare, a tornare liquidò, che non c’entra nulla con i problemi invernali. Il ciclo termodinamico in realtà fino alla temperatura critica è auto adattativo, man mano si alza la temperatura esterna, man mano si alza la temperatura di condensazione, in realtà intervengono le protezioni, ma non è che c’è un limite esatto che vale per tutti, semplicemente raffreddano sempre meno. Nei posti tipo Dubai non è che se metto lo stesso clima che è installato a Milano, a Dubai miracolosamente funziona, loro hanno un sistema molto complesso e sono, se non ricordo male, raffreddati innanzitutto ad acqua, poi il “freddo” non viaggia per l’aria, ma fanno quasi congelare un liquido e lo portano in giro ovunque come il teleriscaldamento. Quindi la morale della storia è che l’unico modo per ovviare al troppo caldo che blocca ì clima, è raffreddarli ad acqua, che però è una pratica inaccettabile e peraltro vietata praticamente dappertutto, servono permessi comunali.
omandar Inserita: 4 ore fa Autore Segnala Inserita: 4 ore fa (modificato) Il 23/06/2026 alle 13:26 , Alessio Menditto ha scritto: ... non è che c’è un limite esatto che vale per tutti, semplicemente raffreddano sempre meno. Io mi aspettavo proprio, infatti, che all'aumentare della temperatura esterna l'effetto raffreddante diminuisse, un po' come accade (se non sbaglio) d'inverno con l'effetto riscaldante quando la temperatura esterna scende "troppo". Mi aspettavo, insomma, che nelle giornate molto calde i condizionatori facessero più... fatica, che avessero un effetto meno intenso, che consumassero più energia elettrica. Non mi aspettavo, invece, che smettessero di funzionare, se non a temperature davvero molto alte. Non metto in dubbio che i limiti termodinamici siano uguali ovunque. Possono allora cambiare le scelte dei progettisti e costruttori, che magari per un certo apparecchio decidono di far scattare una protezione sopra una certa temperatura in base anche all'area geografica cui un apparecchio è destinato? Modificato: 4 ore fa da omandar
click0 Inserita: 2 ore fa Segnala Inserita: 2 ore fa 1 ora fa, omandar ha scritto: Non mi aspettavo, invece, che smettessero di funzionare, se non a temperature davvero molto alte. mah... la massima assoluta storica europea è di 49°, per i limiti vai dai 43 ai 46 dove vuoi andare ?
Alessio Menditto Inserita: 2 ore fa Segnala Inserita: 2 ore fa Sì ma perché rovinare la macchina se si può fare a meno? Ci sono classici limiti di lavoro per i frigoriferi (perché il clima è un frigorifero), che di solito cominciano dopo i 55 gradi di temperatura di condensazione: attenzione, temperatura di condensazione del gas, non è nominata la temperatura ambiente, perché a seconda dei tipi di condensatore, questa è molto variabile, quindi da 55 gradi (ai quali corrispondono X bar a seconda del tipo di refrigerante) il sistema si mette in allerta e siamo in zona dove oltre che calare le prestazioni, possiamo aspettarci dei blocchi per sovrapressione. Oltre i 60 poi sono praticamente certi, il compressore fa moltissima fatica a spostare il gas, il suo rendimento cala vertiginosamente (pensa che il rendimento uguale a 1, cioè il massimo, per il compressore è quando la pressione di aspirazione è uguale a quella di mandata), quindi stai consumando tantissima corrente e la macchina soffre. Se sai che il clima deve lavorare spesso a quelle temperature, allora va valutata la macchina con condensazione aria/acqua, dove l’acqua interviene quando l’aria non basta più, ma ripeto sono macchine che non puoi usare sempre, in quanto l’uso dell’acqua per condensazione è limitata, pensa in posti dove l’acqua è razionalizzata, è impensabile e vietato usarla anche se ci fosse.
click0 Inserita: 2 ore fa Segnala Inserita: 2 ore fa 3 minuti fa, Alessio Menditto ha scritto: Se sai che il clima deve lavorare spesso a quelle temperature, allora va valutata la macchina con condensazione aria/acqua, se lavori spesso oltre i 43 gradi, o non sei in Italia, o hai una particolare condizione di installazione che è da evitare
reka Inserita: 2 ore fa Segnala Inserita: 2 ore fa ma il problema è che se va in blocco termico non è perchè il ciclo frigorifero non funziona più, è perchè anche se il clima va al 100% in continuo non ottiene il risultato qualche problema c'è. io ho un mitsubishi e un daikin ed entrambi possono funzionare in raffreddamento fino a 46°, se dovessero andare in blocco con temperature esterne anche di 40 direi che penserei a problemi.
Alessio Menditto Inserita: 2 ore fa Segnala Inserita: 2 ore fa Ma infatti come ho scritto all inizio Il 23/06/2026 alle 13:26 , Alessio Menditto ha scritto: Il ciclo termodinamico in realtà fino alla temperatura critica è auto adattativo, man mano si alza la temperatura esterna, la pressione/temperatura (corrispondente) di condensazione segue sempre e sta un passo avanti la corrispondente temperatura ambiente, in realtà teoricamente fino alla temperatura critica il giochino funziona. In questa discussione si fanno i conti senza l’oste, come sempre, ossia non sappiamo le dimensioni del condensatore. Per la proprietà degli scambiatori, più aumenta la superficie di condensazione più cala il delta T, quindi il tuo 14 minuti fa, reka ha scritto: mitsubishi e un daikin può avere il condensatore sovradimensionato e lavorare a più alta temperatura ambiente, ma costa…se tu vai alla Coop e compri un clima economico, avrà componenti più piccoli e quindi col cavolo arriva a lavorare a temperature ambiente come lavora il tuo. 23 minuti fa, click0 ha scritto: Se lavori spesso oltre i 43 gradi Verissimo, il problema è che quando ci arrivi sei disarmato.
click0 Inserita: 1 ora fa Segnala Inserita: 1 ora fa 11 minuti fa, Alessio Menditto ha scritto: il problema è che quando ci arrivi sei disarmato. certo, ma però, per lo stesso principio, uno in casa si dovrebbe mettere: attrezzatura completa da frigorista, fare corso e ottenere e mantenere abilitazioni, ricambistica completa degli apparecchi condizionatori e per finire un gruppo elettrogeno con scorta di carburante per almeno 1 mese... più facile che un impianto si rompa e il tecnico non abbia tempo di venire su due piedi
Alessio Menditto Inserita: 1 ora fa Segnala Inserita: 1 ora fa No ma io non stavo parlando di un guasto, a meno che per guasto si intende il clima che si blocca per il caldo, che è il motivo di questa discussione, io mi riferivo a temperature altissime che mettono in difficoltà i frigoriferi e I clima.
click0 Inserita: 1 ora fa Segnala Inserita: 1 ora fa 12 minuti fa, Alessio Menditto ha scritto: No ma io non stavo parlando di un guasto certo ma non è normale avere temperature di 43/46 gradi in Italia, è una situazioni poco "realistica" o limitata a una manciata di giornate ogni XXXX anni per cui si finisce che il "tutto" si basa sulle probabilità che accada per cui, più probabile un guasto, un blackout o arrivare al limite di funzionamento? cosi, ti direi le prime due...
Alessio Menditto Inserita: 1 ora fa Segnala Inserita: 1 ora fa Ricordo nel 2006 quando lavoravo, venni chiamato in un supermercato dove i frigoriferi erano entrati in crisi nei giorni di caldo eccezionale a Modena, i surgelati si stavano squagliando, nonostante i compressori funzionassero normalmente e non fosse intervenuto nessun blocco: constatato che non c’era nessun guasto, dissi che l’unico modo per far funzionare i frigoriferi era bagnare il condensatore con la gomma dell’acqua. A fronte delle proteste del titolare, dopo il mio consiglio gratuito, ho ancora davanti l’immagine, giuro, del titolare del supermercato che innaffiava direttamente il condensatore con la gomma dell’acqua, e si superò così la terribile ondata di caldo.
Alessio Menditto Inserita: 1 ora fa Segnala Inserita: 1 ora fa 10 minuti fa, click0 ha scritto: non è normale avere temperature di 43/46 gradi in Italia Sì ma bisogna riferire in questo caso al punto dove è installato il clima. Se lui è messo in un posto non furbo, come tante volte si è letto qui, bastano meno gradi per farlo andare in crisi.
click0 Inserita: 57 minuti fa Segnala Inserita: 57 minuti fa 10 minuti fa, Alessio Menditto ha scritto: bastano meno gradi per farlo andare in crisi basta che ti manchi l'energia elettrica è sei a piedi...
click0 Inserita: 9 minuti fa Segnala Inserita: 9 minuti fa 33 minuti fa, Alessio Menditto ha scritto: Ah ma sicuramente! https://www.lastampa.it/torino/2026/06/27/news/blackout_potabilizzatore_a_rischio_distribuzione_acqua_potabile- https://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/caldo-torrido-e-blackout-situazione-7527b51c https://www.firenzedintorni.it/it/articolo/42024/caldo-estremo-a-firenze-blackout-e-disagi-sotto-pressione-rete-elettrica-e-acquedotto-consumi-energetici-in-forte-aumento-ristoratori-in-difficolta-e-un-guasto-allimpianto-dellanconella-provoca-un-temporaneo-calo-della-pressione-dellacqua-nei-musei-e-nelle-chiese-temperature-oltre-i-38-gradi.html
Alessio Menditto Inserita: 6 minuti fa Segnala Inserita: 6 minuti fa E che non ci sono ancora tutti quelli che dovranno ricaricare le auto elettriche!! Già siamo al limite così, figuriamoci se dovranno trovare energia pure per le ricariche.
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