NovellinoXX Inserita: 9 ore fa Segnala Inserita: 9 ore fa (modificato) 1 ora fa, ivano65 ha scritto: x novellino Ma perchè non leggi tutto? e sopratutto, capisci quello che leggi? Non si sta parlando di trasformatore in cabina di distribuzione ma di un auto-trasformatore lato utilizzatore. Modificato: 9 ore fa da NovellinoXX
Marco Fornaciari Inserita: 1 ora fa Segnala Inserita: 1 ora fa Nota importante. Chiamo neutro il centro stella dei trasformatori sia lato primario sia lato secondario, dato che nei sisteni di distribuzione così è chiamato. Sì, va bene tutto, ma ormai chi ha posto il problema è dato per disperso, quindi tiriamo le somme: in quella appligacazione, della quale appiamo solo che i differenziali hanno problemi e scattano intespettivamente (per errori di scelta e di cablaggio), e di contro non sapremo mai se poi intevengono al momento giusto. In quella applicazione che noi presupponiamo che l'autotrasformatore sia lui ad alimentare tutto l'impianto dell'appartamento, è una applicazione totalmente errata per N ragioni, in prima istanza per ragioni di sicurezza elettrica delle persone e delle cose, poi viene il controllo dei guasti, infine il problema del mal funzionamento delle utenze alimentate. Ma bisogna fare attenzione alle informazioni trovate sui libri e in rete (specialmente in rete, la AI fa tanta confusione), la gestione di neutro e terra non è uguale su tutto il pianeta, le variabili sono: - il sistema di distribuzione in AT e MT, neutro o meno distribuito, che influisce sulle messe a terra - come è messo a terra il neutro, con o senza impedenze - il sistema di distribuzione in BT = TT, IT, TN - in quale ambito impiantstico siamo, civile o industriale con cabina MT/BT proprietaria o dedicata, in questo caso siamo in TN-S , ecc. - da non dimenticare che di fatto negli impianti elettrici a valle del trasformatore per pochi metri il sistema di distribuzione non è di fatto classificato, la classificazione avviene a partire dal collettore generale di terra in cabina verso le utenze, dato che la differenza è proprio lì - per quanto riguarda gli edifici civili vale +/- la stessa regola, a comandare per l'impianto di terra è il collettore generale - per l'industria il discorso del collettore di terra può essere più complesso dato che ci possono essere più trasformatori MT/BT, ovvero più edifici, e le puntazze di terra sono tante (e qui di errori ne ho visti, e subiti, troppi, anche in impianiti costruiti di recente) Poi i libri di elettrotecnica parlano solo delle formule vettoriali in ambiente ideali o con guasti noti, la realtà quotidiana è ben diversa.
Carcereri Inserita: 34 minuti fa Autore Segnala Inserita: 34 minuti fa Buongiorno, scusate, io lavoro da lunedì a venerdì, il sabato e domenica riposo, il PC ce l'ho in ufficio, a casa ho un PC ma mi guardo bene dall' utilizzarlo durante il weekend, visto che ci passo già 10 ore al giorno davanti al monitor. Quindi chiedo scusa se durante sabato e domenica non leggo il forum. Detto questo, io sono un impiegato tecnico all' interno di un ufficio tecnico che si occupa di progettazione elettrica. La scelta dell'autotrafo non è stata fatta da me; come detto da qualcuno ho iniziato ad analizzare il problema quando, ad installazione fatta, hanno chiamato dal cantiere dicendo che il differenziale a monte scattava. E qui ho iniziato a documentarmi. Questo è successo. Non voglio + fare polemica con i professoroni del forum, io ho chiesto una soluzione pratica per risolvere un problema pratico. I carichi non li conosco neanche io, sono quelli che chiunque può immaginarsi ci siano in un appartamento/attico di un cliente facoltoso. Ho capito che l' unica soluzione è sostituire l'autotrafo con un trasformatore 230 Vac trifase / 400 Vac trifase + neutro. A quel punto, avrò i circuiti primario/secondario isolati elettricamente, potrò creare un sistema TN, potrò mettere a terra il neutro sul secondario. Corretto?
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