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Inserito: (modificato)

Direttiva (UE) 2024/1799 è la norma europea del 13 giugno 2024 sul diritto alla riparazione. Ha già due anni ma personalmente non vedo corse alla riparazione. La scadenza ufficiale fissata dall'Unione Europea per il recepimento della direttiva è oggi 31 Luglio 2026.

Non so nelle grandi città ma nei paesi più piccoli si incontra sempre più difficoltà a trovare un tecnico riparatore. Se fosse attuata veramente oltre ai vantaggi ambientali potrebbe essere uno sbocco lavorativo interessante. 

 

Modificato: da Leone2285
Livio Orsini
Inserita:

La norma non prevede, e non può prevedere, la presenza obbligatoria di tecnici riparatori.

Dice solo che i produttori devono costruire i loro prodotti in modo che siano riparabili.

Alessio Menditto
Inserita:

Quando non si obbedisce a norme europee, pochi dicono che paghiamo multe, cioè l’Europa dice fate questo, se non lo fate vi sanzioniamo.

Se gli stati membri ritengono che obbedire alle norme costi di più contraddirle, oppure è proprio impossibile, preferisce pagare la multa.

Il caso più eclatante fu nella dismissione del refrigerante R22 (e si ripete con gli altri gas): non potendo dismettere da un giorno all altro milioni e milioni di impianti a R22, abbiamo pagato per anni e anni multe all Europa.

 

Marco Fornaciari
Inserita:

Di fatto è una norma inutile e portatrice di false speranze.

 

Sono ormai almeno 60 anni che i costruttori costruiscono con obsolesenza programmata, che in ogni caso non ci sarebbe bisogno di progettarla, qualsiasi oggetto in movimento dopo tot ore di utilizzo si usura a tal punto da dover essere sostiuito, e per le parti elettriche è ancora più facile il guasto.

 

Ma il vero problema non sta nell'obsolesenza programmata, è nel fatto che il magazzino ricambi ha dei costi gestionali, e pure di tasse (è un capitale che fa reddito) che poi l'utente finale deve a pagare.

Dopo di che ci sono tutti i costi della mano d'opera per gli interventi di manutenzione, che se va bene sono 45 € all'ora + IVA, più gli altri costi.

 

Faccio un banale esempio, per costruire una lavatrice qualsiasi occorrono in totale (parte gestionale e logistica comprese) due ore di mano d'opera, dal ricevimento della lamiera e degli altri pezzi a quando la si carica finita sul camion.

Per cambiare una vasca servono circa 4 ore: lavoro vero e proprio +parte gestionale e logistica, ovviamente a cui va aggiunto il costo della vasca nuova, che per l'utente è almeno 5 volte il costo della vasca alla prima installazione.

Quindi alla fine non vale la pena la riparazione, dopo la scadenza della garanzia.

Garanzia che ormai è 5 anni per tutti, anche se con sovraprezzo.

 

Per un TV bastano 20 minuti di mano d'opera per la costruzione e il carico sul camion.

 

Quando si compra un qualsiasi oggetto di produzione in serie, quello che di fatto si paga sono tutti costi di commercializzazione dopo che ha varcato il cancello della fabbrica, e se va bene sono lo solo 70% del costo al pubblico.

 

Ma non bisogna mai dimenticare che se un lavoratore acquirente vuole una busta paga, anche il lavoratore produttore o/e commerciante vuole la sua.

 

In ogni caso quella norma va bene per oggetti fondamentalmente meccanici, per tutto quanto è elettronico la soluzione è già stata trovata da decenni:

- spariscono i componeti

- si aggiornato i SW

- si cambiato i sistemi di trasmissione radio, TV, radio, e soprttutto telefonini

- per i PC gestionali già ci pensano gli stati col fisco a cambiare in continuo la gestione e a obbgligare al cambio di SW e di conseguenza i PC

- ad esempio tutte le norme sulla privacy sono una enorme fregatura, la criptazione esiste da secoli e una vale l'altra, tanto è sempre una formula matematica nota.

Inserita:
3 ore fa, Livio Orsini ha scritto:

La norma non prevede, e non può prevedere, la presenza obbligatoria di tecnici riparatori.

Dice solo che i produttori devono costruire i loro prodotti in modo che siano riparabili.

Però un prodotto riparabile potrebbe spingere alla presenza di tecnici riparatori. 

Per riparabile a quanto pare non si intende soltanto la disponibilità dei ricambi ma anche la falicita di esecuzione dell'intervento. Per alcuni elettrodomestici la difficoltà è aprirli più che aggiustarli. 

Inoltre il ricambio deve avere un prezzo ragionevole, non è comprensibile che la vasca di una lavatrice costi quanto la lavatrice nuova. Poi se consideriamo che spesso è un semplice cuscinetto a rompersi e in teoria non andrebbe cambiata l'intera vasca la riparazione potrebbe diventare conveniente se questa non fosse termosaldata. 

 

Se provate ad acquistare i singoli componenti di un elettrodomestico per assemblarlo il costo diventa parecchie volte quello dello stesso articolo già pronto all'uso. Più costoso va bene ma parecchie volte il costo no. 

 

 

 

Inserita:
6 ore fa, Leone2285 ha scritto:

si incontra sempre più difficoltà a trovare un tecnico riparatore. Se fosse attuata veramente oltre ai vantaggi ambientali potrebbe essere uno sbocco lavorativo interessante.

Non si trova un tecnico da inserire / formare, come nel mio caso di pensionamento, che abbia voglia di portare avanti un’attività di riparazioni (redditizia) …

 

Nel forum ci sono altri post riferiti a questa legge (tra cui uno mio),

oggi di fatto per alcuni marchi i ricambi sono disponibili ai privati ed ai tecnici generici, ma sono talmente specifici che bisogna acquistarli dal marchio produttore a prezzi che non consentono la riparazione,

(come scrivi anche tu)

38 minuti fa, Leone2285 ha scritto:

la vasca di una lavatrice costi quanto la lavatrice nuova

 

Poi se andiamo sull’elettronica, o sei in grado di riparare la scheda oppure ti conviene smaltire il grande elettrodomestico, e le assistenze ufficiali spingono sempre più all’acquisto del nuovo!

 

Pertanto bisognerebbe verificare se una legge sta veramente cambiando le cose 🤔 e magari modificarla … (ma questa è utopia)

Livio Orsini
Inserita:
42 minuti fa, michpao ha scritto:

bisognerebbe verificare se una legge sta veramente cambiando le cose 🤔 e magari modificarla … (ma questa è utopia)

 

È la solita legge fatta dagli euroburocrati, che indica principi avulsi dalla realtà, oppure facilmente aggirabile come in questo caso.

Leone2285
Inserita:
40 minuti fa, michpao ha scritto:

Non si trova un tecnico da inserire / formare, come nel mio caso di pensionamento, che abbia voglia di portare avanti un’attività di riparazioni (redditizia) …

Non capisco perché accade questo, sarebbe un lavoro utilissimo che a mio parere da tante soddisfazioni anche se con molti sacrifici. Certi lavori di oggi non ti lasciano nulla se non lo stipendio. 

Leone2285
Inserita:
9 minuti fa, Livio Orsini ha scritto:

 

È la solita legge fatta dagli euroburocrati, che indica principi avulsi dalla realtà, oppure facilmente aggirabile come in questo caso.

Hai proprio ragione, queste leggi sembrano fatte tanto per fare vedere che si è attenti a certe tematiche senza poi interessarsi realmente della loro efficacia. 

La riparazione non dovrebbe essere solo un diritto ma anche un dovere. 

Simone Baldini
Inserita:

I ricambi, la loro gestione e la manodopera costano troppo per far si che sia convenienete la riparazione. Con le caldaie facciamo fatica, ma si riparano ancora. Se io prendo una caldaia murale nuova, la smembro e vendo i ricambi singolarmente ne ricaverei almeno il doppio del costo della caldaia. Poi la manodopera ha costi alti, alla fine in molti casi il cliente desiste e cambia la caldaia. Figuriamoci per gli elettrodomestici che dopo già 6 mesi sono tecnologicamente vecchi. L'autoriparazione è una filosofia molto bella ma non tutti hanno la voglia o le capacità per farsi autoriparazioni.

Io i furgoni li cambio ogni 4 anni, proprio per non entrare nel vortice delle riparazioni. Alla fine se faccio i conti non è che mi costi tanto di piu', però ho il vantaggio d'arere mezzi sempre nuovi.

Dumah Brazorf
Inserita:

Se la legge prevede la messa in disponibilità di schemi circuitali per i prodotti elettronici ben venga. 

 

Alessio Menditto
Inserita:

Bisogna anche dirla tutta, a volte la scheda si rompe perché la cosa che doveva comandare a valle ha avuto un guasto.

Se tu la porti a me riparatore e io l’aggiusto senza sapere che la parte finale è rotta, dopo la riparazione ti chiedo i soldi, tu torni a casa rimonti tutto e la scheda si rompe di nuovo, tu torni a protestare da me, non raccontiamoci favole dai.

E io che ho fatto un lavoro fatto bene devo sentire le tue lamentele perché mi rimproveri un lavoro fatto male quando invece la cosa guasta è un altra.

Inserita:
1 ora fa, Dumah Brazorf ha scritto:

Se la legge prevede la messa in disponibilità di schemi circuitali per i prodotti elettronici ben venga. 

 

Nessun marchio produttore di elettrodomestici ha messo a disposizione schemi elettrici, negli ultimi anni. C’era Miele che una volta inseriva un foglio dello schema, ma ultimamente non lo trovo più!

 

1 ora fa, Alessio Menditto ha scritto:

a volte la scheda si rompe perché la cosa che doveva comandare a valle ha avuto un guasto.

Se tu la porti a me riparatore e io l’aggiusto senza sapere che la parte finale è rotta, dopo la riparazione ti chiedo i soldi, tu torni a casa rimonti tutto e la scheda si rompe di nuovo, tu torni a protestare da me, non raccontiamoci favole dai.

È così per altre apparecchiature, ma ti garantisco che negli elettrodomestici nella scheda spesso si brucia lo stadio di alimentazione, che riparandolo consente di portare l’apparecchio a fine vita. Cito un esempio senza fare noni “Miele” la riparazione di una lavastoviglie è costata 1/4 al cliente, rispetto della cifra richiesta dall’assistenza ufficiale, che comunque proponeva uno sconto (del 10%) sull’acquisto della nuova.

Alessio Menditto
Inserita:

Ma il tecnico che interesse avrebbe a riparare la scheda piuttosto che a sostituirla?

 

Inserita: (modificato)

Acquisire il lavoro di riparazione, che altrimenti il cliente non farebbe fare.

 

La soddisfazione di riparare qualcosa che altri avrebbero consigliato di sostituire (nel diritto di riparazione).

 Senza ordinare parti di ricambio al produttore e senza attese di consegna, ritorna a funzionare la scheda originale!

 

 

Modificato: da michpao
Dumah Brazorf
Inserita: (modificato)
1 hour ago, michpao said:

È così per altre apparecchiature, ma ti garantisco che negli elettrodomestici nella scheda spesso si brucia lo stadio di alimentazione, che riparandolo consente di portare l’apparecchio a fine vita.

un paio d'anni fa ho salvato la scheda di controllo della caldaia a legna di parente X. l'alimentazione era guasta ma era tutto in una scheda quindi o ci riuscivo o erano 600euro di ricambio. l'ho fatta ripartire collegando un alimentatore da 5V esterno. 

mi è andata peggio con il mio frigo bosch. sempre alimentazione guasta, sempre tutto in una scheda. avevo anche il TNY di ricambio ma non ripartiva. ho letto male la tensione di bobina dei relè e gli ho dato 12V esterni invece di 9V e si è bruciato il micro perchè un regolatore di tensione per i signori era troppa grazia, hanno usato uno zener per abbassare la tensione... 200euro di scheda... 

Modificato: da Dumah Brazorf
Alessio Menditto
Inserita:
21 minuti fa, michpao ha scritto:

La soddisfazione di riparare qualcosa che altri avrebbero consigliato di sostituire

Pensa che proprio per questo quando lavoravo ci ho rimesso un sacco di soldi.

Ti racconto una cosa successa a me, quando ci fu l’alluvione in Emilia attorno al 2010, io riparavo un sacco di frigoriferi lavabicchieri lavastoviglie nei bar ristoranti e simili.

Una giorno capito in un bar alluvionato che stava riaprendo, la pompa di una lavabicchieri faceva saltare il magnetotermico, così apro la macchina sotto gli occhi disperati della barista, e siccome avevo fretta e non volevo farle spendere soldi per una pompa nuova (cosa che lei avrebbe accettato subito data l’importanza della macchina) prendo dalla cassetta il mio spray magico che tutti conosciamo, lo spruzzo sulla pompa e nei cuscinetti, e la pompa torna come nuova.

Alla mia richiesta di essere pagato, 1 diritto di chiamata, 1 ora di manodopera e il materiale, una cifra se non ricordo male attorno a 60 euro (contro il triplo se non di più della pompa nuova) ricorderò sempre gli occhi da vipera della barista che mi disse “così tanto che per aver spruzzato un po di spray?? Potevo farlo anche io!”

 

Il cliente non merita certe attenzioni, qui stiamo parlando del mondo delle favole, la realtà è molto più crudele come ha descritto perfettamente Simone.

Livio Orsini
Inserita: (modificato)
17 minuti fa, Alessio Menditto ha scritto:

“così tanto che per aver spruzzato un po di spray?? Potevo farlo anche io!”

 

Io gli avrei risposto: "60€ sono il totale, perchè 1€ sono per lo spray e la mano d'opera per spruzzarlo; 59€ sono per il tempo che ho impiegato ad imparare come si fa a risolvere questi problemi".

Quando avevo 18 anni avevevo un'azienda artigiana senza dipendenti e riparavo elettrodomestici; usavo questa tecnica quando c'era il cliente che si lamentava per il costo.

Modificato: da Livio Orsini
Leone2285
Inserita:

Molti credono che le competenze che uno acquisisce vanno messe a disposizione, meglio se gratuitamente, per chi ne ha bisogno. Per fortuna non tutti ragionano in questo modo. 

 

A proposito di ricambi e di costi, nel mese scorso ho riparato una scheda di lavatrice a cui non funzionava più il selettore dei programmi. Il tecnico che hanno chiamato aveva proposto la sostituzione dell'intera scheda 150€ piu la mano d'opera 60€. Ciò ha fatto desistere il cliente. 

Praticamente serviva un encoder rotativo che online in Italia ho trovato solo su un noto sito per 40€.

Mi son detto, per rendere la riparazione conveniente io non devo guadagnare nulla e andrà bene solo a chi vende il ricambio. Cercando sui siti cinesi ho trovato il ricambio originale a meno di 10€ compresa la spedizione. In questo modo io ho avuto un margine di guadagno e il cliente è rimasto soddisfatto. 

Leone2285
Inserita:

Sarebbe interessante avere il parere di un potenziale cliente di cui il forum è pieno per avere un confronto più completo con quello dei tecnici. 

Marco Fornaciari
Inserita: (modificato)

Il potenziale cliente vuole sempre spendere il minimo, e ci mancherebbe.

 

Però qui ora stiamo parlando da addetti ai lavori, e da pensionati o appassionati non addetti ai lavori ci sforziamo di riparare, ma senza contare tempi e costi orari, e pure i costi dell'attrezzatura necessaria.

Una ditta deve ragionare diversamente, altrimenti non sta in piedi.

Chi era artigiano tanta attrezzatura la ha tenuta, ovvero anche per lavori diversi da quelli della ditta si è attrezzato nel tempo facendo fare fattura alla ditta (fino a quando si poteva, cioè prima dei codici ateco) (chi è senza peccato scagli la prima pietra).

Se il cliente sapesse quanto costa una stazione saldante veramente funzionante per componenti SMD poi cambia idea (poi voglio vedere a saldare a mano su piazzole larghe 3/10 con spazio isolante 2/10), ovvero quanto costano PC e licenze SW professionali che lui usa gratis in rete, e non sa che sono lite della lite (e poi gli entrano i virus) anche qui cambia idea.

Anche per riparare una lavatrice servono estrattori e altri attrezzi specifici quando non unici, mica li regalano.

 

P.S.

Discussioni su questo argomento le ho avute con mia moglie quando ci siamo sposati e lei faceva riferimento alla su busta paga, quando norme e documenti alla mano glio dimostrato che lei all'azienda costva tre volte quallo che era il netto in busta paga, ha iniziato a cambiare idea.

Adesso che vorrebbe andare in pensione ha capito quanto valgono i contributi che la ditta ha pagato per lei, e come è conteggiata la pensione.

E ha pure capito perché alcuni prodotti che lavora costano al pubblico 10 e altri 200.

Modificato: da Marco Fornaciari
Inserita: (modificato)

Al costruttore frega niente se i prezzi delle sue parti di ricambio sono alti, non è quello il suo business. Ma ovviamente non può neanche permettersi di fare cose durevoli all' infinito, e i motivi li sapete.

 

(ho inviato il mio messaggio in contemporanea con Marco, quindi nessun riferimento con ciò che ha scritto lui)

Modificato: da ALLUMY
Inserita:
4 minuti fa, ALLUMY ha scritto:

Al costruttore frega niente se i prezzi delle sue parti di ricambio sono alti, non è quello il suo business. Ma ovviamente non può neanche permettersi di fare cose durevoli all' infinito, e i motivi li sapete.

Al costruttore no ma chi governa dovrebbe fare gli interessi della collettività. Salvaguardare aziende che spesso nel paese in cui vendono lasciano poco e niente a cosa serve? 

Anche se costerebbero di più dovrebbero imporre una qualità minima reale e non acquistata con certificazioni fasulle.

In questo modo lavorerebbe sia chi costruisce che chi ripara.

25 minuti fa, Marco Fornaciari ha scritto:

 ma senza contare tempi e costi orari, e pure i costi dell'attrezzatura necessaria.

Una ditta deve ragionare diversamente, altrimenti non sta in piedi.

Qui sempre chi governa dovrebbe intervenire per aiutare le piccole officine di riparazione attraverso agevolazioni.

 

La mia convinzione è che la riparazione oltre ad essere eticamente corretta può incentivare lo sviluppo di più posti di lavoro rispetto all'usa e getta attuale.

Alessio Menditto
Inserita:

Il tuo ragionamento è romantico e condivisibile, il problema è che i Governi dovrebbero eliminare gli studi di settore, cioè quella terribile statistica che tu che hai una ditta Tot, all’anno devi fatturare Tot, e se sei sotto o concordi pagando o partono le ispezioni del fisco.

Per quello i tecnici devono fatturare il più possibile, e sostituendo la macchina riesci a movimentare più denaro, se ti metti a fare il benefattore e fare piccole riparazioni, il cliente è contento, lo sarai meno tu quando il commercialista ti chiama e ti dice che sei sotto quello che lo Stato si aspetta tu faccia.

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