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Come trovare una soluzione a questa perdita occulta nel riscaldamento di casa?


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Inserito:

Spiego la situazione:  la caldaia (Baltur) va continuamente in blocco segnalando prima l'errore E18 e poi l'errore E21. Quest'ultimo avvisa che la caldaia ha già fatto 3 cicli di ricarica automatica , per avvertire che c'è una perdita nell'impianto.

Quindi, adesso, per poter almeno fare la doccia, ho isolato l'impianto chiudendo la valvola di mandata e di ritorno. Tanto fino a ottobre non credo che servirà il riscaldamento.

Però, per quella data, occorre che la perdita occulta venga trovata assolutamente. Ma, purtroppo, non ci sono segni di perdite nell'impianto: ne dai termosifoni ne bagnato sui muri.

E' come se si formasse di continuo aria nell'impianto e poi questa uscisse dalla valvola Jolly. Naturalmente questo è impossibile... però altre ipotesi non mi vengono.

Poi quando la caldaia ricarica il circuito lo porta solo ad 1bar e, quindi, basta proprio una perdita microscopica per far scendere la pressione a 0,5bar. A questo valore la caldaia prima ricarica in automatico e solo dopo va in blocco, dando errore E18. 

Il problema è che la caldaia va in blocco solo dopo che ha ricaricato l'impianto; quindi non si capisce subito che la pressione si era abbassata, visto che il manometro segna sempre 1bar.  Chiaramente,  bastava leggere il codice di errore per capire che il blocco derivava dalla pressione bassa... però considerate che la casa è abitata da 3 novantenni e io (fratello) 

non vivo con loro. Loro mi telefonavano segnalandomi il blocco della caldaia, e io gli dicevo di guardare se per caso la pressione era bassa, ma non scendeva mai sotto 1bar.

Quindi tutte le volte gli dicevo di fare il reset (staccare la corrente e riattaccarla dopo poco) e la caldaia caldaia gli ripartiva. 

Fino a che è venuta l'assistenza che ci ha detto che c'era una perdita nell'impianto.  

Volendo quantificare tale perdita, penso che siamo nell'ordine di 1 bicchiere ogni 2-3 giorni: difatti siamo su quell'ordine di grandezza per far scendere la pressione da 1 a 0,5.bar.

Probabilmente la quantità di acqua che esce dall'impianto è talmente bassa che, magari evapora, e noi non vediamo niente da nessuna parte. 

Prima avevamo una Vaillant (tradizionale) che faceva lo stesso verso, e si passò alla Baltur a condensazione proprio nella speranza che questo strazio finisse, ma non è stato così.

La colpa non era delle caldaie ma dell'impianto.

Questa è la situazione.

Visto che anche l'idraulico dubita che si trovi la perdita, io bisogna che trovi una soluzione. Per questo mi sarebbe venuta una idea: mettere un bypass esterno alla caldaia e far effettuare la ricarica in automatico dell'impianto tramite un riduttore e una valvola di non ritorno. Praticamente il riduttore fa lo stesso servizio della ricarica automatica della caldaia, però almeno, così, la caldaia non va mai in blocco e la pressione in caldaia non si abbassa mai.

Si può obiettare che così abbiamo l'apporto continuo nell'impianto di acqua nuova, che a lungo andare può danneggiare lo scambiatore, per l'ingresso del calcare'. Però c'è da considerare che trattasi di acqua addolcita e, quindi, il problema del calcare è relativo.

E poi, comunque, anche adesso abbiamo questo ingresso di acqua nuova nell'impianto, visto che avviene durante la ricarica automatica della caldaia. Quindi, fra le due, a questo punto tanto vale usare un riduttore: quando l'ho tarato a 1,5 bar siamo a posto. 

Che ne pensate? Altre idee?

Grazie 

Inserita:

A che piano si trova il tuo impianto?

È aereo, a collettore, in ferro  rame o multistrato?

Una sola zona?

Hanno sostituito i jolly dell'impianto?

Se le valvole dei radiatori chiudono bene prova a chiudere tutti i radiatori (valvola e detentore) poi apri solo l'andata in caldaia ( oppure il ritorno) così vedi quale linea ti fa abbassare l'impianto..... almeno restringi il campo

Poi continua a ricaricare cercando tracce della perdita 

1 ora fa, giovanni1946 ha scritto:

Per questo mi sarebbe venuta una idea: mettere un bypass esterno

Devi mettere un gruppo di riempimento automatico dalla fredda all'impianto e chiudere il rubinetto di riempimento sotto la caldaia

Inserita:

Metti del tracciante nell'acqua (anche colorante alimentare), se sei fortunato che arriva a macchiare il muro trovi la perdita.

Inserita: (modificato)
6 ore fa, robertice ha scritto:

A che piano si trova il tuo impianto?

E' una villetta terra tetto, quindi comprende sia il pano terra che la mansarda.

È aereo, a collettore, in ferro  rame o multistrato?

Tutto ferro senza collettore. Prima era a vaso aperto, poi circa 30 anni fa fu cambiato a vaso chiuso.  

Una sola zona?

Si.

Hanno sostituito i jolly dell'impianto?

Stamani, cercando la perdita, ho scoperto che in mansarda

 nel punto più in alto, dove c'era il vaso di espansione aperto, ci sono due valvole Jolly con due valvole a sfera di intercettazione aperte. Se queste vecchie valvole scaricano aria, allora abbiamo scoperto la causa dell'abbassamento di pressione in caldaia.

Difatti, per abbassare la pressione non è indispensabile che esca acqua, ma basta che esca aria.  

 Devi mettere un gruppo di riempimento automatico dalla fredda all'impianto e chiudere il rubinetto di riempimento sotto la caldaia

Difatti era quella proprio quella la mia idea. Mi puoi mostrare come funziona e come è fatto questo gruppo di riempimento automatico?

Riguardo a chiudere il riempimento di ricarica automatico in caldaia, non ne vedo lo scopo, visto che comunque la ricarica automatica in caldaia viene autoesclusa dal gruppo di riempimento esterno.

 

Modificato: da giovanni1946
Inserita:

Metto una foto delle due valvole jolly che non mi ricordavo neanche esistessero, e sono situate proprio nella parte più alta della mansarda.

Come si può vedere, in origine (negli anni 60 del secolo scorso) in questa zona  c'era il vecchio vaso di espansione aperto e a guardarle non si notano segni di ossidazione/perdite. Però, se sfiatano aria in continuazione la pressione dell'impianto si abbassa ugualmente.  E l'aria che esce a regola non lascia segni visibili sul corpo della valvole. 

Caso mai c'è da chiedersi da dove proviene tutta quest'aria... e, soprattutto, questa come fa a riformarsi in continuazione. Difatti, anche ammesso che l'aria ci sia entrata quando hanno messo due anni fa la caldaia a condensazione (Baltur), poi , a regola, quando l'aria è stata espulsa del tutto la prima volta, presumo che non ci si dovrebbe riformare.  A meno ché, se le valvole sono guaste, l'aria possa entrare direttamente proprio da queste. 

Facciamo un altra ipotesi: se quando hanno cambiato la caldaia non hanno spurgato correttamente l'impianto, questi monconi di tubi possono essersi riempiti di aria e questa non ce l'ha fatta a uscire rapidamente della valvole perché queste erano malfunzionanti. Quindi, poi, piano piano, l'aria ha iniziato ad uscire facendo abbassare la pressione dell'impianto. Questo ha provocato la ricarica automatica di nuova a acqua nell'impianto, il cui ossigeno ha riformato sempre nuova aria, che poi si è accumulata nella parte più alta dell'impianto.  In pratica la ricarica automatica ha portato alla produzione sempre di nuova aria, innescando un processo inarrestabile di formazione automatica di aria, con diminuzione della pressione dell'impianto. Che poi noi interpretiamo come una microperdita occulta.

Ora la domanda è: se io chiudo le valvole a monte delle jolly cosa succede? La pressione continua a calare oppure smette?

Valvole Jolly.jpg

Inserita:

Intanto verifica se dalle due valvole esce acqua:

- metti in pressione l'impianto e fa circolare acqua, metti alla massima temperature il termostato ambiente e quello dell'acqua di termo

- sviti un po, uno alla volta, i tatti neri della valvola poi li richiudi quando per un po esce solo acqua

- se necessario ricarica acqua nell'impianto.

Se non esce niente le valvole sono guaste o piene di calcare.

 

Sei sicura che nell'acqua potabile dell'edifici non ci sia aria?

Inserita:
3 ore fa, giovanni1946 ha scritto:

Questo ha provocato la ricarica automatica di nuova a acqua nell'impianto, il cui ossigeno ha riformato sempre nuova aria

Direi proprio di no

16 ore fa, giovanni1946 ha scritto:

Prima avevamo una Vaillant (tradizionale) che faceva lo stesso verso, e si passò alla Baltur a condensazione proprio nella speranza che questo strazio finisse, ma non è stato così

Se si abbassava anche prima non può essere l'aria che dopo il cambio caldaia non è uscita tutta 

 

Quindi hai un vecchio impianto di ferro che prima era a vaso aperto, ci possono essere dei rubinetti di scarico al piano terra o interrato che perdono?

giovanni1946
Inserita:
Il 15/08/2026 alle 01:18 , robertice ha scritto:

Quindi hai un vecchio impianto di ferro che prima era a vaso aperto, ci possono essere dei rubinetti di scarico al piano terra o interrato che perdono?

Allora, 65 anni c'era una caldaia a gasolio nel seminterrato e l'impianto era vaso aperto; poi negli anni 80 l'impianto fu riconvertito a vaso chiuso e fu messa la caldaia a metano. Poi, circa 25 anni fa, la caldaia fu spostata dal seminterrato in un locale tecnico costruito accanto alla porta di ingresso.

Con lo spostamento della caldaia fu messa una Vaillant, che è andata bene per più di 20 anni.  Fino al momento, però, che iniziò ad andare in blocco di continuo (pari pari come questa).  Allora si prese (2 anni fa) l'occasione per passare alla caldaia a condensazione Baltur.

 

Mi ricordo che, nel vecchio impianto a vaso aperto, in effetti c'era accanto alla caldaia un rubinetto di scarico; poi però con il passaggio a vaso chiuso  tale scarico fu eliminato e sigillato.

Poi ho controllato ogni centimetro delle vecchie tubazioni in ferro (che sono state conservate anche per il nuovo impianto) e non c'è nessuna perdita, ne tracce di umidità da nessuna parte.

Tali tubazioni passano tutte esterne nel seminterrato e vedo che ancora hanno la coibentazione (di lana di roccia?) perfettamente integra. Poi, visto quanto tempo è che c'è la perdita, anche se piccolissima, alla fine avrebbe dovuto dare segni di se da qualche parte e invece niente di niente.

Mi era anche venuta l'idea di togliere tutta la coibentazione, ma è un lavoro enorme... perché poi c'è da rifarcela tutta d'accapo. E, poi, senza sapere se tale lavoro serva a qualcosa oppure no.  Tastando questa coibentazione mi era parso di sentire un punto più freddo: quindi la tolsi per un tratto, ma niente di niente.

Poi, siccome, questi fasci di tubi protetti passano sotto i tavelloni del pavimento di piano terra  e girano per poi andare a servire (dal basso) tutti radiatori di casa, mi sarebbe anche venuta l'idea che, magari, tale stillicidio potesse essere (per pura combinazione) proprio nel punto dove tali tubi attraversano i muri verticali. Difatti, in quel modo, l'acqua calerebbe dentro i mattoni forati disperdendosi per gravità sotto il pavimento ed evaporando.

Questo allo stato attuale è l'unica cosa che può rendere completamente occulta la perdita.

 

Comunque, dopo aver scoperto in mansarda le due valvole jolly, ho voluto fare questa prova: ho toccato i tappini neri e li ho trovati entrambi chiusi,  allora li ho svitati di mezzo giro, ho sentito un leggero "soffietto" e quindi li ho richiusi e ho chiuso le due valvole a monte. Poi sono andato alla caldaia (dove alcuni mesi fa avevo chiuso l'impinato di riscaldamento)  e ho riaperto le due valvole di andata e ritorno per vedere di quanto si era  sarebbe abbassata la pressione durante l'escusione dell'impianto:  prima era stabile a 1,5bar e dopo riaperto l'impianto ho visto che è scesa subito a 1bar.  Tale pressione è quella di esercizio normale dell'impiant

o in perdita. Poi nel giro di 1 giorno questa scende a 0,5 e la centralina attiva la ricarica automatica fino ad 1bar.

Quindi, se, adesso, a impianto spento ma collegato e con le valvole jolly escluse, la pressione rimane stabile a 1bar, dimostrerebbe che: 

1) la perdita si verifica solo a riscaldamento acceso 

2) il calo da 1,5 ad 1bar non è dipeso da una perdita avvenuta nel tempo che l'impianto è stato escluso, ma perché le valvole jolly hanno sfiatato

3) quindi, non c'è una vera perdita ma è solo la formazione di aria nell'impianto... che ora a valvole chiuse non può più uscire e la pressione non si abbassa.

Se, invece, vediamo che la pressione si abbassa anche ora, significa che non dipende dall'aria e dalle valvole jolly ma che c'è davvero una perdita di acqua.

Quindi, se la pressione si abbassa sempre, siamo punto e accapo... se, invece, rimane stabile, c'è solo da fare la prova a riscaldamento acceso.

Se anche allora la pressione non scende, è la prova provata che dipende dall'aria nell'impianto... e la causa possono essere solo le valvole jolly guaste.

Difatti, in caso di guasto, mi sembra che tali valvole possono anche aspirare aria e immetterla nell'impianto.

Come ciò possa avvenire non mi è chiaro, però pare sia così.

Inserita:

Controllato il vaso espansione?

Con un impianto del genere il vaso espansione caldaia è piccolo e può dare questi problemi.

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