Vai al contenuto

Messaggi consigliati

Inserito: (modificato)

Avendo studiato per un esame la tecnica pwm, vorrei poter costruire un circuito per visualizzare sull'oscilloscopio l'onda quadra. Potrei iniziare con un potenziometro una ventola che ho, alimentata a 12v

Modificato: da michy1990
Inserita: (modificato)

Per vedere un'onda quadra ti basta innanzitutto costruire un oscillatore ad esempio con il famoso NE555. In rete trovi gli schemi per regolare il duty-cycle e con un transistor o MOSFET in uscita ti puoi fare un generatore PWM che puoi sfruttare appunto per variare la velocità di una ventola da 12Vdc.

 

Con l'oscilloscopio infine puoi monitorare l'onda quadra generata dal NE555 su un canale, e sull'altro canale vedere l'onda "simil-quadra" che cade sulla ventola, con gli opportuni accorgimenti per non fare casini con le sonde dell'oscilloscopio.

Modificato: da ALLUMY
Inserita:

Se vui comprendere bene il principio di un regolatore PWM, costruisciti un generatore di segnali a "dente di sega", poi invii il dente di segna ad un comparatore di tensione, dove lo compari con un livello di tensione variabile; in uscita dal comparatore ti ritrovi un segnale rettangolare con duty cycle che varia tra 0 e 100%. Con quel segnale poi piloti l'interruttore di potenza che andrà a pilotare il tuo carico.

 

Poi ci sono circuiti o apparati che fanno già tutto. Arduino ad esempio ha già uscite PWM che puoi regolare vi asoftware o tramite potenziometro o anche tramite encoder.

Inserita:
7 ore fa, Livio Orsini ha scritto:

Se vui comprendere bene il principio di un regolatore PWM, costruisciti un generatore di segnali a "dente di sega", poi invii il dente di segna ad un comparatore di tensione, dove lo compari con un livello di tensione variabile; in uscita dal comparatore ti ritrovi un segnale rettangolare con duty cycle che varia tra 0 e 100%. Con quel segnale poi piloti l'interruttore di potenza che andrà a pilotare il tuo carico.

 

Poi ci sono circuiti o apparati che fanno già tutto. Arduino ad esempio ha già uscite PWM che puoi regolare vi asoftware o tramite potenziometro o anche tramite encoder.

Come faccio a costruire un generatore di segnale a dente di Sega? 

Inserita:
14 ore fa, ALLUMY ha scritto:

Per vedere un'onda quadra ti basta innanzitutto costruire un oscillatore ad esempio con il famoso NE555. In rete trovi gli schemi per regolare il duty-cycle e con un transistor o MOSFET in uscita ti puoi fare un generatore PWM che puoi sfruttare appunto per variare la velocità di una ventola da 12Vdc.

 

Con l'oscilloscopio infine puoi monitorare l'onda quadra generata dal NE555 su un canale, e sull'altro canale vedere l'onda "simil-quadra" che cade sulla ventola, con gli opportuni accorgimenti per non fare casini con le sonde dell'oscilloscopio.

Come faccio a costruire l'oscillatore 

Inserita:

Scusa Michy1990, ma la domanda è obbligatoria: cosa sai realmente di elettrotecnica e della derivata elettronica?

Inserita:
17 ore fa, michy1990 ha scritto:

Come faccio a costruire un generatore di segnale a dente di Sega? 

 

17 ore fa, michy1990 ha scritto:

Come faccio a costruire l'oscillatore 

 

 

Ti rispondo con una domanda simile a quella di Marco Fornaciari: quali sono le tue conoscenze di elettronica circuitale e quali sono le tue capacità di assemblare semplici circuitini?

Inserita:

Allora ho le basi di elettrotecnica, sono prossimo alla laurea in ingegneria elettrica. Più che altro vorrei mettere in pratica ciò che ho studiato 

Inserita:

Avendo delle buone basi avrai meno difficoltà ad affrontare questa sfida. Però mi chiedo queste università che fondano la preparazione solo sulla teoria a cosa servono? 

Marco Fornaciari
Inserita:

Senza offesa.

Ma, mi viene in mente l'ingegnere elettrotecnico di fresca laurea che mi ha chiesto come si misura la corrente che passa in un cavo.

 

Ma in realtà cosa è inteso per laurea ingegneria elettrica?
Da quello che leggo in rete, mi pare destinata dirigenti e gestori di reti o reparti produttivi, non a tecnici di campo o/e progettisti.

 

Oltre alla basi di elettrotecnica serve anche dell'altro come conoscenza: almeno le macchine elettriche rotanti.

Poi serve conoscere l'elettronica teorica e pure pratica, e necessariamente i componenti.

Va da se che poi per costruire il tutto serve la manualità necessaria, anche per hobby.

 

In ogni caso in rete di schemi e spiegazioni sul funzionamento dei regolatori/comando di potenza dei motori c'è parecchio, almeno per i motori in corrente continua.

Per il PWM appliato agli inverter e i motori trifasi, sincroni e asincroni, il discorso si amplia parecchio.

 

 

Inserita:

Io voglio apprendere le conoscenze ricevute dai prof e metterle sul campo.Volevo sfruttare il gruppo per ampliare le conoscenze.

PS : Per misurare la corrente in un cavo so che ci vuole una pinza amperometrica 

Marco Fornaciari
Inserita:

Ecco appunto, prima risposta sbagliata: serve un amperometro. **

Che poi sia a forma di pinza è un discorso completamente diverso.

La pinza amperometrica, che è uno strumento portatile per misure veloci e in campo, serve solo in bassa tensione (< 1000 V, e non sempre) e fino a qualche centinaio di Amper, poi servono strumenti fissi con trasformatori amperometrici, e pure corretti cablaggi (diversamente il circuito rischia l'esplosione: purtroppo successo tante volte).

 

Permettimi la triste constatazione.

Questi sono i periti e gli ingegneri con cui ho avuto a che fare negli ultimi 30 anni, e pure oggi che sono in pensione, dato che quegli dei miei ex clienti cadono tutti dal pero ancora acerbi.

 

Mi spiace, ma ti manca tanto dell'elettrotecnica e tutto dell'elettronica: dovrai studiare da solo e pure tanto, io è dal 1972 che studio o/e mi documento.

L'elettrotecnica, che di fatto è una branca della fisica, per conoscerne almeno il 30% bisogna studiarla da 14 anni in avanti e per tutta la vita.

Per l'elettronica, essendo una derivata, si può fare dopo e anche senza la scuola dato che è fondamentale conoscere bene i vari componenti e il loro impiego, e li solo i catalogi/manuali dei produttori sono utili, ma ancora di più serve tanta frequentazione quotidiana.

Va da se che la matematica è come il prezzemolo, serve sempre e in ogni caso.

 

 

**

Onestamente, in un colloquio di lavoro, rischi di non ricevere la domanda successiva.

 

 

Inserita:

Comunque non demordere. Comincia a guardare sul web i circuiti più semplici e a sporcarti le mani realizzandone qualcuno. Cerca anche tra i vecchi post. 

Sicuramente farai qualche errore ma è da quelli che si impara. L'importante è non farsi male, al limite bruciare qualche componente è quasi normale. Sia Allumy che Livio ti hanno dato degli spunti che puoi approfondire da solo anche per velocizzare. Ti consiglio di usare il forum per dubbi un po più specifici magari mentre stai realizzando uno di questi circuiti. 

Marco è stato un po duro però prendilo come stimolo per fare sempre meglio. 

 

Inserita:
9 minuti fa, Leone2285 ha scritto:

Comunque non demordere. Comincia a guardare sul web i circuiti più semplici e a sporcarti le mani realizzandone qualcuno. Cerca anche tra i vecchi post. 

Sicuramente farai qualche errore ma è da quelli che si impara. L'importante è non farsi male, al limite bruciare qualche componente è quasi normale. Sia Allumy che Livio ti hanno dato degli spunti che puoi approfondire da solo anche per velocizzare. Ti consiglio di usare il forum per dubbi un po più specifici magari mentre stai realizzando uno di questi circuiti. 

Marco è stato un po duro però prendilo come stimolo per fare sempre meglio. 

 

Non ti preoccupare,sono qui per imparare, anzi io voglio imparare e apprendere il più possibile. Sono in parecchi gruppi anche su facebook,mi documento molto e devo dire che in alcuni casi mi è stato utile. È giusto che di batoste ne subisco, è la Vita...mi sono diplomato anche come perito informatico, seppur vorrei continuare gli studi nel mondo elettrico...sono appassionato anche del mondo delle telecomunicazioni... 

Livio Orsini
Inserita:
16 ore fa, michy1990 ha scritto:

Allora ho le basi di elettrotecnica, sono prossimo alla laurea in ingegneria elettrica. Più che altro vorrei mettere in pratica ciò che ho studiato 

 

Se pensi di poter smanettare un po' arduino, puoi fare questi tuoi esperimenti senza doverti costruire lo hardware necessario.

Ti basta una scheda arduino ed un modulo drive di potenza; con qualche decina di euro te la cavi. Poi devi scrivere il software necessario, ma ci sono moltissimi esempi, guide e tutorial per gestire i PWM.

 

Fare via software è semplicissimo con arduino: ti basta scrivere un numero compreso tra 0 e 255 per avere il duty cycle comproso tra 0 e 100%

NovellinoXX
Inserita: (modificato)

Io ti consiglio queste due pagine ai link seguenti:

Parte 1

Parte 2

La parte 1 spiega la teoria

La parte due ti suggerisce la realizzazione pratica di un circuito PWM.

Il circuito proposto è composto da tre stadi: generatore dente di sega, generatore PWM, stadio di potenza.

Ritengo che se vuoi capire a fondo come viene generato un segnale PWM devi prima capire

la funzione dei singoli circuiti, avendo anche la possibilità di testare con l'oscilloscopio

nei singoli punti come avviene la sua formazione.

Con un Arduino è tutto più semplice, ma prendi tutto a "scatola chiusa", hai il segnale già bello e pronto,

ma senza però capire niente dei vari circuiti elettronici.  Procurati una bread-board.

Modificato: da NovellinoXX
Marco Fornaciari
Inserita:
10 ore fa, Leone2285 ha scritto:

Marco è stato un po duro però prendilo come stimolo per fare sempre meglio. 

 

In verità a essere dura è la reata quotidiana degli impianti da progettare e costruire e, soprattutto da mantenere in marcia.

Non è come negli elettrodomestici che cambi i pezzi fino a quando ci prendi e rifunziona: lì bisogna essere padroni delle materie.

 

La famosa gavetta è l'unica che ti permette realmente di imparare come risolvere i problemi, ma senza le basi non vai da nessuna parte; avere fatto informatica alle superiori e poi ingegneria elettrica è di fatto il percorso inverso se ti piace di più la corrente.

Non basta la gavetta in cantiere, bisogna fare anche gavetta studiando in proprio, se io negli anni '70 avessi studiato solo suil libri scolastici ero indietro di 50 anni sulle tecniche e le norme, leggendo cataloghi e pubblicazioni dei produttori sono diventato progettista di impianti: complessi, unici, e con tecnologia proprietaria.

Basta dire che insegnavano che una fornitura domestica era di 1,5 kW, quindi fili di 2,5 mmq per il montante, mentre io indicavo sempre 4 mmq, e i professori si meravigliavano che a casa avevo una fornitura già di 3 kW e diversi elettromestici; e quello che piaceva a me l'automazione di fatto non serviva, ed era solo un sfizio di grandi aziende!

 

A 14 anni nessuno ha gli elementi per scegliere e di fatto nessuno può darteli in modo utile (e i genitore meglio si faccino i fatti loro), e il bienno molto simile per tutte le scuole superiori è di fatto una perdita di tempo: troppo specilizzazione limita in un verso, ma troppa genericità limita ancora di più.

L'univertità poi, nelle materie tecniche ha tanti di quei percorsi di laurea che manco chi li organizza ha capito esattamente a cosa servono all'atto pratico: notare che tanti corsi sulle nuove tecnologie sono spesso proprosti da laureati in fisica piuttoste che in ingegneria, ci ho calloborato nel secolo scorso, e me la racconta pure mia nipote oggi che frequenta.

 

Livio Orsini
Inserita:
1 ora fa, NovellinoXX ha scritto:

Io ti consiglio queste due pagine ai link seguenti:

 

Il problema vero è che l'autore dichiara di avere solo basi di elettrotecnica, nessuna nozione di elettronica.

Per questo motivo ho suggerito l'uso di arduino, così da avere tutto pronto come fosse un lego.

 

Però mi piacerebbe sapere cosa insegnano ora, nel corso di laurea triennale di ingegneria elettrica.

Marco Fornaciari
Inserita:

Si va bene anche arduino, ma impari ad assemblare e poi eventualmente con l'oscilloscoppio vedi il risultato finale, però non impari a progettare e mantenere: sei alla stregua di un tecnico di elettromestici, dova anche li ormai le ditte produttrici del prodotto finito progettano solo assemblaggi.

 

I vari progettisti dei singoli pezzi è quasi tutta gente che con le basi si sono fatti da soli, e spesso manco hanno una laurea, ovvero una laurea non a tema.

 

Solo alcuni esempi

Edison aveva studiato fino alla terza elementare.

Tesla aveva un diploma di ginnasio.

Marconi era autoditatta.

 

 

Leone2285
Inserita:
2 ore fa, Marco Fornaciari ha scritto:

Si va bene anche arduino, ma impari ad assemblare e poi eventualmente con l'oscilloscoppio vedi il risultato finale, però non impari a progettare e mantenere: sei alla stregua di un tecnico di elettromestici, dova anche li ormai le ditte produttrici del prodotto finito progettano solo assemblaggi.

È però uno modo immediato che ti permette di cominciare. Se uno non si limita a fare solo il progettino ma comincia a studiarlo nei particolari e a modificarlo può ottenere risultati sorprendenti. 

 

Sono in accordo con te se il tecnico si limita a sostituire il pezzo guasto con uno nuovo. Però se il tecnico è in grado di analizzare un circuito con cognizione e a capire dove sta il problema la sua figura assume un valore molto più importante. 

3 ore fa, Livio Orsini ha scritto:

Però mi piacerebbe sapere cosa insegnano ora, nel corso di laurea triennale di ingegneria elettrica.

Spesso sono corsi molto nozionistici in cui si esaspera la conoscenza delle materie di base. 

Ormai il triennio sembra essere una prosecuzione delle scuole superiori. Quando si fa la specialistica si comincia a studiare qualche cosa più inerente al percorso di laurea scelto. 

Non si può pretendere che uno esca da un corso di laurea e già sappia fare il suo lavoro, il problema è che spesso non si sa nulla del lavoro che si andrà a fare.

Livio Orsini
Inserita:
1 ora fa, Leone2285 ha scritto:

Spesso sono corsi molto nozionistici in cui si esaspera la conoscenza delle materie di base. 

 

Però se consideri quanto ha scritto:

19 ore fa, michy1990 ha scritto:

PS : Per misurare la corrente in un cavo so che ci vuole una pinza amperometrica 

 

Non mi sembra che conosca tanto le basi di elettrotecnica. Un corso di laurea in ingegneria elettrica dovrebbe prevedere anche misure elettriche.

Inserita:
4 ore fa, Marco Fornaciari ha scritto:

Si va bene anche arduino, ma impari ad assemblare

 

Se una persona dichiara di non avere alcuna conoscenza di elettronica generale e circuitale, non si può pretendere che faccia anche il progettino.

 

Tra l'altro progettare un generatore a dente di sega lineare, non è proprio semplicissimo. Anche il circuito proposto da Novellinoxx

6 ore fa, NovellinoXX ha scritto:

Parte 1

non che realizzi un dente di sega con rampa lineare, ma è un semplice esponenziale.

Realizzare un PWM con questo tipo di dente di sega da una variazione di ampiezza non lineare. Ai fini pratici comporta che che ad eguali variazioni di riferiferimento non si hanno eguali variazioni di larghezza di impulso. Alla fine la regolazione di velocità, o di luminosità, la si ottiene egualmente, ma in un modo un po' rozzo.

Per fare un generatore di dente di segna lineare è necessario caricare il condensatore a corrente costante, che è un po più complicato di un semplice circuito RC.

 

Per un quasi ingegnere elettrico con laurea triennale non è proprio facilissimo progettare un circuitino simile.

 

L'autore della discussione, dichiara di voler mettere in pratica i principi teorici della tecnica PWM per regolare la velocità di una ventola; se fosse in grado di "smanettare" arduino avrebbe raggiunto pienamente il suo scopo che, ripeto, non è progettare i circuiti elettronici, ma capire come funziona la regolazione con modulazione PWM ==> Pulse Width Modulation ==> Mudulazione a Larghezza d'Impulso.

Crea un account o accedi per commentare

Devi essere un utente per poter lasciare un commento

Crea un account

Registrati per un nuovo account nella nostra comunità. è facile!

Registra un nuovo account

Accedi

Hai già un account? Accedi qui.

Accedi ora
×
×
  • Crea nuovo/a...