Robdematt Inserito: ieri dalle 01:04 Segnala Inserito: ieri dalle 01:04 Vorrei realizzare un alimentatore a corrente continua costante per elettrolisi ad uso dermatologico con amperaggio regolabile da 1mA a 5mA. Idealmente lo alimenterei con una batteria da 9V in modo da renderlo facilmente portatile e sicuro. L'alimentatore deve quindi darmi la possibiltà di regolare l'amperaggio tra 1mA e 5mA che poi deve rimanere costante (per esempio a 1mA si effettua la depilazione definitiva mentre tra 2mA e 5mA si possono effettuare interventi di rimozione nei, macchie cutanee, etc...). L'importanza di avere un amperaggio regolabile che sia costante appare evidente, regolabile per adattarlo alla specifica esigenza e costante per garantirne il corretto valore durante il trattamento (un amperaggio troppo alto causa una reazione eccessiva (dolore ed esiti cicatriziali) mentre troppo basso risulta inefficace. Forse ingenuamente ho provato con il ZK-4KX (inutile che mi dilunghi in merito, basta cercarlo con un motore di ricerca e si trova immediatamente, venduto anche da Amazon), secondo descrizione si può regolare sia il voltaggio che l'amperaggio ma o mi sfugge qualche cosa o il mio è difettoso in quanto (per esempio) non ottengo alcuna corrente in uscita se non imposto almeno 1A (da specifiche dovrebbe essere regolabile da 0 a 4A)... che ovviamente è di gran lunga troppo. Ho esperienza con l'utilizzo di questi apparecchi ma la progettazione della parte elettronica tende ad andare un po' oltre le mie capacità (nessun problema per la realizzazione, saldatore, realizzazione circuiti stampati e alcune comnoscenze di base) e sarei quindi molto grato a chi volesse darmi una mano così intanto imparo anche qualche cosa di nuovo, naturalmente se qualcuno fosse interessato posso fornire indicazioni dettagliate sull'utilizzo (notevole esperienza) e sulla realizzazione degli elettrodi necessari (egregiamente già realizzati e ben collaudati nel corso degli anni).
Livio Orsini Inserita: ieri dalle 03:17 Segnala Inserita: ieri dalle 03:17 Se hai un attimo di pazienza ti pubblico un circuito che dovrebbe fare al caso tuo. 2 ore fa, Robdematt ha scritto: naturalmente se qualcuno fosse interessato posso fornire indicazioni dettagliate sull'utilizzo (notevole esperienza) e sulla realizzazione degli elettrodi necessari (egregiamente già realizzati e ben collaudati nel corso degli anni). Se puoi e vuoi dare queste notizie, fallo; sono sempre interessanti e gradite.
Robdematt Inserita: 23 ore fa Autore Segnala Inserita: 23 ore fa Ottimo, grazie! Scatto un paio di foto ai miei elettrodi così poi le allego quì assieme alla spiegazione
syswin Inserita: 16 ore fa Segnala Inserita: 16 ore fa Per correnti cosi basse si utilizzano negli amplificatori differenziali, schema semplicissimo, con un transistor qualche resistenza e qualche diodo.
mc1988 Inserita: 15 ore fa Segnala Inserita: 15 ore fa Una domanda Robdematt, come penseresti di poter (lecitamente) utilizzare su pazienti in carne ed ossa un'apparecchiatura elettromedicale autoprogettata ed autocostruita?
Livio Orsini Inserita: 15 ore fa Segnala Inserita: 15 ore fa Questo è lo schema della versione minimale del generatore costante. Ho gia previsto anche il pulsante che attiva la generazione di corrente. Gli elettrodi deno essere connessi ai due morsetti.
Livio Orsini Inserita: 15 ore fa Segnala Inserita: 15 ore fa (modificato) 22 minuti fa, mc1988 ha scritto: Una domanda Robdematt, come penseresti di poter (lecitamente) utilizzare su pazienti in carne ed ossa un'apparecchiatura elettromedicale autoprogettata ed autocostruita? Si tratta di un circuito assolutamente sicuro, dato che l'alimentazione prevista è una batteria da 9V non può causare danno alcuno, nemmeno in teoria. Quaado verifichi la caricha di una batteria, poggiando gli elettrodi sulla lingua, assorbi una corrente elettrica ben maggiore. Sul mercato sono liberamente in vendita apparecchi di fabbricazione cinese, ben più potenzialmente pericolosi, come elettrostimolatori, oppure apparecchi per magneto terapia, terapia RF, che di certificato non hanno proprio niente. Questi si possono essere potenzialmente pericolosi. Modificato: 15 ore fa da Livio Orsini
mc1988 Inserita: 13 ore fa Segnala Inserita: 13 ore fa 1 ora fa, Livio Orsini ha scritto: Si tratta di un circuito assolutamente sicuro, dato che l'alimentazione prevista è una batteria da 9V non può causare danno alcuno, nemmeno in teoria. Certo Livio, ma la ragazza che va a depilarsi, o (peggio) il paziente che va a farsi asportare una lesione cutanea, non ha (e non deve avere) alcuna nozione di elettronica o di elettrotecnica, ma ha il diritto di pretendere l'utilizzo di apparecchiature certificate e rispondenti alle normative. Se invece parliamo di utilizzo domestico (privato) allora la faccenda è diversa.
Robdematt Inserita: 5 ore fa Autore Segnala Inserita: 5 ore fa Grazie mille per lo schema! Guardo cosa ho già in casa e mi procuro il resto, è talmente semplice che potrei anche usare una basetta preforata (che dovrei avere), il potenziometro immagino sia lineare, aggiungerei un amperometro per avere un riscontro visivo che non guasta mai, anche un relay da comandare a pedale al posto dell'interruttore potrebbe avere un suo perchè. Per quanto riguarda gli aspetti "legali" credo che esulino un po' dalla discussione ma è giusto tenerli presente, ognuno si regoli come crede, personalmente non suggerisco di utilizzare l'apparecchio su "pazienti" anche perchè già la sola depilazione definitiva richiede come minimo un diploma di estetista. Concordo assolutamente con Livio, l'apparecchio in sè è più innocuo di una batteria da 9V, però se utilizzato scriteriatamente potrebbe causare esiti cicatriziali (anche se improbabili) ma lo stesso dicasi per qualsiasi apparecchio del genere, certificato a norma o meno che sia, non dipende dall'apparecchio ma dal suo utilizzo (che in questo caso è molto semplice... se si sa come fare). Una "breve" illustrazione riguardo al funzionamento dell'elettrolisi a scopo dermatologico. La tecnica richiede l'utilizzo di due elettrodi, per la depilazione uno di questi consiste in un "ago" il quale viene collegato al polo NEGATIVO e viene inserito nel poro pilifero, l'altro elettrodo è sempre lo stesso a prescindere dall'utilizzo e viene ovviamente collegato al polo POSITIVO, ne esistono di diverse fattezze, alcuni utilizzano una ciotolina in inox contenente acqua salata nella quale il paziente tiene immerse le dita di una mano (la ciotola può essere collegata semplicemente tramite un coccodrillo), personalmente utilizzo una piastrina in inox 316 alla quale saldo il terminale, la si bagna con acqua salata e la si tiene a contatto con la pelle (anch'essa bagnata con acqua salata). Fondamentale è il rispetto della polarità in quanto se invertita (polo positivo collegato all'ago) l'efficacia è inferiore, la reazione chimica diventa di natura caustico acida (anzichè caustico alcalina) causando una cicatrizzazione dura e sgradevole (anzichè morbida e praticamente invisibile), inoltre particelle di metallo dell'ago (specialmente tracce di ruggine) si possono depositare all'interno della cicatrice stessa con esito indesiderabile. La piastrina (polo positivo) può essere posizionata sulla pelle anche in un sito lontano da dove si opera ma idealmente sarebbe consigliabile cercare di mantenere questa distanza la più breve possibile, è uno dei motivi per cui preferisco l'utilizzo della piastrina rispetto ad altri tipi di elettrodo, le sue ridottissime dimensioni infatti consentono di posizionarla e di tenerla saldamente in loco praticamente ovunque (anche sul viso, per esempio). Per la depilazione definitiva si utilizza una corrente di 1mA per un periodo di tempo che può variare tra i 10 e i 20 secondi, può dipendere da vari fattori tra i quali le dimensioni del pelo, la sua profondità, la parte del corpo e le carattristiche dermatologiche del paziente, l'ago va inserito idealmente ad una profondità tale che la punta raggiunga il bulbo pilifero (la radice), quì ci vuole un po' di pratica, non tutti i peli hanno la stessa profondità, spesso (ma non sempre) si "sente" che si è sul fondo perchè l'ago smette di inserirsi "facilmente", incontra resistenza e bisognerebbe spingere con maggiore forza "sfondando" e andando oltre, ciò è indesiderabile ma se succede (e succede...) non è una tragedia anche se idealmente sarebbe meglio cercare di evitare che diventi un'abitudine, in pratica ci si regola anche rispetto agli altri peli che sono presenti nella zona, non necessariamente ma generalmente a parità di diametro hanno più o meno la stessa profondità (quando si toglie il pelo si vede fin dove arrivava e ci si regola di conseguenza con i prossimi), bisogna farci un po' la mano ma non è difficile. Quando si inserisce l'ago dal poro inizia a fuoriuscire ribollendo una schiumetta biancastra, l'intensità di questa reazione è molto legata all'amperaggio (non solo, anche i fattori di cui sopra possono determinarla ma comunque l'amperaggio dirige la musica), una reazione particolarmente esuberante è indice di grande efficacia ma anche di amperaggio un po' abbondante non sempre desiderabile e comunque più difficile da gestire (tempi ridotti, sensazione di forte bruciore, possibili esiti cicatriziali se "scappa la mano" con i tempi o pelli particolarmente sensibili), personalmente preferisco un approccio più conservativo anche se può richiedere qualche secondo in più, lascia maggiore margine di errore ed è meno fastidioso per il paziente (dipende dalla zona ma nella maggior parte dei casi si può ottenere un trattamento assolutamente efficace senza che venga percepito il minimo fastidio, i peli del naso sono MOLTO ostici al riguardo, spesso impossibili da trattare, troppo sensibili). Al fine di raggiungere agevolmente la radice del pelo si deve cercare di inserire l'ago nella stessa direzione di crescita del pelo perchè se è vero che l'ago non "buca" ma si "intruffola" nel canale ove alloggia il pelo e quindi tende a rimanere al suo interno seguendone il percorso senza "sfondare" lateralmente è anche vero che dato il suo diametro veramente ridotto se si spinge con un po' troppo entusiasmo contro le paretti del dotto (o del fondo) si può facilmente "sfondare", non muore nessuno (se succede non disperatevi, in pratica probabibilmente quel pelo ricrescerà come nulla fosse perchè la reazione chimica è avvenuta altrove) ma è comunque indesiderabile, in poche parole delicatezza, sensibilità, tanta pazienza e attenzione, non c'è posto per fretta ed approssimazione. Estratto l'ago si procede con la rimozione del pelo tramite pinzetta, rimozione che generalmente avviene senza sforzo alcuno con la base del pelo ricoperta di una "guaina" gelatinosa semitrasparente di notevole diametro (se il trattamento è stato ben eseguito), non è necessaria alcuna disinfezione ne prima, ne dopo in quanto la reazione chimica "ammazza" tutto, mai riscontrato alcun accenno a infezione neppure minimo (vabbè, se usate l'ago su più persone spero non sia necessario suggerire di sterilizzarlo, just in case...). In genere il primo trattamento elimina definitivamente il 50% dei peli trattati, il secondo un altro 50% del ricresciuto (comunque i peli ricresciuti sono notevolmente più deboli e sottili) e con il terzo trattamento non sopravvive più nessuno, eventualmente può succedere che vi siano alcuni peli recalcitranti che richiedono ancora una passata o due ma sono veramente pochissimi (probabilmente peli che per la forma del loro dotto non permettono una intuitiva inserzione dell'ago sino alla base o quelli dove avete "sfondato"). Non tutte le zone del corpo si depilano definitivamente con la stessa facilità, baffi e barba tendono ad essere più coriacei, sopracciglia, ascelle e inguine sono più cedevoli, ovvero una maggiore o minore quantità di ricrescita dopo il trattamento e una minore o maggiore ostinazione nella ricrescita anche dopo i "canonici" tre trattamenti. Definitiva significa definitiva, per sempre, la reazione chimica liquefa i tessuti preposti alla crescita, non si torna indietro. L'ago merita un approfondimento in quanto la sua forma e dimensione sono fondamentali per trattamenti facili ed efficaci, io mi costruisco i miei che utilizzo con un manipolo anch'esso autocostruito. Deve essere sottile... come un pelo, in acciaio armonico che non tenda ad arruginire troppo, io uso un pezzetto di corda da chitarra elettrica, nello specifico un calibro .007, la corda più sottile che c'è (per quanto ne sappia), semplicissima da trovare (qualsiasi negozio di strumenti musicali) dal costo irrisorio, un vero spreco, un pezzetto di un paio di centimetri fornisce un ago praticamente eterno, una corda intera basta per generazioni. La parte più divertente è quando si deve dare la forma arrotondata alla punta, la corda è veramente sottile, poco più di un pelo, arrotondarne una estremità può sembrare un'impresa complicata ma in realtà non lo è e comunque è assolutamente necessario farlo perchè quando si taglia con le forbici l'estremità risulta tutt'altro che "amichevole", bisogna sempre tenere presente che deve "intruffolarsi", non "forare", non deve essere tagliente ma il più dolce possibile, non a punta ma a "cupola", se decentemente realizzata l'ago trova da solo l'apertura del poro pilifero (vabbè... insomma... quasi... però sicuramente rende la cosa più facile e meno stressante), con una limetta diamantata molto fine, una pietra per affilare molto fine o anche solo della carta abrasiva da carrozziere (400-600 o più) si procede ad appiattire la somità per eliminare completamente il "becco" lasciato dal taglio e poi si prosegue arrotondando i bordi ottenendo una forma a cupola. Il manipolo non ha grande importanza ma meglio tenere conto che ci si passano facilmente anche ore di seguito a maneggiarlo, se è comodo meglio. Il mio è realizzato con un tondo di ottone ricoperto con un tubetto di silicone (materiale che avevo già), ad una estremità è saldato il cavo NEGATIVO, all'altra ho praticato un foro molto sottile (ho un tornio di precisione) nel quale inserisco il pezzetto di corda da chitarra (l'ago) bloccato con un grano trasversale, ricopre la punta un cono filettato in teflon che fa molto professionale ma non è assolutamente indispensabile, OK, non tutti hanno un tornio e un maschio così piccolo ma il punto è solo il fissare l'ago al cavo e tenere in mano il tutto rimanendo isolati, si potrebbe usare la cannuccia di una biro (c'è anche il cappuccio per proteggere l'ago), visto che l'ago è praticamente eterno lo si può anche saldare a stagno su di un tondino di rame o ottone da inserire nella biro o in un tubetto che provveda isolamento (la mano che tiene il manipolo non deve venire in contatto con il polo negativo collegato al manipolo stesso). Deve essere possibile maneggiarlo con estrema precisione, niente giochi, niente incertezze, comodo da tenere, cavo super flessibile per non intralciare minimamente i movimenti, dovete centrare il foro di un pelo... se non potete essere precisi diventa un incubo. Interruttore. Quando ci si appresta ad inserire l'ago appena si sfiora la pelle si chiude il circuito e la reazione chimica inizia, non vogliamo che avvenga all'esterno del dotto pilifero, non serve a nulla e "ustiona" la superfice della pelle (non succede nulla di grave ma causa maggiore irritazione della zona e possibile disagio al paziente), specialmente se i peli sono molto sottili (aperture del dotto più difficile da imboccare), non si ha molta pratica, posizione scomoda da raggiungere, etc... è probabile una certa esitazione nel trovare l'apertura... e nel frattempo si sbruciacchia tutto attorno... meglio un interruttore che il buon Livio ha giustamente previsto, in questo modo si può con tutta calma (e nessun fastidio!) inserire l'ago e una volta raggiunta la corretta profondità azionare l'interruttore dando corrente, non è indispensabile, se ne può fare a meno, specialmente se si è svegli e veloci ma l'interruttore rende il tutto più facile e preciso. Serve che sia azionabile dal manipolo in posizione tale che sia ergonomicamente comodo (ricordate che verrà azionato migliaia di volte) e quì per il momento lascio ad ognuno la fantasia di realizzare un manipolo con interruttore e di proporlo, in alternativa si può azionare tramite pedale, probabilmente alla lunga più comodo e forse anche più preciso in quanto movimento ovviamente scollegato dalla mano che regge il manipolo... con l'ago in loco magari in una posizione già non proprio ideale. Tramite pedale immagino sarebbe meglio un relay nell'alimentatore in quanto la lunghezza del cavo necessaria con una corrente così piccola se ne mangerebbe un buona parte rendendo forse più complesso rispettare i parametri desiderati. Per la rimozione di nei e macchie cutanee sono necessari tra i 2 e i 5mA a seconda di vari fattori come al solito, ad un amperaggio maggiore corrisponde una reazione caustica più marcata e veloce, non necessariamente ciò è sempre desiderablie, quì l'importanza di un amperaggio finemente regolabile, si può utilizzare anche l'ago per depilazione che va semplicemente appoggiato sulla superfice della pelle in corrispondenza dell'inestetismo e scorrrendo sullo stesso sino a quando sarà tutto diventato bianco, si formerà poi una sottile crosta che cadrà dopo alcuni giorni, potrebbe essere più comodo un ago più rigido (corto e diametro maggiore) rispetto ad uno da depilazione in quanto può essere desiderabile esercitare una certa, se pur minima, pressione sulla cute per innescare un buon contatto e ciò può risultare più agevole con un ago più rigido. Per la rimozione di inestetismi "sporgenti" si utilizza la stessa corrente (da 2 a 5mA) ma l'ago va inserito alla base dell'inestetismo orizzontalmente per distruggere i vasi sanguigni che lo alimentano, quindi quì serve un ago che "entra", un macellaio potrebbe usare un ago da siringa ma è da barbari (e pure rischioso a mio avviso), io preferisco un ago da agopuntura (taglio via il manipolo intrecciato e lo inserisco nel mio manipolo di cui prima), l'ago da agopuntura è molto diverso da un ago da siringa, ovviamente non è cavo, è moooolto più sottile (ne esistono di diverso calibro ma sono comunque sottilissimi) e ha una punta ogivale, non lacera i tessuti, si intruffola tra le fibbre che li compongono evitando di danneggiare strutture anche minutissime, non procurano quasi mai sanguinamento (che comunque sarebbe irrisorio) ed entrano dolcemente da soli, non provocano assolutamente alcun dolore. Se malauguratamente la neoplasia fosse di carattere maligno sarebbe indesiderabile un ago che provoca lesioni rischiando di mandare in circolo cellule malate, molto più prudente non provocare alcun danno ai tessuti e annientare solo i vasi sanguigni che la alimentano provocandone la morte "naturale" (non suggerisco di trattare neoplasie, sottolineo che se inaspettatamente lo si facesse almeno sarebbe fatto limitando i fattori di rischio). Non consiglio l'ago da agopuntura per la depilazione a meno che si elimini la punta e la si rifaccia, la sua è si ogivale ma talmente fine che non necessita di un poro pilifero per entrare senza sforzo, molto facile entrare a fianco del dotto senza neppure accorgersene, una punta molto più smussata (a cupola appunto) non entra da sola se non trova un "buco", altrimenti si dovrebbe premere talmente forte che l'ago si piegherebbe (almeno nella maggior parte dei casi) e comunque la forma a cupola rende molto più intuitiva l'operazione. Paradossalmente dei tre utilizzi la depilazione è di gran lunga la più complessa senza menzionare il tempo necessario.
Livio Orsini Inserita: 1 ora fa Segnala Inserita: 1 ora fa (modificato) 5 ore fa, Robdematt ha scritto: il potenziometro immagino sia lineare, aggiungerei un amperometro per avere un riscontro visivo che non guasta mai, Se usi un potenziometro lineare avrai variazioni lineari di corrente, se lo usi logaritmico le vriazioni saranno logaritmiche. Se usi un potenziometro multigiro ti sarà più facile aggiustare il valore di corrente. Se usi un millìamperometro analogico, in serie agli elettrodi, puoi avere l'indicazione della corrente di lavoro; se usi un milliamperometro digitale, la sua alimentazione consumerà più corrente dell'intero apparecchio. Non so che valore di resistenza può avere il circuito "umano". Potrebbe anche essere tale che la tensione di alimentazione sia insufficiente a far scorrere la corrente voluta. Per fa scorrere 5 mA hai disponibili max 6V, da cui la massima resistenza sarà 1200 ohm. Questo è il più semplice circuito generatore di corrente continua costante; non so se è adatto ai tuoi scopi. Poi esistono circuiti più complessi multitransistor e con amplificatori operazionali. Modificato: 26 minuti fa da Livio Orsini
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