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Pareri dimensionamento impianto canalizzato


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Inserito:

Salve a tutti, mi presento mi chiamo Angelo e vorrei avere un parere da voi vista la vasta esperienza.

 

Sto procedendo alla ristrutturazione di un attico costruito alla fine del 1800 (1899 proprio alla fine) in provincia di Roma, precisamente Bracciano 1.786 gradi giorno.

 

Vi do una descrizione dell'appartamento, salone cucina open space di 45mq, camera da letto di 27mq, bagno di 8mq, piccolo disimpegno/corridoio di 2mq, ingresso di 10mq con una scala che scende verso la porta di ingresso (che da su un piccolo atrio chiuso da un portone esterno) e una scala che sale (dove è presente un piccolo spazio di circa 3mq e la porta finestra per il terrazzo di 100mq che è al di sopra di tutto l'appartamento).

 

L'attico è esposto su tutti i lati (pianta quadrata 10x10 interni) con pareti di 50cm intonacate internamente ed esternamente (circa 4cm di intonaco per lato) con all'interno pietre irregolari di basalto tenute con malta, i soffitti sono stati ribassati ad un'altezza finale di 3m, all'interno del controsoffitto sono stati inseriti 20cm di lana di vetro, mentre sotto il massetto sono stati inseriti 14cm di XPS, le finestre sono in allumino con taglio termico e doppi vetri non sono presenti cassoni per le serrande visto che ci sono le persiane esterne.

 

L'impianto progettato è una canalizzata unica nel disimpegno (unico locale non climatizzato e le porte saranno praticamente sempre aperte) dove sarà presente anche la ripresa messa a soffitto sotto la macchina, 3 bocchette lineari da 1m nel salone, 2 bocchette lineari da 1m nella camera, una bocchetta lineare da 1m nell'ingresso e una classica nel bagno.

 

La ripresa si è deciso di metterla lì a causa dell'impossibilità di metterla in basso, il disimpegno comunque comunica con una porta da 0,9m con la camera, una da 1,1m con il salone, una da 1,1m con l'ingresso e una da 0,8m con il bagno, in più è presente un'altra comunicazione tra salone e camera con un'altra apertura da 1,1m.

 

Vi allego una planimetria:

PLANIMETRIACASAARMELLINICANALIZZATA.thumb.png.8e6cb2d9fed934e428d200cbb1f3efc4.png

 

La funzione principale sarà quella di riscaldamento, l'idea è quella di lasciare acceso h24 a partire dalle mezze stagioni e avere temperatura costante in tutta casa.

 

La macchina scelta sarebbe una Toshiba Super Digital Inverter modello esatto unità interna RAV-HM801BTP-E e motore RAV-GP801ATW-E, con 7,1 (1,9-8) kW in raffreddamento e 8,0 (1,3-11,3) kW in riscaldamento, vi allego la tabella dei carichi parziali, anche se su alcuni manuali come quello francese siamo riusciti a trovare che ad esempio -7° da sì 5,15 in nominale ma come max riesce ad arrivare a 8,96kw.

 

image.thumb.png.9b09a758187889eb79aa5adccef1cc36.png

Ora la scelta di questa macchina è stata sia per una questione di comfort (acustico e termico), con prevalenza regolabile da 30Pa a 120Pa e airflow da 720 a 1200 mc/h, che di efficenza visto che le temperature di Bracciano difficilmente scendono sotto lo 0° e come temperature medie invernali non parliamo certo del nord Italia.

 

È stata eseguita anche una simulazione oraria puntuale (basata su dati reali delle temperature orarie dell'anno scorso) considerando h=291(w/k) come dispersione globale, e la pompa di calore risulterebbe molto efficiente con uno scop operativo di 5,05.

 

Adesso vi dico il motivo per cui vi scrivo, mi è stato detto da un'altro impiantista che per lui scaldare un'abitazione come la mia con solo questa macchina non è fattibile e che ci vorrebbe almeno una 30.000btu anche perchè secondo lui la dispersione dell'edificio è di gran lunga superiore a quella che è stata stimata.

 

Secondo voi ed in base alle vostre esperienze è sottodimensionata questa macchina o potrebbe andare bene, il mio ragionamento è che se anche fosse di poco sottodimensionata, avendo quel range di estensione abbastanza ampio quando esce dal nominale dovrebbe comunque farcela anche nei rari momenti in cui potrebbe essere in deficit.

 

Quello che non capisco è se su quei max ci si può fare affidamento (ovviamente a discapito dell'efficienza) o se è meglio non considerarli assolutamente.

 

Ho paura che passando ad una 30.000btu andrei in contro a un comfort minore visto che la modulazione minima è elevata e porterebbe a molti on/off, e anche ad un impianto più rumoroso visto che gli airflow minimi per quelle taglie partono da più di 1200 mc/h, nonché a dei consumi superiori sempre per lo stesso motivo della modulazione.

 

Vi ringrazio in anticipo, un vostro parere mi sarebbe molto utile, vista l'esperienza di molti di voi.

 

 

Inserita:

Per me non avrei mai fatto un impianto di quel tipo,e sono daccordo con il secondo impiantista che quella macchina è risicata.Hanno calcolato i tempi di sbrinamento macchina esterna,e una sola bocchetta di ripresa è proprio un lavoro che non si può vedere.

Inserita:
44 minuti fa, giorgio17 ha scritto:

Per me non avrei mai fatto un impianto di quel tipo,e sono daccordo con il secondo impiantista che quella macchina è risicata.Hanno calcolato i tempi di sbrinamento macchina esterna,e una sola bocchetta di ripresa è proprio un lavoro che non si può vedere.


Come prima cosa grazie per la risposta. Si sono stati calcolati anche gli sbrinamenti, tieni presente che raramente ci sono 0 gradi, 3/4 giorni all’anno massimo per qualche ora di notte.

 

Se posso quando dici che non avresti mai fatto un impianto di quel tipo, ti riferisci alla canalizzata aria aria o alla macchina?

giorgio17
Inserita:

Canalizzata con temperature uguali nelle stanze in teoria visto l'unica bocchetta di ripresa e impianto obbligato a restare sempre acceso.

Visto che nel massetto hai messo 14 cm di isolante si poteva fare un impianto a pavimento,sempre con pdc. Questa era una soluzione migliore di quella che stai per fare.

 

Inserita:
2 ore fa, giorgio17 ha scritto:

Canalizzata con temperature uguali nelle stanze in teoria visto l'unica bocchetta di ripresa e impianto obbligato a restare sempre acceso.

Visto che nel massetto hai messo 14 cm di isolante si poteva fare un impianto a pavimento,sempre con pdc. Questa era una soluzione migliore di quella che stai per fare.

 

 

Sì il sistema è stato studiato proprio per avere temperatura costante in tutta la casa e rimanere acceso h24, e questa è stata una mia scelta perchè preferisco avere temperature uguali ovunque.

 

Per il discorso dell'impianto a pavimento purtroppo non era possibile, per questo ho optato per il canalizzato.

 

Per quanto riguarda il dimensionamento vorrei capire se ha senso il discorso di rimanere al limite nelle pochissime ore veramente fredde, utilizzando appunto il surplus della potenza massima su quella nominale, in modo però da avere un miglior confort nella quasi totalità delle giornate.

 

Ho paura che mettere una macchina più grande sia poi penalizzante a livello di rumore, velocità dell'aria e frequenza di on/off che porterebbero a perdere i vantaggi del canalizzato.

 

Mi piacerebbe molto sentire il parere di qualcuno che abbia installato canalizzate con macchine di queste dimensioni, o magari di chi le abbia in casa propria.

 

 

Marco Fornaciari
Inserita:

Pareri sarà dura averne.

Questo tipo di impianti a temperatura uguale in ogni ambiente, o quasi, si fanno tipicamente per grandi locali destinati ad ambiente di lavoro, quindi esigenze e gestioni ben diverse: intanto quasi sempre si tratta di open space con pareti attrezzate e non sempre a tutta altezza.

Chi lo fa in una abitazione quasi sicuramente non si pone ne i problemi che ti poni te tanto meno quelli dei costi di impianto e manutenzione.

Oggi in ogni installazione con stanze è più efficace e redditizio la climatizzazione con split o termoconvettori a terra con singola gestione, magari idronici.

 

Nelle abitazioni andavano di moda a cavallo degli anni '60-'70, e solo per il riscaldamento, ma al tempo nessuno si poneva i quesiti odierni.

Inserita:
5 minuti fa, Marco Fornaciari ha scritto:

Pareri sarà dura averne.

Questo tipo di impianti a temperatura uguale in ogni ambiente, o quasi, si fanno tipicamente per grandi locali destinati ad ambiente di lavoro, quindi esigenze e gestioni ben diverse: intanto quasi sempre si tratta di open space con pareti attrezzate e non sempre a tutta altezza.

Chi lo fa in una abitazione quasi sicuramente non si pone ne i problemi che ti poni te tanto meno quelli dei costi di impianto e manutenzione.

Oggi in ogni installazione con stanze è più efficace e redditizio la climatizzazione con split o termoconvettori a terra con singola gestione, magari idronici.

 

Nelle abitazioni andavano di moda a cavallo degli anni '60-'70, e solo per il riscaldamento, ma al tempo nessuno si poneva i quesiti odierni.

 

Dici che nessuno che abbia installato un canalizzato, o che abbia il canalizzato in casa, si sia posto i problemi di comfort che mi sto ponendo io nella scelta della macchina?

 

giorgio17
Inserita:

Riguardo al rumore se i canali e le bocchette sono dimensionate bene con una macchina più potente non senti differenze,resta il fatto che per me non è una buona soluzione questo tipo di impianto e mi ripeto con una sola bocchetta di ripresa e specialmente vicina al bagno.Almeno il bagno lo avrei fatto autonomo con uno split.

Alessio Menditto
Inserita:

Sono impianti come dice Marco giurassici in appartamenti, oltretutto bisogna gestire anche il filtraggio dell’aria.

Mister_X_
Inserita:

@aungelo ti porto la mia esperienza riguardo ad una casa di circa 120mq con la quale ero in trattativa per l'acquisto.

Premetto che era una casa in classe A4 in legno, quindi molto isolata e teoricamente poco energivora a livello di consumi per riscaldamento/raffreddamento.

Utilizzava una pdc calore per riscaldamento e raffreddamento simile alla tua (non ricordo la marca) con potenza intorno ai 6kw.

Anche loro avevano optato per la scelta di avere tutte le stanze alla stessa temperatura ed avevano bocchette sparse in giro per la casa con le riprese nei due bagni ed in cucina.

La cosa che mi aveva fatto preoccupare erano i consumi, ossia altissimi. Indagando avevo scoperto che in inverno non riuscivano a riscaldare l'ambiente ed avevano aggiunto una resistenza da 2kw direttamente nel circuito dopo la pdc per riscaldare l'aria.

Seconda cosa, avevano delle stufette elettriche in bagno sempre per lo stesso problema.

Oltre al problema consumi io ho lasciato perdere per il discorso temperature tutte uguali in quanto per il mio stile di vita non sarebbe stato fattibile.

 

 

 

Alessio Menditto
Inserita:
2 minuti fa, Mister_X_ ha scritto:

erano i consumi, ossia altissimi.

Esatto, il problema è che l’aria non ha capacità termica, tu puoi scaldare aria a 26 gradi, ma se i muri rimangono freddi, devi per forza farla andare continuamente. 
I termosifoni o il pavimento radiante scaldano anche per irraggiamento, cioè i quintali di ghisa o cemento irradia calore anche a generatore spento.

Problema simile ma diverso agli split dei climatizzatori.

Inserita:

Con il controsoffitto e con il posto che avevi a pavimento posavi i tubi e mettevi 4 o 5 radiatori,una PDC aria acqua e risparmiavi e avevi le temperature dove e come volevi e ambiente più sano. 

 

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