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Il Cavo Da 2,5 Mm2 Lo E' Veramente?


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Inserita:

Mi spiace ma non riesco a spiegarmi bene, ci riprovo.

La norma Cei dice chiaramente che la sezione meccanica non serve e non deve essere considerata, che il cavo se vuol rispettare le norme deve avere quella resistenza per metro e basta.

non lo ho visto in film di fantascienza ma da un mio cliente costruttore di cavi, non esiste cavo di sezione superiore al 16 o 25 che non venga provato , come ben sai si usa una tabella iniziale che da la formazione standard, si inizia a cordare ad esempio su di una drum twister, si fanno alcuni metri e con il microohmmetro e il telaio campione da 1 metro si misura, lo strumento effettua la conversione tra la temperatura ambiente e i 20 gradi di riferimento, se il valore è alto ci sono tabelle con i dati di correzione (esempio aggiungendo 1 o 2 fili di 0,409) si aggiungono le bobine con i fili di correzione, si riparte per alcuni metri e si rimisura.

Poi puoi crederci o meno, ma nella stessa azienda si prova in tensione il 100 % della produzione come richiesto dalle norme, in tutte le altre con cui ho avuto a che fare le sale prove in tensione hanno la polvere e al massimo provano a campione.

Poi se parliamo di deformazione del filo sono certo che se pensi ai cavi settorali o compatti concorderai con me che la sezione dei fili singoli passa da rotonda a tutt'altra cosa e qui la misura geometrica diventerebbe praticamente impossibile.

tu dici che dovrebbero togliere il marchio a chi costruisce una "25" con una sezione geometrica di 22,5 ma ripeto che è la norma che dice che si deve fare così e su questo Imq fa i controlli.

Se chiedete a Imq una verifica perchè ritenete scorretto tale comportamento vi diranno che è la norma che lo impone e che dice che se hai quella resistenza di 0,78 ohm/km (che noi sappiamo bene essere data da una geometrica inferiore) allora il cavo corrisponde a una 25.

Se uscisse una noma europea che accorciasse il metro del 10 % allora tutti compreremmo rotoli di carta da 10 metri sapendo che sono solo nove "reali" ma se la norma dice di scrivere 10 metri il costruttore della carta non c'entra e non sta rubando nulla, è la legge o la norma che è sbagliata.

Basterebbe dire che la 25 deve avere resistenza di 0,7 ohm/km in vece di 0,78 e tutto tornerebbe, ma vai a convincere l'Iec e il cenelec!

Scusate lo sfogo, ma se chi fa le norme è in malafede non si può poi sempre incolpare chi le norme le deve applicare.

Non voglio andare OT ma chi segue le norme elettriche conosce bene in quale direzione si sta andando, non certamente verso la chiarezza e la correttezza.

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Inserita: (modificato)

E sempre per questo motivo il mercato italiano non è invaso da cineserie anzi non è invaso nemmeno da altri costruttori europei che se ne stanno alla larga, qui si controlla la resistenza, la lunghezza con tolleranza max dello 0,3%, spessori isolanti e prove di non propagazione dell'incendio ecc., in questo settore i "tedeschi" siamo noi.

Questo mi fa molto piacere. Sembra sempre che noi italiani siamo i peggiori in tutto, invece non è assolutamente vero.

Ragazzi, in Italia sono molte le cose che vanno a rovescio, ma smettiamola di pensare che tutto all'estero sia meglio.

Perché non prendiamo il mixer e riduciamo almeno alla metà lo slider "esterofilia" e alziamo almeno al doppio quello del "sano campanilismo"?

Dal punto di vista dell'automazione e degli impianti, posso affermare per esperienza che gli italiani non hanno nulla da invidiare a tedeschi, inglesi, francesi, americani.

Ci sono, in Italia, aziende che lavorano male ed aziende che lavorano bene. E lo stesso accade all'estero.

Tutto questo per confermare che non si compra un cavo a sezione meccanica ma un cavo con una certa resistenza/metro max. garantita.

Su questo non sono assolutamente d'accordo.

Quanti sono a conoscenza di questo imbroglio? Io, sinceramente, l'ho appreso solo grazie a questa discussione.

Sull'etichetta del cavo è messa bene in evidenza una sezione. Della resistenza per metro o della sezione reale non c'è proprio traccia.

Quindi, mi sento in diritto di pretendere che la sezione reale corrisponda a quella dichiarata.

Potrei accettare una tolleranza in meno di non oltre 1%.

Una tolleranza del 10% è assurda e vergognosa.

Torniamo all'esempio delle macchine. È vero che una BMW 325d ha un motore da 1995 cc, ma è anche vero che la cilindrata reale si trova su tutte le schede tecniche, sul libretto di manutenzione, sul libretto di circolazione, e in molti altri posti. Nessuno fa nulla per occultare questo dato.

E quello che più conta è che sono corretti gli altri dati: potenza, coppia, accelerazione, velocità (volutamente non ho inserito i consumi, sui quali tutti barano, peggio che sulla sezione dei conduttori, con consumi reali che possono essere anche del 50% più elevati di quelli dichiarati - vedi Golf TDi 1.6 che, vorrei far notare, non è italiana).

Prova ad immaginare se un cliente dovesse testare al banco la potenza della sua 325d e scoprire che invece dei 160 kW dichiarati arriva appena a 144 kW. Io non credo che riuscirebbe a digerire questa discordanza dai dati dichiarati come normale tolleranza.

Tornando ai cavi, potrei accettare una sezione reale di 2,25 mmq al posto di 2,5 mmq solo se la resistenza fosse di 7,04 Ohm/km (quindi cavo con caratteristiche elettriche equivalenti). Ma questo, col rame, non è possibile.

E, anche in questo caso, avrei pieno diritto di conoscere anche la sezione reale.

Insomma, io sento di essere stato sempre imbrogliato.

Ma non me la prendo con le aziende produttrici, che si attengono alle norme.

La colpa è proprio delle norme che, vergognosamente, permettono di mettere sul mercato un prodotto non conforme all'etichetta o, cambiando punto di vista (ma il risultato è sempre lo stesso), di scrivere sull'etichetta dati falsi.

Penso però che le aziende, se volessero, un piccolo sforzo per aggiungere qualche dato non obbligatorio, in nome della trasparenza, lo potrebbero fare.

Esempio:

Sezione nominale 2,5 mmq

Sezione reale 2,25 mmq (7,8 Ohm/km - conforme norme CEI Nr....)

Modificato: da batta
Inserita:
Perché non prendiamo il mixer e riduciamo almeno alla metà lo slider "esterofilia" e alziamo almeno al doppio quello del "sano campanilismo"?

:thumb_yello:

Dal punto di vista dell'automazione e degli impianti, posso affermare per esperienza che gli italiani non hanno nulla da invidiare a tedeschi, inglesi, francesi, americani.

Ci sono, in Italia, aziende che lavorano male ed aziende che lavorano bene. E lo stesso accade all'estero.

Anzi in alcuni casi sono anche meglio, molto meglio.

Purtroppo da secoli da noi vige una sorta di "snobismo" che ci fa sentire inferiori culturalmente e tecnicamente agli stranieri.

Purtroppo se anche chi ci governa emana leggi con il titolo in inglese è segno di questa perversa sudditanza, di alcune persone, verso tutto ciò che è straniero. Di questo passo verrà abolito l'insegnamento della lingua italiana.

Tornando all'argomento della discussione.

non lo ho visto in film di fantascienza ma da un mio cliente costruttore di cavi, non esiste cavo di sezione superiore al 16 o 25 che non venga provato , come ben sai si usa una tabella iniziale che da la formazione standard, si inizia a cordare ad esempio su di una drum twister, si fanno alcuni metri e con il microohmmetro e il telaio campione da 1 metro si misura, lo strumento effettua la conversione tra la temperatura ambiente e i 20 gradi di riferimento, se il valore è alto ci sono tabelle con i dati di correzione (esempio aggiungendo 1 o 2 fili di 0,409) si aggiungono le bobine con i fili di correzione, si riparte per alcuni metri e si rimisura.

Per uno che tu citi te ne posso citare 10 che o non fanno controlli o ki fanno a campione.

Le normative non sono un molok a cui tutto è sacrificabile! Se sono sbaglaite si cambiano. ma in questo caso non sono sbagliate ma sono volute per favorire i produttori a danno dei consumatori.

Da un po' di tempo inqua sembra che gli ineffabili euroborocrati facciano di tutto per favorire i produttori affinchè possano "fregare" meglio i consumatori.

Come ho scritto nel mio precedente intervento mi starebbe bene comprare cavo avente una certa resistenza specifica se questo fosse chiaramente indicato.

Se compri delle minuterie come viti, dadi e ranelle, presso un grande magazzino l'unità di misura è il peso e non il numero. Ma questo è indicato chiaramente nel contratto di acquisto. Hai acquistato 100 g di viti da 3ma di lunghezza pari a 30mm. Una confezione contiene 33 viti ed un'altra 34, ma il peso è sempre di 100 g Quindi il contratto è onesto e rispettato.

Nel caso dei fili invece tu compri 100 m di cavo avente sezione 2.5 mm2. Non compri un cavo avente 0.006896 ohm per metro ovvero 6.896 ohm per km!

Sull'etiche compare solo la classe di isolamento, la lunghezza e la sezione.

E' questo che rende truffaldina l'etichetta.

Se anche fosse riportata la reale resistenza specifica sarebbe comunque un'etichetta ingannevole. se riporta un valore grossolanamente arrotondato per eccesso della sezione reale.

se il valore è alto ci sono tabelle con i dati di correzione (esempio aggiungendo 1 o 2 fili di 0,409) si aggiungono le bobine con i fili di correzione, si riparte per alcuni metri e si rimisura.

Queste tabelle riportano anche quanti, fili aventi una specifica sezione, occorrono per realizzare il trefolo di una determinata sezione; anzi data la sezione del trefolo ed il numero dei fili da intrecciare stabiliscono la sezione unitaria.

La misura delle resistività specifica deve essere solo la verifica finale, non la base della costruzione.

Ripeto dalla trafila il filo esce con un diametro ben preciso, che è quello stabilito dall'utensile. Al più questo diametro cresce con l'usura, ma non diminuisce. Quindi una rocca di filo di diametro pari a 0.1mm avrà questo diametro oppure un diametro leggermente superiore, magari all'iniio della rocca.

Il fero motivo di tutto questo è che con il 10% in meno di sezione si risparmia il 10% di rame che, con il prezzo attuale, non è proprio insignificante.

  • 7 years later...
Inserita:

Ciao a tutti, 

Scusatemi se riesumo questo trend dal 2014, ma ci sono incappato perché sto investigando sull'esistenza o meno di una relazione tra numero trefoli/sezione cavo. Probabilmente difficile che esista in quanto sembra che tra diversi costrutti, a parità di diametro nominale del cavo, vi sia un diverso numero di trefoli.

 

Anyway...Ho letto diversi vostri commenti e volevo aggiungere un'informazione che cito dal libro di Impianti Elettrici, dal capitolo "Le linee elettriche aeree":

Il diametro esterno di una corda (diametro del cerchio circoscritto alla sezione trasversale) risulta maggiore di circa il 15% di quello di un conduttore massiccio di pari sezione.

 

Potrebbe quindi essere possibile che la discrepanza tra sezione teorica e sezione misurata sia semplicemente dovuta dal fatto che, a causa del sistema normativo o di retaggi storici, i costruttori utilizzino le sezioni equivalenti del conduttore massiccio al posto di quelle reali? Da tenere conto che la mia citazione, anche se estratta dal suo contesto, precisa il "circa" in quanto (immagino) che la relazione tra i due diametri non sia lineare e che vari al variare della grandezza del cavo. Evidentemente le per le linee aeree, superato un certo valore di diametro, la relazione si può ritenere valida.

  • Maurizio Colombi locked this discussione
Maurizio Colombi
Inserita:

Mi dispiace, ma il regolamento di PLCForum che avresti dovuto leggere all'atto dell'iscrizione, vieta espressamente di accodarsi alle discussioni.

Specialmente a quelle ferme da parecchio tempo!

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