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Resistenza Elettrica 2000W


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Buonasera a tutti,ragazzi ho una resistenza elettrica che conosco la potenza che è 2000W e la resistenza di essa che è 27,9Ohm.e la tensione di alimentazione è 220V.

Applicando la legge di Ohm perchè non corrispondono i calcoli dov'è lo sbaglio?

R = V / I V = R·I I = V / R

R(27,9)=220V/10A gli ampere che corrispondono a 2000W)=22 V(220)= 27,9X10=279V 220/27,9(ohm)=7,88A

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2 kW è la massima potenza che può dissipare quel resistore.

Tra l'altro se la tensione sale al limite superiore di tollesranza si supera anche il limiti di dissipazione del resistore stesso.

Se si trattasse di un elemeto riscaldante per impieghi a 230 V la potenza massima dissipabile dovrebbe essere prevista per circa 2300 W, considerando che il limite di fornitura ENEL è pari 230 +/- 10% ovvero la tensione può salire sino a 253 V.

Modificato: da Livio Orsini
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Devi tenere in considerazione:

- tolleranze di progettazione del resistore (se deve lavorare a 230V non lo dimensionano al pelo sui 230V, ma devono tenere in considerazione le tolleranze della tensione di rete, altrimenti quel resistore avrebbe vita breve)

- tolleranze costruttive, del resistore (il filo resistivo che avvolgono a spirale per realizzare il resistore, non è detto che abbia le stesse identiche precise caratteristiche per tutti gli x metri richiesti dalla realizzazione)

- tolleranze del tuo strumento di misura (spesso i puntali hanno una resistenza parassita non da poco)

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ho una resistenza elettrica che conosco la potenza che è 2000W e la resistenza di essa che è 27,9Ohm.e la tensione di alimentazione è 220V.

NO....

La resistenza in Ohm è l'unica costante in Tuo possesso, dalla quale ricavare tutti gli altri valori.

I Tuoi dati sono contraddittori, se la resistenza è vero che è da 2000 Watt, e che vale 27,9 ohm, allora questi watt li dissiperà solamente con

V = Radice quadrata di P x R = 2000 x 27,9 (sotto radice) = 236,2 Volt

E non 220 come da te dichiarato...... ;)

Saluti

Mirko

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Quote

ma a che tensione?

Inviato Oggi, 16:12

Buonasera a tutti,ragazzi ho una resistenza elettrica che conosco la potenza che è 2000W e la resistenza di essa che è 27,9Ohm.e la tensione di alimentazione è 220V.

NO....

La resistenza in Ohm è l'unica costante in Tuo possesso, dalla quale ricavare tutti gli altri valori.

I Tuoi dati sono contraddittori, se la resistenza è vero che è da 2000 Watt, e che vale 27,9 ohm, allora questi watt li dissiperà solamente con

V = Radice quadrata di P x R = 2000 x 27,9 (sotto radice) = 236,2 Volt

E non 220 come da te dichiarato...... wink.png

Saluti

Mirko

Mirko 220V è la tensione di fornitura,era riferito in questo senso,non sapevo che c'erano tutti questi "ingarbugli" quindi l'unico dato che non può variare è la resistenza

Quindi scusate, se capitasse una resistenza o un'altro utilizzatore di cui conosco solo la tensione di fornitura, la resistenza ma ho bisogno di conoscere la potenza non potrò mai calcolarla non tenendo conto che la tensione può variare cosi notevolmente,oppure in altri casi conosco solo l'amperaggio e la tensione di fornitura non potrò calcolare la potenza assorbita con la massima precisione?

Modificato: da Lela10
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in altri casi conosco solo l'amperaggio e la tensione di fornitura non potrò calcolare la potenza assorbita con la massima precisione?

certo, assorbirà una potenza pari a

P = V x I

sempre che la tensione e la corrente siano corretti.

Per quale motivo hai bisogno di tutta questa precisione?

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Tu Lela devi considerare i parametri stampigliati sulla resistenza, non la Tua tensione di fornitura, parametro tutt'altro che costante....anzi....

Per cui se sulla resistenza c'è riportato 230 Volt 2000 Watt, allora quella resistenza svilupperà quei Watt con quei Volt, non con quelli che hai Tu alla presa di corrente, che non sappiamo quanti possano essere.

Il valore vero in Ohm, Ti è utile quando vuoi calcolarti le altre varie grandezze, in funzione del loro "variare".

non sapevo che c'erano tutti questi "ingarbugli"

Permettimi di aggiungertene qualcun altro :lol:

0A.jpg

Saluti

Mirko

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Per quale motivo hai bisogno di tutta questa precisione? La precisione sempre in modo relativo, per avere dei valori che siano almeno non molto "differenti" da quelli che si ha modo di calcolare,quando non si conosce un singolo dato.

nviato Oggi, 20:16

Tu Lela devi considerare i parametri stampigliati sulla resistenza, non la Tua tensione di fornitura, parametro tutt'altro che costante....anzi....

Si mirco questo lo sapevo,che la tensione non è mai costante può variare notevolmente dai classici 220V sempre riportati nelle etichette,o per conoscenza elementare della tensione di fornitura,ovviamente basta questo per far sì che cambi tutto il resto.

Grazie a tutti per le vostre risposte!

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Se vogliamo essere pignoli, possiamo dire anche questo: Nell'istante di alimentazione del resitore, esso, avrà un Resistenza in Ohm diversa e minore del valore che promuoverà al raggiungimento della massima temperatura, ove diminuirà fino araggiungere il valore prefissato dal progetto, dove tensione e resistenza dovranno esprimere la massima potenza in calore dissipabile, ovvero in Watt; un po come accade per le lampade per illuminazione a tungsteno, all'accesione c'e' un picco di corrente maggiore a causa della resistenza dell'elemento, che poi si stabilizza una volta incaldescente.

Semmai, qualche vecchio resistore, era certificato per lavorare con un valore armonizzato di 220VAC, ora 230VAC, di norma ...il vlaore in Watt sulla resistenza riferito al massimo valore dissipabile in regime ordinario con tensione costante senza che esso possa danneggiarsi.

Il valore in Ohm misurato a freddo ..con un buon muiltimetro, è il valore nella condizione a freddo, con il resistore a regime il valore aumenterà, producendo una sensibile diminuzione del valore di corrente di linea.

Variazioni di tensione maggiori, oltre illimite armonizzato, producono aumenti di potenza dissipata, viceversa al contrario se la tensione scende.

Prova a misurare il valore di un resistore ad incaldescenza - come quelle delle lavatrici - a freddo e a regime...

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esso, avrà un Resistenza in Ohm diversa e minore del valore che promuoverà al raggiungimento della massima temperatura, ove diminuirà fino araggiungere il valore prefissato dal progetto, dove tensione e resistenza dovranno esprimere la massima potenza in calore dissipabile, ovvero in Watt; un po come accade per le lampade per illuminazione a tungsteno, all'accesione c'e' un picco di corrente maggiore a causa della resistenza dell'elemento, che poi si stabilizza una volta incaldescente.

Allora, la resistenza al tungsteno delle lampade ad incandescenza, non fa testo per questo tipo di problematica (e ci mancherebbe) dato che tra lampada accesa e lampada spenta, la differenza nel valore ohmico, è abissale, in quanto da accesa, il valore della temperatura, è parecchio limitrofo a quello di fusione vero e proprio.

Tant'è che la resistenza di una lampada ad incandescenza da 60 Watt 230 Volt, è (a freddo) uguale a 60 Ohm, invece da accesa è pari a 881 Ohm....

Ma, nel caso di resistenze da riscaldamento come quella di un forno, la variazione del valore è mooolto più contenuta, quasi ininfluente.

Controprova ?

Fornetto elettrico a resistenza (la lavatrice è occupata al momento :lol: ) misurato da freddo R = 36,5 Ohm.

Lo attivo, lo lascio acceso 30 minuti, e lo stacco.

Misuro la resistenza R = 37 Ohm...... <_<

Variazione di incidenza omeopatica.....direi.......

Saluti

Mirko

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PS: Anche se potevo evitare di perdere tempo, ho misurato la Resistenza Ohmica del il mio fornetto prettamente elettrico dalla incredibile potenza di soli 650W, per 10 minuti con timer; multimetro Fluke 289 per sanare ogni polemica.

I valori prima e dopo non erano eclatanti e nemmeno omeopatici...saluti...

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Fornetto elettrico a resistenza...

Mirko, anche se un poco OT, mi hai fatto tornare alla mente quando poco più che sedicenne lavoravo con mia madre per produrre gli elemti riscaldanti dei forni elettrici delle cucine Ignis.

Ogni elementio riscaldante era composto da 2 resistori: uno di ootenza nominale di 600 W e l'altro di 350W.

I resistori erano costruiti avvolgendo del filo di LKX (una lega simile al nekel_cromo) inn una soirale compatta id diametro interno pari a circa 3mm. Poi questa spirale andava "stirata" a caldo sino a raggiunre la lunghezza corretta. Poi venivano ricoperte da conetti di ceramica per risultare elettricamente isolate.

Bene per stirare a caldo si usava un marchingegno che oggi comporterebbe l'ergastolo. Si pinzava un terminale del resitore in un morsetto fisso, con una pinza si acchiappava l'altro terminale e, premendo un pedale si dava il 220v al tutto. Un amperometro in serie con 5A di f.s. (me lo vedo ancora adesso davanti agli occhi) indicava l'assorbimento così da avere anche un'indicazione sulla corrrettezza del valore ohmico.

Ricordo che alla chiusura del circuito lo strumento schizzava a f.s. un po' per il materiale freddo e, molto, per le spire momentaneamente in corto.

Appena il resistore era sul rosso la corrente era nell'introno dei 4 A ed al termine dellp'estensione eravamo sui 3.5A - 3.8 A.

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