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PLC Forum


a.volta86

Certificazione quadri elettrici BORDO MACCHINA e requisiti

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a.volta86

Ciao a tutti, è il mio primo messaggio su questo utilissimo forum ( per ora ho solamente lurkato).

 

Quando una ditta deve certificare un quadro elettrico ( cosa si intende esattamente per certificare?)  che non sia sotto il D.M.37/08  (ex46/90) e quali requisiti tecnico professionali bisogna avere ( sempre per quadri non sotto il DM 37/08)

 

Sè è un lavoro conto terzi l'azienda può certificare il quadro ( considerando che lo schema e il dimensionamento è stato fatto da altri)?

 

Grazie per ogni risposta?

 

 

 

 

 

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luigi69

un quadro elettrico di bordo macchina deve essere marchiato CE dal costruttore , ovvero deve essere dichiarato conforme ad una specifica norma di prodotto , esempio  la EN 60204

 

per un quadro di automazione industriale, i requisiti non ci sono , ovvero la marcatura CE di conformità ai requisiti della norma può essere fatta da un pianista , un muratore, una impresa iscritta alla camera di commercio con una semplice dicitura "costruzione macchina" .

 

Ogni passaggio relativo a chi progetta il quadro , che verrà inserito magari in una determinata macchina , che a sua volta dovra avere dei requisiti , ecc...ecc.... deve essere concordato con chi alla fine di tutto , metterà il marchio CE alla realizzazione completa , e quindi se ne assumerà le veridicità .

 

due esempi molto semplici :

 

un condominio ti chiede un quadro elettrico di automazione per gestire la centrale termica : pompe in arrivo del teleriscaldamento , pompe di mandata , valvole miscelatrici , sonde, ecc....realizzi una automazione che marchi CE , installi presso il cliente, fai un piccolo manuale di uso e manutenzione con i relativi schemi elettrici . se nella costruzione tu non consideri il grado di protezione IP del quadro, esempio....gli gocciola sopra... il quadro si danneggia, tu ne sei il responsabile, perché hai dichiarato conforme unb prodotto che in realtà per quell'uso non lo era !

 

un costruttore di macchine chiede a te un quadro per il controllo di una macchina automatica di imballaggio ( esempio ) , chiede a tizio la costruzione della centralina oleodinamicha che servirà a movimentare i rulli , caio gli fornisce i ripari dove il robot prende il materiale dai rulli , ecc, ecc,, ognuno dei costruttori seguirà una linea guida secondo quando dice il progettista che avrà eseguito l'analisi rischi di tutta la macchina.....tutto assieme , non il singolo quadro .

A quel punto , i costruttori del quadro elettrico , della centrale oleo, dei ripari eccecc forniranno la singola documentazione di conformita CE per l'assemblaggio finale , che sarà a cura del cliente finale che costruisce e marchia lui CE , globalmente tutta la macchina .  Se qualcuno si dovesse fare male perché il costruttore dei ripari ha fatto un pessimo lavoro , tu come parte elettrica non ne sarai responsabile, ma ne risponderà il costruttore finale che andrà a rivalersi sul fornitore dei ripari individualmente

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a.volta86

un quadro elettrico di bordo macchina deve essere marchiato CE dal costruttore , ovvero deve essere dichiarato conforme ad una specifica norma di prodotto , esempio  la EN 60204

 

per un quadro di automazione industriale, i requisiti non ci sono , ovvero la marcatura CE di conformità ai requisiti della norma può essere fatta da un pianista , un muratore, una impresa iscritta alla camera di commercio con una semplice dicitura "costruzione macchina" .

 

 

Innanzitutto grazie per la risposta

 

C'è differenza tra quadro elettrico e quadro bordo macchina? mentre per il quadro di automazione la marchiatura CE può essere fatta da chiunque, mentre per quello bordo macchina? ci sono dei requisiti?

 

 

 

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luigi69

caspita, ci sarebbe da parlare per moltissimo tempo

 

provo a riassumere

 

quadro :  definizione che dice assieme di apparecchiature elettriche

 

un quadro di distribuzione , esempio banale, 5 magnetotermici , rientra in normative che si chiamavano ANS e AS , o quadri di cantiere ASC

 

chi li costruiva li marchiava CE per legge, e li dichiarava conformi ad un determinata norma CEI , classificata in base alla corrente  a memoria la 23-51

nel momento in cui vai ad installare un quadro del genere, devi essere abilitato come ex legge 46/90 adesso decreto 37 , iscritto alla camera di commercio come installatore ed avere la lettera

 

faccio banale esempio  :  azienda-----contatore---quadro di distribuzione......quadro di stabilimento...10 metri di filo che arrivano ad alimentare un macchinario

è necessaria abilitazione decreto 37 per tutto questo

 

a partire dai morsetti del sezionatore del macchinario , dopo quei 10 metri di esempio , ci saranno dei quadri con PLc..delle scatole a bordo macchina , delle giunzioni dei cavi verso motori della macchina e micro di fine corsa

Tutto questo ricale della cei 44-5  EN 60204 ed è considerato automazione e bordo macchina, al servizio specifico di quel macchinario

il quadro lo costruisce anche chi iscritto alla camera di dcommercio senza lettera , e lo dichiara conforme alla marcatura CE riferita a quel macchinario

 

scritto troppo in fretta e troppo confuso ?

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a.volta86

ho capito come uno grande :-) 

 

risposta chiara ed efficace, grazie mille

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luigi69

grazie a te...se ci sono altri che vogliono intervenire ed aggiungere..

 

le norme sono sempre in evoluzione

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1980 STEFANO

Mi inserisco anche io nella discussione.... x un quadretto che è montato su un macchinario....

Esempio: il quadro di un forno o il quadro di un impastatrice che è tutt'uno con il macchinario ,  il quale viene alimentato da una spina,potrebbe essere realizzato dall azienda stessa che produce il macchinario senza avere bisogno di un elettricista giusto? 

Grazie 

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luigi69

RI-eccomi

Stefano..per quello che ne so io si.....sembra assurdo... ma essendo la dichiarazione CE non contemplata nel decreto 37 , per l'iscrizione alla Camera di commercio , non vengono richiesti i requisiti , esempio le lettere...

Poi logicamente molte ditte si rivolgono a ditte elettriche che sono specifiche e qualificate per qeste realizzazzioni .

Un mio cliente , iscritto come  produzione di xxx.... ecc... realizza in proprio i quadri elettrici e li marchia lui , anche se nella dicitura della ditta non è espresso il nome impianti elettrici .

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pagliardo

. Ma.....aggiungo.....meno male che è così..... Se per collegare un salvamotore devo rilasciare una dico.....siamo a posto!

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luigi69

pagliardo..una considerazione, per discuterne

 

per collegare un differenziale in un alloggio serve essere abilitati....

 

un errato collegamento di un pulsante arresto di EM che causa la morte perché non ferma un macchinario..non serve nulla.....

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pagliardo

Si si è così, posso fare una linea di produzione da milioni di euro con operai che ci lavorano semplicemente dichiarando che ho rispettato le norme ce.

Ma lo devo dichiarare, e se succede qualcosa sono problemi miei.

Il discorso è molto lungo e vasto, la differenza tra una dico e un marchio ce è che con la dico si pretende di selezionare in anticipo che chi fa l'impianto sia in grado di farlo. La mia opinione è che questa selezione fatta dallo stato è fatta male. E penso sia quasi impossibile farla bene. Soprattutto per l'automazione dove le cose si evolvono più in fretta.

Ci sono delle norme da rispettare e vanno rispettate e se fai un macchinario devi rispettarle e dichiararlo.

La vedo molto dura pretendere di fare una preselezione, da parte dello stato, ad esempio su chi deve progettare una sicurezza di una macchina, perché non ci sta dietro.

Tanto alla fine la responsabilità è di chi firma, sia il marchio ce che la dico.

 

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Livio Orsini
Quote

Ma lo devo dichiarare, e se succede qualcosa sono problemi miei.

 

In uno stato serio, per la maggior parte delle situazioni, deve vigere il principio della responsabilità individuale: io dichiaro una cosa e me ne assumo tutta  la responsabilità civile e penale.

Meglio se poi, per certe situazioni come gli impianti elettrici, ci sia una verifica di un ispettore di un ente pubblico.

In Italia, con l'andazzo della ns burocrazia, questo non è nemmeno ipotizzabile.

 

Sole per alcune professioni come, ad asempio, la professione medica è necessario accedervi dopo un tirocinio certificato e seri esami di verifica.

 

Si pensi, ad esempio, che negli USA la funzione notarile è affidata ad impiegato come una segretaria o simile, previo giuramento in tribunale. Effettuato il giuramento si rilascia il timbro notarile con cui ufficializzare gli atti che necessitano di questa vidimazione.

 

Però anche nella vecchia Europa, dove lo stato vuol avere sempre e comunque il controllo con regole e concessioni, al di là delle Alpi le cose sono almeno fatte con un poco di serietà in più.

Per qualsiasi attività professionale ci deve essere un'abilitazione conseguita dopo anni di tirocinio (apprendistato) dove si frequenta un istituto professionale e si lavora presso aziende certificate per l'apprendistato. Superati gli esami si è abilitati alla professione.

Questo vale per tutti i mestieri, idraulico, elettricista, carpentiere, meccanico, etc.

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1980 STEFANO

Grazie x le risposte, anni fa (appena uscito dalla iti,nel 99,prima di venire chiamato a fare il servizio civile) lavoravo per un azienda che produceva macchine x la stampa di etichette e faceva anche  miscelatori per colori ecc.....

Io facevo cablaggio di questi quadretti che poi venivano montati dagli operai sulle linee di produzione,gli stessi collegavano poi i vari sensori e motori  al mio quadro.

Non mi ero mai interessato della parte normativa, io ero stato assunto come normale operaio,  cercavano solamente qualcuno con qualche base di elettrotecnica, lo schema era firmato con il nome dell azienda e mi sembra che ci fosse il marchio ce.

Leggendo il post mi è tornata in mente quell esperienza e mi è venuto il dubbio.

Ciao a tutti 

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pagliardo

Si infatti, tu facevi un cablaggio, come operaio. La macchina era venduta da un'azienda il quale titolare firma una dichiarazione ce ed è responsabile di quel macchinario.

La stessa cosa accade in una azienda di impianti dove solo il titolare ha i requisiti per fare l'impianto, ma alla fine l'impianto è fatto da operai, il titolare, o il responsabile tecnico, firma la dico.

Poi tu nel lavoro di operaio cablatore di quadri diventi sempre un po più esperto, così come l'operaio della ditta di impianti diventa un po più esperto.

Ma alla fine nella stragrande maggioranza dei casi la dico, cosi come la dichiarazione ce, è firmata non da chi ha fatto materialmente l'impianto, ma da un responsabile, che prima da le direttive di come deve essere fatto l'impianto, schemi ecc, infine controlla e verifica. E firma.

È la stessa cosa.

 

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misomi

Sono d'accordo con tutto quanto è stato scritto, ad ogni modo ai miei quadri di automazione allego la dichiarazione di conformità con riferimento alla 614399 parte e 2 , solo per il sremplice fatto che denota una maggiore professionalità da parte del "cablatore".Per quanto concerne invece l'automazione che scrivevate nel condominio, allego per lo meno la 23-51 con relativi calcoli considerandolo quando per uso civile o similare.

 

 

 

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Guest
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