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Ingbrown

Progetto I.E. mancante... (Di.RI.?)

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Ingbrown

Buonasera.

Un mio potenziale nuovo cliente, proprietario di stabilimento artigianale, per una serie di vicessitudini ha smarrito il progetto dell'impianto elettrico del proprio stabilimento (eseguito a fine anni '90).

Si trova in possesso solo di una piccola parte di documentazione e della dichiarazione di conformità (la ditta installatrice ha cessato l'attività da anni..).

Essendo il progetto I.E. oramai introvabile mi avrebbe incaricato di ricreare gli elaborati grafici degli impianti presenti.

 

In qualità di progettista mi chiedo che valore abbia ai fini tecnico-legali un semplice "rilievo" dell'impianto?

Oppure se oltre il rilievo mi chiedo se dovrei produrre anche la dichiarazione di rispondenza (anche se la Di.Co. è presente...).

 

Ovviamente eventuali magagne dell'impianto sarebbero sanate prima del rilascio dei miei documenti.

 

Esperienze a proposito ?

 

Grazie

 

 

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Microchip1967
12 ore fa, Ingbrown scrisse:

Un mio potenziale nuovo cliente, proprietario di stabilimento artigianale, per una serie di vicessitudini ha smarrito il progetto dell'impianto elettrico del proprio stabilimento

e come ha fatto a passare le verifiche periodiche del 462, visto che uno dei requisiti principali è la documentazione?

 

In questo caso, se l'impianto è antecendete lp'entrata in vigore del DM37, l'unica cosa da fare è una verifica straordinaria per quanto riguarda la parte documentata con al Dichiarazione di conformità e una Dichiarazione di rispondenza per quelle parti non coperte.

Chiaramente se supera i limiti dimensionali tale documento andrà redatto da professionista con gli appositi requistiti

Le eventuali anomalie che risulteranno dalla verifica andranno sistemate e coperte da relativa dichiarazione di conformità.

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Ingbrown

Perfetto. Questo è quello che penserei anch'io.

Il dubbio che ho è: oltre a rifare una verifica straordinaria degli impianti (sanare le anomalie e riprodurre la documentazione ad uso del Cliente), in qualità di tecnico devo produrre la Dichiarazione di ripondenza anche se la vecchia Dichiarazione di conformità copre TUTTO l'impianto (ma ora carente degli elaborati progettuali per chissà quale motivo...),

Fare la Dichiarazione di rispondenza quando esiste già la Dichiarazione di conformità non è ridondante? Oppure devo considerare la Dich. di conformità non più valida perchè carente del progetto?

 

L'impianto è ovviamente ante DM37. Poi sul come abbiano passato le verifiche periodiche me lo chiedo anch'io...

 

Grazie per la risposta.

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Daddo79

Secondo me, non puoi fare una DIRI poichè è presente la DICO, la dichiarazione di ripondenza è nata per sanare gli impianti senza DICO e tra l'altro sostituisce questa e NON il progetto (poi siamo tutti d'accordo che oltre determinati limiti la DIRI deve essere fatta da un professionista ecc.)  

Detto ciò dovresti analizzare bene la DICO, se questa come dici copre tutto l'impianto e se ci sono gli estremi del progetto o comunque se è barrata la casella  "rispettato il progetto", se tutto ciò è presente la DICO resta valida.

Quello che potresti fare è apppunto un rilievo dello stato di fatto, e verificare se ancora coincide con quello dichiarato nella DICO e nei pochi documenti rintracciati.

Naturalmente se riscontri anomalie/difformità sia alla DICO sia alla regola dell'arte, beh allora dovrai progettare (se vi è obbligo) gli adeguamenti e poi l'impresa esecutrice rilascerà la DICO per tali impianti che insieme alla DICO iniziale costituirà la dcumentazione tecnica di quell'impianto.

Nel caso invece fosse tutto ok, i tuoi documenti attesteranno lo stato attuale dell'impianto, non costituiranno però la documentazione progettuale.

In ogni modo saranno documenti importati e fondamentali per il cliente per fare manutenzione, gestione dell'impianto ecc.

 

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Ingbrown

Grazie per la risposta, che tra l'altro coincide con la mia idea di soluzione.

La cosa che mi lascia dubbioso è il valore del mio rilievo dello stato attuale dell'impianto (nel caso che fosse tutto ok e non ci fossero varianti).

 

Da un punto tecnico-legale avrà lo stesso valore di un progetto? Mi spiego, risulterò io il responsabile tecnico (leggi progettista) dell'impianto installato?

Se ci fosse un eventuale scocciatura futura vengono a cercare me o il tecnico che ha fatto il progetto alla quale la vecchia DI.CO. fa riferimento... ?!

La cosa a mio avviso cambia e anche parecchio (anche da un punto di vista del mio onorario ovviamente!).

 

Grazie

 

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Daddo79

Non puoi essere "progettista" poichè è già fatto e certificatao, leggi DICO esistente.

Te sarai responsabile delle verifiche fatte e pertanto di quello che "dichiari/avalli".

Se riscontri una difformità e non la segnali/adegui sarai responsabile di non aver verificato / adeguato correttamente, altrimenti no.

Secondo me devi fare una "fotografia" dello stato dell'impianto, sia attraverso foto, relazioni descrittive, prove strumetali ecc., segnalare eventuali difformità e poi eventualmente, se incaricato, progettarai gli adegumenti, di questo ovviamente ne sarai il "respnsabile".

 

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Ingbrown

Daddo79, quanto dici mi sembra sacrosanto.

Ma, giusto per essere scrupoloso, se io oggi verifico TUTTO ed avallo che TUTTO è in regola (mettendo che lo sia), da domani io sono il nuovo "responsabile" dell'impianto!

E' questo quello che mi frullava nella testa. E non nascondo che a mio avviso mi debba far riconoscere quasi più l'accollarsi questa responsabilità che il lavoro di verifica.

Ma forse sbaglio o è solo una pippa mentale...

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Daddo79

Ma se tutto è ok, come da DICO, la responsabilità sarà ancora di chi l'ha firmata.

Resta fermo il punto che te hai accertato lo stato di fatto di quell'impianto, soprattutto in riferimento alla sicurezza, SENZA certificare nulla, in qualche parte della documentazione che fornirai al committente dovrai specificarla questa cosa.

In ogni modo, dopo un lavoro di verifica (scrupolosa), se non riscontri anomalie, non sarà cosi "oneroso" prendersi un po' di responsabilità su quello che dichiari/scrivi.

 

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Daddo79

L'importante è che "fotografi" bene l'impianto, in qualsiasi modo, cosi che nessuno potrà dirti un domani che una cosa era diversa da quella che hai visto/verificato.

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Maurizio Colombi
2 ore fa, Ingbrown scrisse:

Ma forse sbaglio o è solo una pippa mentale...

Perdonami, Ingbrown, ma il pretendere un compenso di 100, anzichè di 10 per una verifica sull'impianto, non allevierebbe la tua situazione in caso di eventuali responsabilità.

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Ingbrown

Nessuno vuole alleviare niente.

La mia riflessione era relativa al solo riportare su carta l'impianto esistente facendone la "fotografia".

Se in caso di mie verifiche positive come tanti sostengono la responsabilità dell'impianto rimane del primo progettista, che valore ha la nuova documentazione grafica che io ho prodotto e timbrato? Se non ha valore allora potrebbe produrla anche chi non ne ha i requisiti.

Se invece acquisisce valore perché, assieme alla mia relazione di verifica, diventa la nuova documentazione ufficiale dell'impianto allora direi che io mi accollo la responsabilità tecnica dello stesso.  

 

E se la cosa sta così penso sia naturale considerare nel proprio onorario, non solo il lavoro di verifica, ma anche l'assumermi la responsabilità di un impianto che ho "solo" verificato e fotografato ma la cui paternità progettuale e realizzativa è di altri. 

 

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hfdax

Scusa ma non vedo cosa mai avresti da temere nell'assumenti la responsabilità. Se  sei in grado di progettare un impianto sarai ben in grado di valutare l'impianto progettato da qualcun'altro o no?

Se fai bene il tuo lavoro e verifichi che l'impianto è a posto ti assumi per forza la responsabilità di quanto dichiari esattamente come te l'assumi per gli impianti progettati da te. Se dopo una verifica completa e scrupolosa avrai la certezza che l'impianto è a posto lo dichiarerai nella tua documentazione senza temere alcunché. Se rileverai che non lo è, o per qualche ragione non avessi la possibilità di fare una verifica completa anche in questo caso lo scriverai nella tua documentazione. Non credo che un sovrapprezzo sia giustificato dal fatto che ti assumi la responsabilità di quanto tu dichiari, che è quello che tu hai verificato in scienza e coscienza.

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Microchip1967
22 ore fa, Ingbrown scrisse:

Il dubbio che ho è: oltre a rifare una verifica straordinaria degli impianti (sanare le anomalie e riprodurre la documentazione ad uso del Cliente), in qualità di tecnico devo produrre la Dichiarazione di ripondenza anche se la vecchia Dichiarazione di conformità copre TUTTO l'impianto (ma ora carente degli elaborati progettuali per chissà quale motivo...),

 

se alla vecchia dichiarazione di conformità manca il progetto, come fai a dire che questa è valida (visto che in questa si viene a dichiarare che è stato seguito il quanto prescritto dal progettista)?

 

Ergo, o in quella ddc sono indicati gli estremi del progetto con il numero e l'iscrizione del professionista (al quale si potrà eventualmente richiedere copia, visto che la responsabilità di quanto progettato è personale e non è soggetta a prescrizione) o altrimenti verrà redatta una Di.Ri completa, allegando il fatto che la documentazione tecnica non è reperibile e pertanto si procede in tal senso.

Per quanto invece sarà soggetto a sistemazione la responsabilità passerà in capo a chi eseguirà le lavorazioni e che firmerà la relativa DDC

 

In ogni caso con la Di.Ri. ti assumerai personalmente la responsabilità di quanto installato/rilevato e che dichiarerai a norma. Ed è anche per questo che le Di.Ri (come d'altronde le DDC) non vanno fatte a cuor leggero ma devi essere sicuro di quello che stai dichiarando

 

Un progettista è responsabile civilmente/penalmente di quanto redatto

Un installatore è responsabile civilmente/penalmente di quanto realizzato, salvo che non dimostri che quanto prescritto dal pèrogettista non era nel suo campo tecnico (ad esempio livello illuminazione non adeguato all'ambiente)

Un professionista che rilascia una Di.Ri è civilmente/penalmente responsabile di quanto dichiarato

 

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