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Marcolino70

Devo passare una linea elettrica per alimentare un faro 230 volt da 500 watt.la distanza tra il centralino ed il faro sono 100 metri circa.e’ possibile alimentare il faro con due tratti di sezione differente? Se si come dovrei sezionare ?

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bischero

e perché dovresti usare due sezioni differenti?

Casomai il problema non è come dimensionare il cavo, che vista la potenza trasmessa relativamente ridotta e la lunga distanza, andrebbe dimensionato col criterio della caduta di tensione ammissibile, e poi verificata la portata, il problema è un'adeguata protezione da cortocircuito a fine linea, in questi casi un normale magnetotermico potrebbe essere inadeguato in quanto la corrente di cortocircuito a fine linea potrebbe essere inferiore alla corrente di sgancio magnetico di fase,  interverrebbe quindi il termico ma con grande ritardo, con gravi conseguenze anche per la sicurezza, per questo prima di improvvisare linee con giunte di cavi a sezione differente, rivolgiti ad un elettricista qualificato che ti consiglia su quali materiali adatti bisogna installare per queste applicazioni specifiche, capisco che comprare il cavo adatto e le protezioni giuste siano un costo, ma un installazione va fatta con ciò che serve, e non con materiali difformi per l'utilizzo solo perché magari ce li hai già in casa.

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Maurizio Colombi

Partiamo dal presupposto che

34 minuti fa, Marcolino70 ha scritto:

un faro 230 volt da 500 watt.la distanza tra il centralino ed il faro sono 100 metri

come ti è già stato detto

10 minuti fa, bischero ha scritto:

vista la potenza trasmessa relativamente ridotta e la lunga distanza

qualsiasi programma di calcolo non azzarderebbe dimensioni superiori all'1,5.

A questo punto, che sezioni vuoi utilizzare? Non di certo inferiori.

In ogni modo, se hai già a disposizione uno spezzone di cavo puoi tranquillamente utilizzarlo, ma se metti a conto il tempo ed i denari spesi per realizzare una giunzione come Dio comanda... ci compri un cavo in pezzatura unica e risparmi.

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bischero

anche ciò che ha scritto Maurizio è corretto, una giunta fatta con tutti i crismi può avere dei costi rilevanti se la giunta è fatta in certe condizioni, ad esempio con una mufola in resina in un pozzetto i costi sono senz'altro più alti che tre capuccetti in una scatola di derivazione, dipende da come è fatta l'installazione

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Marcolino70
14 ore fa, bischero ha scritto:

e perché dovresti usare due sezioni differenti?

Casomai il problema non è come dimensionare il cavo,........

.........................................................

ma un installazione va fatta con ciò che serve, e non con materiali difformi per l'utilizzo solo perché magari ce li hai già in casa.

Per fine linea intendi vicino al faro ?

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Marcolino70

se io dovessi passare  un cavo da 1,5mm protetto da un magnetotermico c10 perché non  scatterebbe per corto?

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marcocci74

Non non interverebbe se il corto si verificasse a fine linea.

Per darti una idea con un cavo FG16OR16 3G1,5,posato in tubo interrato e lungo 100 mt, con un carico da 500W,la protezione adeguata sarebbe un magnetotermico da 3A.

Per poter utilizzare il magnetotermico da 10A come protezione, il cavo dovrebbe essere un 3G2,5.

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Marcolino70
1 ora fa, marcocci74 ha scritto:

Non non interverebbe se il corto si verificasse a fine linea.

Per darti una idea con un cavo FG16OR16 3G1,5,posato in tubo interrato e lungo 100 mt, con un carico da 500W,la protezione adeguata sarebbe un magnetotermico da 3A.

Per poter utilizzare il magnetotermico da 10A come protezione, il cavo dovrebbe essere un 3G2,5.

Perché ? Un cavo da 3g1,5mm FG16OR16 in tubo interrato ha una portata più di 20 a.Se ci sarebbe un corto a fine Linea,un magnetotermico da 10a curva c,scatterebbe la parte termica e il cavo sarebbe protetto.sbaglio ?

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bischero

sbagli perché la corrente di cortocircuito a fine linea è inferiore alla corrente di sgancio magnetico, interviene quindi l'interruttore termico ma in tempi molto lunghi, in queste condizioni il calore generato dalla sovracorrente fa si che la temperatura dell'isolante raggiunga valori molto superiori a quelli tollerabili e si deteriora rapidamente, in pratica il cavo si "cuoce"

 

una possibile soluzione a questo problema è cambiare o la sezione in modo da avere una corrente di corto circuito a fine linea almeno pari alla corrente di corto circuito, una protezione con curva b se questa lo consente oppure fusibili o protezioni elettroniche

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Daniele Orisio

Molto semplicemente, il cavo ha una certa resistenza che dipende dalla sezione (più il cavo è grosso e più la resistenza è bassa) e dalla lunghezza (più il cavo è lungo e più la resistenza è elevata).
Su brevi distanze, questa resistenza non abbassa di molto la corrente di corto e con le protezioni non hai problemi.

Sulle lunghe distanze, questa resistenza abbassa la quantità a corrente che scorre in caso di corto. Il problema è che, avendo meno corrente, l'interruttore non vede il guasto come un corto e non sgancia subito, ma con un certo ritardo che è sufficiente per fare danni ed essere pericoloso.

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FabrizioR
Il 18/6/2020 alle 15:08 , Daniele Orisio ha scritto:

Il problema è che, avendo meno corrente, l'interruttore non vede il guasto come un corto e non sgancia subito, ma con un certo ritardo che è sufficiente per fare danni ed essere pericoloso.

 

Sono interessato a questa discussione, sarebbe possibile fare una stima anche solo in % della differenza di tempi di intervento, ipotizzando cavo  100mt, sezione 1. 5mm e due soluzioni, di qui i tempi, MT 3A e MT 10A, in caso di cortocircuito a fine linea? 

Edited by FabrizioR

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hfdax
2 ore fa, FabrizioR ha scritto:

 

Sono interessato a questa discussione, sarebbe possibile fare una stima anche solo in % della differenza di tempi di intervento, ipotizzando cavo  100mt, sezione 1. 5mm e due soluzioni, di qui i tempi, MT 3A e MT 10A, in caso di cortocircuito a fine linea? 

200m di conduttore da 1,2mm2 significa una resistenza di linea di 3 Ω e quindi una corrrente di corto a fine linea di 76A.

Il 3A inteverrbbe senz'altro come magnetico, quindi istantaneamente.

Il 10A difficile dirlo perchè la corrente ricade nella parte indefinita della curva di intervento.

immagine.png.09e6b4618e376adc484d0040039d1fac.png

Edited by hfdax

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FabrizioR
22 minuti fa, hfdax ha scritto:

200m di conduttore da 1,2mm2 significa una resistenza di linea di 3 Ω e quindi una corrrente di corto a fine linea di 76A.

Il 3A inteverrbbe senz'altro come magnetico, quindi istantaneamente.

Il 10A difficile dirlo perchè la corrente ricade nella parte indefinita della curva di intervento.

immagine.png.09e6b4618e376adc484d0040039d1fac.png

 

Causa ignoranza grave, ti chiedo, sull'asse verticale sono segnati i millisecondi ?

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hfdax
13 ore fa, FabrizioR ha scritto:

 

Causa ignoranza grave,

Se non fai l'elettricista di mestiere è un peccato veniale.;)

 

13 ore fa, FabrizioR ha scritto:

ti chiedo, sull'asse verticale sono segnati i millisecondi ?

Esatto. Mentre sull'orizzontale abbiamo la corrente e In è la corrente nominale del dispositivo. La zona in cui si passa dall'intervento termico a quello magnetico è compresa tra 3In e 5In (curva C), quindi non definita con precisione. Infatti la zona di intervento non è rappresentata da una linea netta ma da un area all'interno della quale si posiziona il punto di intervento del dispositivo, Il punto esatto non si sa a priori, per conoscerlo bisognerebbe testare lo specifico esemplare. Però è possibile vedere che nel caso di un C3 il valore di corrente a partire dal quale si passa all'intervento magnetico è compreso tra 15 e 30A, perciò una corrente di 76A si trova senz'altro in zona magnetica. Mentre nel caso di un C10 siamo tra 50 e 100A.

Edited by hfdax

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