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Impianto riscaldamento radiante pavimento daikin


nicocp
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Buonasera a tutti,

 

stiamo cambiando appartamento e con la ristrutturazione pensavamo di mettere il riscaldamento a pavimento. L appartamento è su due piani ed ha diverse stanze, quando ragionavamo con i radiatori si pensava di mettere un termostato per stanza ma leggendo in giro non sono riuscito a capire se è una buona idea anche con il radiante.

 

Chiederei il vostro aiuto innanzi tutto per capire se il radiante di Daikin (Rotex) è un buon prodotto, se c è qualche caratteristica che devo richiedere in particolare all istallatore e se conviene o meno distribuire un termostato per ogni stanza o almeno per zona o piano, insomma ci siamo capiti :)

 

Grazie a chi avrà tempo e pazienza di rispondermi.

 

Buona serata

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Alessio Menditto

In anni che leggo discussioni sul pavimento radiante, sono sempre più convinto che prima di farlo si debba fare un percorso di fisica e di psicologia, fisica per capire cosa è e come funziona, psicologia perché dopo aver capito la prima cosa, serve (non sto scherzando) preparare il cliente a sopportare la vista della caldaia che (specie in appartamenti con poco isolamento termico) che funziona praticamente ininterrottamente 24/24.

Superati questi due scogli, servirebbe pure un corso preparatorio all incontro col tecnico/idraulico progettista, che molto probabilmente non sapendo minimamente cosa è un pavimento radiante, vorrà farlo lo stesso sbagliando completamente tutto.

Questo corso mirato servirà, dicevo, per resistere e non farsi influenzare da chi ne sa meno di te (che hai studiato la fisica dell impianto), e ti assicuro che sarà un confronto molto difficile, perché dover insegnare a uno che in realtà dovrebbe sapere e che materialmente dovrà costruirlo, è una cosa se ci pensi assurda è paradossale.

Superati questi tre inghippi direi che a parte qualche piccolo problema nelle mezze stagioni ( che qualcuno dice non esistono più) ti troverai un impianto che darà molte soddisfazioni dal punto di vista di comfort, mentre sarai un po’ deluso forse nel risparmio energetico, che non era quello forse che speravi, ma questo dipenderà come in tutti gli impianti di riscaldamento dall isolamento termico.

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il 24/3/2021 at 07:24 , Alessio Menditto scrisse:

In anni che leggo discussioni sul pavimento radiante, sono sempre più convinto che prima di farlo si debba fare un percorso di fisica e di psicologia, fisica per capire cosa è e come funziona, psicologia perché dopo aver capito la prima cosa, serve (non sto scherzando) preparare il cliente a sopportare la vista della caldaia che (specie in appartamenti con poco isolamento termico) che funziona praticamente ininterrottamente 24/24.

Superati questi due scogli, servirebbe pure un corso preparatorio all incontro col tecnico/idraulico progettista, che molto probabilmente non sapendo minimamente cosa è un pavimento radiante, vorrà farlo lo stesso sbagliando completamente tutto.

Questo corso mirato servirà, dicevo, per resistere e non farsi influenzare da chi ne sa meno di te (che hai studiato la fisica dell impianto), e ti assicuro che sarà un confronto molto difficile, perché dover insegnare a uno che in realtà dovrebbe sapere e che materialmente dovrà costruirlo, è una cosa se ci pensi assurda è paradossale.

Superati questi tre inghippi direi che a parte qualche piccolo problema nelle mezze stagioni ( che qualcuno dice non esistono più) ti troverai un impianto che darà molte soddisfazioni dal punto di vista di comfort, mentre sarai un po’ deluso forse nel risparmio energetico, che non era quello forse che speravi, ma questo dipenderà come in tutti gli impianti di riscaldamento dall isolamento termico.

 

Ciao Alessio grazie per la risposta,

 

mi sembra di capire che, potendosi permettere la spesa, lo consigli a prescindere perché il confort è nettamente superiore. Mi sapresti dare un'idea di come andrebbe gestito a livello di termostati ?

Uno per piano, uno per zona allargata (giorno/notte), uno per stanza insomma come si fa ? E che tipo di termostati vanno utilizzati ? I classici analogici o gli ultimi connessi in rete con autolearning e gestibili da remoto ? Probabilmente si può gestire in tutti questi modi ma quale secondo te il migliore in termini di utilizzo?

 

Capisco che dovrei fare un corso ma sto cercando ovunque e non ne cavo un ragno dal buco e tutti quelli che sto pagando, ti assicuro diverse figure, non mi danno nessun aiuto per cui le alternative sono arrendersi e lasciar fare quello che viene o cercare di prendere da solo la decisione migliore.

 

Grazie per l aiuto.

 

Nico

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Alessio Menditto

Il fatto è che semplicemente i termostati non servono...tutto qui, tu basta che non li metti, che non metti ASSOLUTAMENTE termoarredi nei bagni !!!!!!,  che trovi un tecnico che bilancia perfettamente i piani e le stanze in temperatura, cioè con i termometri e non con i flussimetri, imposti bene la caldaia e non avrai problemi.

Il corso propedeutico per l’incontro col tecnico servirebbe appunto per superare lo scoglio che tu non vuoi nulla di quello che lui insisterà per mettere, e ti assicuro che sarà una lotta cruenta, anche perché dalla sua ha la legge che prescrive termostati per ogni stanza (con i termosifoni).

Essendo il riscaldamento a pavimento praticamente l’opposto dei termosifoni, ovviamente non serve, ma non è così facile vincere, anche perché giustamente il tecnico sui termostati e altre diavolerie ha un buon margine di guadagno, mentre posare solo tubi, 4 collettori e basta capisci che c’è molta differenza.

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Alessio Menditto
1 ora fa, nicocp scrisse:

le alternative sono arrendersi e lasciar fare quello che viene

Però se vogliamo dare un senso alla discussione, o tu sei convinto di quello che ti sto dicendo io adesso, ma anche altri come puoi leggere dalle tantissime discussioni qui in forum di impianti che non funzionavano (e l’unico modo col quale li ho fatti andare era eliminare i termostati e i termoarredi, ma ricordo SEMPRE non è l’unico modo, ce ne saranno altri ma in tanti anni non ho mai letto qui uno di questi modi), oppure lasci fare agli altri quello che pensano sia giusto fare.

Cioè non capisco bene questa tua rassegnazione, o ti fidi o non ti fidi, di uno o dell altro ma ti devi fidare, altrimenti parti molto male.

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6 ore fa, Alessio Menditto scrisse:

Però se vogliamo dare un senso alla discussione, o tu sei convinto di quello che ti sto dicendo io adesso, ma anche altri come puoi leggere dalle tantissime discussioni qui in forum di impianti che non funzionavano (e l’unico modo col quale li ho fatti andare era eliminare i termostati e i termoarredi, ma ricordo SEMPRE non è l’unico modo, ce ne saranno altri ma in tanti anni non ho mai letto qui uno di questi modi), oppure lasci fare agli altri quello che pensano sia giusto fare.

Cioè non capisco bene questa tua rassegnazione, o ti fidi o non ti fidi, di uno o dell altro ma ti devi fidare, altrimenti parti molto male.

 

 

Grazie Alessio,

 

forse dovrei prima farmi quel famoso corso di fisica prima perché dalla tua risposta non capisco bene senza termostati come faccio a tenere le zone alla temperatura richiesta e come faccio a tenere temperature differenti in stanze differenti. Immagino come hai scritto che il tecnico si avvarrà di termometri ma non essendo pratico non immagino come accada.

 

comunque non sono rassegnato cerco solo di capirci qualcosina in più ma sicuramente mi fiderò di chi ne sa più di me :)

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Alessio Menditto

Hai presente il termometro?

Con l’impianto radiante (PERFETTAMENTE BILANCIATO) prendi questo termometro, scendi sotto casa e vai al bidone della spazzatura, dopodiché lo apri e ce lo butti dentro.

Poi torni in casa, vai alla caldaia e imposti la temperatura di mandata a 40 gradi.

Dopodichè lasci passare una giornata e ti chiedi: “sto bene? Sento un po’ freddo? Sento troppo caldo?”, e a seconda della risposta che ti dai, se stai bene non fai nulla, se senti un po’ di freddo alzi SOLO di un grado la mandata, se senti troppo caldo abbassi SOLO di un grado, e lasci passare un altro giorno.

Passato il giorno, ti chiedi:” ho ancora un po’ di freddo? Ho ancora caldo”, e ripeti la procedura sempre SOLO un grado alla volta.

 

Le stanze, se l’impianto è PERFETTAMENTE BILANCIATO, saranno automaticamente NON ALLA STESSA TEMPERATURA, ma riceveranno lo stesso calore che non ti farà avvertire differenze tra una e l’altra e soprattutto da un piano a l’altro.

 

Le parole che scrivo in maiuscolo sono il vero problema della faccenda, perché tutto si basa sulla capacità di bilanciare in temperatura i piani e ogni stanza, perché è un lavoro lungo che purtroppo richiede tempo, e gli idraulici raramente tornano ogni giorno finché non va bene. 

È anche questa una causa di malfunzionamento, con i termo è tutto più facile, imposti Tot gradi e te ne freghi, qui (cosa che fatichi a capire nonostante l’ho scritta tante volte) è che la temperatura non va considerata.

 

il calore e la temperatura NON SONO la stessa cosa, la fiamma di una candela è a centinaia di gradi ma non ci scaldi una stanza, un termosifone per scaldare se ci fai circolare acqua a 40 gradi ti sembrerà spento, acqua nei tubi del pavimento radiante a 40 gradi potrebbero farti sudare dal caldo.

O tu riesci a distinguere queste cose, anche senza corso di fisica, o il pavimento radiante non fa per te, se vuoi entrare in ogni stanza e leggere la stessa temperatura il pavimento radiante non fa per te, se vuoi chiudere la mandata acqua in  una stanza perché ad esempio è abitata solo poche ore al giorno il pavimento radiante non fa per te.

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Alessio Menditto
8 ore fa, nicocp scrisse:

tecnico si avvarrà di termometri ma non essendo pratico non immagino come accada.

 

Il termometro che usa lui non è come lo vuoi usare tu, lui lo userà per regolare le temperature di mandate DI ACQUA !!!!! ai piani e alle stanze finché avranno la stessa temperatura di ritorno, ossia ogni stanza avrà una certa quantità di acqua NON per farle avere la stessa temperatura AMBIENTE, ma per cedere lo stesso calore delle altre.

 

Il termometro come lo vuoi usare tu invece è misurare la temperatura di ogni stanza per vedere se è la stessa, e questo purtroppo è un gravissimo errore concettuale col pavimento radiante, va benissimo per i termosifoni ma è sbagliatissimo col pavimento, perché ti porta a regolazione sbagliate.

 

Ripeto che quello che ho scritto qui non lo dico io, basta ti fai una ricerca in forum nelle decine e decine di discussioni di problemi per questo impianto, e sono tutte uguali.

Edited by Alessio Menditto
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Alessio Menditto

Capitolo a parte poi è il bagno, punto debole perché è la stanza che richiede più calore e paradossalmente è quella che ha meno metri di tubi delle altre.

 

Qui di solito il tecnico per ovviare a questo problema, invece che prescrivere una semplice stufetta elettrica da accendere al bisogno ( che banalità !!!!) manda letteralmente a puttane tutto, predisponendo il termoarredo, che ha l’unica colpa di dover funzionare alla temperatura dei termosifoni.

Questo vuol dire che per solo una stanza è costretto a far lavorare la caldaia ad alta temperatura, e poi con un complicato sistema di pompe contro pompe, valvole miscelatrici ecc abbassarla di nuovo per mandarla alle stanze, che è come avere una Ferrari da corsa che deve correre ma siccome c’è jl limite di velocità, tenere abbassato il freno  con  l’acceleratore a tavoletta.

Insomma con questo impianto si legge di tutto e di più. 

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rubio2002it

Ciao

scusa se mi intrometto nella discussione, ma da quello che ho letto capisco che un impianto radiante a pavimento é ben fatto quando si riesce a bilanciare  la temperatura dell’acqua in ogni stanza e far sì che la temperatura di ritorno sia identica a quella di mandata.
 

Quindi deduco che se vorrei in un ambiente temperature più alta l’impianto radiante non fa per me, neanche se aumento la lunghezza dei tubi nella stanza?

 

Inoltre da quello che si legge per capire la quantità di tubi necessari ? Ho capito che potrebbe bastare per ipotesi uno solo perimetrale invece della solita serpentina distanziata di 10cm l’unica cosa che cambia sarà il tempo (giorni, settimane ecc.) necessario per avere il confort nella stanza e giusto?

Grazie

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Alessio Menditto

Rubio per favore fai copia incolla di quello che hai scritto adesso e apri una tua discussione, prometto ti risponderò anche nella tua.

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5 ore fa, Alessio Menditto scrisse:

Rubio per favore fai copia incolla di quello che hai scritto adesso e apri una tua discussione, prometto ti risponderò anche nella tua.

 

Grazie Alessio inizio a farmi un'idea e se vuoi rispondere anche a chi partecipa alla discussione su questo post a me fa piacere così approfitto per approfondire anche io.

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Alessio Menditto

Ho risposto nella sua discussione, non in questa perché da regolamento non ci si può accodare a discussioni altrui, se hai altre domande chiedi pure.

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  • 1 month later...
il 27/3/2021 at 16:58 , Alessio Menditto scrisse:

Ho risposto nella sua discussione, non in questa perché da regolamento non ci si può accodare a discussioni altrui, se hai altre domande chiedi pure.

 

Approfitto allora della tua/vostra disponibilità. Premetto che non ho nessuna necessità di vedere che tutte le stanze siano alla stessa temperatura ne di usare un cronotermostato per impostare degli orari con temperature differenti ma vorrei almeno impostare delle temperature differenti per le camere o per il salone e allora quello che mi domando è come fa l impianto a programmare una temperatura per un ambiente senza un termostato che la verifica.

 

Se per esempio ho ospiti a casa siamo tanti e si alza la temperatura della stanza come fa a fermarsi l impianto se non ha un termostato che lo segnala.. insomma una serie di domande probabilmente idiote ma che stanno minando la mia sanità mentale :)

 

Grazie per l aiuto e la pazienza.

 

Nico

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Alessio Menditto

Tu vuoi fare andare il pavimento radiante in modo innaturale, è questo il punto.

Le stanze devono ricevere in proporzione la stessa quantità di calore necessaria

per non dare ai tuoi ospiti la sgradevole sensazione, se si spostano dal salone allo studio o alla cucina, di avere “la sensazione” di passare da una stanza “più calda” (MA NON DI GRADI CENTIGRADI !!) a una più fredda ( o viceversa).

 

Ora la domanda chiave che faccio io a te è:  in un impianto A TERMOSIFONI, per quale motivo tu vuoi avere stanze a diversa temperatura?

 

In attesa della risposta, col PR questo sarebbe molto difficile da ottenere sempre per il fatto che qui “le sensazioni” e “la temperatura effettiva misurata col TERMOMETRO” non combaciano.

Se io ti dicessi, in un impianto a termosifoni, di tenere aperte le finestre in pieno inverno, tu lo faresti?

 

Non penso, perché non staresti bene in quanto la temperatura calerebbe, invece col PR questa è una cosa che (nei limiti) puoi fare, perché come detto negli scorsi messaggi, NON È ala temperatura la discriminante.

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rubio2002it
3 ore fa, Alessio Menditto scrisse:

 in un impianto A TERMOSIFONI, per quale motivo tu vuoi avere stanze a diversa temperatura?

Ciao, il risparmio,

per esempio durante il giorno non credo che la temperatura delle camere da letto debba essere identica al salone, o magari se non uso la taverna o la mansarda non è necessario che le riscaldo

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Alessio Menditto

Quindi col termosifone lo puoi fare, perché scalda in poco tempo, col PR diventa difficile, perché deve recuperare il calore che ha perso durante le ore che l’hai tenuto spento.

Per cui lo devi accendere ore prima di andare a letto, e in quelle ore che il circuito è aperto “ruba” calore agli altri circuiti, quindi non hai risparmiato praticamente niente.

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rubio2002it

Qualcuno diceva: la domanda esce spontanea perché fare un impianto a pavimento? Con la mentalità del risparmio mi sto convincendo che un impianto a termosifoni sicuramente è più gestibile e quindi per me, riesco a risparmiare più di un PR. Poi se si ha casa solo su un livello..........

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Alessio Menditto

Perché “il benessere” del PR non ha eguali, tutto qui, e i termosifoni non possono competere con lui.

Quando passa la leonessa, la cagna non può fare altro che abbaiare.

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rubio2002it

Ciao, infatti in qualche thread di questo forum ho letto di una ditta specializzata nei PR, dove il calcolo dei pannelli viene fatto direttamente nella casa madre che, nella sua abitazione ha installato un impianto classico a termosifoni😎

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Alessio Menditto

Rubio ognuno fa quello che vuole, puoi fare un viaggio in auto da Milano a Napoli in 500 (la mia auto) o con un top di gamma Mercedes, proviamo a immaginare in quale delle due si viaggia meglio.

Certo che ci arrivi con entrambe, ma secondo me ci arrivo più rilassato col Mercedes, qui è lo stesso, i vantaggi del PR sono tantissimi, puoi avere ricambio di aria anche in inverno ( con i termosifoni devi tenere chiusi vetri doppi vetri e tapparelle, vatti a leggere gli inquinanti che ci sono in un comune appartamento se ti vuoi rovinare la serata), non hai tanta polvere in giro, hai la stessa temperatura da terra a soffitto, puoi camminare scalzo, secondo me queste cose non hanno prezzo, e sono tutte cose che col termosifone te le sogni.

D’altronde c’è chi ama iPhone e odia Samsung e viceversa, prova a convincere uno dei due a cambiare sistema operativo poi mi sai dire.

Edited by Alessio Menditto
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rubio2002it

Ciao, non ti posso dare torto, purtroppo di un Mercedes o Audi non saprei che farci, in genere viaggio in seicento e, per quei pochi viaggi di una certa lunghezza preferisco i mezzi pubblici treni,  aerei che siano. 
 

Poi ognuno ha i suoi capricci, pensa ho il cronotermostato fisso a 21*, spesso in quelle fredde giornate d’inverno quando rientro a casa sono alla ricerca di un po’ di tepore trovando i caloriferi freddi, ripassando tutto il calendario, eppure stiamo a 21*. Quindi i PR al momento non fanno per me😌

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il 28/4/2021 at 17:09 , rubio2002it scrisse:

Qualcuno diceva: la domanda esce spontanea perché fare un impianto a pavimento

Infatti non è consigliabile a tutti

Molti lo vogliono per seguire la moda, ma in alcuni casi è una soluzione molto vantagiosa

Pensa a chi è costretto a tenere sempre acceso, perché ha anziani a casa oppure un nido dove i bimbi giocano perterra dalla mattina alla sera, oppure le RSA per anziani, e ancora a chi ha una casa con i soffitti molto alti e non si scalda mai per stratificazione di calore 

Oppure nei grossi capannoni dove ci sono grandi superfici e immense altezze, senza tralasciare, come dice Alessio, una cosa molto importante che è la movimentazione di polvere che si ha con i radiatori, i muri sopra sempre a righe e la perenne mancanza di spazi. 

Concludo dicendo che non esiste l'impianto perfetto per tutte le esigenze e si dovrebbero valutare sempre i pro e i contro. 

 

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