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massetto radiante


marcova2
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Salve a tutti non sono nuovo del forum, non riesco più a recuperare il mio account,

avrei da chiedervi un consiglio sul massetto radiante che va sopra l'impianto a pavimento.
Il progettista consiglia uno spessore minimo sopra tubo di 45mm, il tutto da coprire con un massetto cementizio con l'aggiunta di additivo.

in rete leggo l'uscita di nuovi materiali autolivellanti, con una buona trasmittanza, i quali raggiungono gli stessi scopi (anzi non hanno bisogno, nè  di rete contenitiva, nè di giunti di espansione) con uno spessore sopra bugna di 10mm minimo.

le mie domande sono: posso sostituire il massetto con uno di questi nuovi prodotti? avete esperienze con questi nuovi prodotti? come si comporterà l'azienda che mi ha progettato e venduto l'impianto a pavimento?

grazie

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Alessio Menditto

Il problema di questi impianti non è solo la trasmittanza, ma il fatto che bisogna avere più chili di cemento, Malta, colla, piastrelle possibili per aumentare la massa termica.

Tu hai 45 mm, se ne avessi 50 sarebbe meglio, 55 ancora meglio, 60 ancora più meglio, 65 più meglio del più meglio ecc ecc.

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Alessio Menditto

Esatto, più chili quintali tonnellate di massa bruta c’è meglio è.

Io purtroppo ne ho solo 50mm (comprese le piastrelle) e ti assicuro è poco, ovviamente meglio di niente.

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se si aumenta l'inerzia termica si ha un effetto radiante migliore, ma una difficoltà maggiore nella regolazione puntuale della temperatura.

 

abito al sud e scendiamo sotto i 5 gradi, 1-2 settimane a stagione.

 

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Alessio Menditto
8 minuti fa, marcova2 ha scritto:

a una difficoltà maggiore nella regolazione puntuale della temperatura.

Infatti non la devi regolare, se cominci a pensare di regolare una temperatura di una massa di quintali di cemento cominciamo male…lo dico per te, non ti vorrei trovare tra qualche mese qui a chiedere come mai il tuo impianto funziona male, com’è puntualmente succede ogni anno.

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4 ore fa, marcova2 ha scritto:

posso sostituire il massetto con uno di questi nuovi prodotti? avete esperienze con questi nuovi prodotti?

da noi viene chiamato "massetto chimico"

il vantaggio principe e che puoi fare massetti più sottili dove magari hai necessita di "rubare" qualche centimetro o (secondario) dove vuoi ridurre l'inerzia

nel tuo caso cambiando la tipologia di "pavimento" andrebbe rifatto ex novo tutto il dimensionamento dell'impianto

il difetto principale sono i costi (solo la chiamata della pompa costa diversi centoni) e per la posa meglio rivolgersi a ditte certificate

4 ore fa, marcova2 ha scritto:

non hanno bisogno, nè  di rete contenitiva, nè di giunti di espansione

i giunti d'espansione servono in ogni caso 

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ho letto un po' di cose su internet. il sistema descritto da Alessio dovrebbe essere quello ad alta inerzia termica. io che abito al sud, con pochi giorni sotto i 5°C, conviene usare questo sistema? o quello a bassa inerzia?
tenendo anche conto che abito casa da pomeriggio, dalla mattina fino alle 17 non c'è nessuno.

il mio progettista ha fatto tutto da solo, non mi ha spiegato una possibilità di scelta, mi ha fatto però montare un termostato per ogni stanza, in una stanza di quasi 40mq, me ne ha fatti montare 2, mi sembra un nosense a questo punto.

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Alessio Menditto

Marco non c’è risposta alla tua domanda, nel senso che tu hai un sistema FANTASTICO dal punto di vista del benessere, che non ha uguali, ma che ha una caratteristica: serve tempo per scaldarsi.

Ora questo è il punto, non si fa per risparmiare gas ( o meglio non è che risparmi più di tanto, il risparmio è insito nel sistema che usi per scaldare acqua ma questo è un altro argomento complicato), ma proprio per il benessere.

Sei tu che devi scegliere, per quello che riguarda i termostati l’idraulico li mette anche per sgravarsi da responsabilità, è vero che servono poco ma la legge non è chiara a tal punto, per cui meglio metterli anche se non li userai, ma il problema ripeto non è nei termostati ma nel rischio di avere un impianto che per la sua inerzia a te non vada bene.

Se uno vive sempre in casa e non esce mai va benissimo, se uno sta in casa poco forse ha poco senso, anche perché è vero che la massa tiene calore, ma la caldaia lo deve scaldare quasi sempre, anche se al minimo del minimo, mentre un termosifone in pochissimo tempo scalda e quando sei fuori la caldaia è spenta e consuma zero.

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Ciao,

Il massetto può essere fatto in diverso modo, quello classico è composto da sabbia e ghiaietto in percentuali diverse con rete di sottofondo e aggiunta di additivo che serve per eliminare le bolle d'aria, ha un costo molto contenuto ma di contro tempi di attesa molto maggiori prima di scaldarlo per farlo dilatare e poi mettere le piastrelle

Per abbattere i tempi di attesa e di spessore (dove non c'è) può essere fatto direttamente con appositi premiscelati antiritiro in sacchetti di diverse marche che garantiscono spessori da 2cm con aggiunta di aggrappanti, ma il costo è molto superiore a quello tradizionale

 

Il 26/8/2021 alle 17:22 , marcova2 ha scritto:

come si comporterà l'azienda che mi ha progettato e venduto l'impianto a pavimento?

Ti consiglio di chiedere  tramite mail scritta proprio a chi ti ha progettato e fornito l'impianto.

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Il 28/8/2021 alle 17:22 , marcova2 ha scritto:

io che abito al sud, con pochi giorni sotto i 5°C, conviene usare questo sistema? o quello a bassa inerzia?

 

La scelta tra alta inerzia o bassa inerzia non va fatta a seconda della zona climatica ma dalle abitudini di chi abita l'immobile e/o dalla finitura che vuoi avere da pavimento, anche se per quest'ultimo punto ci sono soluzione a soffitto ugualmente valide che ti evitano di scegliere in base alla finitura voluta.

Poi andrei a ragionare tenendo presente la coibentazione dell'edificio poiché se poco isolato anche essendoci poche ore in casa potrebbe essere necessario farlo funzionare più ore nonostante l'immediatezza di un eventuale impianto radiante a secco.

Poi ancora c'è il discorso strutturale, il massetto classico sarebbe sempre da evitare perché masse sospese sono sempre un carico strutturale molto gravoso, nonché il nemico numero 1 in caso di sisma.

Ti posso portare la mia esperienza dopo mesi di ricerche ma ancora zero in pratica poiché ho due immobili adiacenti da ristrutturare e sono fermo per motivi burocratici (maledetta sovrintendenza!). Io partirà con un tetto ventilato poiché devo rifarlo da 0, casa singola in piano ammezzato e primo piano. Poi mi farò calcolare l'isolamento della casa considerando i vecchi muri spessi 70cm ma nuovi infissi e prendero una prima decisione tra lasciare le superfici verticali allo stata attuale o fare il cappotto (ed ovviamente scegliere un isolante adatto alla zona climatica). Fatto ciò valuterà una PdC o caldaia, al momento non posso decidere in quanto preferirei la PdC ma l'immobile di più di 200mq aperto su tutti i lati bisognerebbe di una macchina molto grande, il che vanificherebbe la convenienza anche in presenza del radiante.

Veniamo ora al punto, al primo piano dovrò livellare il solaio e quindi protendo per un radiante a secco che è di molto volte più leggero. Inoltre non ci sarebbero tempi di asciugatura. Finirei entrambi i piani con parquet flottante, la cosa migliore per impianti del genere.

Ricapitolando, devi tener presente: abitudini, tempi e finiture. Tre cose banali ma fondamentali.

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Alessio Menditto
7 ore fa, mauro334 ha scritto:

Veniamo ora al punto, al primo piano dovrò livellare il solaio e quindi protendo per un radiante a secco che è di molto volte più leggero. Inoltre non ci sarebbero tempi di asciugatura. Finirei entrambi i piani con parquet flottante, la cosa migliore per impianti del genere.

Non sono molto d’accordo, se è leggero ha meno massa, e questo farà bene forse alla struttura della casa ma meno bene alla filosofia del pavimento radiante che prevede parecchi chili appunto di massa, l’equivalente tra il termostato di alluminio e quello in ghisa, poi il parquet flottante, suppongo in legno, che è un po’ un controsenso, avere una massa calda sotto che tende a scaldare e all improvviso si trova un muro isolante davanti.

Poi per scaldare scalda, ma il consumo ne risente.

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La massa è ininfluente sul funzionamento del radiante, quello che conta è la trasmittanza e i watt al metro quadro. Tra alluminio e ghisa non fa differenza la massa ma la trasmittanza superiore dell'alluminio e/o la forma del radiatore in alluminio che può garantire una superficie di scambio superiore e quindi maggiore trasmittanza.

Stessa cosa per il parquet. Con un radiante, sia classico o a secco, si ragiona a basse temperature e questo significa pochi watt al metro. Il parquet o anche il laminato, ha trasmittanza superiore alla potenza del radiate e questo fa sì che il collo di bottiglia è il radiante stesso. Per farti un esempio pratico in un radiante viene posata una potenza dai 40 ai 100 watt al metro quadro ed il parquet ha una trasmittanza di 300 watt al metro quadro.

Per me l'inezia termica è più uno svataggio che un vantaggio, ma è anche vero che senza il massetto si è fortemente limitati sulla finitura.

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Alessio Menditto

Mauro non è così, la massa conta, è tutto, certo anche la trasmittanza ma è la massa che fa da volano termico.

Io purtroppo ho potuto fare solo 4 cm di massa sopra i tubi e me ne accorgo, si raffredda molto più velocemente che se ne avessi di più.

 

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Scusami Alessio ma il volano termico a cosa serve? Per scaldarlo prima che dia calore all'ambiente usi la stessa quantità di energia che ti restituisce una volta spento l'impianto. Il volano termico è una cosa da evitare, non aggiunge nulla all'efficienza o qualità dell'impianto; anche perché sugli impianti a secco vengono posate una o due lastre in accaio per uniformare la cessione di calore alla stanza (oltre che distriburire meglio i carichi), quindi si perde l'unico vantaggio di un massetto soprastante.

L'unico vantaggio sarebbe un impianto che funziona gratuitamente con il fotovoltaico durante il giorno e ti scalda di sera con l'energia accumulata ma questo comporta altri squilibri in casa e presuppone l'utilizzo di una PdC come generatore nonché di un'attenta progettazione iniziale.

L'impianto a secco cede calore alla stanza dopo 30 minuti dall'accensione e smette di cederlo dopo 30 minuti dallo spegnimento. Con un massetto all'unghi i tempi e questo fa sì che senza un'impianto settato finemente ci sia un forte disconfort dovuto all'enorme elasticità di funzionamento.

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  • 2 months later...

ciao a tutti, ritorno a chiedervi informazioni sul massetto radiante. Il mio idraulico mi consiglia un tradizionale autolivellante cementizio, con giunti e rete metallica. Io avrei preferito la soluzione con il Knauf FE80, senza rete e senza giunti, ma non tutte le ditte sono disposte a posarlo, arrivando a dire che occorre più lavoro, carteggiamento, consolidamento e che in realtà non conduca così come dice la scheda tecnica. Qual è la verità su questo materiale? la trasmittanza da 1,8 a 1,4 è davvero praticamente così differente?

grazie

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