G.esse Inserito: 18 marzo Segnala Inserito: 18 marzo Buonasera,dopo un esperienza di 10 anni in produzione di quadri elettrici e impianti automatici di bordo macchina adesso mi ritrovo a fare service , assistenza elettrica(guasti) e ovviamente dovró imparare la meccanica per sentirmi più completo. La macchina é relativamente semplice e appunto si tratta di un assistenza su un prodotto finito quindi zero modifiche elettriche. Io vorrei crescere ancora a 33 anni credete che il settore attuale mi permetterà di crescere? Mi sono ritrovato dallo svolgere un lavoro con migliaia di azioni giorno e vari settori a una ricerca guasti quindi molto meno operativa a volte un cambia componenti e via con una marea di viaggio in auto. io volevo imparare anche a programmare,crederete sia una crescita o una decrescita? Grazie e buona serata
drn5 Inserita: 18 marzo Segnala Inserita: 18 marzo (modificato) 48 minuti fa, G.esse ha scritto: crederete sia una crescita o una decrescita? Ahi Ahi Ahi.... a un anno di distanza ti fai ancora queste domande? Dipende da cosa vuoi dal lavoro e dove ti immagini tra 2/3 anni. Hai 33 anni, sei nel pieno delle possibilità psico-fisiche, imparare cose nuove (se ne hai voglia) è quasi un obbligo. L'intelligenza artificiale taglierà diverse professioni, ma se guardi questo grafico vedrai che il campo delle istallazioni e riparazioni non subirà ovviamente uno sterminio. Quindi dai, testa bassa e sotto a imparare. Auguri. Modificato: 18 marzo da drn5
G.esse Inserita: 18 marzo Autore Segnala Inserita: 18 marzo 11 minuti fa, drn5 ha scritto: Ahi Ahi Ahi.... a un anno di distanza ti fai ancora queste domande? Dipende da cosa vuoi dal lavoro e dove ti immagini tra 2/3 anni. Hai 33 anni, sei nel pieno delle possibilità psico-fisiche, imparare cose nuove (se ne hai voglia) è quasi un obbligo. L'intelligenza artificiale taglierà diverse professioni, ma se guardi questo grafico vedrai che il campo delle istallazioni e riparazioni non subirà ovviamente uno sterminio. Quindi dai, testa bassa e sotto a imparare. Auguri. Probabilmente hai ragione ma ho appena iniziato nel service, certo mi faccio tante domande e non ho ancora concluso niente in carriera. Non una riga di programma in 10 anni, ma il service è veramente un salto assurdo,troppo fermo, io ho voglia di fare. io mi vedo a scrivere programmi, credo di poterlo fare ma mi manca una possibilità, io penso a un azienda che sfrutti le mie abilità elettriche e mi formi sulla parte plc ma ripeto in 10 anni zero e passare al service lo vedo un passo indietro. Non mi sono tirato indietro e voglio imparare e sono molto disponibile ma ero un buon elettricista e volevo crescere ancora perché appunto sento di poter fare e dare di più.
drn5 Inserita: 18 marzo Segnala Inserita: 18 marzo A 33 anni sei vecchio per sperare che ti assumano senza esperienza di programmazione facendoti fare dei corsi. Per quello prendono un 18enne uscito da un professionale o un 23enne neolaureato. L'unica strada che hai è fare dei corsi o l'autodidattica o entrambi. Studi 3 ore tutte le sere e 5 ore nei weekend per 6/7 mesi e ti dai una infarinatura. Ti compri un plc, assembli un banchetto di prova e ti fai dell'esperienza. Se viaggi per lavoro magari avrai le sere libere in hotel, usi pure quelle. Poi ti vendi più facilmente.. Molti di quelli che frequentano questo forum, penso, abbiano fatto così. Nessuno è nato "imparato". Certo se hai famiglia diventa tutto più difficile e potresti metterci il doppio del tempo.
Livio Orsini Inserita: 19 marzo Segnala Inserita: 19 marzo (modificato) 7 ore fa, drn5 ha scritto: Ti compri un plc, assembli un banchetto di prova e ti fai dell'esperienza Quando avevo quasi la tua età, ero un progettista di circuiti analogici e digitali. In quegli anni (1975) entravano in uso i microprocessori. Progettazione circuitale abbastanza semplice e il grosso della progettazione dell'apparecchio era Software. Un po' di conoscensza software ce l'avevo, anche perchè seralmen te freqeuntavo un corso di laurea in fisica ad indirizzo elettronico-informatico all'università. Ma le conoscenze di programmazione erano circoscritte al FORTRAN, per i grandi elabortari, ed al linguaggio basilare della P101 Olivetti, che avevo usato nella mia permanenza in questa azienda. Mi comprai una scheda di sviluppo per un microprocessore e cercai di imparare la programmazione dei micro processori in assembler, anzi in liguaggio macchina perchè con quegli attrezzi rudimentali dovevi scrivere direttamente nella RAM. Dopo qualche mese dominavo abbastanza bene il micro, o così credevo. Quindi mi vendetti ad un'azienda, anzi ad una delle maggiori aziende elettromeccaniche nazionali. All'inizio ebbi qualche difficoltà nel maneggiare il sistema di sviluppo Intel ma, studiando anche nel tempo libero, supoerai le difficoltà in breve tempo. Il vero problema del nostro lavoro è che non puoi mai smettere di studiare. Anche oggi, dove fra qualche mese festeggerò, a Dio piacendo, il mio 82 compleanno e dove la professione è tornata ad essere pura passione, continuo a studiare. Certamente con un ritmo moltom più blando e solo per il mio piacere, ma questo è un mestiere che non ti permette mai di dormire sulle conoscenze acquisite. Pensaci bene. PS Ho spostato la discussione nella sezione più adatta all'argomento. Modificato: 19 marzo da Livio Orsini
G.esse Inserita: 19 marzo Autore Segnala Inserita: 19 marzo @drn5 capisco. Per quello pensavo a un percorso che unisca la parte elettrica a piccoli compiti PLC. Io comprendo che non so progettare assi,comunicare tramite modbus e milioni di altre cose ma per scrivere logiche non si ha una lista di condizioni da rispettare? Non posso iniziare con mansioni semplici? Anche con 50% soft e 50% elettrico per guadagnarmi comunque la paga. Certo continuerò a studiare e formarmi ma è un gran peccato uscire da progettazione e costruzione dopo 10 anni credo. @Livio Orsini grazie per aver condiviso la tua esperienza e passione.
drn5 Inserita: 19 marzo Segnala Inserita: 19 marzo Sarà l'età, ma adesso sono io a non capire... L'anno scorso scrivevi di voler cambiare lavoro, ora ne hai un altro che però sembra non ti piaccia perchè non vedi un futuro. Vorresti programmare, cosa che non sai fare, ma per farlo vorresti trovare un lavoro dove te lo insegnino. Posso sbagliarmi, ma vedo solo due strade: te lo cerchi questo lavoro dove ti insegnino a programmare oppure studi tu (corsi o autodidatta) per impararlo. Il resto sono chiacchere e sogni. Con entrambe vai da nessuna parte. Intanto il tempo passa... P.S. Confermo quanto scrive @Livio Orsini questo campo richiede un costante aggiornamento. Se ti fermi duri 2/3 anni poi resti a piedi o fai altro. Le aziende tendono a formare i giovani (18-23) per quello che serve a loro, quando lo fanno.
Livio Orsini Inserita: 19 marzo Segnala Inserita: 19 marzo 2 ore fa, drn5 ha scritto: Le aziende tendono a formare i giovani (18-23) per quello che serve a loro, quando lo fanno. Verissimo e non solo da ora!
G.esse Inserita: 20 marzo Autore Segnala Inserita: 20 marzo @drn5 Certo,il suo ragionamento non fa' una piega e non posso che trovarmi d'accordo e non ho nulla da obbiettare. Ho semplicemente fatto ciò che ho potuto ma il tempo se ne va e lei ha ragione.
Adr1 Inserita: 23 marzo Segnala Inserita: 23 marzo io ti consiglio di imparare a programmare in C e in python. Questo ti serve per farti delle basi di logica di programmazione, cicli e condizioni varie. Gratis, senza spendere per il plc. Poi vedrai che se hai una minima dimestichezza con C e python anche il PLC diventa più scorrevole. Non sarà facile e mi raccomando, non usare l intelligenza artificiale perchè se la usi non impari. Io stavo giornate intere su 20 righe di programma che non mi venivano. Ma alla fine mi ero fatto anche i miei programmini con interfaccia grafica semplice. L AI soppianterà il programmatore classico ma quello che servirà è sapere la logica e immaginare i processi. E saper programmare aiuta tantissimo in quetso. A scrivere il codice ci penserà AI in futuro.
G.esse Inserita: 24 marzo Autore Segnala Inserita: 24 marzo @Adr1 Molto triste, basterà dare le condizioni al AI per avere il codice? Mi sembra un po' inquietante per settori magari dove si producono medicine o cibi o comunque pericolosi, sapere che non ci sia supervisione umana non mi sembra la migliore delle prospettive. Io ho un PLC e anche un libro di programmazione, grazie per il consiglio!
Adr1 Inserita: 24 marzo Segnala Inserita: 24 marzo 1 ora fa, G.esse ha scritto: @Adr1 Molto triste, basterà dare le condizioni al AI per avere il codice? Mi sembra un po' inquietante per settori magari dove si producono medicine o cibi o comunque pericolosi, sapere che non ci sia supervisione umana non mi sembra la migliore delle prospettive. Io ho un PLC e anche un libro di programmazione, grazie per il consiglio! la supervisione umana ci sarà fino a che ce ne sarà bisogno. Poi, come in tutte le cose, i processi saranno automatizzati. Come del resto ora come ora ci affidiamo totalmente ai processori delle cpu di sicurezza, senza sapere esattamente cosa fanno, ma evidentemente li consideriamo affidabili. Più affidabili di un contattore
G.esse Inserita: 24 marzo Autore Segnala Inserita: 24 marzo 2 ore fa, Adr1 ha scritto: la supervisione umana ci sarà fino a che ce ne sarà bisogno. Poi, come in tutte le cose, i processi saranno automatizzati. Come del resto ora come ora ci affidiamo totalmente ai processori delle cpu di sicurezza, senza sapere esattamente cosa fanno, ma evidentemente li consideriamo affidabili. Più affidabili di un contattore Effettivamente non ci avevo pensato, i costruttori di PLC stanno già facendo a gara per integrare l Ai nei software di sviluppo ?
Marco Fornaciari Inserita: 24 marzo Segnala Inserita: 24 marzo (modificato) La AI nei PLC esiste da decenni, sono i blocchi funzione FB, o/e le istruzioni matematiche come i PID. Tra l'altro molti FB con funzioni dedicate ben precise sono protetti. Poi a seconda dei PLC di tratta di blocchi da richiamare e passargli dei parametri, oppure sono delle subroutine. Se non è zuppa è pan bagnato. Nessuna AI sarà mai in grado di scrivere da zero un SW di un PLC, a parte le conoscenze del PLC, serve conoscere a modo: - le varie norme coinvolte a cominciare da quelle di sicurezza, e le specifiche di settore - conoscere esattamente tutte le apparecchiature installate - il processo o/e il funzionamento da ottenere - la meccanica della macchima - tutti i processi chimimici e fisici eventualmente coinvolti - il tipo di operatori a cui è destinata quell'automazione, cosa che spesso è dimenticata quindi definisce l'insuccesso di un progetto - ecc. ecc. Sorvolando sul fatto che tanti macchine e impianti sono brevettati, quindi la AI non può attingere da librerie pubbliche, ragion per cui il metodo statistico non si può usare. Poi nessuno renderà mai pubblico un SW da quale guadagna ancora. In conclusione bisogna studiarsi tutto quanto sopra, poi bisogna anche praticare con assiduità e continuità, spudoramente ti era già stato scritto tempo fa, se vuoi fare il programmatore devi continuare a lavorare in ambito automazione. Ma permettimi, avendo anche esperienza di formazione di tecnici, attività alla quale mi chiamano anche da pensionato (anzi ancora di più), da come scrivi e dai dubbi che hai direi che fare il programmatore allo stato non è il tuo lavoro; magari impari ad intervenire su SW di macchine esistenti come manutentore che fa pure semplici modifiche, ma ti fermerai lì. Onestamente per diventare programmatori o/e progettistii/sviluppatori di sistemi di automazioni bisogna prima avere le doti nel DNA. Quello che le ditte oggi vanno cercando sono i giovani collaudatori con le valigie in mano, disposti a farsi almeno 20 anni di trasferte e poi se entrano nella mentalità aziendale diventare programmatori di macchine di serie o consimili. Per diventare sviluppatori di sisteni di automazione e produzione unici bisogna avere dei bei numeri, e soprattutto essere coraggiosi e decisi, spesso anche sfrontati. P.S. Quando a parità d'impianto o macchine, attraverso un SW riesci a passare da una produzione a batch a una continua, e magari produrre il 30% in più con minor uso di ogni risorsa coinvolta ed eliminando pure gli scarti, allora puoi dire di essere un programamtore. Modificato: 24 marzo da Marco Fornaciari
G.esse Inserita: 25 marzo Autore Segnala Inserita: 25 marzo 7 ore fa, Marco Fornaciari ha scritto: La AI nei PLC esiste da decenni, sono i blocchi funzione FB, o/e le istruzioni matematiche come i PID. Tra l'altro molti FB con funzioni dedicate ben precise sono protetti. Poi a seconda dei PLC di tratta di blocchi da richiamare e passargli dei parametri, oppure sono delle subroutine. Se non è zuppa è pan bagnato. Nessuna AI sarà mai in grado di scrivere da zero un SW di un PLC, a parte le conoscenze del PLC, serve conoscere a modo: - le varie norme coinvolte a cominciare da quelle di sicurezza, e le specifiche di settore - conoscere esattamente tutte le apparecchiature installate - il processo o/e il funzionamento da ottenere - la meccanica della macchima - tutti i processi chimimici e fisici eventualmente coinvolti - il tipo di operatori a cui è destinata quell'automazione, cosa che spesso è dimenticata quindi definisce l'insuccesso di un progetto - ecc. ecc. Sorvolando sul fatto che tanti macchine e impianti sono brevettati, quindi la AI non può attingere da librerie pubbliche, ragion per cui il metodo statistico non si può usare. Poi nessuno renderà mai pubblico un SW da quale guadagna ancora. In conclusione bisogna studiarsi tutto quanto sopra, poi bisogna anche praticare con assiduità e continuità, spudoramente ti era già stato scritto tempo fa, se vuoi fare il programmatore devi continuare a lavorare in ambito automazione. Ma permettimi, avendo anche esperienza di formazione di tecnici, attività alla quale mi chiamano anche da pensionato (anzi ancora di più), da come scrivi e dai dubbi che hai direi che fare il programmatore allo stato non è il tuo lavoro; magari impari ad intervenire su SW di macchine esistenti come manutentore che fa pure semplici modifiche, ma ti fermerai lì. Onestamente per diventare programmatori o/e progettistii/sviluppatori di sistemi di automazioni bisogna prima avere le doti nel DNA. Quello che le ditte oggi vanno cercando sono i giovani collaudatori con le valigie in mano, disposti a farsi almeno 20 anni di trasferte e poi se entrano nella mentalità aziendale diventare programmatori di macchine di serie o consimili. Per diventare sviluppatori di sisteni di automazione e produzione unici bisogna avere dei bei numeri, e soprattutto essere coraggiosi e decisi, spesso anche sfrontati. P.S. Quando a parità d'impianto o macchine, attraverso un SW riesci a passare da una produzione a batch a una continua, e magari produrre il 30% in più con minor uso di ogni risorsa coinvolta ed eliminando pure gli scarti, allora puoi dire di essere un programamtore. Be si, se chiedo quale sia la strada per diventare programmatore é evidente che non sia il mio lavoro. Poi essendomi occupato della parte elettrica e sempre mancato fisicamente il tempo per fare di più; Magari nel mio DNA non c è nulla , ma ho sempre avuto molto interesse e questo mi ha portato a migliorare molto in linea generale. Poi si mi rendo conto di non avere la disponibilità di stare in viaggio 20 anni e forse anche questo è un un limite che mi ha sempre frenato. Sinceramente sarei ben contento di fare anche piccole modifiche anche per incominciare perché sarebbe comunque un passo avanti. Grazie
Adr1 Inserita: 8 ore fa Segnala Inserita: 8 ore fa le trasferte possono sembrare una prospettiva interessante finchè non si è dentro. Almeno a me è capitato così e quindi sono uscito dopo poco dal giro. Significa stare settimane tra fabbriche e alberghi, sostanzialmente non vivendo (almeno per me è così). Concordo sul consiglio di iniziare a fare delle manutenzioni con PLC.
Livio Orsini Inserita: 5 ore fa Segnala Inserita: 5 ore fa 2 ore fa, Adr1 ha scritto: le trasferte possono sembrare una prospettiva interessante finchè non si è dentro. Per me sono state molto formative, quando ero agli inizi di carriera e non avevo legami famigliari, se non con i miei genitori, fratelli e sorelle. Comunque per chi fa un certo tipo di lavoro le trasferte vanno messe in conto, magari una volta ogni tanto èer casi particolari, ma ti capita di dover andare su di un impianto. Questo serve anche per mantenersi aggiornato su determinate problematiche.
pigroplc Inserita: 4 ore fa Segnala Inserita: 4 ore fa Il 18/03/2026 alle 19:39 , G.esse ha scritto: Io vorrei crescere ancora a 33 anni credete che il settore attuale mi permetterà di crescere? Secondo me in qualsiasi settore è possibile crescere tecnicamente. Tu parli di macchine semplici e per te limitanti nel medio lungo termine. Fra la messa in servizio di pipe mill lungo 300 metri che parte dal coil di lamiera e finisce coi fasci di tubi da 6 metri ciascuno alla semplice messa in servizio di una reggiatrice di pallet dove ci stanno un inverter ed un braccio tensionatore ci passa un mondo in mezzo. Chiaramente se tu vuoi fare uno step in avanti devi cambiare per un datore di lavoro che faccia macchinari complessi e già farti la messa in servizio sarà una palestra vita natural durante. 4 ore fa, Adr1 ha scritto: Significa stare settimane tra fabbriche e alberghi, sostanzialmente non vivendo (almeno per me è così). aeroporti, alberghi e aziende, ma vedi la via reale della gente in giro per il mondo. Se lavori 6/7 hai modo di vedere anche città, paesi ecc. Anche qui poi dipende molto dal famiglia, voglia ecc. Un conto è stare via 3 mesi l'anno con trasferte da massimo 2 settimane, un conto è star via botte da 2 mesi alla volta per un totale di 8 mesi su 12. Vista la penuria di gente disposta a viaggiare per lavoro, proverei a cercare nella messa in servizio di macchinari più complessi di ciò che stai facendo.
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