LopeR Inserito: 5 ore fa Segnala Inserito: 5 ore fa Buongiorno a tutti. Vorrei chiedere un parere perché dopo vari consulti, anche con l'assistenza tecnica, resto dubbioso. Dovrei installare un ups della tecnoware a doppia conversione nella mia abitazione per avere continuità di servizio solamente su alcune prese e su alcune luci. Essendo un ups online ho pensato fosse necessario un differenziale di tipo B e per esserne sicuro ho contattato l'assistenza tecnica che mi ha comunicato che a monte basta anche un tipo A. Il ragazzo mi sembrava un po "scazzato" e non mi ha convinto molto, anche perché mi ha indicato un 32A quando in realtà basta un 16 o al massimo un 20A trattandosi di un 3600VA. A questo punto sono a chiedervi se vi è capitato di dover fare questa scelta e cosa avete scelto. Inoltre, secondo voi il neutro è passante o no? Mi sono dimenticato di chiedergli questa informazione, ma mi farebbe piacere capirlo per scegliere anche le protezioni a valle. In ogni caso presumo che il neutro anche se non fosse passante, sia comunque messo a terra in qualche modo perché nel manuale è indicato di inserire un differenziale a valle. Se fosse un IT puro non credo avrebbe senso il differenziale a valle. Correggetemi se dico qualche stupidata. Io al momento sarei orientato verso un differenziale tipo B a monte e un differenziale tipo A a valle per i carichi semplici. Un amico mi ha detto che forse è meglio mettere un 300mA a monte per via delle correnti di fuga verso terra date dai filtri interni, ma in questo caso, avendo un unico impianto di terra non rischierei di trovarmi una corrente pericolosa sulle altre masse collegate a terra dell'impianto? Grazie a tutti in anticipo
Marco Fornaciari Inserita: 4 ore fa Segnala Inserita: 4 ore fa Un UPS a doppia conversione ha un trasformatore in ingresso e uno in uscita, pertanto i tre circuiti interni sono completamente isolati tra di loro: 1- ingresso di alimentazione in CA 2- secondario del primo trasformatore, tutta la CC e le batterie, l'inverter 3- secondo trasformatore di uscita. Essendo un 3600 VA lo MTD da 32 A curva C in ingresso è necessario, diversamente metti un 25 A curva D, il differenziale tipo A 300 mA va bene. Quindi ci vuole anche il differenziale a valle, magari anche più di uno se fai più linee: 30 mA tipo F (minimo tipo A). Per quanto riguarda la terra devi essere certo che sia buona, specialmente nei collegamenti tra UPS e collettore generale. Sarebbe anche opportuno utilizzare canalizzazioni indipendenti, oppure utilizzare conduttori in cavo tripolare, se usi cordine sarebbe meglio avere due colori completamente diversi dal resto dell'impianto. Anche le prese è opportuno abbiano un colore diverso, eistono appunto per questi usi, ed essere certi che nessuno ci colleghi mai un trapano, un'aspirapolvere, un ferro da stiro, ecc.. In base ai cablaggi del trasformatore di uscita, l'uscita dell'UPS potrebbe avere 115 V tra la terra e i due poli d'uscita, quindi non esiste il tipico neutro. Attento che questi UPS sono sempre loro ad alimentare il carico, pertanto bisogna controllare spesso lo stato delle batterie e fargli la manutenzione periodica. Sempre attento che con due mancanze di alimentazione, anche di pochi minuti, dell'UPS nel giro di 5 ore la durata delle batterie al secondo distacco è molto bassa: 20/30 % della nominale. Ah, questi UPS normalmente non accettano in ingresso una tensione superiore a 250 V CA, altri hanno la soglia di controllo regolabile, in caso di supero spesso si spengono complatamente. Infine fidati dei tecnici e non degli amici o dei cugini!
LopeR Inserita: 3 ore fa Autore Segnala Inserita: 3 ore fa Ok grazie mille delle informazioni. Hai detto che servirebbe un MTD 32A curva C, ma potendo fornire 3240w non basterebbe un 20A? Chiedo per capire, non per altro. Per via dei 300mA, ipotizzando che l'impianto di terra sia efficiente e con valori corretti, non avrei comunque potenziali rischi di correnti pericolose sulle masse collegate a PE in caso di contatto indiretto? Per quanto riguarda il tipo del differenziale, avendo al suo interno anche componenti in DC, come mai basta il tipo A? Per quanto riguarda le cordine avevo pensato appunto a colori differenti oppure a etichettare i fili, ma in ogni caso li renderei distinguibili in ogni eventuale cassetta. Per le prese le sostituirei con quelle rosse, che devo prendere, ma come mai mi hai detto che è meglio assicurarsi di non collegarci mai una aspirapolvere ad esempio? Si potrebbe collegare una stufa a pellet che ha internamente la sua candeletta di accensione e la coclea con anche le varie ventole? Per quanto riguarda la manutenzione e la durata ok, c'è anche il programma apposito per monitorare lo stato delle batterie ecc., quello penso sia un problema secondario, ma comunque importante. Relativamente alla possibilità di regolare la tensione in ingresso, in questo caso c'è la possibilità di impostare i valori. Il mio amico è ingegnere elettrico, ma non si occupa di ups e infatti mi ha detto di accertarmi della cosa. Scusami tutte queste domande, ma è per capire meglio e imparare. Grazie ancora per la risposta
Marco Fornaciari Inserita: 3 ore fa Segnala Inserita: 3 ore fa Il 32 A serve per coprire lo spunto del trasformatore e dei condensatori presenti nei circuiti in CC. Il 300 mA tipo A serve anche lui per quanto sopra, in ogni caso alimenta un primario di un trasformatore che nessuno andra mai a toccre se non volutamente manomettendo l'UPS. Quel tipo di UPS nascono per alimentare apperecchiature elettroniche e i loro accessori. Per alimentare una stufa a pallet ci penseri tante volte, ci sono motori e le candelette di accensione lavorano attraverso la terra: minimo ci vuole un UPS per quel tipo di carichi; e in ogni caso un UPS con durata 20 minuti ne durerebbe meno di 5. Piuttosto accerati che la stufa a pallet si riaccenda da sola al ritorno della tensione: dovrebbe già essere così dato che deve rispondere quasi sempre a dei termostati ambiente. Se per qualche ragione devi garantirti l'alimentazione elettrica devi installare un generatore che si avvia automaticamente alla mancanza di tensione e di spenga al ritorno, ma durante queste comutazioni hai la mancanza di corrente e normativamente non può essere diverso. P.S. Il tuo amico sarà anche ingegre elettrico, ma forse si è dimenticato di alcune basi.
LopeR Inserita: 2 ore fa Autore Segnala Inserita: 2 ore fa Ok grazie ancora. Per via dei carichi pensavo che ovviamente andassero ad influire sulla durata, ma che finisse lì la questione. Se ad un ups di questo tipo si collegasse un carico del genere cosa potrebbe succedere oltre alla durata di conseguenza inferiore? C'è un impostazione per farlo funzionare in bypass in condizioni di rete normali e farlo passare alla conversione CA/CC/CA solo in caso di mancanza di tensione o anomalie sulla rete in ingresso. Nel caso si utilizzasse questa impostazione in teoria l'avvio ipotetico della stufa e quindi anche della candeletta avverrebbe senza gravare sull'ups, e poi successivamente se dovesse mancare alimentazione però l'ups sopporterebbe comunque le ventole e il motorino della coclea. L'assorbimento dopo l'avvio in fase di lavoro si aggira tra i 60 e i 100w
LopeR Inserita: 2 ore fa Autore Segnala Inserita: 2 ore fa Per via della riaccensione stufa e termostati, la stufa ha il suo termostato e non è collegata ad altro, la facciamo funzionare in base all'orario più che alla temperatura e ha i suoi cicli di accensione e spegnimento, nel senso che in fase di spegnimento fa un ciclo, se manca l'alimentazione, quando viene riaccesa fa il ciclo di spegnimento e poi deve fare un ulteriore ciclo e poi c'è il ciclo di accensione. In tutto si perde almeno mezz'ora o più. Quindi pensavo che nel caso ci fosse una mancanza di alimentazione per pochi minuti o pochi secondi, la soluzione più comoda sarebbe stata un ups. Avevo pensato a questo per questo motivo
Marco Fornaciari Inserita: 1 ora fa Segnala Inserita: 1 ora fa UPS significa Uninterruptible power supply, cioè in italiano semplice significa unità di alimentazione senza interruzione, detto meglio, e riassumendo, fino a quando c'è energia primaria, quindi o energia da rete o dalle batterie. Questo tipo di macchine, come già scritto, devono alimentare il carico sempre loro, diversamente non svolgono la funzione per la quale sono costruite. Esistono altre apparecchiature con concezione costruttiva diversa seppur simile, che si inseriscono se manca corrente di rete e sono i gruppi di soccorso, con gli UPS hanno solo in comune di avere le batterie e un inverter. Per alimentare una stufa a pellet a carico automatico, oltre alle candele di accensione, il problema è di avere dei motori e dei cicli di lavoro lunghi, specialmente in fase di accensione. Pertanto serve una unità con disponibile sempre almeno una potenza tripla di quella della somma dei motori e con una autonmia almeno quadrupla dei tempi dei cicli di accensione e spegnimento. In ogni caso occorre un UPS costruito per alimentare anche motori asincroni o a spazzole, ovvero macchine dove il dato fondamentale è la massima correte di uscita. Il tutto sorvolando sul fatto che gli UPS attualmente in commercio non gradiscono a valle un cos fi inferiore a 0,9, e la tua stufa se ha un cos fi 0,8 è già tanto: purtroppo è un dato che sulle apparecchiature monofasi è raramente indicato (onestamente non l'ho mai visto). Tecnicamente nessuno mette degli UPS per alimentare egli impianti di riscaldamento o climatizzazione, nei casi dove non deve mancare la climatizzazione si installano i generatori. Per esempio centri commerciali e supermercati hanno sempre generatori ad avvio automatico. In conclusione se abiti in una zona dove le interruzioni di corrente sono frequenti devi percorre una strada diversa, prima di tutto lamentarsi con il fornitore/distributore: leggi bene il contratto di fornitura.
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