asffasfs Inserito: 18 ore fa Segnala Inserito: 18 ore fa Buonasera, ho realizzato impianto di pubblica illuminazione tutto in doppio isolamento quindi ho previsto il magnetotermico C20 a protezione della linea trifase e fin qui tutto normale, il dubbio è sulla corrente di corto circuito minima a fondo linea. Essendo estesa circa 650 m, con cavo di sezione 4mm2 il software mi calcola una Icc max a fondo linea di 0,06 kA (credo che intenda la Icc trifase a fondo linea), e una Icc min a fondo linea fase-neutro (fase-fase) di 0,03 kA. In questa situazione il software mi dà un alert dicendo che la corrente di corto circuito minima è minore della soglia magnetica. La domanda è questa: cosa comporta avere la Icc minima minore della soglia magnetica dell'interruttore? Ci sono problemi per la sicurezza elettrica? Tipo se si verifica un contatto diretto (l'elettricista tocca i cavi sotto tensione) non interviene il magnetotermico? Informandomi sull'argomento dovrebbe intervenire la parte termica dell'interruttore magnetotermico in quanto, in caso di guasto F-N oppure F-F, lo vede come un sovraccarico (Icc 30A maggiore della In 20A del magnetotermico). Ma se invece la Icc minima a fondo linea è inferiore a 20A il guasto perdurerebbe all'infinito non intervenendo il magnetotermico a protezione, il cavo ha una portata di circa 35A che è maggiore dei 20A e quindi non si danneggerebbe in caso di guasto con Icc minima minore di 20A. E' corretto il mio ragionamento? Infine, nel caso fosse corretto lasciare il guasto perdurare all'infinito a fondo linea, ciò garantisce la sicurezza elettrica degli utenti? Grazie
Adelino Rossi Inserita: 17 ore fa Segnala Inserita: 17 ore fa un magnetotermico non è garanzia per gli utenti, se mai lo è il differenziale. Se in caso di cortocircuito il magnetotermico non si apre, e se il cc ha innescato un arco elettrico il tutto si comporta come la combustione di un elettrodo di saldatrice. incendio, calore, eventuali scoppi, ecc, ecc. quello che succede bello non è.
Marco Fornaciari Inserita: 17 ore fa Segnala Inserita: 17 ore fa Come dice Adelino, con il solo MT di fatto a fondo linea non proteggi nulla, poi c'è differena tra cortocircuito tra FF o FN e dispersione verso terra, ovvero qualcuno che prende la scossa. Adesso non ricordo le caratteristiche d'intervento su linee così lunghe ma su quella distanza anche il differenziale non è detto che funzioni. 650 m in strada sono sono tanti per i tipici calcoli e apparecchi di protezione, se non erro un tempo, +/- quando portavo i calzoni corti, 60 anni fa, ad ogni palo o lampione c'era un fusibile.
click0 Inserita: 14 ore fa Segnala Inserita: 14 ore fa La protezione contro i sovraccarichi, posta all’inizio della linea e che soddisfa la relazione In o Ir ≤ IZ, serve anche da protezione contro il corto di fondo linea. Nel caso si voglia alzare la corrente di corto, va semplicemente aumentata la sezione del conduttore. Il corto ci azzecca poco con la protezione delle persone Un cortocircuito è quasi impossibile che abbia una corrente cosi bassa da non far intervenire, ne la magnetica ne la termica a protezione di una linea
Adelino Rossi Inserita: 12 ore fa Segnala Inserita: 12 ore fa Quote Un cortocircuito è quasi impossibile che abbia una corrente cosi bassa da non far intervenire, ne la magnetica ne la termica a protezione di una linea non puoi sapere cosa ci sia che scatena il guasto, in azienda anni fa ho assistito ad un guasto dove l'apparecchio terminale bruciava come una candela, e una questione di impedenza, non sempre il cc è "franco" anche perchè può succedere che la tensione scende e favorisce il mantenimento del guasto.
click0 Inserita: 1 ora fa Segnala Inserita: 1 ora fa 10 ore fa, Adelino Rossi ha scritto: non puoi sapere cosa ci sia che scatena il guasto, in azienda anni fa ho assistito ad un guasto dove l'apparecchio terminale bruciava come una candela, e una questione di impedenza, non sempre il cc è "franco" anche perchè può succedere che la tensione scende e favorisce il mantenimento del guasto. se la linea è protetta corto e sovraccarico e si ha un cortocircuito, quindi un contatto tra due conduttori: se le correnti in gioco sono molto alte (quindi verso l'alto) interviene la protezione magnetica fino al punto massimo del potere di interruzione dell'interruttore, limite che progettualmente va calcolato ma mano che le correnti scendono (quindi verso il basso) causa aumento della resistenza/impedenza di linea, si va in una zona dove si ha l'intervento della componente termica dell'interruttore fino (continuando a scendere) a rientrare nella portata nominale della linea Ora raggiungere la portata nominale e avere un contatto diretto tra conduttori a me sembra impossibile
ALLUMY Inserita: 39 minuti fa Segnala Inserita: 39 minuti fa 38 minuti fa, click0 ha scritto: raggiungere la portata nominale e avere un contatto diretto tra conduttori a me sembra impossibile Però se per qualche strano motivo l'impedenza della linea che c'è a monte della protezione è abbastanza elevata, questo limite si potrebbe raggiungere. O almeno credo.
click0 Inserita: 20 minuti fa Segnala Inserita: 20 minuti fa 10 minuti fa, ALLUMY ha scritto: questo limite si potrebbe raggiungere. nel caso in oggetto, servirebbe circa il doppio della lunghezza PS con sempre la caduta di tensione in esercizio da mettere nel conto...
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