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Da 1 sola presa TV a 3..si può?


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Inserita:
26 minuti fa, drn5 ha scritto:

Una cosa è certa, l'avevo detto fin dall'inizio, il mio amico non vuole casini con i condomini e la presa tv è già tornata al suo posto e li ci rimarrà per i prossimi 60 anni. Gli ho ordinato questo affare che metterà in una 503 che ha li vicino vuota, e se servisse ordinerà in seguito un amplificatore. Vedremo in seguito...

Grazie ancora a tutti quanti, nei vari post mi si sono confuse un pò le idee, ma credo di averne capito un poco di più....

Saggia decisione. Quello che tu chiami "affare" è un partitore come ti avevo consigliato, ma farlo entrare in un pozzetto 503 la vedo un po' duretta, perchè devi considerare anche l'ingombro dei connettori F e di un minimo di raggio di curvatura dei cavi che non devono assolutamente essere schiacciati.

Altrimenti ci sono i partitori ad innesto diretto dei cavi, i quali vanno intestati direttamente senza connettori e tutti da un lato; prendono molto meno spazio.

Li produce la Offel, Emme Esse, Fagor, Fracarro....

Inserita:
1 ora fa, snipermosin ha scritto:

Li produce la Offel, Emme Esse, Fagor, Fracarro

mi sai indicare il modello che potrebbe andare bene?

snipermosin
Inserita:

Sono tutti equivalenti e si trovano facilmente in commercio. La perdita in banda terrestre è di circa -7 db con una separazione (isolamento) di circa 20-23 db, significa che hai un buon margine di sicurezza per quanto riguarda la separazione delle linee, in modo da scongiurare eventuali interferenze con la presa condominiale; a differenza di quanto ti era stato consigliato di fare con la linea di quelle 3 (finte) prese passanti che collegate in quel modo sono paragonate a tre cavi intrecciati tra di loro come si farebbe con i cavi elettrici, e non va assolutamente fatto....

Anche la perdita di 6-7 db non dovrebbe essere un problema se in quella presa condominiale avresti un "presunto" livello di almeno 57-60 dBuV, in quanto togliendo i 6.7 db del partitore e altri, mettiamo 3 db di buon cavo, avresti circa 47-50 dBuV a tutte le prese, livelli che rientrano nel range consigliato dalle normative; e considerando che la stragrande maggioranza delle tv moderne decodifica anche con meno (ma non deve essere una regola...) staresti apposto.

 

Ricordo che anni fa, assieme alla buonanima di Felix, facemmo in parallelo un test che riguardava la capacità delle nostre tv di decodificare un segnale che man mano si riduceva tramite l'utilizzo di derivatori ad alta attenuazione e attenuatori resistivi variabili. Non ricordo alla perfezione i livelli minimi, ma se ben ricordo, il mio Samsung 24" riusciva a decodificare un segnale (di ottima qualità, ovviamente) fino a circa 28-30 dBuV. 

Non so se abbiamo pubblicato il test, ma per curiosità vado a controllare ed eventualmente lo riposto.

Inserita:
21 ore fa, drn5 ha scritto:

Una cosa è certa, l'avevo detto fin dall'inizio, il mio amico non vuole casini con i condomini e la presa tv è già tornata al suo posto e li ci rimarrà per i prossimi 60 anni. Gli ho ordinato questo affare che metterà in una 503 che ha li vicino vuota, e se servisse ordinerà in seguito un amplificatore. Vedremo in seguito...

Grazie ancora a tutti quanti, nei vari post mi si sono confuse un pò le idee, ma credo di averne capito un poco di più....

 

Comprare direttamente un affare del genere faceva schifo??

 

Amplificatore antenna Tv 3 Uscite 220V, compatibile con Digitale Terrestre analogico o digitale, Amplificatore Segnale Tv da Interno, Potenziatore Segnale facile da installare : Amazon.it: Elettronica

 

 

snipermosin
Inserita:
7 minuti fa, Mariuz ha scritto:

Guarda: se poteva occorrere un ampli di linea ne avevo parlato all'inizio se avresti letto tutti i post. Ma proprio quello lascialo perdere; sai quanti ne ho sostituiti proprio come quelli perchè sporcano il segnale? 

Tra l'altro, vorrei farti notare che per regolamento non è consentito inserire link commerciali, ed Amazon lo è. Se sei in tempo puoi cancellare l'allegato con il link.

renzobalestra
Inserita:
Il 20/08/2026 alle 16:56 , snipermosin ha scritto:

Per prese passanti non attenuate intendi quelle prese passanti (finte) con i morsetti centrali IN e OUT unite tra loro? Guarda che quelle prese sono un vero e proprio corto in quanto non hanno separazione linea/utente e non mantengono i 75 Ohm necessari alla stabilizzazione della linea in serie, è come intrecciare i fili a mo' di mazzettatura elettrica ; tant'è che aziende serie come Offel, Fracarro, Emme Esse, non le hanno in catalogo, hanno solo passanti attenuate, semmai si trovano solo compatibili fatte da aziende non qualificate, o di manifattura orientale. Fosse per me le toglierei dal commercio.

 

Comunque, se non interessano i consigli di chi ne vede di tutti i colori di danni fatti da utenti improvvisati che mettono mano alle colonne, che dire, fate vobis....

Intendo proprio quelle, non per il condominio ma per le tre uscite distanti tra loro almeno 4-5 metri.

renzobalestra
Inserita:
1 minuto fa, renzobalestra ha scritto:

Intendo proprio quelle, non per il condominio ma per le tre uscite distanti tra loro almeno 4-5 metri.

E NON SONO un "utente improvvisato" ma un installatore dal 1970 al 1982.
Se studiassi un po' di elettronica a RF ed il comportamento dei cavi coassiali capiresti.

 

Inserita:
9 ore fa, snipermosin ha scritto:

Sono tutti equivalenti

Grazie

snipermosin
Inserita:
28 minuti fa, renzobalestra ha scritto:

Se studiassi un po' di elettronica a RF ed il comportamento dei cavi coassiali capiresti.

 

Quindi dai per scontato che io non me ne intenda? Su quali basi fai un insinuazione azzardata ed offensiva del genere?

 

30 minuti fa, renzobalestra ha scritto:

NON SONO un "utente improvvisato"

Se avresti letto bene e senza fretta avresti capito che non mi riferivo a te, ma bensì ai condomini che manomettono le colonne. Vai indietro e rileggi.

 

32 minuti fa, renzobalestra ha scritto:

ma un installatore dal 1970 al 1982.

Sono cambiate tante cose da allora col digitale, ma tante. E comunque non vuol dire nulla avere fatto installazioni in un determinato periodo di tempo.

Non è una corsa a chi ce l'hà "piu' lungo", ma se ti puo' interessare pratico questo lavoro da quasi 40 anni.

Sappi che il digitale è estremamente sensibile alla qualità dei segnali, piuttosto che all'intensità, per cui bisogna stare molto cauti nelle installazioni; non è come con l'analogico dove un difetto era riscontrabile con doppie immagini o magari nebbia. Quì salta e si blocca l'immagine anche per un cavo piegato a gomito dove il dielettrico si schiaccia. Non siamo piu' negli anni 80....

 

Ribadisco, sottolineo, e ripeto, che quelle finte prese passanti  fanno solo danni, e il fatto che case serie come Offel, Fracarro, Emme Esse, etc.. non li hanno in catalogo dovrebbe far riflettere. Ho eseguito dei test in collaborazione di Felix di prove fatte con generatore di rumore con linee aperte di varie lunghezze e con risultati variabili che creavano buchi casuali. Oltretutto, di questi problemi li riscontro giornalmente, dove in molti condomini con vecchie colonne anni 70 a cascata, si parte dal centralino con buoni segnali livellati e man mano che si scende iniziano a crearsi avvallamenti sullo spettro dovuti a magagne negli appartamenti; per magagne intendo soprattutto collegamenti non idonei eseguiti da utenti "improvvisati". Spesso anche sparizioni di canali, specialmente quando il genio di turno che ha l'ultima presa al piano terra chiusa da resistenza la toglie perchè pensa sia inutile creando riflessioni dannose.

 

Una linea di piu' prese in serie va tassativamente eseguita con prese passanti attenuate, dove le prese hanno una linea passante ed una derivazione tv, con la linea passante dell'ultima presa chiusa con una resistenza da 75 Ohm. In questo modo la linea non darà problemi di disadattamenti dovuti a corto...tuner difettosi....llinee aperte calcoli di lunghezze errate...etc... Ti dice nulla?

 

Questo è un forum tecnico, dove è tassativo dare consigli ed informazioni avvallate dalla guida CEI 100-7, che è la bibbia degli installatori, bibbia aggiornata con l'avvento del digitale dove tutto cambia, o quasi tutto; diciamo la maggior parte delle cose.

 

Con questo, che a mio avviso è sufficiente, chiudo il discorso perchè potrebbe risultare noioso ai nuovi arrivati. Ma questo era dovuto.

Magari segue qualche scritto a titolo informativo...

Saluti

snipermosin
Inserita:

Anche l'intelligenza artificiale, che si basa su testi tecnici, mi ha quasi rimproverato. Alla domanda se si possono collegare piu' cavi in parallelo (nel nostro caso sono quelle 3 prese le quali rappresentano tre apparecchi collegati in parallelo) Gemini ha risposto così:

 

"No, non si possono collegare cavi coassiali TV in parallelo "artigianale" (cioè unendo direttamente i fili) senza causare gravi problemi di disadattamento di impedenza. [1]
Nei sistemi TV, l'impedenza standard è di 75 Ohm. Collegare due cavi da 75 Ohm in parallelo senza i dovuti componenti altera l'impedenza totale del circuito facendola crollare a circa 37.5 Ohm. Questo disadattamento genera onde stazionarie (ROS), riflessioni del segnale, forti attenuazioni e interferenze che rovinano la ricezione, causando blocchi o assenza di canali sul televisore. [1, 2]
Per dividere o unire correttamente un segnale TV, bisogna usare componenti appositi (che internamente bilanciano/adattano i valori):
  • Partitori (Splitter): dividono il segnale in modo uniforme mantenendo i giusti rapporti d'impedenza.
  • Derivatori (Tap): prelevano quote di segnale da una linea principale. "......
snipermosin
Inserita:

Questo testo mi sono permesso di copiarlo da un altra piattaforma. Testo scritto da un signor utente che, a quanto ho capito, insegna o potrebbe farlo...

Anche se non del tutto attinente al nostro caso, ci sono le basi che ne spiegano i principi.

 

 

"Immaginiamo una linea di trasmissione infinitamente lunga e senza perdite, a cui applichiamo un generatore di segnale.
Avremo una trasmissione di energia, che si propagherà nella linea (ad es un cavo coassiale) all’infinito ed in qualunque punto andassimo a misurare il segnale, troveremmo la stessa identica tensione che misuriamo ai capi del generatore, ovverosia, la tensione risulterebbe assolutamente costante lungo tutta la linea.

Immaginiamo ora di tagliare la linea ad una certa distanza dal generatore, collegando in quel punto un carico resistivo di valore identico all’impedenza caratteristica di linea e generatore. (es una resistenza, oppure un'antenna)
In questo caso, la trasmissione sarà limitata al tratto sezionato e l’energia che raggiungerà l’estremità verrà tutta dissipata in calore nel carico o trasformata in campo elettromagnetico.
Anche in questo caso, in qualunque punto della linea andassimo ad effettuare una misura, troveremmo la stessa identica tensione che c’è ai capi del generatore.

In altre parole, la tensione, in una linea ideale terminata su un carico resistivo (resistenza o antenna) uguale alle impedenze caratteristiche di linea e generatore, è costante lungo tutta la lunghezza ed uguale a quella del generatore.

Rimuoviamo ora il carico, lasciando l’estremità del cavo aperta oppure cortocircuitiamola.
A questo punto, non c’è più nulla che assorba e trasformi in calore (od in campo elettromagnetico) l’energia del segnale che giunge all’estremità della linea.

Dato il noto principio di conservazione dell’energia, domandiamoci: se la linea non ha perdite e non c’è carico, dove va a finire l’energia contenuta nel segnale trasmesso nella linea?
La risposta possibile è solo una: l’energia tornerà indietro verso il generatore, o più correttamente, non va da nessuna parte, cioè resta nel generatore.

Possiamo immaginare una linea completamente disadattata (corto circuito o non terminata) come se ai suoi capi vi fossero due generatori, uno reale ed un altro virtuale.
I segnali diretto e riflesso si combineranno fra loro in modo vettoriale, dando origine ad un’onda che non si propaga ma che resta confinata nella linea.

Questo segnale stazionario (cosiddetto, appunto perché non si propaga) determina lungo la linea una tensione diversa, a seconda della posizione in cui si effettua la misura, con un andamento ciclico (ripetitivo) ad ogni mezz’onda.
(ventri e nodi, detti anche antinodi e nodi)

Matematicamente, dove Τ è il coefficiente di riflessione (per sapernbe di più, rivolgersi al Sig Fresnel), il campo elettrico dell’onda stazionaria è uguale a: E = cos(ωt – φ) +Τ cos(ωt + φ) [V/m]
Credo (e spero) sia intuitivo che il coefficiente di riflessione può andare da zero ad uno, mentre il VSWR va da uno ad infinito.

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il VSWR non misura affatto una potenza riflessa, ma è soltanto l’indice del disadattamento misurato attraverso il rapporto di tensione (volt).

In pratica, un trasmettitore collegato ad una linea completamente disadattata non genera un segnale di cui riceve il 100% di energia di ritorno. Più semplicemente, succede che non potrà trasferire l’energia che produce ad un carico, così che tutta la potenza generata dovrà essere assorbita dal dispositivo stesso che la genera.

Non è quindi l’onda stazionaria a danneggiare (eventualmente) il trasmettitore, ma l’eventuale impossibilità del dispositivo di potenza (stadio finale di potenza) a dissipare in calore l’energia prodotta.

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