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Inserito:

A più di un anno dalla mia prima discussione sul forum torno per darvi qualche aggiornamento. 

Alla motozappa è stato sostituito il motore ed è tornata a funzionare. Il sistema a CDI provato funziona ma risulta scomodo perché necessita di una batteria esterna. Come dicevo a fine post avrei voluto mettere un CDI in AC ma avevo qualche difficoltà nel creare una bobina di alimentazione da mettere sul rotore magnetizzato solo per creare la tensione che serve al modulo. 

Detto questo, ho potuto smontare la bobina per vedere meglio come è fatta. Ho scaldato la resina esterna e tolto alla meglio. Gli unici componenti che la fanno funzionare sono: i due avvolgimenti, 2 diodi e 3 resistenze. 

Nessun transistor o SCR e nessuna PTC inglobata. Le resistenze che sembravano nere da fuori in realtà hanno annerito la resina col calore emesso. 

Link vecchia discussione: https://www.plcforum.it/f/topic/328755-magnete-elettronico/

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Livio Orsini
Inserita:
2 ore fa, Leone2285 ha scritto:

Alla motozappa è stato sostituito il motore ed è tornata

 

Con motore nuovo il successo è assicurato. 

Abbiamo adottato una soluzione simile con una vecchia BCS, motozappa e taglia erba; dopo quasi 50 anni di onorato servizio il motore era oramai finito. Montato un nuovo Honda e la macchina va che è una meraviglia.

Inserita:

Mi rimane sempre il dubbio di come quei semplici componenti costituiscono una accensione così affidabile e funzionante. Se ricordi dalla precedente discussione non avevamo la certezza che non ci fossero altri componenti inglobati nella resina. Posso confermare che non c'è nulla. 

Forse uno degli avvolgimenti serve a creare un blocco al momento giusto per fare precipitare il campo magnetico così da scaturire la scintilla? 

Inserita:

Ricapitolando: la bobina interna 15 è posizionata sopra il corpo magnetico 1. La vite numero 17 mette a massa il filo nero della bobina interna venendo avvitata nel punto indicato dal quadratino arancione.

Il filo marrone della bobina va diretto alla bobina di alta tensione esterna 30.

Il filo celeste della bobina e collegato al filo celeste che va verso la bobina esterna attraverso i due occhielli crimpati su ciascun filo. Una vite la 19 lì va a serrare sul coperchio frontale numero 7. La vite non tocca con la massa metallica del coperchio perché il foro ha un isolante cilindrico interno. La vite viene serrata dall'esterno attraverso il dadino 23. Il tutto consente al filo di rimanere isolato dalla massa ma da la possibilità di spegnere la motozappa mettendo a massa lo stesso filo attraverso la linguetta 11 quando questa viene schiacciata.

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Mannaggia a me non ho rifatto le misure prima di togliere la resina.

Ricordo che tra nero e marrone avevo 1,1kohm in entrambe le direzioni quindi nessun diodo di mezzo.

I due avvolgimenti non potendoli misurare, non trovando i rispettivi capi, li ho recuperati integralmente, pesati e misurato i relativi diametri. Quello più grosso con filo da 0,12mm pesa 22,32g mentre quello più piccolo ha un filo da 0,15mm e peso di 5,85g.

Il nucleo della bobina ha forma di parellelepipedo con dimensioni 9mm x 12mm x 61mm.

La gola del rocchetto più grosso è 15mm mentre il più piccolo 12mm. Ho considerato che il rocchetto incrementa il perimetro del nucleo magnetico poiché ha uno spessore di 1mm.

Facendo i calcoli ho ottenuto questi risultati:

avvolgimento più grosso ha una lunghezza di circa 319m, circa 4750 spire e resistenza di circa 220ohm.

avvolgimento più piccolo ha una lunghezza di 49,1m, circa 915 spire e resistenza di 33ohm.

 

Le tre resistenze in cemento hanno resistenza di 935ohm, 237ohm e 1030ohm.

 

Non pretendo di ricostruire lo schema corretto e preciso ma spero che dalla combinazione di questi dati si possa capire almeno come agisca l'accensione a grandi linee. 

 

  • 2 weeks later...
Inserita: (modificato)

Vi giro il messaggio di un mio amico. 

L'architettura di questo sistema di accensione Cotiemme divide le funzioni tra un generatore di carica interno (15) e un modulo CDI (Capacitor Discharge Ignition) integrato nella bobina esterna (30). Non essendoci condensatori o interruttori attivi nel blocco interno, il componente affogato nella resina funge esclusivamente da alimentatore e condizionatore del segnale di fasatura.

Architettura del Sistema

  • Unità Interna (15 - Statore): Contiene i due avvolgimenti che sfruttano la variazione di flusso del magnete (1) per generare sia l'energia principale che l'impulso temporizzato. La rete passiva al suo interno stabilizza questi segnali.
  • Unità Esterna (30 - Bobina AT/CDI): Oltre al trasformatore di alta tensione, questa scatola nera nasconde quasi certamente il condensatore di accumulo e un interruttore a stato solido (un tiristore/SCR).

Analisi degli Avvolgimenti e Componenti

  • Bobina di Carica (Filo 0,12mm, ~4750 spire): Questo avvolgimento ad alta impedenza genera una tensione elevata (tipicamente 200V-400V AC) quando il magnete transita. L'energia viaggia tramite il filo marrone per caricare il condensatore situato nella bobina esterna.
  • Bobina di Trigger (Filo 0,15mm, ~915 spire): Funge da pick-up magnetico. Produce un picco di tensione di breve durata e bassa potenza che funge da segnale di innesco. Questo impulso viaggia sul filo celeste per dire all'SCR quando scaricare il condensatore.
  • Rete a Diodi e Resistenze in Cemento: La lettura di 1,1 kΩ in entrambe le direzioni tra nero (massa) e marrone è perfettamente coerente con i componenti trovati: la somma in serie delle resistenze da 935 Ω e 237 Ω dà 1172 Ω, creando un carico resistivo di bleeder che fa bypass al multimetro. L'intera rete passiva funziona esattamente come un circuito di smorzamento (snubber) e un partitore di tensione per pilotare il gate di un interruttore di potenza. I diodi tagliano le semionde negative per evitare false accensioni (false firing), mentre le resistenze squadrano l'impulso di trigger e garantiscono immunità al rumore elettrico agli alti regimi, assicurando che l'SCR scatti solo al raggiungimento della soglia corretta.

La dinamica di spegnimento conferma questa logica. Il filo celeste è la linea vitale del segnale di gate; schiacciando la linguetta (11), il filo viene messo a massa. Questo cortocircuita l'impulso di trigger generato dall'avvolgimento piccolo, impedendo all'SCR di commutare. Senza la chiusura del circuito, il condensatore non si scarica sul primario della bobina di alta tensione e la scintilla si interrompe istantaneamente. 

 

Purtroppo non ho più la bobina di alta tensione esterna per verificare la presenza di questi componenti però il suo mi sembra un ragionamento plausibile. 

 

Modificato: da Leone2285

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