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Impianto sanitario a collettori: 20 o 26 mm? Consigli sul dimensionamento


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Buongiorno a tutti,

Attualmente nel mio appartamento, di circa 80 m², ho una caldaia a condensazione istantanea da 24 kW, che in futuro potrebbe essere sostituita da una caldaia con accumulo oppure da una pompa di calore.
 

Sto valutando di realizzare un impianto sanitario a collettori, predisponendo due collettori: il primo a servizio di Bagno 1 e cucina, situato a circa 10 m dal vano caldaia (posto sul poggiolo), e il secondo dedicato a Bagno 2, a circa 14 m.
 

Da quanto ho capito, la soluzione più indicata sarebbe un sistema a stella, partendo dal vano caldaia con quattro tubazioni: due di acqua fredda e due di acqua calda, predisponendo eventualmente anche il ricircolo sanitario.
 

Considerando una pressione statica disponibile di circa 2–2,5 bar e una portata complessiva di 20 circa l/min, quali diametri scegliereste per ottimizzare le perdite di carico e, soprattutto, i tempi di attesa dell’acqua calda?
 

Sono indeciso tra tubazioni da 20 mm e da 26 mm. Il dubbio principale è che, utilizzando il 26 mm, il maggiore volume d’acqua contenuto nelle tubazioni possa aumentare sensibilmente i tempi di attesa, rendendo di fatto necessario il ricircolo. Il ricircolo che farò predisporre comunque come sicurezza, ma, se possibile, preferirei non doverlo utilizzare.
 

Secondo voi, con queste distanze, il 20 mm può essere sufficiente senza penalizzare eccessivamente le perdite di carico e la contemporaneità dei prelievi? Oppure avrebbe più senso utilizzare il 26 mm?
 

Se fosse casa vostra, come impostereste l'impianto e quali diametri scegliereste per ottimizzarlo per la situazione attuale e per quella futura?
 

Grazie a chi vorrà condividere la propria esperienza o fare qualche considerazione tecnica.

csldsis-collrttori.jpg

Marco Fornaciari
Inserita:

Sì, ma in verità cosa intendi per impianto sanitario a collettori?

Inserita: (modificato)

.

 

 

Modificato: da Gabr0
Inserita: (modificato)
18 minuti fa, Marco Fornaciari ha scritto:

Sì, ma in verità cosa intendi per impianto sanitario a collettori?


Intendo l'impianto che andrà a gestire l'acqua calda e fredda dell'appartamento, mi scuso se non sto utilizzando i termini corretti. La mia idea è a grandi linee questa:

 

collettori-sanitari-progetto.jpg

Modificato: da Gabr0
Inserita:
14 minuti fa, giorgio17 ha scritto:

26 è esagerato

Grazie Giorgio per la risposta, quindi reputi questo mio "progetto" sensato? 

collettori-sanitari-progetto.jpg

Inserita:

Bisogna conosce i consumi per dimensionare le linee Nei bagni il consumo lo fa essenzialmente il soffione della doccia o la presenza della vasca da bagno

 

Se parti con due linee calde direttamente dalla caldaia, si potrebbero fare tranquillamente da 16

e se hai poi questo "collettore" (che non hai messo in conto) che logica ha prendere la cucina da uno dei collettori bagno?

 

Ricircolo?! Su un'istantanea ?!

Inserita:
17 minuti fa, click0 ha scritto:

Bisogna conosce i consumi per dimensionare le linee Nei bagni il consumo lo fa essenzialmente il soffione della doccia o la presenza della vasca da bagno

 

Se parti con due linee calde direttamente dalla caldaia, si potrebbero fare tranquillamente da 16

e se hai poi questo "collettore" (che non hai messo in conto) che logica ha prendere la cucina da uno dei collettori bagno?

 

Ricircolo?! Su un'istantanea ?!

Grazie per la risposta. Sto predisponendo l’impianto anche in previsione di un futuro aggiornamento, ad esempio con una caldaia ad accumulo o una pompa di calore, e vorrei quindi realizzare una soluzione che possa adattarsi facilmente a queste eventuali esigenze future. È proprio per questo motivo che sto valutando la predisposizione del ricircolo.
 

Tuttavia, finché l’attuale caldaia continuerà a funzionare correttamente, disponendo di un vano dedicato e non avendo particolari disagi nella futura sostituzione, al momento non vedo la necessità di sostenere questa ulteriore spesa.


I collettori che ho in mente sono due e la logica di prendere l'alimentazione per la cucina dal collettore del bagno è quella di avere delle tubazioni dirette senza raccordi sotto malta, ed essendo la cucina abbastanza vicina mi sembrava una buona idea dividere i collettori in "2 zone" Bagno 1 / Cucina e Bagno 2, i collettori saranno posti dal lato "corridoio" e non interni ai bagni.

Allego un'immagine per far capire i consumi in gioco.

collettori-sanitari-progetto.jpg

Inserita:
5 minuti fa, Gabr0 ha scritto:

vorrei quindi realizzare una soluzione che possa adattarsi facilmente a queste eventuali esigenze future

queste esigenze future non cambiano nulla nella configurazione delle tubazioni

se serve il ricircolo serve fin da subito

se ne fai a meno ne fai a meno anche dopo

6 minuti fa, Gabr0 ha scritto:

I collettori che ho in mente sono due

i collettori sarebbero tre

di cui un terzo al vano caldaia da cui arrivi e derivi interni e la caldaia in fredda e calda

4 ore fa, Gabr0 ha scritto:

la soluzione più indicata sarebbe un sistema a stella, partendo dal vano caldaia con quattro tubazioni: due di acqua fredda e due di acqua calda

a maggior ragione se vuoi

7 minuti fa, Gabr0 ha scritto:

 avere delle tubazioni dirette senza raccordi sotto malta

 

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