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Il Boiler Non Usato Va Lasciato Pieno O Vuoto ?


mgatto

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Ciao a tutti,

spero di scrivere nel forum giusto ...

e scusatemi per il basso profilo del mio quesito :-)

Abito in un alloggio con caldaia autonoma per acqua e riscaldamento.

Ho comprato l'alloggio a fianco che non aveva nulla e pertanto passando dal sottottetto ho collegato sia i termosifoni che l'acqua calda per il nuovo bagno.

Per servire quest'ultimo hanno messo all'uscita dell'acqua calda dalla stessa caldaia uno sdoppiatore in modo che un ramo alimenti l'alloggio "vecchio" e l'altro ramo il bagno nuovo.

Funziona tutto.

Allora qual è il problema ? eccolo:

Nel bagno "nuovo" c'era un boiler che io non ho fatto togliere perche ho avuto la pensata di tenerlo di scorta nel caso che per qualche motivo la caldaia non funzionasse perche rotta o interuzione del gas, ecc.

chiaramente sia il boiler che la caldaia confluiscono in un unico tubo che alimenta l'intero bagno.

1° quesito: in questo momento il boiler continua ad essere pieno di acqua fredda da circa 6 mesi, l'ho usato 2-3 volte giusto per vedere che fosse ancora funzionante dopo aver pulito personalmente la serpentina dal calcare, conviene lasciarlo PIENO d'acqua o lasciarlo VUOTO: in modo da conservarlo al meglio evitando che la serpentina non si riempa di calcare e neanche arruginisca, acqua gialla o altra brutta sorpresa di quando andro' a riutilizzarlo in caso di bisogno magari fra qualche anno.

2° quesito: attualmente l'idraulico ha messo un rubinetto sull'uscita dell'acqua calda del boiler per escluderlo per servirsi dell'acqua proveniente dalla caldaia.

Inoltre dovrei far mettere anche un rubinetto tra la caldaia e lo sdoppiatore in modo da poter escludere la caldaia nel caso di utilizzo del boiler in caso di emergenza anche per i sanitari dell'alloggio "vecchio" giusto ?

Nella speranza che sia riuscito a rendere l'idea, aspetto qualche vostro intervento senza ulteriormente annoiarvi.

Grazie in ogni caso.

Ciao a tutti.

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Il forum probabilmente non è quello giusto, manon sta a me dirlo !!

Comunque :

Per evitare che all'interno del boiler si crei ruggine e con conseguente futura rottura conviene lasciarlo pieno.

Stai attento a non accendere l'interruttore elettrico, quando i rubinetti sono chiusi!! E' Molto pericoloso !!

L'acqua scaldando aumenta notevolmente di volume e non potendo espandersi ( in caso che la valvola di sicurezza non ci sia o sia bloccata ) , il boiler potrebbe scoppiare.

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Paolo Cattani

Nei grossi impianti si esegue un lavaggio ed un riempimento con particolari soluzioni "di conservazione", mentre l'acqua circolante è di solito parzialmente o totalmente demineralizzata. Nel caso di acqua potabile, molto spesso contiene parecchio ferro in sospensione, che decanta alla fine nel boiler. L'ideale sarebbe quindi di sostituire l'acqua all'interno con una soluzione conservativa e procedere poi ad un lavaggio prima di usarlo ancora: anni fa vedevo dei termoidraulici attrezzati con una pompa ed un bidone di soluzione, che facevano a domicilio la disincrostazione dei tubi. Ti avverto, è un lavoraccio.

Tra le due scelte, comunque, la migliore è quella a boiler pieno; per lo sdoppiatore la soluzione è corretta.

Però faresti bene a toglierlo, quel boiler, in questo modo ti stai complicando le cose .

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Concordo con le osservazioni di Paolo, aggiungo solo un altro punto di riflessione.

L'acqua stagnante a temperatura ambiente è un ottimo terreno di coltura per i batteri (solo ritardato dall'assenza della luce), chiaramente la carica batterica dipende molto dal tempo di stagnazione dell'acqua (anche quella demineralizzata ha lo stesso problema).

I boiler vuoto, d'altronde, creerebbe altri problemi quali incrostazioni, ruggine, secchezza delle guarnizioni (con conseguente rottura), grippaggi delle valvole, senza contare che i sostegni di ferro sono resi parzialmente antiruggine se sotto sforzo (vedi i monumenti di metallo quali Tour Eiffel e il ponte di Brooklin), ma perdono questa caratteristica col diminuire del carico.

Vi sono pro e contro in entrambe i casi. Se proprio proprio non si vuole tenere smontato (e vuoto) lo scaldabagno elettrico (per reinstallarlo all'occorrenza), allora credo che la soluzione migliore sia quella di tenerlo pieno di acqua demineralizzata, che andrà interamente rimpiazzata con acqua corrente in occasione del successivo riuso.

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i sostegni di ferro sono resi parzialmente antiruggine se sotto sforzo (vedi i monumenti di metallo quali Tour Eiffel e il ponte di Brooklin), ma perdono questa caratteristica col diminuire del carico.

questa cosa mi incuriosisce ;)

Tenendo conto che non sono certo un metallurgico puoi darmi qualche info in + su questa affermazione?

Andrea

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Il metallo (ferro) sottoposto a compressione/trazione modifica la disposizione delle fibre (reticolo di molecole) impedendo, ove sufficientemente caricato, l'inserimento della molecola di ossigeno (più grande), che non riesce a rompere il legame del ferro col carbonio per formare con esso gli ossidi (detto al plurale, perché il ferro ha più valenze e forma "ruggine" in modo diverso).

... Il cancello di casa tua non è sufficientemente caricato, quindi lì devi continuare a metterci l'antiruggine, meglio se acquisti "Ruginin3 Forte" della "Miaditta Srl", garantito il migliore in assoluto! (presentati a nome mio, così so a chi intestare la fattura della mia consulenza :) )

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  • 1 year later...

L'idea di conservare lo scaldabagno è molto intelligente, una mia amica che abita in un condominio che è passato al riscaldamento autonomo si è pentita di averlo fatto togliere.

Prima di tutto devono essere soddisfatte queste due condizioni:

1)L' alimentazione elettrica non deve poter essere inserita, neanche mediante gesti volontari come l'azionamento di un interruttore (devi scollegare il cavo di alimentazione);

2)La valvola di sicurezza deve essere sempre collegata allo scaldabagno (è vietato inserire valvole che la possano escludere);e sarebbe meglio controllarne il funzionamento.

Naturalmente la seconda condizione è imposta dalle norme.

Se lo scaldabagno è dotato di anodo di magnesio in buone condizioni puoi anche svuotarlo, perchè in ogni caso l'anodo si ossida al posto del ferro consumandosi nel cedere elettroni, evitando così la corrosione del serbatoio dello scaldabagno.

Ogni tanto devi controllarlo per vedere se si è consumato, e in caso affermativo devi sostituirlo. La periodicità di questo controllo è determinata dalle istruzioni della casa produttrice. Ti sconsiglio di introdurre liquidi con funzione conservativa all'interno dello scaldabagno, perchè potrebbero alterare lo stato di potabilità dell'acqua. Si utilizzano senza problemi per gli impianti di riscaldamento perchè nessuno deve bere l'acqua dai termosifoni.

Ciao.

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Le guarnizioni le puoi proteggere con il grasso al silicone atossico, così non si rovinano. Il grasso è neutro e non si scioglie nell'acqua, anche se calda.

Ciao.

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anch'io direi di tenerlo pieno anche se qualche problema te lo da.

rischio legionella e , visto che non dici dove ti trovi, rischio gelo.

io in montagna chiudo il ribinetto dell acquedotto e apro tutti i rubinetti sia di calda che di fredda.

in questo modo tolgo pressione a tutto l'impianto e , anche se non del tutto , si scarica il boiler.

pero' tu parli di anni di inutilizzo... forse smontarlo non e' una cattiva idea.....

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In effetti, se si tratta di una seconda casa e lo scaldabagno non deve essere utilizzato per anni conviene toglierlo. Se si tratta invece della casa dove si abita per più tempo forse conviene tenerlo. Se si lascia pieno c'è il rischio di annidamento dei batteri, se invece si lascia vuoto i problemi sono altri.

E poi bisogna considerare se lo scaldabagno è vecchio oppure è in ottimo stato di conservazione.

Ogni soluzione ha dei vantaggi e degli svantaggi, quindi ci sono delle incertezze nel decidere la soluzione migliore.

Ciao.

Modificato: da LB81
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Giorgio Demurtas

Secondo me, se riesci a vuotarlo e a fare in modo che rimanga asciutto e magari areato all'interno è meglio.

Per un pezzo di ferro è peggio essere bagnato e asciugato continuamente (spruzzi...), rispetto a stare sempre all'asciutto o immerso. Se non riceve spruzzi (o umidità) credo che si trovi meglio all'asciutto.

Visto che hai tolto la resistenza, significa che c'è un'apertura con una flangia, potresti lasciarla aperta...

Stai attento a non accendere l'interruttore elettrico, quando i rubinetti sono chiusi!! E' Molto pericoloso !!

L'acqua scaldando aumenta notevolmente di volume e non potendo espandersi ( in caso che la valvola di sicurezza non ci sia o sia bloccata ) , il boiler potrebbe scoppiare.

Premesso che il termostato sia effciente:

Solitamente, prima di entrare in doccia, i rubinetti sono chiusi e lo scaldabagno acceso, e solitamente non scoppia.

La pentola a pressione è più sottile dello scaldacqua e lavora a pressioni sicuramente maggiori, e dopo tutto, non "scoppia".

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In effetti non scoppia lo scaldabagno, al massimo i flessibili. Oppure la pressione si abbassa perchè la guarnizione del gruppo resistenza flangiato comincia a perdere acqua. In questo caso l'acqua arriva ai morsetti di collegamento e genera una dispersione, oppure un corto circuito.

Ciao.

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Giorgio Demurtas

Ripensandoci meglio, ho trovato delle spiegazioni migliori.

Nel funzionamento normale dello scaldaacqua c'è una bolla d'aria in cima al serbatoio ed è questa che si comprime quando l'acqua si espande. Il tubo dell'acqua fredda ha l'uscita in basso, invece quello della calda attraversa "la botte" e si ferma 5-10 cm prima del coperchio superiore della botte. Quindi l'aria non esce mai dal tubo della calda.

In pratica ha il vaso di espansione incorporato.

Riguardo alla rugine: il ferro si ossida per via dell'ossigeno, quindi se sta in acqua è meglio, perchè non c'è ossigeno.

ciao!

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  • 1 month later...

Scusate se mi inserisco con grande ritardo, ma non mi è chiara la osservazione riguardo al fatto di non accendere il boiler con i rubinetti chiusi. A che rubinetti si fa riferimento? A quelli dei sanitari? Ma se appena giunti a casa (quindi con l acqua nel boiler fredda) non si accende il boiler stesso come si fa a scaldarla, l' acqua?

Chi mi chiarisce meglio il conceto?

Grazie a tutti e ciao.

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La cosa importante è che lo scaldabagno risulti SEMPRE IN COMUNICAZIONE CON LA VALVOLA DI SICUREZZA. Se c'è una valvola che esclude anche la valvola di sicurezza, non va lasciata chiusa quando il boiler è in funzione, altrimenti non c'è possibilità di sfogo delle sovrappressioni.

Ciao.

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