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  1. Nell'ultima ora
  2. Vedi che c’è una biforcazione in uscita del pilota , se la fiamma non si accende sul lato dell’elettrodo di rilevazione non si accende il bruciatore . bisogna fare in modo che la fiamma passi dalla parte del piezo alla parte opposta , da sotto la parte circolare superiore , magari ha poco spazio e bisogna allargare leggermente . prova con l’aria tutta aperta . E considerando quello che ti ho scritto
  3. Stefano Dalmo

    Ferro rowenta non eroga vapore

    E durante questi stiraggi la pompa la senti funzionare ? Ti devi rendere conto di se ricarica . la pompa vecchia lo hai verificato tu che non pompava , quindi il problema c’era , ora ti devi accertare se c’è lo stesso problema o altro . magari al raffreddamento della caldaia , se c’è o non c’è acqua nella caldaia , se l’elettrovalvola pur se scatta se non eroga lei , se la caldaia non si riscalda più dopo poco ecc
  4. Leone2285

    alimentatore stabilizzato Zetagi mod.147

    Grazie Livio, penso che adesso Sergio abbia tutte le informazioni per poter sperimentare e magari pubblicare qualche risultato.
  5. Matteo Mazzarese

    Consiglio marca/modello lavatrice

    Ciao, nei prossimi mesi mi occorrerà acquistare una lavatrice per una seconda casa in montagna, non ho requisiti particolari se non che sia slim (profondità 45cm) Mi date qualche dritta su marca / modello? mi interessa principalmente che sia robusta / facile da riparare. Essendo in una seconda casa avrà un'uso limitato, per cui l'efficienza o la qualità di lavaggio vengono un po' in secondo piano. Considererei il nuovo in considerazione del bonus mobili, ma se è più sensato stare su usato / rigenerato accetto comunque consigli. Grazie, Matteo
  6. Oggi
  7. prippolo

    Dichiarazione di conformità a lavoro concluso

    MI è stato detto che quello lo farà il centro assistenza quando verrà per il collaudo.
  8. giorgio17

    Dichiarazione di conformità a lavoro concluso

    Libretto di impianto?Primo avviamento caldaia con rapporto efficienza energetica? https://www.mase.gov.it/portale/modelli-per-libretto-impianto-e-rapporto-efficienza-energetica
  9. Salve Mi hanno concluso il lavoro di sostituzione della caldaia, con un modello a condensazione. Il lavoro mi pare fatto bene, alla consegna della dichiarazione di conformità ho però qualche dubbio che vorrei chiedervi. Il documento mi è stato inviato come scansione via email (serve l'originale?), ma soprattutto non vedo barrata alcuna casella degli allegati obbligatori, tra i facoltativi è stata messa la visura (che presumo corrispondesse ad uno degli obbligatori). Ma è la prassi in questi casi non allegare gli altri o devo discutere con l'impresa per modificare il documento? Cosa mi consigliate di fare? Nel documento è indicata la sostituzione della caldaia e marca e modello (è un modello da 24kW).
  10. jack-vc09

    Ferro rowenta non eroga vapore

    purtroppo dopo il primo utilizzo serio è tornato il problema ma questa volta senza accendere la spia del serbatoio. In pratica dopo aver stirato un paio di magliette non eroga più vapore ma si sente l'elettrovalvola che scatta, provato a togliere tensione e rimetterla ma nulla (condensatore già cambiato). Dopo un paio di giorni riparte ma dopo due magliette il problema ritorna senza accendere alcuna spia
  11. Ciao a tutti, ho uno scaldabagno baxi 14i blue che fatica ad accendere la fiamma pilota; ho pulito sia il condotto esterno (tubicino in rame) che porta gas al gruppo scintilla-ugello gas-rilevatore fiamma) che quest'ultimo pensando fosse ostruito ma continua a dare questo problema. La molla elastica per regolare il flusso d'aria e' a meta' circa e non vorrei dipendesse da quello cioe' che arriva troppa aria e poco gas. Una volta che si accende la fiamma pilota, il resto funziona: gli iniettori si aprono e l'acqua si scalda. Quindi la scintilla la fa, il sensore di ionizzazione fiamma funziona e gli iniettori ricevono gas ma la fiammella stenta parecchio ad accendersi. Da cosa potrebbe dipendere? Grazie per i suggerimenti
  12. HCLmetal2026

    Rullatura dei raccordi dell'albero a gomiti

    Per migliorare la resistenza a fatica degli alberi a gomiti dei motori e quindi prolungarne la durata, i prodotti albero a gomiti richiedono generalmente la rullatura dei raccordi. Il modo più diretto per verificare l'effetto della rullatura è la prova a fatica, ma è distruttiva, ha un ciclo lungo e consente solo un campionamento limitato, cosa che il controllo del processo non può permettersi. Pertanto sono necessari altri metodi di ispezione ausiliari e indiretti per giudicare l'effetto della rullatura e controllare il processo di rullatura: Ispezione visiva + tattile: dopo la rullatura, la superficie del raccordo deve essere lucida. Sotto una lente di ingrandimento non devono esserci vaiolature o texture anomale. Poi far scorrere la punta di una penna a sfera lungo le direzioni radiali e assiali del raccordo per percepire eventuali leggere vibrazioni. Se risulta liscia e senza vibrazioni, il contatto e la distribuzione del carico sono sostanzialmente accettabili. Variazione di diametro: misurare il diametro del raccordo nella stessa posizione prima e dopo la rullatura, usando un calibro a corsoio a lama sottile o un profilometro. Non è vero che una variazione maggiore sia migliore. Per alberi a gomiti di motori ordinari, con diametri dei perni di banco e dei perni di biella di circa 50–80 mm, la variazione è generalmente 0,15–0,40 mm. Se è troppo piccola, significa che non c'è effetto; se è troppo grande, può facilmente causare deformazione. Sovrapposizione dei profili: sovrapporre i profili del raccordo prima e dopo la rullatura con ingrandimento 20× e verificare la profondità di avvallamento. Poi confrontare con il profilo del rullo per la coincidenza. Una scarsa coincidenza significa che il raccordo non è stato caricato completamente, e l'effetto può essere giudicato direttamente scarso. Metallografia: per alberi a gomiti in ghisa sferoidale, verificare se la grafite nel raccordo cambia da sferoidale a forma di fuso. Una deformazione evidente indica che la rullatura è sufficiente. Durezza: usare una sfera da 1 mm e un carico di 10 kg. Rilevare la durezza lungo le direzioni di 35° e 55°, a intervalli di 0,5 mm e 2,5 mm. Una differenza nel diametro dell'impronta ≥10 µm può essere usata come riferimento. Prova a fatica: confermare mediante ispezione a campione secondo QC/T 637-2000. I risultati delle ispezioni possono anche aiutare a risalire ai problemi: vaiolature superficiali e texture anomala sono molto probabilmente dovute allo stato del rullo; una profondità di rullatura insufficiente può essere dovuta a una forza di rullatura insufficiente; se la differenza di profondità di rullatura tra i due raccordi dello stesso perno è superiore a 0,1 mm, può essere causata da teste di pressione non parallele o da gioco nel perno di collegamento; se il raccordo tornito non può essere coperto, controllare l'angolo di rullatura o la forza di rullatura; se i due lati sono disuniformi e la texture è evidente, controllare la qualità del raccordo tornito; se l'effetto differisce tra lotti con gli stessi parametri, la durezza e la microstruttura del grezzo possono essere diverse. Bisogna anche tenere sotto controllo l'eccentricità e l'allungamento assiale; se anomali, è probabile che la successiva rettifica presenti problemi. Usare questi metodi in combinazione è più affidabile che affidarsi a uno solo. Se avete metodi migliori, benvenuti a condividerli.
  13. Livio Orsini

    PWM per motore CC con optoisolatore 12V cc 320Vcc

    Perchè lo dicono le forme d'onda. A parte il fatto che internet è zeppa di fuffa elettronica, il 555 è ottimo come generatore di segnale, ma non adatto per pilotare direttamente un MOSFET che deve commutare un carico induttivo del tipo del motorino che stai usando. Su internet ci sono moltissimi scritti seri che trattano il pilotaggio MOSFET come commutatori di potenza in Modo serio. Magari leggi qualche AN di produttori di MOSFET, tipo le AN di IR o di Toshiba o di altri produttori.
  14. NerioTercon

    PWM per motore CC con optoisolatore 12V cc 320Vcc

    Hai rag Hai ragione mi è scappato il punto. Perchè mi dici che è mal pilotato? Su internet è pieno di circuiti PWM realizzati con il 555 che mi sembra ottimo come astabile e perfettamente controllabile. Non ho controlli sull'assorbimento e la velocità del motore ma come ho già detto deve solo far girare una mola diamentata ed il problema più grosso è il suo bilanciamento.
  15. UABC80

    Marca/modello lavatrice

    Non sai quante REX come quella ho installato e riparato (per modo di dire: le uniche cose che si guastavano dopo qualche anno erano le pompe di scarico, le serrature, i condensatori e ogni tanto le manopole… seguivano a distanza i soffietti oblò. Di resistenze ne cambiai solo un paio). Gran belle macchine
  16. Stefano Dalmo

    Lavastoviglie Bosch SMS40M62EU/59

    “Sembra “
  17. victor09

    Lavastoviglie Bosch SMS40M62EU/59

    Aggiornamento. Ho sostituito solo il TNY e ora sembra aver ripreso a funzionare, portando a termine i programmi di lavaggio. Grazie ancora a questo forum!
  18. Buongiorno, rinnovo l'appello per capire se esiste una soluzione
  19. gettis

    Chiavi magnetiche Faac

    Ok adesso ho tutto chiaro su come funzionano le chiavi già con il codice. Grazie
  20. Livio Orsini

    alimentatore stabilizzato Zetagi mod.147

    La corrente che scorre nel terminale GND non è costante, ma varia leggermente con l'aumentare del carico. Bisogna analizzare il circuito interno del regolatore, oppure misurarla in modo preciso. Questo fatto porta ad aumentare il valore di tensione in uscita, nel caso di circuito con offset sul GND. Questa variazione può compensare parzialmente la diminuzione di tensione in uscita dal regolatore.
  21. Livio Orsini

    PWM per motore CC con optoisolatore 12V cc 320Vcc

    Come avevo supposto quel MOSFET è mal pilotato. Spendere qualche euro ed usare un apposito integrato come driver sembra che a te scomodi molto ma, contento tu...al più dovrai tenerti qualche mosfet di scorta e fare spesso manutenzione al collettore del motore.😀
  22. Livio Orsini

    Corrente Costante per Elettrolisi Dermatologica

    Non del tutto. Bisogna adoperare un transistor più adatto a correnti piccole; transistor che invece di sopportare qualche centinaio di mA di corrente di collettore ha una ICmax <100mA. Poi se usi l'apparecchio per un paio d'ore non dovresti notare derive significative; specialmente si usano dei diodi che fanno da riferimento di tensione abbastanza stabili. Il circuito che ti ho proposto va ottimizzato con ricerca di componenti più adatti e valori di componentistica ottimizzati. Non credo che questo possa succedere nel giro di qualche ora. Ottima scelta😁
  23. NovellinoXX

    PWM per motore CC con optoisolatore 12V cc 320Vcc

    D4 (rinominato D2 sull'ultimo schema) sta bene e non "friccica" perchè C2 (ex C1) siglato 105K equivalente a 100kpF = 0.1uF, e non 1uF.
  24. Robdematt

    Corrente Costante per Elettrolisi Dermatologica

    Quindi mi pare di capire che da 1mA a 5mA il circuito proposto inizialmente da Livio andrebbe bene ma che da 0,1mA a 1mA le cose si complicano un po' a causa della bassissima corrente... La stabilità dell'amperaggio è direttamente proporzionale alla semplicità d'uso e facilità di ottenere sempre risultati ideali, non è una scienza esatta, vi sono già molte variabili, se se ne aggiunge un'altra la precisione ne risente, intendiamoci, se invece che stabile a 0,5mA oscilla tra 0,6 e 0,4mA non credo che in pratica si noterebbe molta differenza però se si può evitare (senza complicare troppo le cose) tanto di guadagnato. Ho rinunciato a riavvolgere il tweeter, dopo un tentativo e l'oretta di imprecazioni che ha generato sono giunto alla conclusione che non ne vale la pena.
  25. giugn76

    Antenna aggiuntiva scheda E034 Faac

    Come scrive @Roberto Garoscio, credo che quel lampeggiante non abbia antenna al suo interno quindi io escluderei il cavo RG58. Puoi da prima cosa stendere il cavetto rigido nero della ricevente e vedere se guadagni in segnale. Se non migliora la situazione ti toccherà mettere antenna esterna come quella che ti ho postato nella prima risposta ( devi vedere quale frequenza usa il radiocomando )
  26. Leone2285

    Caldaia junkers ZWR24-2ADE schema elettrico

    Ciao Ginxxx, tu conosci questa macchina molto meglio di me e se Disne non verifica quanto da te detto non ne usciamo. Io cercando sul web ho trovato un pressostato normale e quindi ho immaginato la modalità di funzionamento descritta prima. Però se tu riferisci che è un bistadio non ho alcun motivo per non crederti. A questo punto Disne dovrà soffiare con delicatezza e vedere se sente i due scatti e se i contatti chiudono in sequenza. Pur essendo un bistadio la logica mi porta a pensare che un pressostato è un feedback sulla velocità alla quale sta girando la ventola che non il gestore diretto della velocità del motore. La velocità a cui gira il motore credo sia gestita dal processore della caldaia mentre il pressostato ne dà solo la conferma. Detto questo Disne aveva specificato che i contatti erano normalmente aperti e si chiudevano quando soffiava. Magari soffiando energicamente li chiudeva contemporaneamente ma sicuramente non erano in corto. A questo punto, se contrariamente a quanto ho detto nel post precedente, il pressostato funziona Disne dovrà controllare meglio tutta la sezione della scheda che porta la 220V al ventilatore. Anche perché se fosse in corto il pressostato e c'è una logica che lo rileva, soffiando non dovrebbe partire la caldaia. Verificare un relè al banco da indicazione sul fatto che lo stesso funziona ma non sappiamo se viene poi realmente alimentato dalla scheda. A me quella tensione che Disne dice di trovare parzialmente di circa 40V quando apre l'acqua calda non tanto mi convince e mi porta a pensare a qualcosa che non va nella scheda.
  27. Ieri
  28. lorenzdv78

    Aiuto con lavatrice Hotpoint

    Il punto è che facciamo le stesse cose di prima ma ora vengono male, come mai? Il detersivo ovviamente è in polvere sempre
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