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Domanda contattori DC fotovoltaico


cmarino

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Salve a tutti,

ho bisogno, per vari motivi, di sezionare una stringa di 5 pannelli solari da 175W l'uno, utilizzando una piccola scheda Wi.Fi come comando.

Il venditore del relè WiFi sostiene che i 2 relè a bordo della scheda, fatti per la 220V "supportano benissimo" la corrente DC della stringa (non ho mai misurato la corrente che passa attraverso quella stringa con l'amperometro, ma presumo che sia ben al di sotto di 10A se tutto l'impianto di 3 stringhe da 15 pannelli in tutto, produce si e no 2000 watt ad agosto, quando va bene).

Il relè sulla scheda di comando riporta: 250V AC 10A; 125V AC 10A; 30V DC 10A, 24V DC 10 A (sempre 10 A insomma).

Siccome però ricordo che per qualche motivo a me ignoto, sugli impianti solari si usano speciali contattori DC, mi viene il dubbio del perchè sia così.

La corrente DC si comporta in modo diverso, rispetto al relè, se confrontata con la corrente AC?  So che per i magnetotermici DC la fisica di distacco è differente... ma i semplici contattori??? perchè?

Se uso i relè on board al posto del contattore (o uso un contattore esterno AC) come sezionatore dell'intera stringa, rischio di danneggiare il relè, o che duri poco, o che succedano altre cose fantastiche al di fuori della mia immaginazione?

La corrente, come ho detto sopra, è piuttosto bassa e ben al di sotto dei 10A.

Soltanto che mi fa davvero impressione convogliare gli enormi cavi di stringa, su questi miseri relè...

Risultato immagini per sonoff ac85 250v"

Qualcuno ha modo di spiegarmi il perchè dovrei usare un contattore DC (da pilotare con questa scheda) al posto di usare direttamente i relè a bordo della scheda o al limite un contattore 2P  AC?

Grazie

 

 

 

Modificato: da cmarino
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Marcello Mazzola

detto banalmente la corrente in ac passa sempre per un punto 0 ogni 50volte la 50hz per intenderci quindi i contatti di una rele oltre che dover fare "meno lavoro" per allontanarsi ne soffriranno meno in quanto ad archi. nella corrente DC invece essenso appunto dc (0hz) non c'è passaggio dallo 0 di conseguenze i rele devono "tirare" di più per staccarsi e gli archi che si formano sono più forti e rovinano i contatti molto prima. Quindi chi ti ha detto che puoi usare i normali contatti per AC su un circuito DC sarebbe da...

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36 minuti fa, Marcello Mazzola ha scritto:

detto banalmente la corrente in ac passa sempre per un punto 0 ogni 50volte la 50hz per intenderci quindi i contatti di una rele oltre che dover fare "meno lavoro" per allontanarsi ne soffriranno meno in quanto ad archi. nella corrente DC invece essenso appunto dc (0hz) non c'è passaggio dallo 0 di conseguenze i rele devono "tirare" di più per staccarsi e gli archi che si formano sono più forti e rovinano i contatti molto prima. Quindi chi ti ha detto che puoi usare i normali contatti per AC su un circuito DC sarebbe da...

 

Ok, quindi abbandono l'idea di usare direttamente la piccola scheda elettronica come contattore.

Invece, usare un grosso contattore per la 220v AC ma molto sovradimensionato (es:25A) potrebbe risolvere, senza danneggiarsi?

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Marcello Mazzola

non è detto...potrebbe andare bene come alla lunga  rimanere "impastato" lo stesso...non c'è certezza

Modificato: da Marcello Mazzola
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37 minuti fa, Marcello Mazzola ha scritto:

non è detto...potrebbe andare bene come alla lunga  rimanere "impastato" lo stesso...non c'è certezza

 

Capisco.

Ho cercato contattori DC, ma è roba specifica per il fotovoltaico, quindi costano 10 volte più di quelli commerciali AC e non rendono più economica l'operazione di accrocchio per sezionare la stringa :D

Ci metterò il contattore AC più grosso che trovo (25 A) sperando che duri il più possibile. (per 10 euro non si può chiedere di più :)

Tanto, se un giorno rimarrà incollato, amen. C'è comunque il magnetotermico su ogni stringa per sezionare la stringa in serie col contattore, se il contattore si incolla, semplicemente la stringa rimarrà sempre collegata com'è anche adesso.

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  • 3 weeks later...

Ho acquistato la scheda di controllo che sezionerà la stringa e la riattiverà quando l'impianto è già partito (ho optato per un crepuscolare automatico astronomico, così si occuperà lui di collegare la stringa difettosa X minuti dopo che si attiverà l'impianto, senza dover più riprogrammare niente durante l'anno), e ho comprato un contattore 2p 250V (ac...) da 1 din, pensando di usarlo per il + e il - da interrompere.

Heschen Contattore CA domestico CT1-25, 2 poli a due vie normalmente aperti 220 V/230 V di tensione della bobina, montaggio su guida DIN da 35 mm

Un elettricista (generico e non esperto di impianti fotovoltaici) però mi ha sconsigliato di usare un mini contattore di quel genere per via dei possibili archi elettrici.

Possibile?

Si tratta di soli 210V (in continua), (massimo 290 se prolungo un po' le stringhe);  e non è che i 2 poli sono poi così vicini!

Oltretutto c'è il magnetotermico DC proprio a fianco, e porta sia il + che il - alla stessa distanza tra loro.

 

Mi ha consigliato piuttosto di usare DUE contattori, non vicini tra loro, uno per il + e uno per il -.

Cosa ne pensate, è eccessivo?

 

 

Modificato: da cmarino
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devi usare un contattore  per ac quadripolare e fai il doppio sezionamento per ogni polo, in questo modo la tensione si dimezza e di conseguenza anche l'arco elettrico è meno intenso

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Grazie per le info. 

Ho comprato un ALTRO contattore identico, 2p. (costa meno che restituirlo e prendere un 4p).

In un contattore 2p uso entrambi i contatti per il +, e nell'altro contattore  entrambi i contati per il -.   Così è come avere un contattore quadripolare, con il bonus che sono fisicamente separati, se succede qualcosa.

 

Come sicurezza aggiuntiva, ho pensato di comandare i 2 solenoidi attraverso un fusibile rapido da 100mA sulla linea 220V del solenoide:  in caso di eventi molto traumatici all'interno degli stessi, per non trovarmi la 220V AC sui pannelli e viceversa... Non so se è necessario, penso di no comunque.

 

 

 

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