ufficiotecnico Posted Monday at 03:04 PM Report Posted Monday at 03:04 PM Vorrei vedere a che frequenza di risonanza oscillano le bobine installate sui trasmettitori utilizzando le bobine di un vecchio grip dip collegate ad un analizzatore di spettro come da allegato, è possibile? eventualmente come dovrei modificare il circuito se è realizzabile?
Livio Orsini Posted Tuesday at 04:38 AM Report Posted Tuesday at 04:38 AM Le bobine sono induttori che hanno un'induttanza, una capacità parassita ed una resistenza. Se prese come elementi a se stanti hanno, teoricamente, 2 freqeunze di risonanza: quella con la capacità parassita serie e quella con la capacità parassita parallela. Se vuoi esaminare il comportamento della bobina devi collegarla con un apposito Jig al generatore dell'analizzatore e verificare dove sono i picchi di risonanza. Usare un induttore per creare un circuito accoppiato ti darebbe delle indicazioni non corrette, perchè influjenzate dalla mutua influenza dei 2 circuiti.
fisica Posted Tuesday at 03:11 PM Report Posted Tuesday at 03:11 PM 10 ore fa, Livio Orsini ha scritto: Usare un induttore per creare un circuito accoppiato Quando disporre di un analizzatore di spettro era un lusso da centri di ricerca, per vedere le risonanze si usava un generatore collegato a una spira, che si accoppiava alla bobina (che risuona come dice Livio su due principali frequenze, ma qua penso siano bobine immerse in un circuito complesso costituente un eccitatore/trasmettitore). Ai capi della bobina ci si accoppiava con delicatezza con un diodo al germanio, una piccola capacità di filtro e una resistenza serie, il tutto poi monitorato da un tester. Il picco di tensione si leggeva sulla risonanza (tipicamente di tipo parallelo). Ovviamente si può fare anche con un oscilloscopio, ma l'impedenza di ingresso della sonda può alterare la visibilità del picco.
Livio Orsini Posted Tuesday at 04:00 PM Report Posted Tuesday at 04:00 PM (edited) 55 minuti fa, fisica ha scritto: per vedere le risonanze si usava un generatore collegato a una spira, che si accoppiava alla bobina Usando una spira, o anche qualche cosa meno di una spira, in pratica fai un'antenna. Quando la bobina sotto test entra in risonanza, grazie alle capacità parassite, l'impedenza del circuito crolla al minimo se la risonanza è parallela o arriva al massimo se la risonanza è serie; quindi hai la massima corrente, nel primo caso, o la massima tensione, nel secondo caso. Se misuri, invece, sul generatore avrai un picco di assorbimento nel momento della risonanza perchè avrai il massimo trasferimento di energia da un circuito all'altro. Questo è il principio del "grid-dip-meter". Il nome deriva dai tempi dei tubi, perchè alla risonanza si vedeva un "dip" (picco) sulla griglia dell'oscillatore. Io ne ho ancora uno di questi grid dip meter, a transistor, completo della sua serie di bobine per coprire tutta la gamma di freqeunze; risale agli anni 60 del secolo scorso. Sono trascorsi più di 65 anni da quando quel sadico del mio insegnate di radiotecnica ed elettronica, si divertiva a farci calcolare gli sfasamenti tra tensioni e correnti di vari circuiti risonanti serie e parallelo e tra i componenti di circuiti risonanti accoppiati. Ai tempi lo maledissi e stramaledissi, come la totalità dei miei compagni di studi, però qualche cosa mi è rimasto nella zucca. Edited Tuesday at 04:16 PM by Livio Orsini
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