Livio Orsini Inserita: ieri dalle 15:54 Segnala Inserita: ieri dalle 15:54 7 minuti fa, Marco Fornaciari ha scritto: Non si può sempre ragionare da sudditi, anzi mai. Il problema non è che i fornitori non possono o non vogliano intervenire, è che la soluzione, come ho scritto in precedenza, sarebbe troppo costosa perchè dovrebbero rifare la linea e/o anche aumentare la potenza del trasformatore di media; oppure, se hanno spazio in cabina, aggiungere un secondo trafo e sdoppiare le linee. L'utente manda una raccomandata intimando al fornitore di risolvere il problema. Il fornitore comincia a prendere tempo con risposte interlocutorie, trincerandosi dietro le regole che stabiliscono l'asseveramento del valore di tensione. Poi si programma il ciclo di misura e quando lo si effettua è calato il picco di consumo concentrato in certe ore, quindi le misure danno valori che rientrano nella norma. A questo punto l'utente si ritrova anche a dover pagare, a norma di contratto, il costo del ciclo di misure. Se e quando si ripresenterà un nuovo picco di consumi si ripresenterà anche il problema; questo sino a quando il gestore della linea non provvederà ad adeguare le linee alla nuove potenze. Le linee sono state dimensionate quando disporre di un'utenza da 4,5kWh era eccezionale perchè la quasi totalità era con potenza disponibile di 3kWh o meno. Oggi c'è un'alta percentuale di utenze con disponibilità nominale di 6kWh. Le piastre ad induzione sono sempre più diffuse ed i fattori di contemporaneità dei consumi aumentano. Le line son rimaste quelle degli anni 70 del secolo scorso.😡 Io son fortunato perchè sono la prima utenza dopo la cabina di trasformazione e la lunghezza della linea è <200m. Dopo di me le utenze sulla stessa linea son rimaste praticamente invariate, ma per la altre linee che partono dalla stessa cabina, realizzata agli inizi degli anni 70, le utenze sono, come minimo, quintuplicate. Questa è una situazione media, non una delle peggiori.
Marco Fornaciari Inserita: ieri dalle 16:22 Segnala Inserita: ieri dalle 16:22 (modificato) Certo Livio, questa è la fotografia dello stato di fatto, ma visto che i problemi ci sono vanno risolti. Capisco anche che spesso per risolvere questi problemi bisoga litigare con le parti amministrative e politiche dei comuni, sorvolando sulle varie sovrintendenze, ma se stiamo qui a guardare andremo sempre indietro. Laciamo perdere le associazioni dei consumatori, gli piace andare sui giornali, ma poi sono politicamente compromessi. In questo furum ci piace trovare e indicare le soluzioni, non i pagliativi e le sottomisioni. Qui dalle mie parti (raggio limitato a 15 km attorno a casa, esteso fino a circa 50 km per alcune ditte di interesse Enel), se al posto di piacermi l'automazione industriale, mi fosse piaciuta la distribuzione pubblica, a metà anni '90 già potevo comprarmi una reggia. Da inizio anni '80, in poco tempo hanno rifatto di tutto a cominciare dalle SSE, complice anche la nascita di poli industriali e conseguenti quartieri abitativi importanti: anche come nome di aziende, a cui dire di no è un suicidio (anche politico), erano circa 300.000 voti in un costesto di circa un milione. Era il tempo con cui ho collaborato con Enel appunto per risolvere i problemi delle aziende manifatturiere che installavano i primi evoluti azionamenti in CC e i primi inverter digitali veramnete funzionanti, sorvolando sui PC, spesso per produrre quanto serve a costruire con le nuove norme: linee elettriche, acquedotti, linee telefoniche, ecc.. Modificato: ieri dalle 16:24 da Marco Fornaciari
click0 Inserita: ieri dalle 16:27 Segnala Inserita: ieri dalle 16:27 50 minuti fa, Marco Fornaciari ha scritto: fino a che qualcuno non protesta mi guardo bene da intervenire. se poi intervengo mi protesta qualcun altro tanto vale ... lasciare come sta... per queste situazioni l'unica e sempre chiedere una misura della tensione di rete (come da prassi)
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