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Impianto fotovoltaico ibrido


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Alessio Menditto
Inserita:

Stesso discorso che per il fotovoltaico o le pdc, l’auto elettrica è bellissima ma manca sempre qualcosa…in questo caso la durata limitata della carica non permette lunghe distanze senza fermarsi a caricarle.

Diciamo che la questione cambia da come la si vede, ci sono sui social racconti che sembrano assurdi su alcuni che hanno fatto dei viaggi lunghi che per arrivare a destinazione hanno fatto salti mortali e perso tempo per caricare le batterie.

È giusto? È sbagliato?

Secondo me non è né giusto né sbagliato, è semplicemente paradossale, che per ottenere un nobile risultato si devono passare tutte queste peripezie.

E quindi per ovviare si fa la stessa cosa di cui si sta discutendo, si mette il “rinforzino”.

Alessio Menditto
Inserita:

Ma ecologico in che senso?

 

Marco Fornaciari
Inserita:

Sorvoliao un attimo su quanto si inquina durante la fabbicazione di qualsiasi cosa.

Una qualsiasi fonte di energia da sistema termico inquina.

Gli unici modi di viaggiare in elettrico su lunghe distanze, o in ogni caso senza fermarsi per un pieno di energia, è il sistema ferroviario o dei filobus: linea aerea di alimentazione.

In verità c'è anche quello dei muletti: la sostituzione integrale delle batterie scariche con quelle cariche: solo per metterin piedi il sistema occorrno almeno 20 anni.

Così come occorrno 20 anni per potenziare le linee elettriche di distribuzione elettrica per l'aumento della ricchiesta dell'energia.

Sorvolando sulla quantità di territorio necessaria per le stazioni di ricarica.

 

Poi c'è un enorme problema da risolvere, tutte la auto di abitanti di città senza garage e tanto meno cortile, dove le ricarichiamo?

Non possiamo stendere prolunghe dal 5° piano fino all'auto in strada, non bisogna dimenticare che i nostri centri urbani sono di origine romana o/e medioevale, e al tempo ci si muoveva prevalentemente a piedi, ovviamente per chi poteva c'era il cavallo.

 

Ci sarebbe già pronto un sistema quasi efficace: treno e auto a noleggio una volta a destinazione.

Ma per i grandi centri urbani, ovvero produttivi, commeriali, amministrativi e turistici, il sistema è già funzionante da decenni, esempio i treni AV concorrenziali/vincenti con l'aereo.

Ma per le altre mete, spesso ci vogliono giorni di viaggio anche per fare 500 km, non dimentichiamo che il trasporto locale è, e deve essere, basato sul pendolarismo.

 

Banale esempio, ho cercato di organizzare un viaggio in treno o aereo, più eventuale bus, da casa mia (Sorbolo) a Matera: allo stato in giornata non è possibile (anche a causa delle coincidenze strette); quindi se voglio andare senza sprecare tempo e denaro devo usare l'auto.

 

Livio Orsini
Inserita:

Stiamo andando molto al di fuori del tema originale della discussione. Se si vuol continuare su questi temi meglio aprire un'altra discusiione specifica.

giorgio17
Inserita:

Non penso che stiamo andando fuori tema:cosa mi significa un generatore diesel con le fonti rinnovabili,e qua mi sembra che le risposte stiano andando nella giusta direzione cercando di giustificare il consumo di combustibili inquinanti per produrre energia elettrica,che si può produrre inquinando molto meno:mini idroelettrico per esempio.

Alessio Menditto
Inserita:
1 ora fa, giorgio17 ha scritto:

mini idroelettrico per esempio.

Eh ma dove lo trovi un ruscello?

Al fotovoltaico ibrido devi attaccare qualcosa che produce energia, possibilmente tanta, abbiamo parlato di una cosa simile con le mini pale eoliche, e sono saltati fuori un sacco di complicazioni, idem per l’idroelettrico.

Però qui stiamo parlando di impianti casalinghi o di grossi impianti?

Io abito vicino al mulino del Po del romanzo di Bacchelli, si può visitare, ha una pala (che serviva per macinare il frumento, ma si può attaccare ad un alternatore) però serve un fiume o un ruscello…il generatore a nafta parte subito e butta fuori un sacco di energia, è questo il punto.

Inserita:
4 ore fa, giorgio17 ha scritto:

cosa mi significa un generatore diesel con le fonti rinnovabili

come prima

continua a non centrare nulla...

 

Marco Fornaciari
Inserita:

Fino a 150 anni fa che un mulino macinasse 100 kg o 5 kg all'ora era spesso insignificante, oggi se non fai almeo 15 t/ora è meglio che chiudi bottega: dalle mie finestre posso vedere due mulini e un mangimificio; i mulini:

- uno da circa 30 t/h

- altro da circa 40 t/h

e funzionano H 24.

Il mangimificio non so, ma non penso meno di 15 t/h

 

Non ricordo il primo mulino (ho fatto degli interventi) ma non penso consumasse meno di 500 kW in continuo (dipende dalla produzione in corso), sai che ruscello serve per avere in continuo quell'energia? Consideranto che il rendimento reale di una centrale idroelettrica rispetto alla teorica dell'acqua disponibile è mediamente del 50% quando va bene.

Lì da poco hanno installato un impianto FV da 1,98 MW di picco, ma poi lo usi alla massima potenza generabile (che la devi considerare al 75% del picco) solo per una media di 3 ore al giorno nell'arco dell'anno.

max.riservo
Inserita:
4 ore fa, giorgio17 ha scritto:

... cosa mi significa un generatore diesel con le fonti rinnovabili ...

Se ti limiti a questo NULLA.

Se ti serve la continuità di servizio MOLTO ... ma probabilmente a te non serve o non ne cogli l'utilità.

 

giorgio17
Inserita:
2 minuti fa, click0 ha scritto:

come prima

continua a non centrare nulla...

 

 

Ma perchè non dici cosa pensi invece di continuare a contraddire?Il tuo pensiero su questo quesito?Ti sembra giusto utilizzare gasolio per produrre energia elettrica in una casa singola e magari del tuo vicino?

 

Per Alessio:

comune Scurelle Val Sugana : di preciso non so ( anni 45-50)piccolo ruscello 10 case con generatore idroelettrico.Anni 2000 è rimasto un solo generatore in una casa privata produceva 6 kw senza problemi con pochissima acqua.Perchè non si può usufruire di tutti questi come chiami tu ruscelli?

Comune Scurelle:ha comperato e rimesso in funzione vecchia turbina dismessa da tanti anni e sta funzionando benissimo senza inquinare e senza togliere acqua ai torrenti.

giorgio17
Inserita:
13 minuti fa, Marco Fornaciari ha scritto:

Fino a 150 anni fa che un mulino macinasse 100 kg o 5 kg all'ora era spesso insignificante, oggi se non fai almeo 15 t/ora è meglio che chiudi bottega: dalle mie finestre posso vedere due mulini e un mangimificio; i mulini:

- uno da circa 30 t/h

- altro da circa 40 t/h

e funzionano H 24.

Il mangimificio non so, ma non penso meno di 15 t/h

 

Non ricordo il primo mulino (ho fatto degli interventi) ma non penso consumasse meno di 500 kW in continuo (dipende dalla produzione in corso), sai che ruscello serve per avere in continuo quell'energia? Consideranto che il rendimento reale di una centrale idroelettrica rispetto alla teorica dell'acqua disponibile è mediamente del 50% quando va bene.

Lì da poco hanno installato un impianto FV da 1,98 MW di picco, ma poi lo usi alla massima potenza generabile (che la devi considerare al 75% del picco) solo per una media di 3 ore al giorno nell'arco dell'anno.

Il mio quesito era sulle case private

Alessio Menditto
Inserita:
46 minuti fa, giorgio17 ha scritto:

Perchè non si può usufruire di tutti questi come chiami tu ruscelli?

 

43 minuti fa, giorgio17 ha scritto:

l mio quesito era sulle case private

No ma a me va benissimo usare l’acqua !

È per quello che facevo il discorso della cascina in campagna, un “ruscello”, un corso d’acqua, chi ce l’ha in città ?

Si sono abbandonate le campagne per andare in città, adesso si dovrebbe fare il contrario, ma come dicevo messaggi fa, chi lo fa? 
 

Inserita:
1 ora fa, giorgio17 ha scritto:

Ma perchè non dici cosa pensi invece di continuare a contraddire? Il tuo pensiero su questo quesito? Ti sembra giusto utilizzare gasolio per produrre energia elettrica in una casa singola e magari del tuo vicino?

Continua a non centra nulla il gruppo elettrogeno con un impianto ibrido connesso alla rete...

se e quando ce ne bisogno ci sarà prelievo dalla rete , o si riverserà in rete se ci sarà eccesso di produzione fotovoltaica che non può essere stoccata nelle batterie...

 

Se lo stesso identici sistema risulta gestibile anche "in isola" il gruppo elettrogeno è un "accessorio" ma la sua utilità è inversamente proporzionale a quanto sei disposto a spendere per il bacco batterie e il campo fotovoltaico...

 

 

 

Alessio Menditto
Inserita:
14 minuti fa, click0 ha scritto:

Continua a non centra nulla il gruppo elettrogeno con un impianto ibrido connesso alla rete...

Beh non sono molto d’accordo, googolando ho trovato questo:

 

Un impianto fotovoltaico ibrido si può collegare a un gruppo elettrogeno, ma è fondamentale che l'inverter ibrido sia predisposto per questa funzione. [1, 2]

Come funziona il collegamento

Ingresso dedicato: Molti inverter ibridi moderni dispongono di un ingresso specifico (spesso etichettato come GEN o AUX) progettato appositamente per accogliere un generatore di corrente esterno. [1, 2]

Contatto pulito (Dry Contact): L'inverter può inviare un segnale di accensione/spegnimento automatico al gruppo elettrogeno (tramite un contatto pulito) quando il livello di carica della batteria scende sotto una soglia critica (es. 37%). [1, 2, 3]

Ricarica e gestione del carico: Quando il generatore si avvia, l'inverter lo usa per alimentare i carichi della casa e, contemporaneamente, ricaricare le batterie, limitando la potenza assorbita per non sovraccaricare il motore. [1, 2]

Cosa verificare prima dell'installazione

Compatibilità dell'inverter: L'inverter ibrido deve supportare la gestione del generatore e la sincronizzazione della sinuosità della corrente. [1, 2]

Avviamento elettrico e ATS: Per un sistema automatico, il gruppo elettrogeno deve essere dotato di motorino di avviamento e di un sistema di controllo/interfaccia compatibile. [1, 2]

Potenza del generatore: La potenza del gruppo elettrogeno deve essere adeguata a coprire i picchi richiesti e la corrente di ricarica impostata nell'inverter, evitando sovraccarichi. [1, 2]

Sicurezza e normative: Il collegamento elettrico deve prevedere un sistema di scambio (come un quadro ATS o contattori) per evitare immissioni pericolose o il ritorno di tensione verso la rete nazionale”

 

Ma il punto dove secondo me non ci capiamo, è che io ne faccio esclusivamente una questione di sicurezza come dissi nel primo intervento.

Per me si può stare benissimo staccati dal gruppo elettrogeno ma bisogna pensare alla sicurezza nel caso si esaurisca l’energia!

Non è che io voglio per forza usare il generatore diesel, ma se sono nei guai lui parte e mi da l’energia che serve.

Il resto sono opinioni rispettabili anche ideologiche, ma con la sicurezza non si può scherzare.

Inserita:
2 minuti fa, Alessio Menditto ha scritto:

non sono molto d’accordo

un impianto fotovoltaico ibrido è quello dove hai le batterie gestite dall'inverter del solare...

da cui

non centra nulla il gruppo elettrogeno

6 minuti fa, Alessio Menditto ha scritto:

Per me si può stare benissimo staccati dal gruppo elettrogeno ma bisogna pensare alla sicurezza nel caso si esaurisca l’energia!

e li è solo una questione di dimensionamento, progetto e soldi disponibili

e del gruppo puoi farne totalmente a meno

 

6 minuti fa, Alessio Menditto ha scritto:

ma con la sicurezza non si può scherzare

i gruppi elettrogeni li tolgono anche in sistemi di rete complessi per non averci a che fare con le manutenzioni e i problemi eventuali in assenza di personale in presenza

Alessio Menditto
Inserita:
6 minuti fa, click0 ha scritto:

e li è solo una questione di dimensionamento, progetto e soldi disponibili

e del gruppo puoi farne totalmente a meno

Ah ma sono d’accordo, ma quanto costa un impianto che ti toglie al 100% dai guai?

Ci sono auto elettriche che costano come un appartamento però col cavolo riescono a superare tot km di autonomia, e sono costretti a fermarsi come dei mentecatti qualunque.

8 minuti fa, click0 ha scritto:

non centra nulla il gruppo elettrogeno

Non c’entra se non vogliamo farcelo c’entrare.

Alessio Menditto
Inserita:

Uno degli aspetti da considerare – quando si parla di energia prodotta da impianti fotovoltaici – è la gestione della stessa durante i periodi di scarsa illuminazione solare. In questo contesto, l’utilizzo di un gruppo elettrogeno in combinazione con un impianto fotovoltaico diventa unasoluzione interessante e conveniente. Esploriamo i pro e i contro di questa integrazione, esaminando le opzioni disponibili sul mercato.

MASSIMIZZA L'EFFICIENZA ENERGETICA: VANTAGGI E SVANTAGGI

Un gruppo elettrogeno per il fotovoltaico è un sistema ibrido che combina un generatore elettrogeno tradizionale con un impianto fotovoltaico. L’obiettivo è quello di garantire una fornitura continua di energia, riducendo al minimo l’uso dicarburante fossile. 
Ma quali sono i pro di questa scelta? Vediamoli insieme:

autonomia energetica: l’integrazione di un gruppo elettrogeno con un impianto fotovoltaico provvisto di batteria di accumulo offre una fonte di alimentazione sicura durante le ore notturne o in condizioni meteorologiche avverse. Questo assicura una continuità nell’erogazione dell’energia elettrica, riducendo gli inconvenienti legati alle interruzioni;

sicurezza: in caso di picchi di carico o situazioni di emergenza, il gruppo elettrogeno può garantire un rifornimento costante di energia. Questa sicurezza energetica è fondamentale per molte aziende e strutture critiche che richiedono energia ininterrottamente;

flessibilità nell’utilizzo: la possibilità di scegliere quando attivare il gruppo elettrogeno consente una gestione più puntuale dell’energia. Ad esempio, durante periodi di tariffazione elevata o quando si prevedono picchi di carico, è possibile attivare il generatore per ridurre i costi energetici.

E i contro? 

impatto ambientale: anche se il gruppo elettrogeno può fornire un’energia di riserva, spesso utilizza combustibili fossili, con conseguenti emissioni di gas serra e inquinamento nell’atmosfera. Questo va contro i principi dell’energia sostenibile;

costi operativi: l’installazione e la manutenzione di un gruppo elettrogeno comportano costi aggiuntivi. È necessario considerare i costi del carburante, della manutenzione regolare e degli eventuali interventi di riparazione.

Oltre a questo, è fondamentale – se scegliamo un gruppo elettrogeno – valutare alcuni importanti fattori tra cui:

le esigenze energetiche specifiche;

la durata prevista delle interruzioni;

la disponibilità di carburante.

È possibile optare per modelli più piccoli e compatti per utilizzi domestici o soluzioni più potenti per l’alimentazione di interi edifici o complessi industriali.

INTEGRAZIONE PERFETTA? GUIDA ALLA SINCRONIZZAZIONE IN PARALLELO

La sincronizzazione di un gruppo fotovoltaico in parallelo si riferisce al processo mediante il quale più generatori fotovoltaici sono collegati e operano simultaneamente sulla stessa rete elettrica, mantenendo la coerenza e la stabilità del sistema. Questa procedura è fondamentale per evitare problemi di sovraccarico, oscillazioni di tensione e altri potenziali rischi associati al funzionamento di generatori in parallelo.
Integrare in maniera perfetta un gruppo elettrogeno con un impianto fotovoltaico richiede un approccio oculato e una progettazione accurata. Uno degli aspetti essenziali per un’integrazione efficace è la progettazione di uno schema unifilare. Questo schema fornisce una rappresentazione visiva di come i due sistemi sono collegati e di come l’energia viene distribuita all’interno dell’impianto.

Il funzionamento in parallelo dell’impianto fotovoltaico e del gruppo elettrogeno ottimizza l’efficienza complessiva del sistema.  In che modo? Quando l’energia solare è abbondante, il gruppo elettrogeno può essere disattivato, riducendo i consumi di carburante e i costi operativi.

SCOPRI LE OPZIONI PER UN'ENERGIA VERSATILE E SOSTENIBILE

Esistono anche soluzioni versatili per chi necessita di energia mobile. I generatori fotovoltaici da 3 kW – per esempio – risultano un’opzione conveniente per utilizzi domestici perché offrono una potenza sufficiente ad alimentare dispositivi elettronici e piccoli elettrodomestici.

Ci sono anche generatori più compatti come quelli da 1.000 kWadatti per utilizzi di piccola scala, perfetti per ricaricare dispositivi elettronici e fornire energia in situazioni di emergenza.

Grazie a questi generatori mobili possiamo provvedere in autonomiaalla produzione di energia pulita ovunque. La loro portabilità li rende adatti per situazioni in cui è necessaria un’energia affidabile fuori dalla rete elettrica tradizionale.

In conclusione, l’integrazione di un gruppo elettrogeno con un impianto fotovoltaico offre numerosi vantaggi, ma è importante valutare attentamente i pro e i contro prima di prendere una decisione. La scelta del gruppo elettrogeno, insieme a soluzioni fotovoltaiche portatili o fisse, dipende dalle esigenze specifiche di ciascun utente e dalle condizioni ambientali in cui sarà utilizzato il sistema.

 

Marco Fornaciari
Inserita:

La generazione idroelettrica funziona in base a questa semplice formula: potenza utilizzabile = salto x portata x 9,81 x rendimento del sistema.

Oppure se la portata e la velocità in orizzontale generano coppia ed energia sufficiente, quai la formula è più complessa e non la ricordo, ma è variabile i base alle macchine installate, la velocità dell'acqua è fondamentale.

Il problema grosso non è produrre energia in quanto tale, ma produrne quanto serve e alla frequenza giusta, con tanto di sincronismo.

Produrre corrente continua e poi convertirla significa avere altri vincoli non da meno, anzi.

 

Quindi se c'è un dislivello, magari con un bacino/vasca di carico a monte abbiamo l'energia che si serve.

 

A parole avere energia è molto semplice, ma poi bisogna mettere in pratica le leggi della fisica e le caratteristiche del territorio.

 

Poi una volta risolto il problema produzione energia in quanto tale, arriva il discorso sicurezza, poi arriva il discorso distriuzione, poi arriva il discorso ... ecc. ecc.

In casa è comodo, attacchi la spina e il telefono si ricarica, ma già per la lavatrice non funziona così.

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