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700 M Di Cavo Dati (Telefonico) Affiancato A Cavi Elettrici 380V 11Kwp


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In occasione della cablatura Ethernet di un ufficio l'ettricista aveva escluso di passare il cavo dati ethernet nelle canaline di plastica dove erano presenti i fili della corrente elettrica: siccome non c'era altra possibilità la rete LAN è stata cablata contrariamente a quanto indicato dall'elettricista, anche per tratti di 30 m ci sono cavi elettici e cavo ethernet cat.5 e da oltre 10 anni la rete LAN dell'ufficio va benissimo.

Abbiamo chiesto al medesimo elettricista di disporre un cavo ADSL in corrispondenza di un quadro di telecontrollo ubicato a ca. 700 m di distanza dal punto di consegna della linea ADSL. Siamo in campagna ed è già stato installato un tubo corrugato da 2 pollici di diametro in cui sono già presenti 4 cavi elettrici da 25 mmq che forniscono l'alimentazione elettrica (tensione 380V e 11Kw). Ogni 50 m c'è un pozzetto di ispezione per tirare i cavi.

Vorremmo evitare di realizzare un altro scavo e sotto-servizio, e se possibile aggiungere il cavo dati nel medesimo tubo corrugato da 2 pollici. L'elettricista dice che potrebbero verificarsi interferenze, ed è necessario un ulteriore scavo.

E' possibile evitare un ulteriore scavo e posizionare un buon cavo dati (magari schermato) invece del "doppino" telefonico per trasportare il segnale ADSL per 700 m al fianco dei cavi di alimentazione elettrica?

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cavo ethernet cat.5 e da oltre 10 anni la rete LAN dell'ufficio va benissimo.

il fatto che funzioni non esclude che il lavoro non sia a norma. Per coesistere nelle canaline coi cavi elettrici ci sono dei cavi rete con apposito isolamento.

L'elettricista dice che potrebbero verificarsi interferenze, ed è necessario un ulteriore scavo.

certo che vi fidate molto di questo povero elettricista...mi pare sia come Cassandra che diceva la verità e non era mai ascoltato.. :lol::superlol:

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remo williams

Direi che 700 metri,non siano pochissimi.

Su tale distanza,l accoppiamento induttivo e,capacitativo fra i due cavi,potrebbe iun effetti dare qualche piccolo problema.

Come potrebbe andare bene......

Bisogna vedere cosa siete disposti a rischiare Voi.

I l collega ha,fatto il suo dovere delucidandovi su eventuali problematiche.

Io avrei fatto l istesso.

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grazie Lucky67 per la risposta: potresti indicare meglio cosa intendi per "Per coesistere nelle canaline coi cavi elettrici ci sono dei cavi rete con apposito isolamento" puoi sottomettere un esempio? :smile:

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elettrificato

Lucky intende che se vuoi far passare nello stesso condotto cavi di potenza e cavi di segnale questi ultimi devono avere lo stesso grado di isolamento dei primi, nel tuo caso visto che dovresti far coesistere un cavo di segnale assieme ad una linea 400Vac la tensione di isolamento minima del cavo di segnale dovrà essere 400Vac + 15% di ondulazione massima che il fornitore dell'energia elettrica prevede da contratto.

In ogni caso condivido appieno quanto detto da Lucky ed il vostro elettricista è stato onesto mettendovi a conoscenza di un possibile problema.

ciao

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Grazie per l'indicazione sul cavo: per un segnale ADSL secondo te potrò limitare a 2 il numero dei fili (come il doppino telefonico)?

Siccome credo a quanto riferiscono così tanti specialisti del settore, quando ogni giorno vedo la LAN dell'ufficio funzionare così bene resto incredulo sul fatto che, nonostante l'incompatibilità teorica, i cavi di rete ethernet (cat 5) praticamente non subiscono alcuna interferenza, sebbene siano posizionati all'interno delle medesime canalette (in alcuni tratti sono anche incastrati con i fili elettrici dove le canalette sono strette) :)

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elettrificato
nonostante l'incompatibilità teorica, i cavi di rete ethernet (cat 5) praticamente non subiscono alcuna interferenza,

come fai ad esserne sicuro, per caso hai eseguito un'analisi dei pacchetti che transitano sulla rete ethernet ed il risultato è un 100% di pacchetti inviati/ricevuti? Se lo avessi fatto probabilmente resteresti stupito della mole di pacchetti dati che non vengono "consegnati" al destinatario al primo tentativo.

In una rete di un ufficio in caso di disturbi sulla rete al massimo potrai avere un ritardo nella trasmissione dati che raramente, in reti piccole, arriva a danneggiare gli utenti al punto che questi lo riconoscano utilizzando un PC.

Grazie per l'indicazione sul cavo: per un segnale ADSL secondo te potrò limitare a 2 il numero dei fili (come il doppino telefonico)?]

Io non lesinerei sul cavo ma adotterei un cavo STP Cat6, costa un po' di più ma almeno garantisce maggiore immunità ai disturbi.

Per la trasmissione del segnale ADSL non avete pensato ad una soluzione wireless?

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Siccome credo a quanto riferiscono così tanti specialisti del settore, quando ogni giorno vedo la LAN dell'ufficio funzionare così bene resto incredulo sul fatto che, nonostantel'incompatibilità teorica, i cavi di rete ethernet (cat 5) praticamente non subiscono alcuna interferenza, sebbene siano posizionati all'interno delle medesime canalette (in alcuni tratti sono anche incastrati con i fili elettrici dove le canalette sono strette)

Per quello devi ringraziare l'elettronica che è ormai sempre più performante e immune ai disturbi. Il tuo elettricista, secondo me, e come ti abbiamo già rimarcato, ti ha avvertito anche sul fatto che al di là dei disturbi, un'installazione come te descritta non rispetta la norma per una questione di isolamento diverso. Poi...fai tu...E' come cablare una lampadina con dei cavi nudi in mezzo ad un locale: sicuramente la lampadina si accende ma non potrai certo dire che hai un lavoro a norma e soprattutto sicuro.

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remo williams
nonostante l'incompatibilità teorica, i cavi di rete ethernet (cat 5) praticamente non subiscono alcuna interferenza,
Vedo che sei molto fiducioso .

Tieni presente,che il primo crisma da tenere presente per tentare di abbattere ai minimi termini tali problematiche è,una distanza di almeno 30 centimetri,dai cavi di potenza.

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nonostantel'incompatibilità teorica,

Non è solo teorica l'incompatibilità.

Ci sono normative eletrriche sugli isolamenti, che ti hanno già illustrato.

C'è anche la normativa EMC che impone percorsi separati per cavi di potenza e cavi di segnale.

Il fatto che apparentemente per un po' tutto funzioni normalmente non siginifica nulla. Secondo il teorema elvetico, che stabilisce che se un guoi può accadere sicuramente accadrà nel momento meno opportuno, prima opoi qualche inconveniente/disturbo capiterà per far impazzire chi ha bisogno dei dati. Il corallario elvetico, al loro teorema, recita: "ma noi saremo comunque preparati".

PS. Nota di costume . Il succitato teorema non è fantasia ma è riportato nel manuale della protezione civile Elvetica.

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Il teorema elvetico è molto interessante, quasi incredibile se consideriamo la fama di "precisione" degli elvetici.

Secondo me, e credo secondo molti di noi, l'approccio scientifico deve essere basato sul metodo sperimentale: quanto ho riferito sul corretto funzionamento della rete LAN, tra una decina di macchine che funzionano a 100 Mbit/s oltre al Server.

Prevedevo alcuni commenti tra quelli sopra esposti, ero anche indeciso se avviare qui questa discussione: poi ho pensato, ma se questa "anomalia" non la scrivo in questo forum, dove potrei scriverla ?

Sulla base delle premesse che seguono:

1 - Le regole e le teorie illustrate da esperti di elettricità-fisica-elettromagnetismo-chimica dei materiali-ecc. sono corrette.

2 - I fatti che vi ho segnato sono corretti (dovreste credermi, ma a scanso di equivoci posterò qualche foto, appena ho tempo!!!).

sono curioso di comprendere, dal punto di vista scientifico, come è possibile che la teoria sia così sconfessata dalla pratica.

Il teorema elvetico, per quanto suggestivo, mi lascia senza certezze sull'argomento... cioè come ero prima di aver avviato questa discussione.

Ma il suggerimento di misurare l'efficienza dei cavi mi pare un buon punto di partenza: mi suggerite uno strumento da acquistare (di semplice utilizzo) ?

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Per la copertura di 700 m in campagna in un sito non presidiato non ci fidiamo molto. Il percorso dei cavi di potenza è ancora più lungo sono ca. 1.100 metri e saranno installati circa 20.000 euro di cavi elettrici (un piccolo giacimento di rame): segnalo che appunto è prevista la saldatura dei pozzetti per limitare il rischio di furti.

Noi vorremmo utilizzare gli stessi passa-cavi che ospitano i cavi elettrici, ovviamente è la soluzione più semplice, ma con poche certezze sulla tenuta del segnale, dobbiamo coprire ca. 700 m: proporrò il cavo "super-protetto" sopra indicato... per diverse ragioni non è più possibile eseguire un'altra traccia nel terreno e non si può lasciare nulla in superficie.

Collegheremo i seguenti componenti:

- AECLXC23 - Cont.Stat.LZQJ-XC 3x58/100V- 240/415V 0,01-1(6)A CL.C MID (RS485; Alimentazione Ausiliaria)

- AEMELXC0 - Modem Ethernet interno Variamod-XC (Per IP Statico comunicare: Indirizzo IP; Gateway ( nameserver); Network Mask 3)

- AESWCOMB - SOFTWARE COMBIMASTER EMH (Software per la lettura da remoto dei contatori)

Si tratta di monitorare via web l'assorbimento elettrico di tre elettro-pompe di emungimento che sono ubicate in tre distinti pozzi. Tra la fornitura Enel ed i pozzi ci sono ca. 1100 m. Tra la fornitura ADSL ed il box (interrato) dei quadri ci sono ca. 700 m.

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La metto lì senza convinzione sicuramente avrete già valutato:

optare per un collegamento radio per coprire i 700mt o una connessione internet su rete GSM direttamente dal punto in cui sono installate le pompe.

Sul problema di convievenza tra cavi osservo che

Adesso ci si ricorda tutto tra 10 anni magari qualcuno andrà a mettere mano alle linee adsl e non si preoccuperà certo di prendere precauzioni per lavorare con linee a 400V. Secondo me prima di tutto è un problema di sciurezza come hanno detto altri. Se parliamo di cavi di rete non dev'esserci la possibilità anche remota che vengano a contatto con 220V perchè nessuno penserà mai che la tensione su un cavo di rete sia 220V.

Quanto al funziona in barba alla teoria posso dire che il problema non è farne funzionare uno ma tanti.

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Secondo me, e credo secondo molti di noi, l'approccio scientifico deve essere basato sul metodo sperimentale:

Assolutamente no!

L'approccio corretto si basa su di una approfondita analisi teorica che, in questo caso, posa sui principi della elettrofisica.

Inoltre esistono normative ben precise che si devono applicare.

Questo è il contesto applicabile. Non puoi pretendere la benedizione per un lavoro non eseguito a regola d'arte.

Poi ognuno è libero di comportarsi come meglio crede, assumendosi la responsabilità del proprio operato.

sono curioso di comprendere, dal punto di vista scientifico, come è possibile che la teoria sia così sconfessata dalla pratica.

Non esistono sconfessioni pratiche: esistono casi (momentaneamente) particolarmente fortunati.

Tu puoi leggere su di un foglio tecnico che un certo cavo bifilare è garantito per un isolamento sino a 24 Vcc e tu puoi usarlo per un collegamento con tensione a 230 V. Per una serie di motivi sembra che l'isolamento tenga anche a 230 V (è un caso reale constatato dal sottoscritto); lisolamento tiene per parecchio tempo sino al giorno in cui tutto il va va in corto circuito!

Sino a quel giorno, secondo il tuo teorema, la pratica contraddiceva la teoria.

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Spero sia chiaro che la finalità della discussione è comprendere le ragioni tecniche di una norma così chiara per tutti i professionisti del settore che, sulla base delle mie osservazioni, sembrerebbe "eccessiva" e sarei lieto di comprendere, con il supporto tecnico di chi è appassionato e professionalmente competente, le ragioni dell'eventuale "eccesso".

Da quanto scritto fino ad ora, comprendo che l'obbligo di usare una canalina che contiene cavi di potenza separata, addirittura alla distanza minima di 30 cm, da una canalina che contiene un cavo di rete, è analogo all'obbligo delle cinture di sicurezza in auto: ne più ne meno che una precauzione. Argomento certamente interessante e, secondo me, da approfondire.

Però temo possa sfuggire un punto che si "confonde" tra vari esempi citati (cavi di potenza scoperti, corti circuiti, ecc) e spero, per l'utilità della discussione, sia possibile chiarire se:

- tra il caso A: canalina di plastica contenente 3 fili di potenza 220V affiancata ad una separata canalina di plastica contenente un cavo dati ethernet CAT5

- ed il caso B: canalina di plastica contenente 3 fili di potenza 220V ed un cavo dati ethernet CAT5

ci sono, o non ci sono, differenze significative dal punto di vista della sicurezza anti-incendio e corto-circuito.

Senza entrare per il momento nel merito del corretto traffico dati sul cavo ethernet, possiamo chiarire tecnicamente che il Caso B non genera alcun rischio di corto-circuito-incendio-e-simili significativamente maggiore rispetto al Caso A ?

img0973an.jpg

(Nella foto si vede la canalina esterna con il coperchio rimosso, il cavo di rete ethernet, i tre fili di potenza ed anche un 4 filo di sezione minore rispetto agli altri 3)

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è analogo all'obbligo delle cinture di sicurezza in auto: ne più ne meno che una precauzione.

Non proprio, anzi è l'esatto contrario

La cintura di sicurezza seve come protezione in caso d'incidente.

Le separazioni tra cavi di potenza e cavi di segnale previene l'incidente. (che in questo caso sono i disturbi più o meno "fetenti").

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ne più ne meno che una precauzione

Non so cosa intendi per precauzione. Se intendi salvaguardare la vita di persone animali e cose da eventi che nel limite del possibile possono essere previsti allora sono d'accordo.

Non so che lavoro fai ma se nel campo elettrotecnico, in campo internazionale se ci sono degli enti che normano le modalità di produzione dei materiali piuttosto che l'installazione piuttosto che la progettazione forse ci sarà una ragione no? Anche passare col verde piuttosto che col rosso è una precauzione. A tuo modo di vedere mi pare di si: qualche volta ti andrà bene e qualche volta no.

Nel caso della corrente elettrica, che si sa, è estremamente letale è logico che i normatori stiano il più possibile dalla parte della ragione.

Nel tuo caso B ad esempio, se hai una anomalia di isolamento nei cavi di potenza dovuta ad esempio a difetto di posa, mal produzione o usura dovuta a sovraccarichi, l'isolante dei conduttori dei segnali non ha l'isolamento necessario per "assorbire" la tensione dei cavi "anomali". Prova a mettere un 220 sulla presa segnali del tuo modem e poi vediamo cosa succede. Il fatto di separarli adeguatamente senza possibilità di promiscuità ti da la ragionevole certezza che le persone, gli animali e le cose possano essere salvaguardati o quantomeno essere sottoposti a un rischio che ragionevolmente è prossimo allo zero.

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"Nel tuo caso B ad esempio, se hai una anomalia di isolamento nei cavi di potenza dovuta ad esempio a difetto di posa, mal produzione o usura dovuta a sovraccarichi, l'isolante dei conduttori dei segnali non ha l'isolamento necessario per "assorbire" la tensione dei cavi "anomali". Prova a mettere un 220 sulla presa segnali del tuo modem e poi vediamo cosa succede"

Escludendo ragionevolmente "difetto di posa" e "mal produzione" poiché l'impianto fu testato e certificato (1) dopo l'installazione (infatti dopo quasi 10 anni è perfettamente funzionante) potrebbe restare il rischio "usura dovuta a sovraccarichi". Ma i sovraccarichi dovrebbero essere già sotto controllo poiché l'impianto è provvisto di dispositivi a monte come il differenziale che appunto automaticamente interrompe la fornitura di energia in caso di anomala dispersione di tensione, inoltre nel nostro caso c'è anche un limitatore di fornitura impostato a 3,5 kWp, oltre naturalmente, a monte di tutto, il contatore Enel che si comporta come un magneto-termico.

Quindi a monte ci sono diversi i dispositivi di sicurezza, ma nel caso in cui un tratto di un cavo di potenza possa disperdere tensione (senza che il differenziale se ne accorga), nel caso B, possiamo dire che la dispersione di tensione causerà problemi ben evidenti, prima di superare l'isolamento del cavo ethernet Cat 5?

Se la protezione di un differenziale è ritenuta non sufficiente, perché non "abbondare" con i differenziali a monte, ad es. sezionando l'impianto con un differenziale per ogni locale/stanza?

Perché non considerare migliore la "protezione" che evita la dispersione, rispetto a quella che gestisce il danno potenzialmente causato dalla dispersione stessa?

(1) l'elettricista ha testato e certificato l'impianto senza il cavo Ethernet che abbiamo aggiunto noi successivamente.

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"ripensandoci si potrebbe valutare anche una connessione con fibra ottica, è possibile? cia

se 700 metri di fibra ottica non costano un patrimonio.... perché no?

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l'elettricista ha testato e certificato l'impianto senza il cavo Ethernet che abbiamo aggiunto noi successivamente.

Quindi l'impianto non è certificato!

Perché non considerare migliore la "protezione" che evita la dispersione, rispetto a quella che gestisce il danno potenzialmente causato dalla dispersione stessa?

Perchè non rispettare le normative che evitano la possibilità di commistioni "incestuose" tra i due cavi?

L'uso di una fibra ottica, anche se un poco più costoso, risolverebbe tutti i problemi di isolamento (è costituita da materiale dielettrico) e di disturbi elettromagnetici. Infatti le fibre ottiche sono influenzate esclusivamente da radiazioni di tipo nucleare.

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Il titolo parla di cavi non di cordicelle che vanno da A a B in una tubazione lunga 1.100 metri con pozzetti (che si riempiranno di acqua) rompitratta e c'è ne vuole prima che un cavo perda di isolamento, al più se è sottodimensionato si fonde...

Fosse un lavoro mio mi preoccuperei dei disturbi che rendono illegibili i segnali , della durata di un cavo cat.5 a bagnomaria nei pozzetti e nel reale pericolo di rovinare l'isolamento esterno nel tirocavi.Se ci sono cavi ad hoc resta in ballo solo il punto uno, i disturbi, e qui mi guarderei le spalle con la committenza.

Ho appena terminato di fare un impianto di videosorveglianza con cavo cat.5. il cavo che va all'ultima TVCC passa con le cordicelle trifase.

Il cliente sa che se ci sono disturbi stacco questa linea ( e mi paga lo stesso ovviamente) e sa benissimo che è un lavoro che non si dovrebbe fare.. diciamo pure che la 4a TVCC se l'è montata lui..

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Salve a tutti.Se ho ben capito lo scenario dell'impianto è un campo non presidiato che deve essere irrigato da tre pompe per estrazione di acqua di falda pilotate da una cameretta interrata che contiene il quadro di manovra e dispositivi per il controllo remoto di suddette macchine.Si vorrebbe dotare la cameretta interrata di linea adsl per poter controllare via web le suddette pompe(chiaramente con opportuni software e dispositivi).Si vorrebbe far passare un cavo telefonico,o utp,o utp schermato nella stessa canalizzazione dei fili elettrici (tre fasi più neutro) che erogano 11KW.Concordo su quanto enunciato sui precedenti post e sul tuo elettricista in quanto questo è vietato dalle normative telefoniche.Richiedendo la linea telefonica ad un qualsiasi provider,il tecnico che verrà a fare il sopraluogo si rifiuterà senz'altro di passare in tubazioni elettriche il suo cavo telefonico e l'unica soluzione che ti proporrà è arrivare a destinazione mediante pali con tesate.Ne ti conviene gabbarlo dicendogli attacca la adsl quì che è tutto apposto in quanto il tutto potrebbe funzionare per un pò ma sarebbe ben presto destinato ad una serie di guasti.Affiancare un cavo telefonico ad una linea elettrica dove non c'è assorbimento di corrente(pompe spente) questo, viene influenzato dal campo elettrico presente sui cavi sotto tensione,succhiando corrente con le pompe i cavi vengono percorsi da corrente ed il cavo telefonico verrebbe influenzato anche dal campo magnetico (campo elettro-magnetico) che è proporzionale all' assorbimento di corrente..Affiancare un filo, immergendolo in un campo elettromagnetico, significa generare ai capi del filo una tensione ed affiancandolo per 700 metri,sono veramente troppi.Se misurassi con un tester ai capi del filo telecom troveresti della tensione parassita che non è concepibile su una linea telefonica(i fili dei puntali del tester dovrebbero essere molto lunghi HI)Un conto è affiancare un cavo di rete in un ufficio per 30 metri dove sul cavo di corrente accanto scorre una corrente irrisoria giusta per alimentare qualche pc(non si dovrebbe fare mai) ed un conto è affiancarlo a tre cavi da 25 mm quadri dove se succhi tutti gli 11Kw scorreranno almeno una ventina di ampere per fase con motori collegati a stella ed un cosfi di 0,8.Questi chiaramente sono dati presi al limite e nel peggiore dei casi.Spero che i tuoi motori assorbano meno in quanto bisogna tenere conto anche della corrente di spunto di avviamento dei motori.Dobbiamo anche tenere conto che i cavi utp ed il fili telefonici ad una coppia da 0,6mm di diametro sono nati per installazioni interne e non per esterno dove si degradano rapidamente.Unico cavo telefonico per estermo è l'autoportante (da palo)dove viene anche passato sottoterra in tubazione. per portare la linea telefonica in tratte lunghe.Ma anche questo non sarebbe immune ai disturbi elettromagnetici dei cavi elettrici.Altra cosa da tenere presente per le linee di campagna sono i fulmini che cadono di frequente sulle linee elettriche o diretti o indirette(flusso elettromagnetico provocato dalla caduta del fulmine indotto su cavi elettrici aerei) i quali provocano un'innalzamento istantaneo della tensione di linea che viene scaricata lungo la linea e nelle cabine di trasformazione da appositi scaricatori.E se i tuoi cavi fossero percorsi da questa rapidissima tensione sul tuo cavo telefonico si indurrebbe una pericolosa tensione che distruggerebbe i dispositivi adsl posti nella cameretta(se non altro)......I cavi elettrici che passerai dovranno essere a doppio isolamento(lavoro di elettricista più bravo di me) in quanto anche i cavi elettrici se non opportunamente protetti ,soto terra col tempo si degradano.I pozzetti che dici di saldare dovranno essere ispezionabili in quanto l'acqua e la terra entreranno dentro lentamente ma inesorabilmente.L'acqua se ne andrà ma la terra resterà e dopo aver riempito il fondo del pozzetto(non so quanto fondo) comincerà a scorrere dentro i tubi intasando il tutto ed un bel giorno aprendo il pozzetto non vedrai più ne i fili ne le imboccature dei tubi.(eperienze fatte)...La fibra ottica è l'unica soluzione ma è facile da dire è più difficile da fare.Per farla funzionare devi avere alimentazione elettrica per i dispositivi lato cameretta interrata(e non c'è problema) e lato box telecom o chiostrina stradale dove parte la linea adsl,alimentazione elettrica che non c'è e non ce la puoi neanche portare ne istallare all'interno di apparecchiature telecom altri dispositivi......A questo punto dato che ho inteso che intendi intercettare la tubazione elettrica lunga 1100 metri in un certo punto con il cavo telecom vorrei sapere la distanza tra il box telecom da palo o chiostrina(armadio a terra) ed il punto di intercettamento della tubazione elettrica e la misura da questo punto fino alla cameretta elettrica interrata......perchè una soluzione c'è con fibra naturalmente.Scusate la lunghezza !.se non ho compreso bene il problema o fatto errori sentitevi liberi di segnalarmelo..Ciao a tutti a presto!

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"...A questo punto dato che ho inteso che intendi intercettare la tubazione elettrica lunga 1100 metri in un certo punto con il cavo telecom vorrei sapere la distanza tra il box telecom da palo o chiostrina(armadio a terra) ed il punto di intercettamento della tubazione elettrica e la misura da questo punto fino alla cameretta elettrica interrata...

Il box telecom (in questo caso tiscali) è adiacente al punto di consegna Enel: sono entrambi sul bordo della strada: definiamolo Punto A.

Dal punto A parte il sotto-servizio interrato (già realizzato) con tubo da 2" che percorre 700 m, ispezionabile da 14 pozzetti ogni 50 m (già realizzati) e giunge ad un camerone interrato di ca. 2 metri per 2 metri con altezza 2,5 metri (50 cm sono fuori terra): definiamo il camerone interrato Punto B. Al cemerone interrato si accede mediante passo d'uomo con scala. Nel camerone c'è il quadro elettrico con l'arrivo della tensione fornita da Enel sulla strada (Enel si è rifiutata di fare questa derivazione, abbiamo dovuto chiedere ad un elettricista locale).

Dal camerone interrato partono tre distinte diramazioni di ca. 100 m + 100 m + 200 m per collegare le tre elettropompe di emungimento.

Dunque le distanze sono:

Punto A - Punto B = 700 m

Punto B - Pompa 1 = 100 m

Punto B - Pompa 2 = 100 m

Punto B - Pompa 3 = 200 m

Tutte le tratte dei sotto-servizi sono state realizzate interrate con un solo tubo corrugato da 2 pollici. L'esigenza del tele-controllo è emersa successivamente alla realizzazione delle opere edili ed il tele-controllo via GSM o GPRS non è apprezzato, si preferisce una soluzione via cavo.

Via web si intende controllare:

1 - l'assorbimento elettrico delle tre elettropompe (aggiungendo gli hardware indicati in un post precedente). Vorremmo sapere da remoto se l'assorbimento delle pompe è corretto, se sono spente, se assorbono più del necessario perché "intasate" ecc.

2 - se possibile, anche il volume d'acqua estratto dai singoli pozzi poiché le elettro-pompe sarebbero equipaggiate con contatori volumetrici di acqua provvisti di lancia-impiulsi, quindi si aggiungono 3 cavi dati per portare il segnale digitale on-off dei 3 lancia-impulsi da Pompa 1, 2 e 3 al Punto B.

Edited by esco
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