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Vasi Espansione


frizzolo

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Ciao a tutti volevo un vostro parere su questo quesito che mi sono posto:se il vaso di espansione di una caldaia è sottodimensionato rispetto all'impianto(cioè troppi caloriferi)lo troverei sempre scarico secondo voi?

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di certo essendo sottodimensionato sarebbe più sollecitato a scaricarsi ...cioè un conto è che la mebrana lavori contro una pressione di 1 chilo e un conto è che la mebrana si trovi sempre 3 chili

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Se è sottodimensionato troveresti la valvola di sicurezza che scarica spesso. Il vaso di per se se non ha problemi non si deve scaricare. Se si scarica è perchè c'è una perdita quindi è bene sostituirlo.

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Io sul dimensionamento dei vasi ho la mia teoria, ovvero che se il vaso è sottodimensionato significa che è sottodimensionata anche la caldaia e neanche di poco. Diffida di quei fenomeni che piazzano vasi aggiuntivi da 18 litri sui piccoli impianti domestici. Un vaso da 6 litri, il minimo di serie sulle caldaie da 24kw, è in grado di contenere l'espansione di 120 litri d'acqua, che corrisponde circa alla quantità contenuta in 200 elementi di alluminio interasse 80cm, e 200 elementi scambiano oltre 36kw di calore. Toglici pure l'acqua delle tubazioni dal calcolo... :thumb_yello:

Modificato: da innohit
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Innohit a me i calcoli mi danno altro e sinceramente ,anche se poca la mia esperienza, non ho mai trovato un vaso di 6 litri che riuscisse a contenere anche soli 90 litri d'impianto... :(

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Ma quello che volevo capire é se un vaso sottodimensionato lo si trova sempre scarico(secondo me si perché la membrana interna viene schiacciata dall'ebollizione dell'acqua)...

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per un aumento di temperatura da 10 a 90°C, ovvero classico caso di riscaldamento, il coefficiente di dilatazione in volume è pari a circa 0,045.

dunque il volume del vaso si calcola come:

Vv = 0,045*(volume acqua impianto in litri)

la pressione di precarica deve essere tale da assecondare l' aumento di pressione, ovvero l' aumento di volume. la pressione di precarica dovrebbe essere circa il 50% della pressione a freddo dell' impianto; dunque facendo due conti

120lt * 0,045 = 5,4 litri

pressione a freddo: 1,5 bar > pressione di precarica: 0,75 bar

questo modo di dimensionare dovrebbe restituire risultati accettabili nel campo di pressioni di funzionamento dei normali impianti di riscaldamento.

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per un aumento di temperatura da 10 a 90°C, ovvero classico caso di riscaldamento, il coefficiente di dilatazione in volume è pari a circa 0,045.

Ovvero il 5% dunque un ventesimo del volume totale. :thumb_yello:

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però non ho capito la relazione tra vaso piccolo e caldaia piccola.

la più piccola taglia in commercio sarà la 18kw, che quasi ci si fa due volte un appartamento di 90mq caratterizzato semmai solo da pareti spesse, ma non isolate.

non solo il riscaldamento è sempre esuberante, ultimamente mi capita pure di abbassare la nominale, poichè proprio non li trovo in certe case 11l/min di acs....

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sfido chiunque nella realtà a stare tranquilli su 120 litri d'impianto con SOLI 6 litri di vaso espansione....

la formula consigliata dall'ispesl è la seguente...

Per il calcolo di questi vasi, le norme ISPESL

prevedono l’uso della seguente formula:

VV = [V0· ( e – e0)]\[1- (Pi/Pf)]

VV

VV= volume del vaso di espansione, l

V0= contenuto di acqua dell’impianto

e = coefficiente di espansione dell’acqua alla

temperatura finale,

e0= coefficiente di espansione dell’acqua alla temperatura iniziale,

PI= pressione assoluta di carica del vaso, bar deve superare la pressione statica nel punto in cui è installato il vaso di espansione di almeno 0,15 bar (sono consigliabili incrementi di 0,3 ÷ 0,4 bar)

PF= pressione assoluta massima di esercizio riferita al vaso, barI valori della pressione (PF) si devono determinare sommando algebricamente le seguenti pressioni:

PVS= pressione assoluta di taratura della valvola di sicurezza, bar

P∆H = pressione corrispondente al dislivello tra vaso di espansione e valvola di sicurezza, bar

(in merito si ricorda che il dislivello di

un metro corrisponde a circa 0,1 bar)

quindi l'esempio da voi riportato diventa il seguente :

VV= [120* ( 0.0359-0.0009)]/[1- (1,5/3)] = diventa ( 120*0.035)/(1)= diventa 4,2 / 0.5 = diventano 8,4 LITRI....questo nella teoria ...se aggiungiamo che l'ispesl consiglia l'aumento del 10% 8,4 +10% = 9,24

dati gentilmente messi a disposizione da Caleffi :thumb_yello:

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L'aumento di volume dell'acqua è una cosa, il dimensionamento di un vaso chiuso a membra è un'altra cosa. Cioè è corretto che l'acqua aumenta di volume del 3,5% circa da 10°C a 90°C, quindi per 100 litri sarebbero 3,5 litri. Questo varrebbe per un vaso aperto, un vaso chiuso a membrana è un equilibrio di pressioni iniziali e finali come sviluppato nella formulina sopra esposta. Quindi i 6 litri di un vaso ad impianto "freddo" saranno parzialmente occupari da acqua, idem ad impianto "caldo" dove non tutto il volume del vaso sarà occupato dall'acqua.

La pressione iniziale è data sostanzialmente dalla pressione idrostatica (altezza impianto) piu' un tot solitamente 0,3bar. La pressione finale invece è data dalla valvola di sicurezza (3bar per esempio).

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però non ho capito la relazione tra vaso piccolo e caldaia piccola

Una caldaia ad esempio da 18kw può scaldare una quantità x di elementi radianti, che scambiano appunto 18kw. In questa quantità x di elementi, ci scorre una quantità y di acqua, dunque se la caldaia viene fornita con vaso d'espansione di serie, il vaso sarà già stato dimensionato almeno per la quantità massima di elementi che quella caldaia può scaldare. Dunque se un vaso è insufficiente perché l'impianto è più grosso, se ne deduce che la caldaia è insufficiente.

a più piccola taglia in commercio sarà la 18kw, che quasi ci si fa due volte un appartamento di 90mq

Bene appunto che una qualsiasi caldaia murale non può avere il vaso sottodimensionato per l'impianto che deve scaldare, perché sono sempre sovradimensionate. :thumb_yello:

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Se si trova un impianto datato, magari a circolazione naturale trasformato a vaso chiuso è facile trovare che il vaso sia scarso e non perchè la potenza della caldaia è inferiore. Oggi poi si dovrebbe dimensionare gli impianti per lavorare con temperature massime a 55°C, questo comporta un sovradimensionamento del calorifero rispetto a qualche anno fa', quindi piu' acqua nel circuito. Capita spesso di trovare quei caloriferi in ghisa con i piedini, molto efficienti dal punto di vista della resa e che hanno un contenuto d'acqua elevatissimo, questo è un altro fattore di scarso vaso.

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Alla fine vi siete ingegnati nei calcoli ma io stavo cercando di capire se un vaso che non ce la fa a sopperire i litri d'acqua dell'impianto lo si dovrebbe trovare sempre scarico o no...

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Se si trova un impianto datato, magari a circolazione naturale trasformato a vaso chiuso è facile trovare che il vaso sia scarso e non perchè la potenza della caldaia è inferiore.

I famosi impianti a pioggia. :thumb_yello:

Oggi poi si dovrebbe dimensionare gli impianti per lavorare con temperature massime a 55°C, questo comporta un sovradimensionamento del calorifero rispetto a qualche anno fa', quindi piu' acqua nel circuito.

Domanda: si sa che all'aumentare della temperatura dell'acqua in un circuito chiuso ne aumenta anche la pressione (ecco perché il vaso d'espansione). Se la temperatura di progetto è più bassa, può essere sufficiente anche un vaso più piccolo, visto che l'acqua raggiungerà pressioni minori?

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per lavorare a bassa temperatura ci sono portate maggiori di acqua in gioco, in quanto aumenta il numero di elementi dei radiatori. più acqua, più dilatazione, più vaso. questo dovrebbe essere il senso di quanto detto da simone baldini

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ma se la temperatura è minore anche il coefficente è minore.

se l'aumentare dell'acqua è inversamente proporzionale alla temperatura dovrebbe non ci vuole un vaso espansione maggiore

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Alla fine vi siete ingegnati nei calcoli ma io stavo cercando di capire se un vaso che non ce la fa a sopperire i litri d'acqua dell'impianto lo si dovrebbe trovare sempre scarico o no...

Prova a leggere la risposta nel post n. 3 prima di sollecitare.

Modificato: da Simone Baldini
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se l'aumentare dell'acqua è inversamente proporzionale alla temperatura dovrebbe non ci vuole un vaso espansione maggiore

Esattamente quello che intendevo io, era il senso della mia domanda. L'acqua a 70° ha una pressione maggiore dell'acqua a 55°. Infatti ad esempio se faccio partire una caldaia col vaso scarico finché l'acqua non raggiunge una certa temperatura la valvola di sicurezza non apre perché la pressione rimane comunque entro limiti accettabili.

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si ma non dimentichiamo che negli impianti a bassa temperatura abbiamo un volume d'acqua maggiore e quindi andrebbe a compensare la temperatura di mandata inferiore.

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Ma per quale principio secondo te dovrebbe scaricarsi? Dove dovrebbe finire l'aria, se la "mangia" chi e perche'? Se un vaso è sottodimensionato scatta la valvola di sicurezza, punto e basta.

Mi è capitato di vedere un impianto a pannelli pavimento che funzionava praticamente senza vasi d'espansione, questo grazie alla dilatazione delle stesse tubazioni in PEX, ma chiaro che i dT erano molto limitati non piu' di 20°C.

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