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turista della democrazia

la valvola o il capillare necessitano di essere alimentate di una pressione/temperatura corrispondente a circa 40,45°C, per cui se condensi a 20°C innanzitutto il refrigerante è ad una pressione talmente bassa che a momenti non arriva alla valvola o al capillare, secondo vuol dire che si è scelto un condensatore TROPPO grande

Per essere pignoli anche qui si possono fare precisazioni, le termostatiche possono lavorare anche con 2 bar di differenziale tra alta e bassa, questo è quanto riportato sulle tabelle tecniche della Danfoss. Per i capillari invece se cade la pressione di condensazione è noto che crolla anche quella di evaporazione.

Comunque con un condensatore troppo grande si può porre rimedio tramite controllo di condensazione mentre ad uno piccolo non si fa nulla di efficace.

Il sovradimensionamento dei condensatori è anche del 100% quando si tolgono quelli tradizionali e si mettono quelli tropicalizzati e silenziati, problemi non ne sorgono con una termostatica ben dimensionata.

Di solito i condensatori da catalogo danno un sottoraffreddamento di 5K ma...a patto siamo nei parametri che dicono loro, il che vuol dire che se il condensatore è intasato di polvere, questi 5 gradi ce li mangiamo in un baleno, per quello il condensatore è la prima cosa da controllare che sia in perfetta efficienza.

Anche qui si potrebbe non condividere: Se cala l'efficienza del condensatore si perde in sottoraffreddamento? Se il condensatore è sporco condenserà ad una temperatura maggiore ed il sottoraffreddamento rimanere immutato.

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Frigorista Carpi

Se il condensatore è sporco condenserà ad una temperatura maggiore ed il sottoraffreddamento rimanere immutato.

Confermo.

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Frigorista modena

Turista hai ragione, io vado spesso a memoria perché dalla fretta non sto a tirare fuori gli appunti e i cataloghi, a proposito delle termostatiche un catalogo Carel, nella parte del dimensionamento, mi fa molto ridere perché danno una temperatura di condensazione di 30, 35°C, quando sinceramente, per gli impianti che ho sempre trovato io, ossia quelli più frequenti, non stiamo mai sotto ai 45, 50°C (a parte alcuni con condensatore tropicalizzato, anche modificati da me, con i quali puoi fare quello che vuoi).

Solitamente trovi motocondensanti poste in mobili bar senza ricambio aria (per estetica), con temperature elevatissime.

E' comunque molto più felice la termostatica che il compressore, perché ovviamente la termostatica lavora meglio quando c'è molta differenza tra T cond e T evap, mentre il compressore, al contrario, rende meno quanto più questa differenza è alta.

Dovrebbe essere comunque noto che si da in italia centro nord, una temperatura di condensazione ottimale, per la resa dell'impianto, di +50°C, mentre al sud si arriva anche a +55°C, mentre i raffreddati ad acqua viaggiano attorno ai +40°C.

Per quello che riguarda il sottoraffreddamento, non insisto, per me se si fatica a condensare si fatica anche a sottoraffreddare, almeno dagli impianti che tratto io, poi non dimentichiamo che senza leggere il catalogo del condensatore, non possiamo sapere se la fabbrica, alle condizioni nominali, da o meno 5°K di sottoraffreddamento, che comunque insisto saranno mantenuti solo, appunto, se stiamo nelle condizioni nominali.

Per tutto il resto, se proprio vogliamo esserne certi, con manometro e termometro quando vogliamo misuriamo il sottoraffreddamento, e io di sottoraffreddamenti giusti negli impianti strangolati che torvo tutti i giorni, non ne ho mai trovati,

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la carel credo che consideri anche basse pressioni di condensazione per scegliere il taglio giusto della temostatica..perchè se ci possono essere problemi in estate ve ne possono essere altri in inverno

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