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Percloroetilene Usato Nel Lavaggio A Secco


eliop
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Con questa discussione non voglio creare allarmismo ,però quando portate un capo in lavanderia meditate su cosa viene usato per il suo lavaggio :il percloroetilene e già il suo nome non ispira molta fiducia,se poi vi prendete la briga di leggere la sua scheda di sicurezza è scritto chiaramente di essere sospetto cancerogeno per l'uomo.

Ora mi chiedo è sensato che uno indossi un indumento lavato con un simile prodotto?

Ricordo che una ventina d'anni fa quando ancora portavo qualche capo in lavanderia ,il suo odore non ispirava tanto dopo lavato ,per cui non ho mai più portato niente al lavasecco.

Qualcuno potrà obbiettare che probabilmente gli indumenti stessi siano fabbricati con sostanze non proprio innocue ,ma almeno faccio a meno di introdurne altre.

se si parla tanto di male dell'ultimo secolo ,una ragione ci sarà o no ?

Non per niente la sua crescita è andata di pari passo con il cosiddetto "Progresso" per cui siamo arrivati

al punto di chiederci sto mangiando o mi sto avvelenando?

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  • 1 month later...

  • 8 months later...

Il Percloroetilene, anche chiamato Tetracloroetilene, è cancerogeno, come altre sostanze cancerogene "legalmente" spesso a contatto con l'uomo.

I lavoratori dei lavasecco sono infatti monitorati dai medici del lavoro (anche se le moderne lavatrici ormai sono a "ciclo chiuso"), così come sono monitorati i benzinai che inalano Benzene ed altri composti organici volatili contenuti nei carburanti (anche se i moderni erogatori dispongono dei dispositivi di recupero vapori).

Queste sostanze generano anche problemi ambientali nel loro ciclo di vita: produzione, trasporto, deposito, utilizzo, gestione rifiuti quando esausti. La dispersione di tali sostanze nell'ambiente è causa di complicati e costosi danni ambientali che generano spesso la contaminazione delle acqua sotterranee di vaste aree poiché facilmente di disperdono e contaminano il sottosuolo.

Anche l'uso dei disinfettanti a base di Cloro operata dalla quasi totalità degli acquedotti pubblici, o gestiti da consorzi pubblici, può causare la formazione di sostanze dannose come i trialometani che furono i primi sottoprodotti della disinfezione delle acque ad essere stati scoperti. Tali sostanze ingerite dall'uomo possono causare danni all'organismo, ma siccome le concentrazioni di tali sostanze restano molto basse, sono definite acque potabili e si possono consumare per l'alimentazione umana.

Siccome tali sostanze sono generalmente "volatili" si possono raccomandare piccole azioni di mitigazione, come lasciare la bottiglia d'acqua dell'acquedotto non tappata per qualche ora, prima di consumarla e lasciare le camice della lavanderia all'aria qualche ora prima di indossarle.

I temi sono abbastanza complessi e delicati anche perché gli organismi più piccoli (i bambini) sono più vulnerabili degli adulti a contatto con queste sostanze ed i limiti di esposizione in questi casi devono essere più cautelativi.

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Ho conosciuto personalmente un uomo e una donna (la mamma di un mio amico) che dopo aver gestito per anni una lavasecco sono purtroppo morti di cancro. Questo per me basta a stare alla larga dalle lavasecco finchè possibile.

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Purtroppo c'è chi ancora utilizza vecchie macchine ,conosco personalmente una signora che gestisce una lavanderia in un locale minuscolo dove ho effettuato qualche riparazione,che se ne sta buona buona dentro come se niente fosse mentre la macchina fa la "Distillazione" del solvente e nel locale c'è un'aria irrespirabile che non ci si riesce a stare .tant'è che quando mi è capitato me ne sono dovuto uscire subito,ed ora preferisco non andarci più.

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Immaginate cosa ci sarà nel sottosuolo delle lavasecco che avete segnalato.

Se questi siti non sono controllati [e non lo sono se eliop ha potuto osservare quanto ha sopra descritto] per diverse ragioni come i costi di smaltimento del solvente esausto oppure una buona dose di ignoranza, non è raro che si utilizzino vie "gratuite e pericolose" per lo smaltimento: ovvero lo scarico nei tubi si scarico della pubblica fognatura.

Questo malcostume genera significativi problemi di contaminazione del sottosuolo e, a seconda dei casi anche la contaminazione delle acque sotterranee, poiché le fognature pubbliche sono generalmente lesionate oppure spesso discontinue in corrispondenza dei pozzetti di connessione. Se considerate che il Tetracloroetilene è addirittura permeabile nel calcestruzzo comprendiamo bene che è una sostanza da gestire con molta molta attenzione.

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  • 4 years later...

Da ragazzo ho lavorato per molti anni in una lavanderia a secco che usava percloroetilene. Non esisteva il "solvente esausto" perchè lo scarto veniva distillato. Semmai restavano delle polveri filtranti impregnate dello sporco tolto agli indumenti, che più di 50 anni fa venivano buttate nei bidoni della pattumiera, allora non c'era ancora la raccolta differenziata. Ma se le macchine erano mantenute in buone condizioni, gli indumenti uscivano caldi senza alcun odore di solvente, in quanto era evaporato totalmente. 

Ciao 

Mario 

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